Tutti quei politici in Duomo a onorare Martini…

 

di don Giorgio De Capitani

Erano tanti, anche di un certo peso politico e governativo, di vari schieramenti, tutti a onorare Martini. In parte commossi, alcuni apparentemente. Con la faccia d’occasione.

Roberto Formigoni non mi sembrava del tutto “presente”. Era preoccupato, al termine della cerimonia, di riverire Scola, con un inchino, più profondo della stretta di mano delle altre personalità.

Formigoni e Martini: come vederli insieme? Senz’altro si sono rispettati, ma con quale abisso di vedute! Formigoni, ciellino puro sangue, tutto facciata, e poca sostanza, e Martini, cristiano radicale. Due aperture senza possibilità d’incontro. Formigoni aperto al regno terreno, da spartirsi affaristicamente pro amore del dio denaro. Martini di tutt’altra pasta: non quella lievitata dall’ipocrisia farisaica, ma il seme della purezza evangelica.  

Certo, la presenza così numerosa di politici non poteva non far piacere. Qualcosa dell’insegnamento di Martini è rimasto anche nel mondo della politica. Martini aveva spesso dialogato con la Politica. Quella vera. Quella nobile. Aveva cercato di ricostruire i ponti, distrutti in parte proprio da quei politici presenti in Duomo. È vero che il marcio è uscito dopo il ministero pastorale di Martini a Milano. Sarà il suo successore, Dionigi Tettamanzi, ad affrontarlo, in nome di quel Cristo al quale si riferiva, prima che alla Chiesa. Ma Martini ha creato le premesse della rinascita. In realtà, erano già state poste da Montini, altro arcivescovo di grande spessore Umano.

Chissà se quei politici presenti in Duomo avranno, almeno per un attimo, riflettuto sulla Politica da ricostruire in Italia? Mario Monti, che cosa avrà pensato in quei momenti di grande commozione generale? Lui, l’attuale Presidente del Consiglio, immerso in quella folla di credenti e non credenti, ma tutti lì uniti dal grande Uomo, si sarà chiesto se la società civile italiana non abbia bisogno di un carisma almeno pari a quello di Martini? Sì, c’è stato un grande Uomo politico nel passato, Alcide De Gasperi, e poi? Più nulla, fino a cadere nel baratro di corrotti e di corruttori, capitanati da quel grande Verme che si chiama Silvio Berlusconi, nelle mani di barbari, agli ordini di quel Menomato che si chiama Umberto Bossi. Con tutta quella ciurma di galoppini, ora devoti ora traditori ma sempre mentecatti della peggiore specie. Compresi i super cattolici che, nella peggiore blasfemia, si sentono quasi per vocazione divina gli eredi della oscenità di una religione incollata, anima e corpo, al potere più infame. 

Certo, Mario Monti ha ricevuto un incarico non facile: toglierci dal baratro economico, dietro cui però stava  la vera causa del fallimento della Democrazia italiana. Ciò che è venuto a mancare nel nostro Paese (e nel mondo intero) è stata la Politica nella accezione più nobile del termine. La Politica, caro Monti, non è solo economia, non consiste solo nel salvarci da questo schifo di crisi, dove non capisci più se a non quadrare sono i conti, oppure quegli sporchi interessi di capitalisti che si divertono a far impazzire gli esseri umani, rendendo loro una vita estremamente a rischio.

Caro Monti, durante la Messa funebre di Martini non hai pensato anche solo per un momento se nella politica non ci sarebbe bisogno di alzare il tiro, e di puntare in alto? Certo, ci vuole anche una grande capacità di amministrare concretamente il Bene comune, ma  quanti tra i politici di oggi sanno che cos’è in realtà il Bene comune? L’ho già ripetuto, e lo ripeto: ci vogliono grandi Idee anche in politica, altrimenti non decolleremo mai da questa società di merda. Ma quali sono queste grandi Idee? Semplice la risposta: democrazia deve essere la Democrazia, giustizia deve essere la Giustizia, libertà deve essere la Libertà. E così via. Tutto al maiuscolo. Fino a quando ci sarà nelle nostre vene quell’egoismo che, come un virus, intacca ogni relazione sociale, non ci potranno essere né Democrazia, né Giustizia, né Libertà. Già dire Bene comune non dovrebbe farci riflettere? Basterebbe leggere gli scritti, le omelie, i vari interventi di Carlo Maria Martini per renderci conto di che cosa fossero per lui Democrazia, Giustizia, Libertà. Parole che, essendo lui un credente, assumevano un significato pieno nella Parola di Dio. Ma nulla cambia, anche se riflettessimo laicamente parlando. Era sua la distinzione tra pensanti e non pensanti, e non tra credenti e non credenti. 

