Il bel greco ateo tutto di sinistra, con un occhiolino a destra…

tsipras 1
di don Giorgio De Capitani
Altra conferma di ciò che penso dei mass media italiani,
in particolare di “quelli che contano” davanti all’opinione pubblica,
la quale, inutile nasconderlo, si fa catturare dalle notizie più accomodanti.
Loro, i giornalisti che contano, ci arrivano a tutto,
anche a scovare gli ultimi documenti segreti.
E poi… naufragano nello scontato più deprimente.
È il loro stile, e la loro forza.
Finché l’idiozia vorrà!
Stavolta è il caso di Alexis Tsipras,
nome quasi impronunciabile,
ora diventato uno sciogli-lingua anche per la massa popolare
(i benpensanti sanno recitarlo con più garbo!).
I borghesacci di sinistra o i veterocomunisti borghesi
– che differenza c’è? –
nei giorni scorsi hanno fatto a gara
a chi le sparava più grosse,
in titoli tanto grandi da coprire il contenuto tanto piccolo.
Le parole c’erano, eccome!,
ma tutte sulla nota dell’osanna!
– Finalmente una sinistra radicale!
– Finalmente un cambiamento epocale!
– Finalmente uno che fa sul serio!
Dall’osanna alla polvere,
il passo sarà breve.
Non è che lo voglia augurare a Tsipras,
anche perché me ne sono ben guardato,
neppure qualche tempo fa in occasione delle elezioni europee,
dall’accodarmi all’ovazione quasi generale,
e non avevo certo torto, visto come sono andate le cose
con i vari fan italiani del bel Tsipras greco.
Dove sono finiti?
Tornando ai mass media italiani,
sembra che la lezione della storia non serva proprio a nulla,
anche perché loro se ne sbattono:
a loro interessa scrivere stronzate che contano,
con il benestare di qualche allocco che beve,
ma senza fare troppi sforzi di convinzione,
visto che da Tsipras si passa subito al gossip più intrigante.
Sì, se dovessimo valutare i mass media dai loro lettori,
avremmo il giusto criterio per giudicare i giornalisti.
Un covo di idioti, politicamente parlando.
Diplomati a scrivere con i paraocchi.
Ma parliamo di Tsipras,
possibilmente senza paraocchi.
Già lo accennavo:
non mi ha mai entusiasmato.
Diciamo: sono rimasto per lo più freddo e distaccato,
in attesa che… dalle belle parole si passasse ai fatti.
Ora, il momento è arrivato.
Dunque, aspettiamo.
Anche se il presentimento non è di buon auspicio,
anche stavolta sono pronto a cambiare idea.
Ciò che mi lascia in dubbio è l’inesperienza di chi,
quando non è ancora al potere promette mari e monti,
facendo calcoli e programmi… senza l’oste.
Sì, senza l’oste, in questo significato:
la realtà è diversa, completamente diversa,
dai tuoi calcoli e dai tuoi programmi,
che automaticamente salteranno
appena toccherai la realtà.
Quando si è all’opposizione, tutto sembra facile:
uno schiocco di dita
e il miracolo eccolo pronto.
Ne ho visti di personaggi simili,
e ne vedo purtroppo ancora,
che parlano e straparlano di democrazia,
come se fosse il loro cibo quotidiano,
come medici-stregoni con le ricette pronte e miracolose.
È facile promettere, quando non si è al potere,
ma, una volta conquistato, il potere consuma anche i santi.
Ce la farà Tsipras a far risorgere la bella Grecia?
Può darsi, ma dovrà rimangiarsi il 90 per cento
delle cose belle che ha detto in campagna elettorale,
che hanno fatto sognare i suoi concittadini.
Un consiglio, da incompetente politico.
Caro Tsipras, ignora di essere ateo o non ateo,
di essere di sinistra o di destra:
il vero politico guarda alla dignità della persona sociale,
ovvero al bene comune ,
senza marcare le proprie convinzioni religiose o laiche o di partito.
Ti giudicherò per la tua fede nella Politica,
la quale ama solo l’essere umano,
nelle sue problematiche reali e per i suoi ideali,
senza sbandierare tutto il resto, che conta relativamente.
NOTABENE.
Vi invito a leggere l’intervista che ha rilasciato Barbara Spinelli. Per chi non lo sapesse, o se ne fosse dimenticato, questa tizia è attualmente una parlamentare europea, nonostante avesse promesso che, nel caso venisse eletta, si sarebbe messa da parte per lasciare il posto ad un altro candidato. Ma così non ha fatto. Alla faccia della coerenza! Cosa significa l’amore per il cadreghino! Dall’intervista, non so ho capito bene, risulta che la parlamentare dia ragione a Tsipras che ha chiesto aiuto alla destra. Posso anche essere d’accordo. Ma perché allora si è tanto accusato Renzi di aver chiesto aiuto alla destra berlusconiana? Signora Spinelli, sii coerente!
L’INTERVISTA A BARBARA SPINELLI

