«Martini voleva andare avanti. E noi abbiamo avuto paura»

da L‘Unità

«Martini voleva andare avanti.
E noi abbiamo avuto paura»

di Roberto Monteforte

2 settembre 2012

È stato un riferimento per molti, anche nella Chiesa il cardinale Carlo Maria Martini. Soprattutto per il suo coraggio e per la sua libertà, alimentata dalla forza del Vangelo, di parlare all’uomo contemporaneo. Da qui anche la sua fedeltà al Concilio Vaticano II e la sua capacità di guardare con fiducia al futuro. È il biblista che si fa pastore e profeta. Così lo ricorda monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea e uomo del Concilio.

Monsignor Bettazzi, come risponderebbe a una delle ultime domande poste dal cardinale Martini: perché la Chiesa ha paura di avere coraggio?

«Perché cercando di incarnare il Vangelo nelle situazioni storiche che è un suo dovere troppo spesso si è rimasti fermi al passato. Quando il Papa era anche re, si dava un’impronta alla Chiesa adatta a quei tempi, ma non certo all’oggi. La Chiesa invecchia quando perde il rapporto con la storia che muta. Per questo Giovanni XXIII ha voluto un Concilio Vaticano II pastorale e non dogmatico. Che aiuti la Chiesa a camminare con la gente. Forse abbiamo avuto paura che ciò portasse ad eccessivi rinnovamenti e tutti assieme gerarchia e popolo di Dio abbiamo avuto paura ad andare avanti. Questo avrebbe richiesto una purificazione dei nostri modi di pensare e di agire che forse richiedevano troppo sacrificio. A questa purificazione e al superamento di certi modi del passato ci ha chiamato il cardinale Martini, lui così radicato nella Parola di Dio, da sentire quanto forte fosse il richiamo a viverla nel nostro tempo».

Cosa è stato per lei?

«Un punto di riferimento. Non ho avuto molte occasioni di contatti personali con lui. Era un uomo di grande levatura, sia per la sua profonda conoscenza delle scritture, che per la sua preparazione. Sapeva illuminare le situazioni. Ho avuto modo di frequentarlo negli ultimi tempi a Gallarate, quando gli abbiamo presentato un progetto di rilancio del Concilio. Abbiamo trovato una certa consonanza, una simpatia. Durante uno di questi incontri mi ha chiesto di presiedere l’eucarestia familiare. Lo ricordo con molta commozione e gratitudine».

Cosa è stato per la Chiesa in Italia?

«Lo ripeto. Un punto di riferimento. L’insieme della Chiesa ufficiale gli riconosceva la sua grande personalità. Ma restava molto legata all’idea della tradizione come continuità da conservare. In latino “tradere” vuole dire trasmettere, quindi saper rinnovare i principi forti secondo le situazioni di un mondo che si sviluppa. Come dicevano gli antichi: nelle cose necessarie bisogna essere uniti, in quelle opinabili liberi, purché in tutte ci sia la carità. Era questo lo stile di Martini: da una parte l’attenzione alla Bibbia e dall’altra il dialogo con “la cattedra per i non credenti”. Il rinnovamento che cercava di vivere nella sua diocesi a Milano, non poteva non diventare motivo di attenzione per il resto della Chiesa. Il dialogo con i non credenti, ad esempio, che allora creò scalpore, alla fine è stato riproposto da papa Benedetto XVI all’incontro di preghiera per la pace tra le religioni tenutosi ad Assisi lo scorso anno. Ha voluto che ci fosse anche un non credente».

Ma intervenendo nel 2005 alla riunione dei cardinali che precedette l’elezione del successore di Giovanni Paolo II ha posto con chiarezza l’esigenza di un rinnovamento nella Chiesa…

«Non da candidato al pontificato. D’altra parte era già malato. Pare che abbia invitato tutti i porporati a votare per Ratzinger, chiedendo però al futuro Benedetto XVI di impegnarsi per il Concilio, per la collegialità e per l’ecumenismo. Sono i punti che il nuovo Papa affronterà nel suo primo discorso dopo l’elezione al Conclave. Quando due anni fa Martini si è recato in udienza dal Papa, non avrebbe parlato della successione alla diocesi di Milano, ma posto l’esigenza di un rilancio del Concilio a 50 anni dalla sua apertura».