Caro Monti, è vero che oggi l’Italia ha bisogno di uscire il più in fretta possibile da una crisi economica devastante. Sei stato scelto per questo dal Capo dello Stato. Ma non puoi dimenticare che le basi per una vera ricostruzione vanno ben oltre le cause di tipo economico. Non basta imporre grossi sacrifici agli italiani. Nello stesso tempo, devi dare a loro fiducia in quei Valori che sono il rispetto per la dignità della persona umana, la salvaguardia dei diritti civili da garantire a tutti, indistintamente, ma a partire dai più deboli. Non potrà esserci Democrazia se mancasse anche uno solo di questi diritti umani. Basta essere semplicemente persona perché i diritti debbano essere garantiti. Non è l’istituzione in sé che ne determina il criterio. Diritto alla salute, diritto al lavoro, diritto all’istruzione. Diritto all’amore umano, senza costringerlo per forza in una struttura civile o religiosa. Questo predicava Martini: a modo suo, con il suo stile, talora apertamente talora velatamente, in varie occasioni, in duomo, nelle chiese, o anche nei convegni.

Caro Monti, non pretendiamo che tu faccia il vescovo, anche se Martini non faceva queste distinzioni: lui faceva anche il Politico, pur essendo vescovo. Perché distinguere il credente dal cittadino? Perché distinguere la società laica da quella religiosa? Evitiamo comunque gli equivoci: parlo in nome di quella unitarietà o di quella visione olistica per cui siamo un insieme di legami inseparabili. L’essere umano non è un composto di anima e di corpo come se fossero due entità distinte. Le distinzioni sono nate, e purtroppo restano, in nome di quella religione e di quella laicità civile per cui ognuno, nel proprio campo, rivendica una sua autonomia, col rischio di invadere il campo dell’altro.

Caro Monti, alla società di oggi manca un grande respiro di Umanità, e già dicendo respiro uno pensa a quella spiritualità che è parte integrante di ogni essere umano, e anche di quella società che è impossibile ricostruire pensando solo al suo aspetto materiale o economico.

Ti dipingono come uno che tira diritto per la sua strada, ossessionato di risanare i conti dello Stato. E, di conseguenza, non badi alle categorie più deboli, non colpisci le vere ingiustizie, che stanno là dove c’è la sorgente del mercato. Colpendole, metteresti a rischio la stessa economia. Così pensi. Secondo il giudizio generale della gente. Una cosa è certa: i sacrifici ricadono soprattutto sui più poveri. I ricchi hanno le loro riserve, per cui sopravvivono sempre. E i ricchi hanno sempre un favore in più degli altri.

Sono criticato perché, fin dall’inizio, ho difeso il tuo governo. E tuttora lo difendo, perché in questa grave emergenza italiana, che non è solo economica, ma soprattutto di tipo politico, non vedo altri che potrebbero aiutarci a uscire. Ma siamo sempre qui. Usciremo da questa crisi economica, ne sono sicuro, ma questo non basterà a fare dell’Italia una nazione democratica. Chi ci ridarà la Politica?

Il vero problema non sei tu, caro Monti, o il tuo governo, ma siamo noi italiani, che siamo tanto immaturi democraticamente parlando da buttarci di nuovo tra le braccia di dementi, di barbari, di urlatori da strapazzo. Attualmente non vedo Uomini o Donne che, anche solo con un piccolo Sogno, possono darci speranza. Sì, qualche ombra. Ma non bastano le ombre. Ma anche se apparisse all’orizzonte un grande Uomo politico, quanto potrà incidere sulla coglioneria generale? Anche nella Chiesa abbiamo avuto grandi Uomini e grandi Donne, diciamo Profeti scomodi, ma, lo vediamo tutti se non siamo ciechi, che la Chiesa è ancora nelle mani di cultori cadaverici. Tuttavia, noi crediamo nella presenza dello Spirito santo. E lo Spirito è imprevedibile, talora gioca brutti scherzi. La Chiesa, nonostante tutte le brutture, tutte le miserie umane, continua nella sua strada come faro che illumina. Tra pentimenti e ripensamenti. C’è qualcosa che ci affascina. Qualcosa che sfugge al potere umano. Spero che lo Spirito non faccia questione di territorio. Qualche miracolo non lo può fare anche nella società civile, risvegliando quella coscienza democratica accecata sotto i riflettori di una politica demente e barbara?