14 Commenti

  1. Cat zu Felics ha detto:

    Purtroppo ho anch’io paura che Tsipras faccia fiasco. Che Dio ce ne scampi e liberi, perché in quel caso la Grecia e forse l’Europa sarebbe condannata inesorabilmente dalla morsa austeritario-liberista da una parte e fascista e xenofoba dall’altra.
    Sulla scelta di Tsipras di allearsi con i Greci indipendenti la differenza sta in questo: Renzi e le destre si sono alleati per servire pedissequamente il dettato austeritario e turbo-capitalista importo dall’oligarchia, Syriza e i Greci Indipendenti per cercare di contrastarlo.
    Lo so: è un’alleanza molto precaria ed azzardata, ma anche durante la Resistenza socialisti e comunisti si allearono coi monarchici e con la destra dc.

  2. Paolo ha detto:

    Diamogli tempo. Gli annunci sembrano essere di moda ovunque. Tsipras ha scelto una linea ben precisa, se ce la farà sarà un vero cambiamento e sarà meglio per tutti. Quanto a Renzi, che prima elogia Tsipras (“parliamo la stessa lingua” ma non è vero) e poi gli dice di “stare sereno” (come disse a Letta) vedremo che cosa farà in materia di anticorruzione. Anch’io, come don Gorgio, sono pronto a cambiare idea. Riconosco che quella di Mattarella è stata una buona scelta, forse l’unica.

  3. enniovico ha detto:

    Come non condividere l’assunto di Don Giorgio; quindi la messa a nudo di molta ipocrisia (da molti) mi pare il tema centrale e più importante.Ebbene, credo non si possa continuare a far valere (quando vi sono) i vantaggi e chiedere giustizia, solidarietà e quant’altro, quando tali vantaggi non vi sono o peggio quando al loro posto (camuffando o credendoci) si tende a raggiungere un fine anche con fraudolenza! So bene che il problema Grecia è di difficile soluzione, ma tuttavia il neo Presidente mi pare di volere la luna ne pozzo! O meglio, pur con ragionevoli motivazioni non può non ricercare una mediazione che possa salvaguardare sia la sostanza che la dignità! A meno che non persegua il fine tanto peggio tanto meglio, tradendo così però il suo popolo che con tutte le motivazioni possibili penso speravano ben altro!

  4. manitu ha detto:

    Per carità, Tsipras ha i suoi limiti e anche a me non convince del tutto. Però in confronto al pupazzetto fiorentino sembra un gigante. Se non altro è riuscito a mettere in discussione le politiche (criminali) della UE. Che poi riesca nel suo intento è tutto un altro discorso…

    • Don Giorgio ha detto:

      Beh, Renzi ormai da tempo sta facendo qualcosa, Tsipras finora ha fatto un cazzo, se non chiedere elemosina in tutta l’Europa!

    • Paolo Riva ha detto:

      Per la verità è talmente un gigante che dalla UE fino ad ora ha preso solo calci in bocca. Condivido lo scritto di don Giorgio e modestamente suggerisco di contare almeno fino a tre prima di sperticarsi in cretinate a forma di lodi.
      Paolo Riva

  5. mignani giorgio ha detto:

    Anche questa volta condivido quanto detto da don Giorgio!

