Meno male che c’è Sanremo

 

 

di don Giorgio De Capitani

Non l’ho mai detto, l’ho sempre contestato,
avrò visto sì o no qualche serata in tutti gli anni scorsi,
ma ora urlo:

MENO MALE CHE C’È SANREMO!

Sì, perché almeno in questi ultimi i giorni
di una campagna elettorale da paranoia,
gli italiani potranno rilassarsi un poco,
senza subire ore e ore di dibattiti così allucinanti
da mandare in depressione perfino gli angeli celesti.

MENO MALE CHE C’È SANREMO!

Chissà se il nostro Super Spara Balle
– ieri sera nello studio di Lucia Annunziata
ne ha dette a mitraglia da chiedere ogni tanto un po’ d’acqua
perché la lingua si prosciugava:
mi faceva veramente pena pensando agli ultimi suoi istanti! –
ripeto, chissà se il Super Ballista perderà consenso,
visto che agli italiani basta poco
per sperare di nuovo in qualcuno o in qualcosa:
ridurre l’Imu o ascoltare qualche canzonetta
tra una battuta esilarante e un tocco alle palle!

MENO MALE CHE C’È SANREMO!

Non so se lo vedrò: preferirei dormire,
magari sognando gli italiani su un’isola felice,
senza politici e senza servi di una religione bacchettona,
allo stato puro, con l’anima assetata d’Infinito.

MENO MALE CHE C’È SANREMO!

Lui, il Rifatto anima e corpo,
– una maschera di pelle stirata anche male:
guardate i suoi occhi! Si chiudono e si aprono
come quelli di un dormiente stanco da morire –
se l’è presa per Sanremo
– “bisognava spostarlo!: si è accorto adesso? –
teme che il suo splendore in ascesa perda qualche punto,
gridando come al solito al complotto comunista!

Lui è fatto così: vede comunisti dappertutto,
appena qualcuno si permette di contestarlo.

E pensare che il comunismo oggi in Italia
è sparito del tutto: è rimasto un pugno di ceneri.
Forse neppure questo:
l’oblio ha disperso anche le ceneri!

Sono rimasti solo i comici che si mettono a sinistra,
solo perché hanno capito che così
possono ancora strappare qualche risata,
dai coglioni che vivono da borghesi.

Sì, c’è la moda di apparire sinistrossi,
intellettualmente parlando,
ma sono così contorti nei loro ragionamenti
e nel loro modo di esprimersi
che tra i comuni mortali nessuno capisce
che cosa dicono, che cosa vogliono, che cosa propongono.

E poi ci lamentiamo che la gente,
appena sente il Mister Ego,
ne rimanga affascinata, e lo segua?

E tu, EsseBi,
temi questi intellettualoidi Sinistrossi?
Non vedi che fanno il tuo gioco?

Loro si sentono eredi dell’illuminismo!
Beh, si vede quanta luce trasmettono.

Chissà perché?
Siamo entrati di colpo nel buio più totale,
illuminato solo da qualche barzelletta del Super Comico
che, se non altro, ci risveglia dal nostro sonno comatoso.

MENO MALE CHE C’È SANREMO!

Dicono che saranno i comici a fare audience.
E il Mister Silvio li teme.

Non preoccuparti:
anche il genio satirico si è spento,
sei riuscito anche in questo.

La gente ride, si diverte, applaude,
e poi tutto come prima.

Per cambiare la testa alla gente ci vuole ben altro
che un comico strappa-risate.
L’arte satirica è un’altra cosa.

Passato Sanremo, andremo a votare!
Che cosa succederà?

Tutto dipenderà dagli indecisi.
Ma che cosa farà sì che gli indecisi decideranno
della sorte dell’Italia?

Le battute di un comico?
Il forzato silenzio del Mistero Coso?

Dio mio, questa è democrazia?

 

 

 

9 Commenti

  1. Gregorio ha detto:

    Non sono d’accordo!
    Al di la del fatto che la qualità della “musica” proposta sia scadente, non sono qui per dare lezioni di musica, non mi piace l’idea che venga strumentalizzato per far perdere consenso a Berlusconi, per quanto anch’io spero vivamente che non vinca le le elezioni: dovrebbe essere, così per come viene presentato, il festival della Canzone, non uno strumento di propaganda politica, a senso unico per di più. Mi sembra scorretto inoltre da parte di Don Giorgio criticare che sia rifatto: ma come, le persone possono cambiare sesso, subire interventi che, a parer mio, sono la mutilazione di un corpo donatoci, ma non si può fare un lifting? Don Giorgio lo accusa ancora di aver spento il genio satirico; ecco, spero sia una battuta, anche se sono dello stesso parere sul fatto che la satira politica sia un’altra. Vorrei commentare l’ultima riflessione del Don, ovvero, “Dio mio, questa è democrazia?”; io direi di sì. L’Italia è un paese democratico dove ognuno ha il diritto di candidarsi e il diritto di votare chi meglio preferisce. Suggerisco, per chi volesse, di informarsi cosa siano i paesi nei quali non vige la democrazia, ma dove regimi totalitari governano, quali Cina e Corea del Nord; ci si renderà subito conto di quanto sia improponibile un paragone.

  2. Giulia ha detto:

    Crozza ha appena convinto mio padre a rivotare Berlusconi.
    Meno male che c’è San Remo!