Ha avuto ascolto…

«Non poteva non averlo. Poneva le sue idee con moderazione. Ed anche chi divergeva da lui, non poteva non guardare alla sue idee. Non poteva ignorare che nascevano da un uomo profondamente radicato nella parola di Dio. Una parola che, ci ha aiutato a capire, non è un deposito delle verità di fede, ma l’invenzione di Dio per metterci a tu per tu il popolo antico e quello nuovo composta da ciascunodinoi-conLui. E se sei “atupertu con Dio” hai la forza anche per sacrificare modi di valutare le cose che in passato potevano essere utili alla Chiesa, ma che oggi non lo sono più. È così che può parlare al cuore del tempo e quindi anche ai giovani, con le loro sensibilità e mentalità diverse dalla nostra. Lo chiede il Concilio che con il documento sulla Chiesa pone con nettezza la centralità del popolo di Dio nella Chiesa. Il laicato, prima di di dover obbedire alla gerarchia, deve vedere questa mettersi al suo servizio».

Sono stati punti fermi per Martini…

«…Che non chiese mai la convocazione di un Concilio Vaticano III. Sapeva bene che vi era il rischio che si mettessero in discussione punti importanti del Vaticano II. Quello che ha chiesto è che su alcuni punti particolari, come la sessualità, la bioetica, la pastorale dei divorziati e sui punti oggi caldi per la Chiesa tutti i vescovi del mondo venissero a Roma per decidere con l’autorevolezza del Concilio e con il Papa. Sarebbe il modo di vivere la collegialità superando i limiti dei Sinodi».

Saranno accolte queste richieste poste da un profeta che ha avuto la libertà di guardare oltre?

«Me lo auguro. A volte i profeti da morti hanno più influenza che da vivi. Direbbe Martini: è il principio evangelico, quello del frutto di frumento che in terra se vive resta solo, se muore dà molto frutto».

9 Commenti

  1. Patrizia ha detto:

    Non parla con il mondo, però dobbiamo dire che con il potere ed il danaro ha un ottimo dialogo, questo per essere in linea con le sue contraddizioni.

  2. ada ha detto:

    La chiesa è segno di contraddizione, per cui non può parlare come il mondo, cioè come vorrebbero Il corriere della Sera e Repubblica!
    Se quello che propongono è identico, vuol dire che la Chiesa si è adagiata al mondo.

    • Antonio Luigi Mori ha detto:

      Se poi la Chiesa – o meglio: molte gerarchie – parla come Il Giornale o Libero – ancora meglio. vero Ada?

  3. samuele fabbri ha detto:

    Pur stimando Martini, credo che nell’ultima intervista abbia sbagliato a dire che la Chiesa è indietro di 200 anni. Infatti non è vero, visto che il Magistero della Chiesa esprime una digità e una considerazione per l’uomo che nessuna filosofia o altra religione ha. Ha sbagliato poi a urlare le sue perplessità al mondo intero con un’intervista, offrendo un poderoso assist alla macchina degli anticlericali e dei cattolici altenativi. E Bettazzi sbaglia a dargli ragione.

    • Antonio Luigi Mori ha detto:

      Ma dove sono gli anti clericali? tutti incensano questa chiesa reazionaria, che garantisce il potere….cattolici alternativi? e chi sarebbero? quelli che propongono un’alternativa all’integralismo di certi cattolici?

  4. Antonio Luigi Mori ha detto:

    E ad Ivrea, al posto di Bettazzi, hanno appena piazzato un vescovo incensato dai tradizionalisti. La reazione….