  6. Giuseppe ha detto:

    Ha ragione don Giorgio: quando si è all’opposizione si possono fare promesse illimitate, mari, monti, campagne, colline e magari anche un po’ di luna e un pezzo di cielo stellato. Poi se si vincono le elezioni e bisogna passare dalle parole ai fatti, allora sì che cominciano i dolori. Puoi anche essere la persona più coerente del mondo ed avere ben chiaro il tuo programma di governo e anche avere la ferrea convinzione di realizzare comunque le riforme che hai progettato, ma se non fai i conti con la realtà sarà tutto inutile. Tsipras, in parte mi ricorda Renzi, arrivato di gran carriera a conquistare il suo partito e poi il governo, grazie alla forza delle sue idee e dei suoi programmi di rifondazione del paese. Solo che una volta raggiunto il vertice, è stato costretto a guardarsi intorno avendo capito che per andare avanti era necessario cercare la collaborazione di qualcuno, che sebbene forse non la pensasse come lui, fosse comunque disposto ad intraprendere lo stesso cammino. Del resto la politica è l’arte del compromesso e solo i dittatori e i sovrani assoluti riescono (non sempre però) a imporre la propria volontà, costi quel che costi. Negli anni più significativi della storia politica della nostra giovane repubblica, quando lo sforzo per la ricostruzione del paese, ridotto in macerie dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale, riuscì a contagiare un po’ tutti permettendoci di risollevarci e potessimo trasformarci in un paese industrializzato, De Gasperi, che ne fu l’artefice principale, pur avendo spesso i numeri per poter governare da solo, intuì che per riuscire a progredire e far diventare l’Italia un paese al passo coi tempi, sarebbe stato saggio ed opportuno ricorrere alla collaborazione degli altri partiti.
    Per quanto riguarda la stampa, i suoi miti, i suoi guru e la sua necessità di non poter prescindere, volta a volta, dall’esaltazione o dalla distruzione di personaggi dell’attualità o sul cui passato si può spettegolare, c’è tutta una letteratura che ne descrive compiutamente gli atteggiamenti e la presunta libertà ed onestà intellettuale.

  7. GIANNI ha detto:

    Tante se ne sono dette, forse capendoci poco o nulla, per cui…cerchiamo di capire come stanno le cose.
    Intanto da notare che persino la Le pen ha inneggiato alla vittoria, proprio perchè pare che vecchi steccati siano venuti meno.
    La situazione è una sorta di fronte antieuro.
    Ora, sicuramente la politica voluta dalla germania non è adatta a certi paesi ed a certe fasi recessive, ma Tsipras ha fatto i conti senza l’oste.
    E cioè: pensava che i mercati lo aiutassero, cioè che la sua vittoria avrebbe prodotto un cataclisma finanziario al ribasso non solo greco, ma europeo, con titoli di stato e mercati azionari in pieno marasma.
    Draghi praticamtne l’ha fregato, perchè grazie al QE ha sostenuto le quotazioni di titoli di stato e azioni degli altri paesi (basti pensare al ribasso a due cifre delle borsa greca e al movimento essenzialmente laterale degli altri mercati).
    E quindi è andato a patteggiare con le armi spuntate.
    Anzi, proprio oggi la BCE ha deciso di non ammettere più come garanzia, per prestare soldi alle banche greche, i titoli di stato greci, il che equivale a considerarle fallite.
    E allora?
    Ed allora la soluzione per salvare capre e cavoli ci sarebbe.
    Tutti dicono una cosa errata, forse per un po’ di ignoranza economica.
    Se vuoi adottare l’euro come moneta, devi accettarne anche i trattati.
    Non è così.
    Si consideri il Montenegro, che adotta l’euro, ma senza vincoli relativi a trattati.
    Quindi la Grecia potrebbe fare una cosa.
    Ovviamente non mettersi a stampare euro, che sarebbero falsi, in quanto solo la BCE può emettere le banconote, ma adottare due monete, e cioè ammettere la doppia circolazione monetaria reintroducendo la dracma.
    Ristampi quindi dracme, che nel cambio di mercato con l’euro sarebbero quanto mai svalutate.
    Riunisca la vecchie dracme in una nuova dracma pesante e con queste reintroduca il vecchio potere di stampare moneta nazionale, ma senza emettere in cambio titoli di stato.
    Con le dracme acquisti sui mercati un quantitativo di euro sufficiente a rimborsare il debito, e con una eccedenza in dracme rifinanzi i programmi di rilancio.
    E’ l’unico modo per salvare tutto.
    Infatti non pare funzionare nè l’usterity di stampo tedesco, nè la pura demagogia di Syriza.
    Ritornare al vecchio potere sovrano di stampare moneta, ma senza il meccanismo che prevede che lo stato emetta titoli del debito da far acquistare alla banca centrale, è l’unico tentativo realistico.
    Certo, ripeto, la cosa deve avere per oggetto la dracma, non l’euro, in quanto euro stampati dalla banca centrale greca sarebbero falsi, mentre le dracme no.
    Ovviamente ricordo che anche le singole banche centrali nazionali possono ancora emettere monete metalliche, ma quel che conta è il potere di stampare banconote, ovviamente.
    Veramente ho visto che questa mia ipotesi è stata sostenuta da diversi studiosi anche per paesi come l’Italia, ma, certo, occorre un po’ il coraggio di rompere con il dogma di un’unica moneta.