    • Gioele ha detto:

      Ho da poco visto, su youtube, l’intervento di Crozza a Sanremo. Tra lui e Fazio è una bella lotta: la Beresina dell’intelligenza! Questa sarebbe la sinistra italiana? La gente non ne può più! Tra Fazio, che detesto come un ipocrita evidente, e Crozza…che RIFA’ BERLUSCONI OGNI DUE MINUTI, hanno dato ancora più credibilità all’uomo di Arcore!
      Meno male che i comunisti si ritengono intelligenti! Avete voluto che noi socialisti scomparissimo? ADESSO INCIAMPATE NEI VOSTRI ERRORI, SEPARATISTI LIVORNESI! A PORTA VUOTA TIRERETE ALLE STELLE! BESTIE!

  3. Paolo ha detto:

    Quand’ero piccolo mi stupivo nei documentari su Mussolini, come un pagliaccio del genere potesse avere avuto presa su milioni di persone, ed ero convinto che una simile marionetta era esistita in un tempo lontano ma che nel mondo moderno non si sarebbe più presentata una situazione tanto ridicola. Ho rivisto le stesse facce da pagliacci sul volto di Pinochet, di Bokassa, Pol POt, e poi Gheddafi, ma dicevo noi europei siamo più evoluti, abbiamo imparato dalla storia. Divenuto grande e cresciuto a pane e TV ho rivisto le stesse facce da pagliacci aggirarsi di nuovo tra di noi e fare la stessa presa su milioni di italiani. Allora ho capito che i dittatori sono troppo ridicoli per fare paura, il problema sono gli altri che ci vanno dietro.

  4. giò ha detto:

    il buffone dice la verità non ha nulla da perdere tanto è un buffone

  5. Giuseppe ha detto:

    Viva l’ironia. Tra un buffone che si prende troppo sul serio mentre recita mano a mano la parte del politico navigato, dell’economista sagace, dell’imprenditore di successo e delle mille altre maschere (oltre quella incancrenita del trucco che gli ha irrimediabilmente modificato i connotati originali) che fanno parte del suo trito repertorio, e un comico di professione che si limita a delle battute di satira politica, preferisco il secondo tutta la vita. Credo che un po’ di leggerezza ci voglia e, forse perché l’aria che tira è pesantissima e (dopo l’interminabile ventennio dell’orribile crepuscolo berlusconiana) ci siamo buttati alle spalle un anno pieno di spread, di privilegi e corruzione dei soliti noti dell’inamovibile casta dominante, di violenze insensate e terribili, nonché di slogan volgari e minacciosi tipici della campagna elettorale permanente in cui si è trasformata la dialettica politica, ne sentiamo proprio il bisogno, per questo mi associo anch’io all’esultanza. Non che Sanremo di per sé sia uno spettacolo entusiasmante, anzi, ma almeno ti fa riposare il cervello e, se i conduttori e gli ospiti sono “normali” e non si prendono troppo sul serio, potrebbe anche risultare gradevole. Senza voler insultare nessuno, mi sembra che tra Fazio e Grllo (per non parlare del Cavaliere di sventura o di Monti) e tra la Littizzetto e la Santanchè, nata Garnero, ci sia un abisso in quanto a stile ed empatia.

  6. enniovico ha detto:

    Don Giorgio, con tutte le riserve del caso e le contestazioni che potremmo elevare ai diversi aspiranti a governare il Paese, credo che – comunque – ci sarà una svolta e i “padroni” (dell’economia, della cultura, del fare, ecc.) non saranno più tali; magari in peggio, ma l’Italia non sarà più la stessa. Desidero essere fiducioso perchè – pur non in tutto – il popolo intravede più consapevolezza e non è poco! D’altronde evolvere una società costretta (per decenni) a non potersi conformare ai principali criteri che la civiltà esigeva richiede tempi lunghi e consapevolezza, saluti, ennio.

  7. Gianni ha detto:

    C’è un Sanremo per tutti…..
    cioè possiamo tutti distrarci con qualcosa che ci piace, per non pensare alle brutture della realtà, e non mi riferisco solo alla politica.
    Se poi questo “qualcosa” assume una particolare importanza, possiamo anche trovarci, per kezzo di esso, qualche forma di realizzazione anche lavorativa.
    Può essere la musica classica o leggera, la scrittura, per me, ad esempio, anche suonare un organo a canne, piuttosto che scrivere o studiare storia o flosofia.
    Come dicevano i latini: de gustibus disputandum non est.

    L’importante è che questi passatempi, o passioni (c’è chi riesce a farci anche un lavoro)non si trasformino in un oppio per abbandonare le menti ad un oblio, che eviti poi di voler tornare alla realtà.
    Prima o poi questa si riaffaccerà, talora con prepotenza, ed anche quando hai voluto disinteressartene, ecco che la realtà torna e ti dice:
    sono qui!
    Anche e sopratutto per la politica….
    c’è chi dice: ma a me la politica non interessa…
    può essere, ma secondo me dovrebbe invece interessare a tutti, perchè se non sei tu ad occupartene, è comunque lei che si occuperà di te.
    In fondo, se uno ha un lavoro o meno, se riesce anche solo a tirare fino alla fine del mese o meno, dipende spesso, in gran parte, dalla politica.
    Basti pensare, del resto, a chi ha vissuto una dittatura feroce…..
    Per cui,prendiamoci pure i nostri passatempi, ma…
    non dimentichamoci mai che se non siamo noi ad occuparci di certa realtà, sarà comunque questa ad occuparsi di noi….

  8. diogene ha detto:

    MENO MALE CHE C’È SANREMO!
    ed anche
    Maurizio Crozza del 05/02/13!