Angelo Scola, adesso hai proprio rotto!

veglia lecco

di don Giorgio De Capitani
Non è soltanto una mia impressione. Ve lo assicuro. Parlando con la gente e con quei pochi preti con cui riesco ancora a parlare, constato ogni giorno quanto il giudizio su Angelo Scola sia fortemente negativo o per lo meno di perplessità. 
Lo so: la gente si lamenta e poi non va oltre, mentre i preti borbottano e poi tacciono, per non perdere la parrocchia.
Non parlo poi della curia e dei collaboratori più vicini al vescovo: i più sono mentalmente castrati, gli altri sono scaltri a tal punto da fingere di collaborare, senza però avere il coraggio di dissentire, per cui anche la loro finta collaborazione diventa in realtà una connivenza con il pastore alla mercé di un vuoto pastorale, che lascerà conseguenze  paurose nella diocesi più grande del mondo.
Proprio per questo, insisto nel dire la mia opinione, che, ripeto, è più che una personale opinione.
Certo, anche le ombre servono per cogliere la realtà della luce, anche i limiti servono per apprezzare le virtù. Mai come oggi sentiamo la mancanza di un vescovo come Martini. Se fossi di un’altra diocesi, citerei altri vescovi, altrettanto degni di considerazione e di apprezzamento.
Angelo Scola è servito se non altro a risvegliare in noi ambrosiani la nostalgia dei grandi vescovi ambrosiani, ma soprattutto è servito a farci aprire gli occhi sulla falsità di una curia sempre prona a venerare anche i mediocri, e di un gregge in cui, da una parte i pastori fanno in ogni caso i cavoli loro, e dall’altra le comunità pensano solo a riempirsi la pancia all’ombra del campanile.
In fondo a noi ambrosiani, praticoni del religioso e spudoratamente incoerenti su tutto il resto, fanno comodo situazioni di stallo, come ci irritano pastori d’avanguardia, che ammiriamo anche, ma da lontano, e possibilmente post mortem.
Una diocesi, quella milanese che, a parte eccezioni lodevoli ma isolate, è sempre rimasta all’ombra delle profezie provenienti dal di fuori (vedi ad esempio la chiesa fiorentina), senza un benché minimo sforzo di uscire dal banale, dallo scontato, dal tipico saper fare  nel campo manageriale o dal ghetto movimentista. Non credo che sia un vanto ambrosiano avere avuto il fondatore di Comunione e Liberazione, un parto che ben presto è diventato un mostro.
Ci mancava poi un vescovo ciellino! L’ira di Dio non poteva sfogarsi meglio! Ma servirà la lezione? Ne dubito, vista la nulla reazione dei preti diocesani e della gente milanese. E la diocesi va a ramengo. Per me, questo è il problema. Per gli altri, non  sembrerebbe. Per me o per gli altri, in realtà la diocesi dove sta andando?
A parte la mia particolare antipatia quasi di pelle nei riguardi di Scola, a parte ciò che ho ricevuto dal cardinale che mi ha messo in pensione “forzata” senza poter far più nulla dal punto di vista ministeriale, ciò che non sopporto è il suo stile pastorale, è la sua visuale di fede, è il modo con cui si rapporta con la gente, è anche il suo modo di comunicare la Verità di Dio. Mi sembra che non sempre si prepari adeguatamente quando è invitato a tenere qualche conferenza, o a fare qualche intervento in occasioni importanti.
Cito l’ultimo caso. Martedì 28 aprile alle 20.45 a Lecco, presso gli stabilimenti dell’Icam, Angelo Scola ha presieduto la Veglia per il lavoro. Non ho partecipato personalmente, per cui non posso dire nulla sull’incontro che ha visto interventi di lavoratori e anche momenti di preghiera. Ho visto però e ho sentito il video con le parole del cardinale. Sinceramente, non sono riuscito a cogliere un pensiero profondo, provocatorio e interessante. Osservando i volti dei presenti, non mi è sembrato di notare una certa partecipazione. Ancora una volta, mi son detto: questo vescovo sa comunicare con la gente? si prepara seriamente?
Ogni giorno che passa mi sembra di assistere ad una barca che va alla deriva. Tutti vedono, e assistono passivi, indifferenti, quasi rassegnati. Che fare? Certo, non ho il potere magico di cambiare le cose. Non spetta a me spostare le persone. Ma spetta a me dire ciò che penso e ciò che vedo.
Angelo Scola se ne deve andare al più presto. La diocesi ha bisogno di un vescovo che le ridia una scossa, un risveglio, una nuova boccata d’aria. Non sarà facile, lo so. Ma talora basta poco: prendersi veramente a cuore un gregge disorientato, stanco, lasciato nel suo dolce dormire.
 