    • walter ha detto:

      IL DISCORSO NON FA UNA GRINZA, MA NON TIENE CONTO DELLA INFLAZIONE CHE NE SEGUIRA, LA GRECIA DOVRA NECESSARIAMENTE IMPORTARE E TUTTO DOVRA ESSERE PAGATO IN VALUTA PREGIATA, CON CHE SOLDI? I NOSTRI 40 MILIARDI IMPRESTATI ALLA GRECIA SE NON VERRANNO RESTITUITI CHI LI PAGHERA?
      E’ FACILE DIRE STAMPIAMO VALUTA LOCALE ECC… MA BISOGNA AVERE I PIEDI PER TERRA ED ESSERE REALISTI.
      L’UNICA SOLUZIONE NEL MONDO E’ ESSERE CREDIBILI E MANTENERE FEDE AI PATTI E NEGOZIARE O FALLIRE.

      • GIANNI ha detto:

        Su questi temi sono già intervenuto diverse volte, per la verità anche con interventi non solo su questo sito.
        Ogni volta, mi trovo nel dubbio se dilungarmi a spiegare certe cose, oppure abbreviare.
        Per quanto il mio commento di sopra possa sembrare lungo, in realtà esso è una sintesi.
        Infatti non spiega il fattore inflazione.
        Diciamo che ho fatto questa scelta: non l’ho spiegato, intanto perchè anche su questo sito si possono trovare altri miei interventi che lo spiegano, inoltre perchè, come in questo caso, mi sono riservato di rispiegarlo a parte, nel caso fosse stata sollevata la solita obiezione; e l’inflazione??
        Allora, procediamo con ordine.
        Intanto, nella situazione economica attuale c’è uno spettro che si aggira per l’Europa, che è la deflazione.
        Quindi, reinflazionare l’economia sarebbe, nella situazione attuale, un bene, non un male.
        E che la deflazione riguardi anche la Grecia è un dato di fatto:
        http://it.global-rates.com/statistiche-economiche/inflazione/indice-dei-prezzi-al-consumo/cpi/grecia.aspx