19 Commenti

  1. Antonio Luigi Mori ha detto:

    L’espressione di Formigoni nella foto dell’articolo parla da sé

  2. Gianni ha detto:

    vabbe’..
    io le mie spiegazioni ho cercato di darle..
    mi auguro quindi che il mio commento venga pubblicato.

  3. Patrizia ha detto:

    La politica è in totale confusione, e con un Parlamento del genere, fatto di gente non eletta dal popolo, Monti non può certo fare miracoli, inoltre ha dimostrato anche discrete doti politiche, quindi se continua così, il futuro non può che essere ancora lui, le alternative al momento non ci sono.Se non si attua una “bonifica” del Parlamento, e si ripristina la vera politica, le incognite per il futuro del nostro Paese sono molte.

  4. Giuseppe ha detto:

    L’ho scritto già qualche giorno fa: detesto i funerali di stato e le cerimonie ufficiali che sono il trionfo dell’ipocrisia. La cosa singolare è che spesso vengono celebrati per persone scomode in vita o morte per servire una patria che l’ha dimenticati o tutte e due le cose insieme. Oltretutto gran parte dei partecipanti in veste ufficiale, laici o prelati che siano, ci va per far vetrina e pronunciare le solite insulse frasi di circostanza. Riguardo al nostro governo, detto che condivido al 100% l’opinione su De Gasperi, forse l’unico grande statista del dopoguerra, che ha saputo restituire dignità e apprezzamento per il nostro paese ridicolizzato dal fascismo e da una avventura bellica disastrosa, penso che Monti (che ritengo una persona seria) e il suo esecutivo abbiano il grande difetto di agire da professori che cercano di impartire una lezione agli italiani, privilegiando la dottrina economica e le sue teorie senza rendersi che la pratica è tutta un’altra cosa. Ciò che vale in schemi e progetti puramente didattici può non servire o essere addirittura controproducente nella realtà quotidiana. Per questo, e a causa della necessità del consenso parlamentare in cui ancora domina in maniera determinante lo spettro del verme di Arcore, si continua a perdere di vista il soggetto principale della vita politica e sociale (vale a dire i cittadini italiani) nella convinzione che la cosa fondamentale sia risanare l’economia, anche a scapito della dignità dell’individuo.

  5. carlo ha detto:

    Caro Franz, non ti sei mai chiesto dove saremmo ora se non ci fosse stato Alcide De Gasperi in quei terribili momenti bui?
    Studia la storia, per favore!

  6. Gianni ha detto:

    Ho l’impressione di un articolo che esprime pensieri qua e là, in lbertà, su varie situazioni…..
    Si prende avvio dalle esequie di Martini, per poi concentrarsi su Monti.

    Sulle esequie, credo sia successo quello che avviene in tanti casi.
    Alcuni sono realmente partecipi, anche emotivamente, mentre altri, più freddi e distaccati, magari fanno solo atto di presenza.
    Su Monti, cosa io pensi, credo sia molto chiaro, essendomi già espresso in varie occasioni.
    Non credo che la politica di Monti sia l’unica possibile, né quella più idonea a risolvere certe situazioni.
    Sulla levatura tecnica di Monti ho anche già espresso il mio giudizio, cioè non mi pareva la persona più idonea.
    Probabilmente, chi ha questa opinione, è perché non conosce altre alternative, né a livello di politica economica, né di economisti.
    Chi conosce, ad esempio, il prof. Sapelli?
    Purtroppo, unitamente alla riflessioni filosofiche di don Giorgio, vorrei ricordare che non sempre, non necessariamente, la fama va di pari passo con la competenza e la capacità.
    Quindi non vedo solo ombre, a livello di figure rispettabili,che avrebbero potuto prendere il posto di Monti, anzi.
    Sicuramente, ritengo che il prof. Sapelli,tanto per fare un esempio, sia decisamente superiore a Monti in conoscenza delle politiche economiche, profondità di giudizio, e vari altri aspetti.
    Un vivido fulgore, al cui confronto Monti rappresenta davvero solo tenebra….

