Caro papa Francesco, non ce la farai da solo!
di don Giorgio De Capitani
Hai bisogno
di qualcosa di più di un sostegno morale,
di qualcosa di più di un consenso popolare,
di qualcosa di più, molto di più.
Tutto potrebbe crollare,
di colpo!
Dov’è la “tua” Chiesa?
E per Chiesa intendo quella gerarchica,
la Chiesa dei vescovi, del clero e del laicato.
Qualcosa si sta movendo?
Io non vedo nulla di nuovo!
Tu parli, ti agiti, anche gridi,
ti dai da fare in mille modi,
e poi… le foglie rimangono sempre immobili
e la pianta sembra ancora sterile.
Non mancano coloro che ti guardano con sospetto,
pronti a calcare la mano appena avrai qualche difficoltà.
I più fingono di stare dalla tua parte
– vedi cardinali, vescovi e preti, senza escludere suore e laici –
ma, appunto, fingono e continuano per la loro strada,
per quella strada che tu vorresti diversa,
secondo lo stile del buon pastore evangelico.
Succede sempre così nella Chiesa:
quando lo Spirito santo gioca qualche brutto scherzo,
loro ci stanno al gioco, fingono,
pronti poi, al primo colpo di sonno dello… Spirito,
a sparare di nuovo su quell’ingenuo
che crede di ribaltare una Chiesa millenaria
che, nonostante gli scossoni provvidenziali,
non è mai stata nemmeno scalfita nella sua potente struttura.
Papa Francesco,
non puoi fare tutto da solo!
Se lo fai, se continui a farlo,
mi metti tanti dubbi sulla tua azione di rinnovamento.
Si tratta di semplice restaurazione
o di radicale rinnovamento?
Più che la facciata,
è l’interno della casa che si è svuotata di Dio!
La tua è una rivoluzione di facciata,
o tocca veramente il cuore del messaggio evangelico?
Non saprei ancora rispondere,
ma più che dare la risposta mi preme sapere
se ti fidi o no dei tuoi preti più liberi.
Qui sta il vero problema:
vuoi o non vuoi il sostegno di coloro
che vorrebbero sciogliere questa Chiesa
dai legami di un potere corrotto e corruttore
e da una religione che non si è ancora svincolata da se stessa?
Deciditi, il più in fretta possibile:
raduna tutti coloro che non ce la fanno più a sopportare
le ipocrisie di una gerarchia venduta al potere
e il marciume di una Chiesa idolatra del dio denaro.
Deciditi,
altrimenti sarai travolto dalle tue stesse nobili intenzioni,
se non saranno sorrette da una base profetica,
che ogni giorno rischia le scomuniche
pur di far sentire alta la voce del Dio della giustizia.
Chiama, dunque, a raccolta tutti gli spiriti liberi:
non mi basta che tu dialoghi con gli atei,
cosa certamente lodevole,
ma che lascia il tempo che trova.
La vera Chiesa di Cristo richiede ben altro:
che tu dialoghi con la Chiesa profetica,
con quella che anche parla e discute,
ma che soprattutto vive in mezzo alla gente,
sente i suoi problemi esistenziali,
e che non sopporta più una pastorale ancorata
ad una dottrina, dogmatica e morale,
che scivola via sopra la testa della gente,
con la stessa indifferenza del sacerdote e del levita
della famosa parabola di Gesù Cristo.
Aspetto un tuo cenno,
tutti aspettano un tuo cenno:
siamo in tanti, benché alcuni sono ancora timidi,
per paura di essere recisi e buttati al macero,
e altri sarebbero disposti ad uscire allo scoperto,
appena la tua voce li inviterà alla grande assise.
Più che un nuovo Concilio, caro Papa,
sarebbe necessario un coraggioso sinodo della base,
per ascoltare le voci dei badilanti del regno di Dio!

![Papa-Francesco[1]](http://dongiorgio.it/wp-content/uploads/2013/10/Papa-Francesco11.jpg)
Certamente, l’attuale scenario ricorda molto il piccolo Davide contro il gigante Golia, però ce l’ha fatta.
Chi sa, forse ce la farà anche Papa Francesco, a Dio nulla è impossibile.
Buon giorno, Don Giorgio.
Grazie per le sue considerazioni, a mio avviso, pertinenti, tempestive e fuori dalla corrente del fiumone falso delle notizie artefatte e confezionate ad uso di chi ben conosciamo.
