Questo Parco che vede e finge di non vedere, quando c’è il prepotente di turno

di don Giorgio De Capitani
Sono incazzato nero, quando sento dire che il Parco non sapeva, non ha visto e adesso interviene. Interviene sì, per forza, dopo le segnalazioni che lo inchiodano.
Ma che fa? Di fronte all’evidenza promette che sanzionerà i colpevoli, i quali nel frattempo se la ridono, sapendo che tutto cadrà in fumo, magari dopo qualche promessa da marinaio o qualche telefonata all’amico dell’amico dell’amico.
Ecco quello che succede nel Parco del Curone, dove vide la legge del più forte, oppure: la legge non è uguale per tutti!
Il più piccolo è costretto a pagare le multe o a sottostare a leggi anche scriteriate, e i forti prendono tempo, tanto poi… penserà la burocrazia a metterci una pietra sopra.
Sono più che d’accordo che le leggi vadano rispettate, ma… da tutti, indistintamente, e se un occhio si potrebbe anche chiudere, dovrà esserlo per i poveri cristi.
Sento gente del posto che vorrebbe, a pieno diritto, sistemare la propria casa, magari facendo modifiche, e che succede? Chiede permessi, che vengono sistematicamente e duramente bocciati, anche con costi che tutti possono comprendere. Motivi? Non si può, è zona protetta, è sotto vincoli ambientali, e tante scemenze simili. E poi che vedi? Ville sventrate, che diventano mega-ville. Già! Qualcuno avrà pur chiuso un occhio, e concesso permessi che non doveva concedere. Sì, perché il signor tale dei tale è un privilegiato dalla nascita.
Maledetto il giorno in cui è nato il diritto del più forte, legittimato da una società del malaffare, favorendo latifondi e cose simili. Ma oggi non è ancora così? Su quale diritto naturale si fonda una proprietà privata svincolata da ogni limite? E il limite è il diritto di ciascuno di poter avere un suo pezzo di terra e una casa decente. Se tu hai troppo, togli a me il mio diritto di possesso, perciò sei un maledetto ladro, e più vuoi e comperi terre più sei un porco ladro! Maledetto!
Benedetto il giorno in cui i prepotenti e i latifondisti cadranno con il culo a terra, distrutti nell’anima e nel corpo! Ma non è un mio augurio poco cristiano: è la storia che ci insegna che chi era su un trono poi è ruzzolato nella miseria. Quando penso a certi casati di Rovagnate, che fine hanno fatto? Tutti o quasi in fallimento: rimasti in mutande!
E questo succederà, inevitabilmente, a quanti oggi cercano di fare il furbo e il prepotente, con la smania maledetta di avere sempre di più, prendendosi anche l’alito del poveraccio vicino di casa.
Cadrai anche tu nella merda, porco maledetto!
Ma i miei strali li vorrei rivolgere anche e soprattutto contro coloro che detengono una certa responsabilità: negli enti preposti alla protezione dell’ambiente, nelle amministrazioni comunali, senza parlare poi di enti superiori, province, regioni e governo, che sembrano pensare solo a fare puttanate, sverginando anche quel minimo senso civivo rimasto.
E sì, perché qui, da noi, gli enti locali, Parco e Amministrazioni comunali, si scaricano l’uno sull’altro le responsabilità, e alla fine a pagarla è sempre il cittadino che si trova in mezzo, mafiosi (non vedo, non sento, non so…) che promettono mari e monti nelle campagne elettorali, e poi, si giustificano dicendo che hanno ben altro a cui pensare. Ok, mettiamo pure che avete tanto da fare e che non potete arrivare a tutto, ma quando un cittadino fa delle segnalazioni, perché non intervenite, oppure intervenite ma con quella solita aria di ipocrita che rimette tutto alla “buona fede” di chi ha agito colpevolmente in cattiva fede?
Non voglio le punizioni come un sadico che si diverte a vedere soffrire. No! Le punizioni non servono, se poi ci sono i condoni. Chiedo giustizia preventiva, ovvero che si faccia di tutto per evitare che qualcuno rovini l’ambiente. Dopo… le ferite inferte all’ambiente resteranno per sempre irreparabili!
E allora, quando si vede qualcosa, anche solo un’ombra di un possibile intervento criminale, oppure si sente una voce, non importa se del tutto fondata o no, su una possibile speculazione edilizia, non si può far passare il tempo. Bisogna intervenire subito e andare a fondo anche tra sospetti e voci di popolo.
Qui, nel Parco del Curone, vide la legge: Se uno fa bene le cose, bisogna lasciarlo fare, anche se non ha permessi, o viola le leggi. Questo che cos’è? Allora, basta fare bene le cose, e tutto è lecito? Ma scherziamo? Ma anche i poveri cristi fanno bene le cose, ma perché solo a loro è proibito agire contro la legge?
Che dire d’altro? Solo una cosa: inviterei tutti ad alzare la voce, e a non lasciare isolati coloro che hanno il coraggio di esporsi e di denunciare certe malefatte. Quando si rimane isolati, è facile farli diventare pazzi, e metterli alla gogna.
 