  5. Gianni ha detto:

    A mio modesto avviso,
    ci sono due aspetti, indicati nell’articolo, che pongono quesiti, secondo me molto interessanti, sia in chiave teologica, che storica.
    Sul piano teologico:
    si dice che il conclave per l’elezione del pontefice, vedrebbe l’espressione dello Spirito Santo, che parlerebbe, o meglio, esprimerebbe le sue scelte, tramite il voto dei cardinali elettori.
    Ma allora, io mi domando:
    come mai esistono voti in direzione diversa?
    Non riesce, lo Spirito Santo, a far votare tutti unanimamente verso lo stesso nominativo?
    Lo dico, perchè nell’articolo si parla di un incontro, in cui Martini dava indicazioni a favore di Ratzinger.
    In fondo, questa è anche un’occasione per parlare di come Dio si esprime negli uomini e tramite loro.
    Già questo modo di svolazzare dello Spirito a me pare, come dire…curioso, e mi fa venire il dubbio che siano, anche quelle relative alla scelta del pontefici, scelte molto umane, nelle quali non saprei cogliere il divino, non fosse che per i differenti voti espressi.
    Altro quesito richiamato dalla vita del cardinale riconduce a quanto segue.
    Come sappiamo, Martini era anche un grande esperto di testi sacri, ma quali attributi divini si possono desumere da tali testi?
    Io mi sono sempre soffermato a pormi domande sulla onnipotenza divina, ma navigando su internet, vedo che talora ci si interroga, ad esempio, sull’intelligenza divina, tema decisamente più raro.
    Ora, non vorrei sembrare blasfemo, ma intendo al riguardo riprendere le parole di talune riflessioni, di natura teologica, se vogliamo, proprio su questo aspetto.
    Ecco, ad esempio, cosa ho trovato scritto da parte di un tal Fanelli, un testo che contiene ragionamenti, anche in chiave teologica, decisamente dissacranti, ma che pongono seri interrogativi, forse analoghi a quelli che anche Martini si poneva:

    Sembra che la storia del design intelligente (nel senso che vi sarebbe un disegno intelligente nell’Universo, nota del sottoscritto)…. e che come al solito si sostengano due punti di vista che trovo mainstream: quelli occamisti e quelli che se c’e’ intelligenza allora c’e’ Dio. Personalmente, ho sezionato il problema, con un certo atomismo logico, e sono giunto a conclusioni diverse.
    Personalmente, non considero un tabu’ il fatto che qualcuno dica che c’e’ intelligenza nel design del cosmo. A dire il vero, mi sembra una affermazione inevitabile, per un semplice motivo: chi definisce il cosmo finira’ col descriverlo nei termini del proprio pensiero.
    Tempo fa qualcuno affermo’ che l’universo e’ matematico, o che Dio non giochi a dadi, o altro. Ma vedere un matematico affermare che l’universo e’ matematico e’ come vedere un pittore affermare che Monna Lisa e’ tutta un colore ad olio. Certo, se usi i colori ad olio per rappresentare Mona Lisa, ovviamente concluderai che Mona Lisa sia rappresentabile con dei colori ad olio.
    Cosi’, se descrivo in Italiano un panorama, potrei anche affermare che il panorama e’ completamente descrivibile in Italiano, e quindi, in ultima analisi, l’ universo e’ in italiano. Ma affermare che qualcosa “sia” il particolare sistema formale dentro cui lo si definisce e’ assolutamente stupido. Sarebbe come dire che i colori fondamentali siano due, uno e zero, dal momento che vi posso scattare una foto con una macchina digitale.
    E’ quasi certo, dunque, che qualsiasi esame dell’universo finira’ col produrre la seguente condizione: l’universo e’ esprimibile nei termini che scelgo per descriverlo. Sia perche’ non e’ possibile descriverlo con termini che NON ho scelto, sia perche’ casomai io possa descriverlo, lo faro’ nei termini che scelgo per farlo. Di conseguenza, siamo ad un pensiero assolutamente circolare, nel quale “l’universo e’ matematico”, o “l’universo e’ intelligente” sono affermazioni praticamente tautologiche, che si riducono a “io penso usando un dato alfabeto”.
    Posso quindi dare per scontato che prima o poi tutti penseranno che il design dell’universo sia intelligente, e posso anche scommettere, sin da ora, che il significato del termine “intelligente” sara’ deciso -guarda caso- usando come modello proprio il sistema formale preferito dalla persona che fa questa affermazione.
    Ma la teoria dell’intelligent design non e’ fatta solo di questo. Essa e’ , di fatto, scomponibile in DUE teorie.
    La prima teoria e’ quella che ho descritto sopra, e dice che l’universo e’ una entita’ che possiamo misurare come “intelligente”, a patto che la definizione di intelligenza appartenga ad un sistema formale noto a chi fa questa affermazione. Il design, cioe’, e’ intelligente quanto chi lo capisce, e guarda caso lo e’ proprio nello stesso modo.
    La seconda affermazione dice che, dato che il design dell’universo non puo’ prescindere da una forma di intelligenza sovrumana e incredibilmente sofisticata, allora tale ente debba essere quello descritto da libri come Corano, Bibbia ed altri.
    Ora, la prima affermazione e’ relativamente semplice da imporre: se io prendo una fotografia digitale e la uso come prova che i colori fondamentali siano due, uno e zero, diventa complicato contraddirmi, anche se in realta’ potrei usare qualsiasi altra base diversa da due.
    Cosi’, posso ipotizzare che voi mi abbiate convinto: ok, avete ragione. L’universo e’ sicuramente strutturato in maniera intelligente, ovvero conformemente ad un qualche sistema formale che usate per fare questa valutazione. Il design e’ intelligente.