Quanto a Papa Francesco vorrei essere franco senza apparire irriverente, perché non è questo il mio stato d’animo.
Papa Francesco e la sua “avventura” credo debba essere contestualizzata:
– lui è un Gesuita dei più sgamati se è vero, come è vero, che alla “verde” età di 36 anni
(… in relazione all’importanza e al prestigio del ruolo…)
era “generale” dei Gesuiti d’Argentina;
– la storia e le caratteristiche della congregazione dei Gesuiti la conoscono tutti: costituì l’argine possente avverso la Controriforma; nel ‘700 avversò ferocemente l’Enciclopedie e i philophes illuministi;
– dopo due pontificati, a mio avviso, devastanti per la credibilità della Chiesa (basta vederne gli effetti sulla frequenza alle funzioni almeno nei paesi occidentali) penso che non ci volesse molto acume per capire che urge una operazione di “marketing”: ma non sarà una tecnica, tutto sommato mal soppesata, tendente a “cambiare tutto per non cambiare niente” di gattopardesca memoria?
Regnante Papa Benedetto i convegni dei vescovi e dei cardinali era tutto un brillio di mitrie tempestate d’oro e di pietre preziose (anche se fossero state bigiotteria era evidente lo spirito trionfale, l’attrazione per la “grandezza”, lo sfarzo il “potere”; adesso, regnante Papa Francesco, gli ori, i ricami, le pietre sono tutti spariti per dare poste a mitrie candide, spoglie, dimesse… come le vesti di Papa Francesco e le sue scarpotte nere, da lungo usate che, umanamente, fanno tenerezza ma…
Cardinali, “principi” della Chiesa (che brutto, da parte degli ecclesiastici chiamarsi “principi”: che c’azzecca questo con il Vangelo di Cristo?) come l’autoritario Scola (a capo della più grande diocesi del mondo… non bisogna dimenticarlo!) sembra non facciano una grinza e continuino imperterriti come e peggio di prima, con la sua scorta di loschi ciellini e “compagni delle opere”
Chissà cosa ci riserverà il futuro? Che schifo, però!
Cordialissimi saluti e grazie.
Antonio
Buongiorno a tutti,
ho letto spesso citazioni di Hans Kung su queste pagine, ed oggi leggere queste righe mi lascia un tantino perplesso. Non che non comprenda le intenzioni di don Giorgio, ma sono stupito da tanto ottimismo.
In “Salviamo la Chiesa” Hans Kung pone a tutti i credenti un Aut Aut, mosso dalla consapevolezza che la struttura Ecclesiastica non sia una struttura democratica, e non abbia mai accettato le influenze culturali democratiche, ed il confronto alla pari.
Kung ad un certo punto domanda ai fedeli cosa farebbero se l’ostinazione dei vertici della Chiesa rifiutasse per l’ennesima volta qualsiasi confronto, e si chiudesse come al solito in un ostinata caparbietà? Kung afferma che a quel punto, (punto in cui siamo noi, ieri come oggi), ai fedeli e a tutti i dissidenti non resterebbe che tenersi fuori dalla Chiesa, lasciando di fatto soli i detentori della Verità indiscutibile e del potere temporale.
Io non so se questo possa essere l’unico consiglio rispettabile, certo è che la storia ci dimostra essere la soluzione più logica in cui non può evitare di imbattersi chiunque nutra ancora un po di amor proprio e non voglia ritrovarsi ad ascoltare parole vuote, e a rispondere “credo” con la convinzione di un bambino frenato dalle paure e obbligato dalla mamma.
Ho fiducia in papa Francesco e nella sua fede incrollabile, anche se capisco i sospetti dei suoi avversari e le perplessità di chi teme che fallisca pur apprezzandone l’impegno. Mi conforta però l’idea che, vista la sua vocazione tardiva, abbia avuto l’opportunità di vivere abbastanza a lungo da laico nel mondo avendo la possibilità di confrontarsi anche con i suoi aspetti meno edificanti. E ringrazio lo Spirito Santo per il dono che ci ha fatto, perché rabbrividisco solo al pensiero che al suo posto avrebbe potuto esserci perfino Scola…
N.B. questo commento annulla e sostituisce il precedente inviato per errore.
E dunque, ancora una volta, ecco il quesito di fondo su papa Bergoglio, anche a fronte dei vari commenti a questo articolo: chi è veramente, come la pensa?
La mia risposta, come forse qualcuno ricorderà, l’ho già espressa.
