Diritti, ambiente, migranti, fine vita: una nuova (giovane) destra s’avanza. Ed è azzurra

da www.huffingtonpost.it
07 Luglio 2025

Diritti, ambiente, migranti, fine vita:

una nuova (giovane) destra s’avanza.

Ed è azzurra

di Federica Olivo
Oltre al neosegretario della formazione giovanile, Simone Leoni, sono tanti i dirigenti a chiedere una svolta al partito: “Non guardiamo a destra o a sinistra, ma avanti”. Lo ius scholae? “Buonsenso”. Il fine vita? “No imposizioni etiche”. I diritti Lgbt? “Temiamo chi odia, non chi ama”
Ambiente, fine vita, diritti delle coppie omosessuali, integrazione dei migranti. Sembrano i cavalli di battaglia di un partito di sinistra. Sono, invece, le parole d’ordine dei giovani di Forza Italia. Che restano stanno piano piano uscendo allo scoperto. E che sembrano aver più vigore di quelle del partito senior, che continua a fare proclami sullo ius scholae – la cittadinanza ai ragazzi figli di stranieri che hanno frequentato per dieci anni la scuola in Italia – salvo poi adeguarsi in tutto e per tutto agli alleati di maggioranza. Senza che in Parlamento sia alzi mai, apertamente, una voce, o un voto, contrari nei confronti dei provvedimenti voluti da Fratelli d’Italia o dalla Lega.
Avevano fatto discutere – ed erano state apprezzate più dagli avversari politici che non dagli alleati di governo – le parole di Simone Leoni, neosegretario di Forza Italia Giovani, che al discorso d’insediamento aveva detto di provare vergogna per personaggio come Roberto Vannacci che “dicono che i bambini disabili vanno separati dagli altri, dicono che chi ha la pelle nera non è italiano, dicono che chi è gay non è normale, ma per certe parole i nostri coetanei si tolgono la vita. Persone che invece che essere generali a capo di un’armata del bene verso il prossimo scelgono di essere generali della codardia e della discordia per mero calcolo politico”. Leoni, però, non è il solo ad avere una linea che va assolutamente in antitesi con il conservatorismo di una parte della maggioranza. Le nuove leve del partito fondato da Silvio Berlusconi mostrano, infatti, un’attenzione ai diritti che nel centrodestra di governo è difficile trovare. E chiedono di essere ascoltate dagli adulti.
Negli ultimi mesi gli organi delle giovanili di Forza Italia sono stati progressivamente rinnovati. E sono tanti i giovani dirigenti ad andare in controtendenza rispetto a un centrodestra che ammicca al giustizialismo e – salvo sparute eccezioni – sembra molto poco aperto nei confronti dei diritti civili.
Tra questi ecco Andrea Ninzoli, 24 anni, nuovo segretario dei giovani di Forza Italia della Lombardia. Non appena insediato ha messo in chiaro, a mezzo stampa, un concetto: “Vogliamo essere un movimento che non guarda né a destra, né a sinistra, ma avanti”. A chi gli chiedeva cosa pensasse dei diritti della comunità Lgbt ha risposto: “Temiamo chi si sente libero di odiare, non di amare”. Ai suoi compagni di partito chiede di avere il coraggio di occuparsi di giustizia sociale, ambiente, diritti. Lo ius scholae? “Una questione di buonsenso”, ha sottolineato Ninzoli.
Molto attivo sul fronte della riforma della cittadinanza è un altro forzista milanese, anche lui giovane, che però fa parte della formazione “adulta” del partito. Si tratta di Amir Atrous, italiano di origini tunisine, responsabile di FI immigrazione del capoluogo lombardo. In questa intervista ad HuffPost Atrous chiedeva al suo partito di impegnarsi, non solo a parole, per la riforma della cittadinanza. Perché “non si possono lasciare migliai di ragazzi nel limbo”.
È l’influenza della famiglia Berlusconi che fa più presa sui giovani che sugli adulti del partito? Può darsi. Quel che è certo è che il vivaio forzista sembra piuttosto determinato a portare avanti questa sorta di rivoluzione progressista. Che punta a cambiare il centrodestra e a renderlo – parola di Edoardo Gentili, perugino e neoresponsabile degli Enti locali per Forza Italia Giovani – “moderno, moderato, ragionevole”. Un’istanza, questa, che arriva anche da Bologna.
Vive nel capoluogo dell’Emilia Romagna il responsabile dell’organizzazione dei giovani del partito, Daniele Aiello, che già da mesi predica che bisogna esser “liberali non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale” e che i diritti non sono “privilegi” ma servono a “garantire a ognuno la libertà di autodeterminarsi senza sentirsi sbagliato”. E il fine vita? Bisogna guardare al tema, dice, “senza imposizioni etiche”. Parole, queste, che non saranno certamente ben viste dalle fronde conservatrici che esistono anche in un partito composito come Forza Italia. Soprattutto dalle parti di Palazzo Madama.
La rivoluzione liberal pare più evidente in questi mesi, perché il rinnovo degli organi del partito ha fatto emergere alcune figure, ma è già da un paio di anni che qualcosa si sta muovendo all’interno delle nuove leve dei forzisti. Era giugno 2023, quando il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di Fratelli d’Italia, decideva di togliere il patrocinio al Pride di Roma. I giovani di FI intervenivano nel dibattito con un comunicato di fuoco, in cui si accusava Rocca di aver fatto “un regalo alla sinistra”. La revoca, scrivevano, era stato “un grave errore”, perché “non fa altro che alimentare pregiudizi assolutamente falsi sul centrodestra”. A firmare questa lettera, oltre a Leoni, c’era Riccardo Serino, che due anni dopo – qualche giorno fa – sarebbe diventato segretario dei giovani forzisti della Regione Lazio. Da Nord a Sud, insomma, gli under 30 provano a imporre i loro temi. Ponendosi in un campo che sembra molto diverso dalla maggioranza a trazione Fratelli d’Italia e Lega.

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