    • Don Giorgio ha detto:

      Soliti pregiudizi, e solite ipotesi campate per aria, senza realismo e senza possibilità di futuro. Bisogna proprio avere le fette di salame sugli occhi per non capire la realtà! Ognuno tira fuori un nome a caso. Sapelli, chi era costui? Ne ho sentiti di nomi citati così, tanto per contrapporre qualcuno a Monti. L’ho già detto: mettiamo alla prova questi presunti possibili salvatori della patria, e poi vedremo che succederà. Per me Monti non rappresenta la Politica, ma oggi la Politica in Italia non c’è. C’è solo emergenza.

      • bobby sands ha detto:

        sapelli, mai sentito nominare ! e allora sono andato a cercarlo in rete, devo dire che c’ha una biografia lunga così (troppo lunga per leggerla)ha anche scritto 3 libri e comunque dovrebbe essere cattolico perchè sull’home page del suo sito ha il link della fondazione per la sussidiarietà(non che significhi molto, magari è un massone come monti)

        • Gianni ha detto:

          Il commento qui sopra non è per
          bobby sands, ma per don Giorgio, quando verrà pubblicato…
          ho infatti lasciato risposta,
          grazie

      • Gianni ha detto:

        pregiudizi sono i suoi….
        è lei non dico a non tener conto della realtà, ma a non conoscerla, per sua stessa ammissione..appunto lei dice chi era costui?
        Se non lo conosce, come può giudicare?Evidentemente non può, per cui ritiene che esista solo quello che conosce lei, ma per fortuna la realtà non si limita a quello che uno conosce….

        Lei è al corrente che esistono politiche economiche alternative a quelle di Monti?
        Lei, appunto, sa chi è il prof. Sapelli?
        Lei sa che politiche alternative a quelle di Monti hanno risolto casi ben più gravi della situazione italiana?
        Lei ha mai studiato un po’ di economia?
        No, per cui quello che non si conosce, non esisterebbe….
        Per fare un paragone, c’è anche chi dice, magari non conoscendoli..
        Pankkar….Martini???
        Chi sono costoro???

        Le sembrerebbe un ragionamento valido?
        Ovviamente no…
        Perché a costui lei direbbe, giustamente, di informarsi, oppure no??
        per cui direi che esistono anche realtà che non si conoscono, e nessuno, se non le conosce, può valutarle—-Non si dice peraltro:
        conoscere per valutare?
        Se uno le dicesse, senza conoscerne alcunchè, che Martini non era un valido uomo di chiesa, lei cosa gli direbbe?
        Probabilmente, quanto segue:
        prima conosci, poi valuta…
        Ecco, io le dico la stessa cosa.
        Studi se ne trova il tempo, un po’ di economia e di politica economia….

        Per il resto, continui pure a meditare ma magari prima s’informi…..

        • Gianni ha detto:

          Ovviamente la risposta di prima
          era per don Giorgio
          lo dico a scanso di equivoci….

        • Don Giorgio ha detto:

          Cerca di capire anzitutto ciò che scrivo. Il realismo non lo riferivo ai vari personaggi – comunque ognuno tira fuori il suo dal cilindro! – ma alla realtà attuale italiana, che non può aspettare che arrivi il messia più o meno sognato. Chi ti dice che il signor Sapelli accetti di assumersi le responsabilità che invece ha assunto Monti? Mi ricordo che Tremonti, quando era all’opposizione, diceva sempre: Con tre o quattro conti risolvo tutti i problemi italiani! Bisogna fare così e cosà! Poi si è visto cosa ha fato quando ha avuto la responsabilità governativa. Un conto è la teoria, un conto è la pratica. Questi professori “illuminati” sono economisti teorici. Appena devono risolvere qualcosa in concreto, vanno in apnea. Smettiamola di dire cazzate!   