    Adesso, pero’, non avete fatto meta’ del lavoro, anzi. Siete appena all’inizio. Perche’ adesso viene la parte piu’ dura, quella di farmi vedere che l’ente descritto nella Bibbia sia , diciamo, nella lista dei sospetti.
    Il problema e’ che la Bibbia, il Corano e tutti gli altri testi sacri non parlano mai di enti particolarmente intelligenti. Certo, a leggere quei libri sono descritti come potentissimi, ma la potenza non implica intelligenza: una bomba atomica e’ potente ma non intelligente, una locomotiva a vapore e’ potente ma non intelligente, ci sono un sacco di persone potenti ma non intelligenti e cosi’ via.
    Quindi, se lo aveste chiamato “powerful design” poteva andare, ma avete scelto “intelligent”, e adesso ve lo tenete.
    Quindi, adesso, la mia domanda e’: potete indicarmi, in uno qualsiasi dei vostri libri sacri, un solo momento in cui il dio della situazione fa una cosa che uno la legge e dice “ehi, ma quello e’ un genio! Quanto e’ furbo! Com’e’ intelligente?”.
    A dire il vero, questa domanda vi mette un pochino in difficolta’. Se e’ vero che i vostri libri descrivono esseri potentissimi, trovare parole o azioni che parlino di intelligenza e’ “difficilino”.
    Voglio dire, guardate la vostra Bibbia. C’e’ un profeta senza capelli, che viene preso per il culo da alcuni bambini perche’ e’ calvo. Allora il genius cui attribuite il design intelligente che fa? Manda due orse e ammazza 42 bambini. E non e’ che il profeta faccia qualcosa per salvare i bambini. No, anzi , lui guarda compiaciuto e dice “ehi, avete visto che succede a prendermi per il culo?”.
    Dalla Bibbia, Re:2:23, 24.
    23 Poi di là Eliseo salì a Bethel. Mentre egli saliva per la strada uscirono dalla città alcuni giovani e si misero a schernirlo, dicendo: «Sali, testa pelata! Sali, testa pelata». 24 Egli si voltò, li vide e li maledisse nel nome dell’Eterno; allora uscirono dalla foresta due orse, che fecero a pezzi quarantadue di quei giovani. 25 Di là Eliseo si recò sul monte Karmel, e di là tornò quindi a Samaria.
    Ora, adesso mi direte che il tizio che ha mandato le orse ad ammazzare bambini sia lo stesso che ha inventato il DNA. A me, scusate, mi fa un poco ridere: chiunque abbia potere ed un QI superiore a 15 avrebbe semplicemente deciso di risolvere la questione facendo ricrescere i capelli al profeta.
    Specialmente se e’ uno che di mestiere fa il DNA di tutto quanto, voglio dire.
    Ora, la domanda e’ semplice: adesso voi mi dite che se qualcuno ha creato il DNA, ALLORA e’ sicuramente uno che per una questione di calvizie manda due orse ad ammazzare 42 bambini. Seriously?