Guardate e ascoltate questo video

 

9 Commenti

  1. Tommaso Pellegrino ha detto:

    Un grande Arcivescovo milanese (o “Ambrosiano”, come dice Don Giorgio)? Ildefonso Schuster.
    Tommaso Pellegrino – Torino (che, comunque, non intende soltanto fare pubblicità al proprio blog, come insinuato da don Giorgio in altra sede, bensì, guarda un po’, ama firmarsi con le proprie generalità, complete anche di indirizzo Internet, anzichè con quegli stupidi pseudonimi od anonimismi dietro i quali generalmente si trincera chi commenta su questo genere di siti, e che qualche modesto contributo di pensiero crede onestamente di averlo pur dato, spesso anche “pubblicizzando” altri blog diversi dal suo, come ad esempio “La scure di Elia” ed altri).
    http://www.tommasopellegrino.blogspot. com

  2. Davide ha detto:

    Invii queste sue riflessioni a Papa Francesco, così almeno possiamo sempre sperare che ci prepari un successore diverso dall’attuale…

  3. zorro ha detto:

    Ho sentito il video e non ho capito niente.penso che Scola dovrebbe essere meno enigmatico e piu’ semplice nella comunicazione,non e’ con parole difficili che si esprime un concetto difficile!!!!Non si capisce dove inizia la parola di Dio e invece pura speculazione teorica

  4. GIANNI ha detto:

    Mah….un intervento che, almeno a me, non dice nulla.
    Ma non perchè sia ermetico, ma proprio perchè si limita a ribadire cose già note….che il cristiano deve mettere tutto sotto la luce del cristianesimo ecc ecc.
    Vabbe’, ma poi……?

  5. Giuseppe ha detto:

    Purtroppo tra i membri del clero della chiesa cattolica ci sono anche diversi altri “angeli scola” che fanno coscienziosamente la loro parte di danno. Personalmente, sebbene abbia avuto la fortuna di incontrare qualche prete veramente in gamba, ne ho visti e ne vedo tuttora parecchi di ministri del genere . Non è un caso, secondo me, che molte persone pur essendo fermamente credenti hanno smesso di essere praticanti, mentre lentamente, ma inesorabilmente, le chiese sono sempre più deserte…

  6. Alberto ha detto:

    Don Giorgio
    Un po’ paranoico come sempre
    Guarda che Dio esiste … Ma stai sereno non sei tu !!

    • Don Giorgio ha detto:

      Esiste anche la categoria dei ciechi, e tu ne fai parte! Povero ottuso ciellino!

      • don ha detto:

        Dalle mie parti (in Piemonte) si dice che sia imminente la nomina di Mons. Franco Giulio Brambilla, attuale Vescovo di Novara, come arcivescovo di Milano

        • Don Giorgio ha detto:

          È un brav’uomo. Il problema è che è “di casa”. Anche Tettamanzi lo era, ed ha sofferto proprio da quelli di casa. Vedremo. A Milano abbiamo bisogno di un buon pastore, illuminato e aperto. Scola è stato (!) un fallimento unico su tutti i fronti. Deve andarsene al più presto.

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