          • Gianni ha detto:

            Io capisco benissimo quel che scrive, non si preoccupi,
            Lei vede in Monti il salvator della patria che fa le uniche cose possibili.
            Provi però a rispondere a questa domanda: chi le dice che sia così??
            Chi le dice che Monti non faccia altro che applicare le sue di teorie…?
            Chi le dice che la realtà sia questa?
            Lo dice lei, che peraltro sostiene di non conoscere neppure realtà alternative.
            Quindi, sono io che la invito, anzi ti invito, visto che qui ci diamo del tu,
            a considerare la realtà, non le fantasie teoriche e balliste di Monti.
            Guarda che sei tu a non aver capito….
            Io mi riferivo al prof. Sapelli, perché, più che economista teorico,
            è studioso di storia economica.
            Hai ragione, se dici di non fidarti delle teorie, ed infatti io dico di guardare a concrete esperienze storico-economiche.
            Sono tali realtà appunto a dimostrare che il prof. Monti applica solo le sue teorie, mentre concrete esperienze storiche dimostrano che altre politiche, non teorie, ma concrete politiche sarebbero applicabili, e con altri risultati..
            Non mi dilungo, appunto perchè sarebbe un discorso troppo lungo.
            Che poi queste politiche le applichi un Sapelli od un Monti, sarebbe lo stesso.
            Conta quel che si fa, NON chi fa..
            Aggiungo solo che spesso chi coglie la pagliuzza nell’occhio altrui, non vede la trave che è nel proprio…
            Quindi prima di dire che gli altri sparano cazzate, fatti prima un bel bagno di umiltà, oltre naturalmente a studiare storia economica, concreta e non teorica.
            Appunto: vuoi credere alle teorie di Monti, invece di guardare alla realtà?
            Fai pure, poi però non chiedere agli altri di coprirsi gli occhi e di fare gli ignoranti a tutti i costi, i quali pensano che esista non dico Monti, ma solo la sua politica.
            Non è una questione di uomini, ma di scelte.
            Uno può andare dal miglior medico del mondo, ma se poi questo, sbagliando, al posto del farmaco giusto, fa prendere una bella miscela di arsenico e curaro…..
            A buon intenditor…
            . Visto che credo molto al detto a buon intenditor, chiudo qui il mio commento e
            ti auguro comunque una buona giornata.

          • Don Giorgio ha detto:

            Rinuncio a rispondere, perché mi sto annoiando.

      • Giulio ha detto:

        Monti ammette: ” abbiamo aggravato la crisi”. ……….non penso ci sia altro da aggiungere.
        Mi chiedo solo perchè i Partiti che lo sostengono non gli revocano la fiducia…. forse perchè come dice lei don giorgio oggi la politica non solo non c’è (come l’informazione), ma c’è solo l’obbedienza, l’obbedienza a quei poteri che Monti e altri rappresentano.
        Voglio sottolineare che non ne faccio una questione personale con Monti, Passera o Draghi, ma con ciò che rappresentano, la crisi l’hanno creata i banchieri e i loro alti consulenti, poi si sa che i politici sono quello che sono, ma sono il capro espiatorio di tutti i mali.

        • Gianni ha detto:

          Esatto, ma vorrei sottolineare la furbizia di Monti.
          Analizziamo attentamente ciò che dice:
          in pratica, sembra quasi voler dire che non esistevano alternative, è questa la gorssa menzonga.
          Monti sa bene che la sua è un politica recessiva ed a chi provasse a sostenere il contrario, basterebbero i dati per contestarlo facilmente.
          Ma dice anche: non esiste alternativa, come i vari suoi sostenitori, del resto (vedasi anche dialettica tra il sottoscritto e don Giorgio).
          Questa parte non è vera…
          basti pensare alla possibilità di una diversa politica monetaria, come quella messa in atto a suo tempo da Lincone da Kennedy, guarda caso tutti e due assassinai..
          non a caso questo tema si collega anche a quello dell’11 settembre.
          vedasi ad esemio questo link

          http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/07/14/nuovo-ordine-mondiale-obama-fed-e-signoraggio-passando-per-lincoln-e-kennedy-%C2%AB-titolando-2/

          siamo proprio così sicuri che non esistano NON dico premier alternativi, ma plitiche alternative?
          E quanto indicato è solo un esempio di esperienze economiche alternative…
          ora peraltro non mi pare che Lincoln e Kennedy fossero pericolosi sovversivi dalle idee utopistiche,
          quindi che ha voglia di conoscere politiche economiche alternative ed efficaci ha solo sa sbizzarrirsi e questi non sono esempi di assurde teorie di economisti, ma concreti fatti storici….

  7. Franz ha detto:

    1) Non si continui a sopravvalutare De Gasperi ;
    2) ma non doveva essere un “governo con le palle” , don Giorgio ? Cosa si aspettava, che facesse una serie di miracoli ?