        Quanto alla politica monetaria cosiddetta espansiva, si tratta di uno strumento di politica economica che NON comporta necessariamente inflazione.
        Ora, sul punto, dovrei dilungarmi, ma cercando di sintetizzare, osservo quanto segue:
        da cosa dipende il valore di una moneta?
        Dipende dal sistema monetario di riferimento.
        Ad esempio un sistema aureo prevede che il controvalore della moneta dipenda dalle riserve aurifere.
        La moneta rappresenta una quota parte di tale controvalore, quindi è ovvio che a parità di riserve aurifere un incremento della moneta rappresenti un valore minore del medesimo, a fronte di un incremento del numero di quote, come in una torta un maggior numero di fette comporta che ogni fetta sia minore.
        Ma il sistema aureo è stato abbandonato a livello generalizzato, in ambito internazionale.
        Così in Europa, come negli USA.
        Da cosa dipende, quindi, il controvalore di una moneta al di fuori dei sistemi aurei?
        Direi che la risposta che comunemente viene data è il controvalore dei prodotti e servizi prodotti in quel paese.
        oOme noto, una politica monetaria espansiva dovrebbe contribuire alla ripresa economica, tramite il meccanismo del moltiplicatore (che non sto qui a spiegare, altrimenti dovrei scrivere un trattato di economia), quindi se da una politica monetaria di questo tipo deriva un maggior controvalore dei prodotti e servizi, praticamente del PIL, in un certo contesto economico, allora ne consegue che non necessariamente un maggior quantitativo di moneta comporta inflazione, se la moneta cresce in misura correlata al PIL.
        Ne è riprova evidente la politica monetaria della FED, che non ha generato tensioni inflazionistiche.
        Va comunque detto che personalmente non auspico una politica monetaria espansiva indiscriminata.
        La politica monetaria di questo tipo è come una medicina, va presa nelle giuste dosi e in relazione, quindi, al tasso di inflazione programmato, che ad esempio per la BCE è un due per cento.
        In relazione a questo ed al grado di sviluppo economico posto come obiettivo, si arriva con buona approssimazione, tramite alcuni modelli econometrici, a definire quanta moneta stampare per conseguire target di crescita e di inflazione programmata.
        E’ quanto ha fatto la FED centrando i propri obiettivi (infatti gli USA sono in crescita con un’inflazione programmata), è quanto ha fatto la BCE con la decisione di Draghi relativa al Quantitative Easing.
        Uno dei maggiori problemi per la tenuta dei debiti pubblici dell’eurozona è stata proprio la decisione, in parte già varata autonomamente da alcuni parlamenti nazionali, di non consentire più alle banche centrali nazionali di continuare ad essere prestatori di ultima istanza.
        Prima i titoli eventualmente invenduti venivano acquistati dalla banca centrale nazionale, per l’Italia la Banca d’Italia, con un tasso agevolato, cioè inferiore a quello di mercato.
        Cosa succede, invece, con il divorzio tra banca centrale nazionale e governo?
        CHe la banca centrale non può più essere obbligata ad acquistare i titoli di stato e quindi lo stato deve venderli sul mercato a tassi maggiorati.
        Proprio questo spread è stato uno dei fattori che hanno fatto lievitare il debito pubblico dei paesi dell’eurozona.
        In particolare è stata la Germania ad imporre questa visione, per timore di inflazione fuori controllo.
        La Germania poi ha approfittato dell’eurozona per conquistare mercati che prima grazie alla svalutazione competitiva, non erano suoi.
        Ed ora, con la scusa del timore inflazionistico, vuol continuare a godere di certi privilegi.
        Infatti non è un caso che guardando certi grafici si nota come la Germania sia creciuta, dall’introduzione dell’euro, a differenza di altri paesi, che invece sono decresciuti economicamente.
        Peraltro, quanto all’essere realisti, mi permetto di far notare che è opinione diffusa proprio tra i principali premi Nobel per l’economia che la vera garante della tenuta dei debiti pubblici è una banca centrale che possa stampare in caso di necessità,
        In questo caso, ad esempio, non a iosa, ripeto(anche l’aspirina fa bene, ma se se ne prende troppa fa male…)ma nei limiti di quanto necessario.
        In altri termini, non è una politica monetaria fondata sul QE a creare problemi, ma solo il suo uso indiscriminato, proprio come quello di un farmaco.
        LA questione richiederebbe ulteriori approfondimenti, ma mi limito a ricordare che anche il QE voluto da Draghi non opera come acquisto di titoli in emissione, ma solo sul mercato secondario degli operatori finanziari, quindi non è garanzia di solvibilità dei debiti pubblici, anche se aiuta.
        La vera soluzione comporta che non si attivino acquisti di titoli necessariamente per stampare denaro, ma che questo, entro certi limiti, ritorni nei pieni poteri del governo, senza necessità, ripeto, di nuove emissioni di titoli ed a prescindere dai poteri della banca centrale.

        • GIANNI ha detto:

          dimenticavo….con che soldi?
          COn gli euro acquistati sui mercati valutari, tramite la dracma pesante.

          • trikk ha detto:

            in venezuela pur avendo il loro pesos venezuelano che possono stampare manca financo la carta igienica,eppure hanno molto petrolio che vendono ai cinesi,e secondo te basta tornare alla dracma per risolvere tutto ?

          • GIANNI ha detto:

            RISPOSTA PER TRIKK:
            NON ho detto che basta un ritorno alla dracma.
            Ma alla possibilità di una nuova politica monetaria espansiva, tema ben più articolato e complesso che quello riassumibile in: ritorno alla dracma.
            Ho cercato di sintetizzarlo, per quanto possibile, nei mie precedenti interventi, cui rinvio.
            Preciso solo che ho considerato la situazione greca, non quella venezuelana, e va anche considerato che non tutte le politiche economiche sono adatte a qualsiasi paese ed a qualsiasi situazione, ovviamente.
            Vedasi ad esempio gli USA…..