Forse sbaglio, in quanto ogni interpretazione di fatti e personaggi storici, contiene in sè il rischio di un possibile sbaglio, ma penso che le cose stiano come ho detto.
E cioè, per semplificare: possono esserci due tipi di cambiamento, rivoluzionari o graduali che siano.
Quello teologico, e quello spirituale.
Il primo riconduce un po’ alle tante cose già dette dai media e riprese nel comento di Casiraghi, quello spirituale comporta dare il primato alla chiesa spirituale su quela temporale e sulla struttura organizzativa e gerarchica, insomma significa che, a prescindere dalla teologia professata, la chiesa deve ritornare a fare la chiesa e non essere una azienda affaristica.
Io credo si tratti di questo, peraltro già chiaramente in corso.
Mi sono interesato della biografia di questo papa, a partire da quando ancora papa non era, anche perchè da qui possiamo capire molto, e non è mai stato assertore di rivoluzioni teologiche, tipo nozze gay, sacerdozio femminile, comunione ai rispostati, ecc.
Non credo, quindi che da solo non ce la faccia, si tratta, invece, di non avere alcun obiettivo in questo senso.
Papa Bergoglio, cioè, secondo me, non è uno che si fa problemi a dire come la pensa e quindi uno che vorrebbe fare e dire certe cose, ma da solo non ce la farebbe, mentre se ci fosse un sinodo o concilio o non so cos’altro dalla sua parte, lo farebbe.
Qui entra in gioco, come dire, il suo modo di essere, cioè di un uomo dotato da sempre della maggior onestà intellettiale possibile, che dice quello che pensa e pensa quello che dice.
Pensare diveramente, sarebbe a mio avviso negargli quell’onestà intellettuale, che ha dimostrato da sempre.
Va bene, la speranza é sempre l’ultima a morire, ma quante probabilità ci sono che Papa Francesco organizzi un mini-sinodo con i preti del dissenso, magari dedicato alla memoria di Don Gallo e con Dom Franzoni ospite d’onore, in cui si sancisce la Comunione ai divorziati, la benedizione alle nozze gay e il sostegno alle adozioni per gli omosessuali, oltre ovviamente il voto a sinistra come dogma di fede? Credo una su un fantastiliardo.
Per fortuna, non esiste alcuna probabilità che tutto questo scempio accada! Grazie a Dio il Papa è un cristiano e suo unico obiettivo è ripulire la Chiesa dalle insudicizie della corruzione e non “abbattere e riedificare il tempio”.. questo lo ha già fatto Nostro Signore, una volta e per sempre! 😉
DA ATEO: Grande Giorgio De Capitani !!!
Ineccepibile! Ma questo messaggio è stato proprio inviato a Papa Francesco oppure è solo pubblicato quì?
L’ho scritto l’altro giorno. Inviatelo pure al papa.
caro Don Giorgio TU hai letto in questo vecchio cuore…da tanto tanto tempo ho chiuso la porta alla Chiesa Ufficiale…da tanto tempo!
Il sospetto nasce e cresce anche per Papa Francesco chi è veramente? lo hanno eletto per avere nuove vocazioni? per questa Chiesa claustrofobica,cieca…che NON vuole vedere e sentire il grido di dolore di tante Creature che Amano Gesù…LORO hanno infangato,lordato tutto e guai a contraddirli la loro mano diventerà spietata…Coraggio Don Giorgio e spedisci quella lettera.
Pace e Bene Fratello in Cristo Nonna Francesca Brini via G.Fogliani-Scandiano di Reggio Emilia
Cara Francesca, non disperare che qualcosa forse si muoverà. Purtroppo anche io soffro con te ma non me la sono ancora sentita di chiudere le porte alla chiesa ufficiale… Anche se mi costa… Nell’omelia, lunga, urlata e senza filo logico ascoltata ieri mi sono sentito dire che gli orfani di oggi sono i figli dei separati e che il vedovo che si risposa commette una follia…. Che tristezza nel cuore e che amarezza nel vedere che tali urla erano riservate ad una platea rarefatta ultrasettantenne…
L’ho appena fatto. Però il Papa non ha una email pubblica per cui o si invia a Pontifex oppure per posta tradizionale. Io l’ho inviato a Pontifex. Spero che non venga rifiutato, sapendo con chi si ha a che fare. Cari saluti.
Non è stato accettato…!Mi è tornato indietro.