    Lo stesso dicasi di Sodoma e Gomorra. Qualsiasi essere umano lanci due atomiche su due citta’ giustificandosi con la storia degli omosessuali e dei cartomanti non sarebbe esattamente giudicato “intelligente”. Se immaginiamo che in quelle due citta’ ci fosse una popolazione, ci saranno stati bambini. Immaginiamo un neonato appena partorito, diciamo il giorno prima, che brucia vivo perche’ nella casa a fianco abitano due gay, o perche’ al piano di sotto c’e’ un cartomante, beh, questo tizio sara’ anche molto potente perche’ lancia le atomiche, ma chiamarlo intelligente e’ esagerato, e anche se la scusa fosse valida (cosa che non e’) , bruciare neonati perche’ al piano di sotto abita Wanna Marchi non sembra l’operato di un genio. Sembra l’operato di uno psicopatico sadico che per qualche motivo ha avuto il potere di lanciare atomiche.
    Potete passare in rassegna tutti i vostri libri sacri, ma se cercate quel pezzo dove il vostro dio, oltre che potente, e’ anche intelligente, beh, brancolerete nel buio per il resto dei vostri giorni. Bibbia , Corano, testi induisti a piacere, mitologia greca, non c’e’ un solo testo nel quale io veda un dio fare qualcosa e pensi “cazzo, se’e’ intelligente quello li'”.
    E il fatto che siano dipinti come esseri potentissimi non dimostra la loro intelligenza, anzi: piu’ sono potenti piu’ le loro scelte sono STUPIDE. Il Dio della bibbia poteva tranquillamente far comparire Cristo dal nulla. Il perche’ avesse bisogno di usare una povera sedicenne palestinese ai propri scopi e’ gia’ abbastanza difficile da capire. Ma il criterio con cui ha scelto la ragazza e’ ancora piu’ delirante: non la piu’ brava a crescere figli , non quella piu’ intelligente, piu’ forte. No, la scelta cade sulla vagina: quella che ha la vagina in qualche modo e’ la migliore.
    Quindi, vedere gli scientisti citare Occam per dirmi che ipotizzare un ente dall’intelligenza sovrumana sia un pretesto per arrivare al dio della Bibbia mi sembra un catastrofico errore logico da parte loro:
    una volta che i sostenitori dell’ Intelligent Design mi avessero anche convinto che l’ universo sia opera di un ente di intelligenza sovrumana, le entita’ descritte dai testi sacri scomparirebbero immediatamente dalla lista dei sospetti: sicuramente sono descritte come potentissime, ma quanto ad intelligenza , beh: lasciamo perdere che e’ meglio.
    Non ne fanno una giusta. Una che una. Fai un Sansone e lo fai che se gli tagli i capelli perde tutta la forza. E’ come fare un carro armato e farlo coi cingoli in pizzo di San Gallo.
    Mandi un diluvio universale e ti scordi che i pesci vivono o nell’acqua dolce o in quella salata. Scegli per costruire un’arca un tizio che non ha mai costruito navi in vita sua, di un popolo che non ha mai navigato -e li’ vicino c’erano i fenici!- e gli fai costruire una nave che non poteva navigare (2). E perche’ mandi un diluvio universale? Perche’ l’umanita’ ti ha deluso.E cosi’ anneghi qualche milione di neonati, piu’ praticamente ogni animale del globo, dimenticando di salvare i pesci di acqua salata (presumo che sia piovuta acqua dolce) dalla morte per soffocamento. Com’e’ che fatico a vedere intelligenza?
    Cosi’, adesso i sostenitori devono fare un passo indietro. Dovrebbero chiamare la loro teoria , anziche’ “Intelligent Design”, “Powerful Dum Design”, cioe’ design potentissimo ma non tanto sveglio.

