Dietro al Family Day una setta massonica…

kiko
di don Giorgio De Capitani
Sinceramente, non mi interessa sapere qualcosa della vita privata di Massimo Gandolfini, l’organizzatore del Family Day di sabato 30 gennaio. Sono rimasto invece scioccato nel sapere che è un leader del Movimento dei neocatecumenali, e che perciò dietro alla manifestazione c’era lo stesso Movimento ecclesiale, il cui fondatore e capo indiscusso è Kiko Auguello, noto per certe sue dichiarazioni sulle donne. Ha creato un Movimento tutto legato alla sua persona: egli fa e disfa come crede, manipolando come al solito le persone più deboli mentalmente.
Ho tentato di trovare qualche ulteriore notizia su questo Movimento di tipo massonico, ma poi mi sono stancato nel leggere cose deprimenti. In poche parole, è una setta di adepti, ridotti a zombie, incapaci di intendere e di volere, agli ordini di leader supremi (sarebbero tre: 1 + 2), a cui interessa solo dominare nel campo della fede. Di quale fede? Qualcosa di allucinante, un misto di invenzioni accalappia-mosche.  
Per la mia stessa natura di spirito libero, odio queste sette massoniche, e non sopporto che la Chiesa abbia bisogno di loro per sostenere i suoi valori.
Tutti sanno le mie particolari antipatie verso il Movimento ciellino. Ma da anni prevedevo che avrebbe fatta una brutta fine, dal momento in cui è uscito dai binari, e si è messo in politica, alleandosi con il Porco d’Arcore ed entrando nel mondo degli affari.
Ma riconosco che Comunione e Liberazione è ben lontana dalla pericolosità di certe sette religiose, che, fingendo di essere mistiche e di rimanere lontano dal mondo politico, lavorano sulle coscienze, togliendo loro, ripeto, la capacità di intendere e di volere. Ecco, il Cammino neocatecumenale è una di queste: una setta diabolica, proprio perché toglie la libertà di pensare e di agire.
Ma forse la gente è fatta così: vuole farsi manipolare, guidare, condurre per mano, dire sempre di sì ai falsi messia, agli imbonitori. Certo, non esiste solo il Cammino neocatecumenale: nella Chiesa ci sono altre sette, magari meno potenti, ma anche loro fanno danni incalcolabili.
Bisogna stare allerta! Ma a che serve avvisare? Oramai, la gente è già manipolata per diverse ragioni, e stare di qui o stare di là, cambia ben poco.
Ma lo dico lo stesso. Riprendiamoci il Pensiero libero, teniamoci il più possibile il dono della libertà dello spirito, apriamo le porte dell’Umanità.
E lo dico forte: il vero cristiano non ha bisogno di leader, non ha bisogno di gerarchie, non ha bisogno di strutture. Vive libero nel cielo libero: finché la Chiesa sarà facile preda di questi predoni dello spirito non farà che danni all’Umanità.

 

12 Commenti

  1. Cristina Ciccarelli ha detto:

    Sono settari quindi asociali, si fanno manipolare perché hanno menti deboli incapaci di esprimere un opinione con cognizione di causa, capiscono il sesso soldi e sono xenofobi quindi non hanno credibilità, informatori mi comunicavano che si dividono contanti non rendicontati quindi sono associazioni per delinquere finalizzate a rubare soldi ad estranei della setta per distribuirli fra gli adepti che anziché lavorare fanno sesso per creare prole, chiacchierano a vanvera, visionari e alienati.

    una parte malata del tessuto sociale.

  2. pier ha detto:

    scusate perche’ dare del reazionario a mons. Bregantini, quando alcuni anni fa Don Giorgio lo propose al posto di Tettamanzi?

  3. Giuseppe ha detto:

    Da vocabolario :
    sètta s. f. [dal latino secta «séguito». Sectus, part. pass. di sequi «seguire»].
    Insieme di persone che seguono una dottrina filosofica, religiosa o politica. Talvolta si intende che tale dottrina si distacca e dissente da una dottrina già diffusa e affermata. Usato in particolare come termine storiografico per definire ognuna delle “società segrete” che sorsero tra gli ultimi decenni del ‘700 e i primi dell’800, nei vari paesi europei con programmi e attività contrari al governo o alla politica dei singoli stati. Gruppo politico o ideologico intollerante, chiuso in sé stesso (spirito di setta: spirito intransigente e fazioso).

    Ho già affermato in altre occasioni di trovare incomprensibile la formazione di associazioni e gruppi di culto particolare come i Neocatecumenali, i Carismatici e naturalmente C L, Opus Dei e movimenti simili. A fatica capisco gli ordini religiosi, che almeno ormai hanno cessato di interferire nelle attività politiche ed economiche dei paesi in cui operano (o lo fanno solo marginalmente), ma trovo del tutto fuori luogo la creazione all’interno della chiesa cattolica di vere e proprie confraternite, i cui scopi, non possono non andare al di là della semplice condivisione di una fede, perché altrimenti non avrebbero alcun motivo di esistere. Se la chiesa si definisce “cattolica” (cioè universale) non lo fa solo per distinguersi dalle altre confessioni cristiane, ma soprattutto perché professa la comunione dell’intero popolo di credenti con il Cristo e tra i confratelli, nel seguire i suoi insegnamenti e il suo messaggio di salvezza, senza dover ricorrere a particolari alchimie o escamotage o peggio dividersi in comitive, perché siamo tutti fratelli e abbiamo tutti pari dignità, a prescindere dalle qualità e dalle competenze individuali .

  4. Gabriele ha detto:

    Condivido ed anche solo per logica l’ho sempre sostenuto! Complimenti a lei per la laicità che esprime. Se la Chiesa fosse così NON SAREMMO “NEMICI” ma una simbiosi di diversità!

  5. luciano ha detto:

    Don de capitani il Cammino non è una setta. Se lei invece di perdere tempo con “ricerche” parlasse con qualcuno di questi “massoni” scoprirete che lei evangelicamente parlando ha scritto ‘na fregnaccia. Buona compieta.

  6. Raimondo Testa ha detto:

    Soltanto nella verità c’è libertà. Soltanto chi crede e vive nella verità è uno spirito ligbero e liberante.

  7. GIANNI ha detto:

    Non ho mai capito perché all’interno del cattolicesimo dovessero esserci più movimenti, o meglio..
    capisco che qualcuno possa voler sottolineare taluni elementi…
    ma certo che se un movimento è, o rischia di divenire una setta, allora credo che non solo cessi di essere cristiano, ma anzi, rischi di divenire un pericolo per gli adepti.
    Nel senso che soprattutto la loro libertà potrebbe subire forti condizionamenti, ed in tal senso anche il papa ha posto l’accento su taluni rischi.