  

 

2 Commenti

  1. GIANNI ha detto:

    Veramente qualcosa si potrebbe fare.
    Solitamente nei commenti, più che segnalare situazioni o esprimere opinioni non possiamo fare.
    Ma questa volta posso indicare una soluzione concreta, cioè come reagire a certe situazioni.
    Alcuni potrebbero pensare che denunciare certi fatti potrebbe financo essere rischioso, perchè se poi non vengono confermati, si rischia una denuncia.
    Ma la cosa è fattibile sotto forma di esposto, preservandosi da certi rischi.
    Che differenza c’è tra denuncia ed esposto?
    In una denuncia il denunciante dichiara di essere a conoscenza di illeciti penali, eventualmente di conoscere anche i responsabili.
    Ma vi sono situazioni in cui si ha invece conoscenza di fatti che potrebbero costituire reato, anche se non se ne ha la certezza.
    Proprio in tali occasioni si può presentare una denuncia in forma di esposto, cioè facendo presente che non si ha la sicurezza assoluta.
    Ma per venire alla parte pratica, ecco cosa si potrebbe fare.
    Intanto, va chiarito che un esposto, come quello che segue, potrebbe essere presentato sia in procura, che presso le forze di polizia, carabinieri ecc.

    Ecco quale potrebbe essere il testo, ovviamente da integrare con ulteriori elementi.
    ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI…
    Il sottoscritto…..nato a …il…, tanto espone ad ogni effetto di legge.
    Il sottoscritto, essendosi più volte recato nel parco del Curone, ha potuto constare le seguenti situazioni.
    Segue esposizione dei fatti….
    Ad es. precisare che vi sono costruzioni ecc.
    Aggiungere: anche in considerazione di quanto noto e di quanto risulta al sottoscritto, per informazioni acquisite parlando con alcuni residenti del luogo…risulterebbe che i permessi edilizi non vengano solitamente concessi…
    Pare quindi quanto meno sospetta tale disparità di situazioni, relativa ad immobili diversi….
    Tanto si espone, chiedendo che si proceda all’eventuale accertamento di illeciti amministrativamente o penalmente rilevanti.
    Si precisa di non essere a conoscenza, con assoluta certezza, che siano stati compiuti illeciti amministrativi o penali, ma sorge il sospetto a fronte delle situazioni superiormente esposte.

    Direi che sarebbe poi opportuno presentare copia dell’esposto anche in sede amministrativa, in modo che, se anche non sussistono ipotesi di reato, poi comunque si proceda all’accertamento di eventuali illeciti amministrativi, aspetto di cui dovrebbero appunto occuparsi gli organi amministrativi.
    Mentre se si presenta la cosa solo in sede penale, in assenza di reati la pratica sarebbe probabilmente archiviata, non essendo l’accertamento di illeciti amministrativi di competenza della magistratura penale.

  2. Giuseppe ha detto:

    È così che, pezzo a pezzo, angolo per angolo, incanto per incanto, suggestione per suggestione, viene smantellato il “giardino d’Europa” e il bel paese cantato da Dante, Petrarca e dall’abate Stoppani non esiste più, lasciando il posto all’incuria, al cemento e alla megalomania di chi pensa che tutto possa essere comprato, anche… una fetta di paradiso.