    Se riuscite a provare che l’universo porta il segno di un tizio che era potentissimo ma per guidare il suo popolo sceglie un centenario che vuole uccidere il figlio perche’ glielo dice un cespuglio, beh, siete i benvenuti.Per poi dire di quando ha fatto scegliere i soldati guardando come bevevano. Se vuole assumere un giardiniere cosa guarda? Uhm. No, non voglio saperlo.
    Io alla gente che parla coi cespugli tendo a non credere…”
    D’accordo, il testo che ho riportato sarà blasfemo o dissacrante sinchè volete, ma non si può dire che non ponga dei seri interrogativi.

    Ma gli interrogativi non finiscono qui:
    se sinora quelli di cui dianzi sono soprattutto di natura teologica, ce ne sono di molto interessanti anche sul piano storico.
    Che Martini faccia parte della storia della chiesa, mi pare indubbio, ma proprio per questo, sarebbe interessante chiarire taluni punti che, a mio avviso, non sono chiari.
    E cioè: Martini non è considerato un progressista?
    Direi di si.
    Ma allora, come mai in quel famoso incontro aveva invitato a votare per Ratzinger, che non mi pare condivida o condividesse le stesse idee.
    D’accordo che durante il periodo della facoltà di teolologia Ratzinger era su posizioni progressiste, secondo diversi biografi ed interpreti di Benedetto XVI, ma quando Martini partecipò all’incontro con gli altri porporati, ormai credo proprio che Ratzinger fosse da tempo su posizioni opposte, o comunque molto diverse, da quelle di Martini.
    Tutti quesiti, tutti misteri, se vogliamo usare un termine impegnativo, cui sarebbe interessante trovare una riposta, e che sottopongo all’attenzione di tutti coloro che amano, anche in senso critico, pensare.
    Proprio anche per ossequiare la memoria del cardinale, che diceva che la vera distinzione non è tra atei e credenti, ma tra pensanti e non pensanti.

  6. Giuseppe ha detto:

    … ha chiesto che su alcuni punti particolari, come la sessualità, la bioetica, la pastorale dei divorziati e sui punti oggi caldi per la Chiesa tutti i vescovi del mondo venissero a Roma per decidere…
    Speriamo che adesso che è passato a miglior vita le sue richieste vengano accolte.

  7. filippo ha detto:

    Bellissimo l’accostamente tra il Card. Martini e Mons. Bettazzi. Suggestioni straordinarie fondate sul Concilio, su Papa Giovanni e Papa Paolo; memorie sante come Dossetti, il Card. Suenens, l’Arcivescovo Camara, il Card. Lercaro, il Card. Pellegrino …… la Chiesa che guardava ai fratelli separati e tendeva la mano al mondo e a TUTTI gli uomini … suggestioni di don Tonino Bello … di Pax Christi, della Pacem in terris (a proposito della quale don Milani commentò: “sono stato scavlcato a sinistra da un Papa !”), del “Pas plus la guère …” gridato all’ONU da Paolo VI …. La Pira direbbe: “Scrigno prezioso di ricordi, che affido alla Mamma celeste, che me lo conserva per quel Sabato senza vespri …. “.