
di don Giorgio De Capitani
Dietro il beneplacito e sotto la benedizione naturalmente laica del Direttore di Merateonline, sono apparse nei giorni scorsi diverse lettere (senza firma!) al Direttore, in cui non si faceva che strumentalizzare un po’ di neve per tirar fuori la propria rabbia per aver perso il referendum sulla fusione di Perego e di Rovagnate. Se la neve fosse arrivata prima, che cosa sarebbe successo?
A parte il dovere che spetta al cittadino di tenere puliti i marciapiedi, quelli antistanti la propria abitazione (ai Comuni spetta casomai pulire i marciapiedi degli ambienti pubblici), non vedo, in ogni caso, che cosa c’entri la fusione. Qui siamo al colmo non dico della comicità, ma di una perversione mentale o cattiveria che non fa certo onore al bene comune.
Ma vorrei anzitutto soffermarmi sul venir meno, allarmante, dei doveri dei cittadini. Mi sembra che, in questi ultimi tempi, non si faccia altro che contestare gratuitamente gli enti pubblici, dimenticando che, se i cittadini hanno dei diritti, hanno anche e anzitutto dei doveri nei riguardi del bene comune. Direi di più. I diritti si fondano sui doveri. Prima ci sono i doveri, poi i diritti.
Che talora i Comuni non siano sempre e del tutto attenti al bene dei cittadini, anche questo è un dato di fatto, ma che sui Comuni si debba addossare tutto ciò che riguarda il bene comune, questo è inaccettabile. Non è Democrazia!
Quando ero a Monte, difficilmente mi ponevo il quesito: questo tocca al Comune, o tocca a me, prete e cittadino? Se c’era da pulire una strada (dalla neve o dai mozziconi o dalle bottiglie o dagli escrementi), lo facevo “personalmente” senza misurare i centimetri del mio o del Comune, o del vicino di casa.
Smettiamola di fare i soliti piagnistei con le mani in tasca! Dimostriamo di essere amanti del bene comune, e non di sfruttarlo sempre e unicamente per i propri vantaggi.
Se usassimo un po’ di buon senso! E buon senso significa fare noi ciò che gli altri non possono fare! Se il marciapiede della casa accanto è di un’anziana, perché non lo pulisci tu, senza pretendere che siano gli enti pubblici?
Un po’ di buon senso! Quando nevica, perché andare al cimitero, con il rischio di cadere a causa di una lastra di ghiaccio? I Comuni dovrebbero chiudere i cimiteri! Sono più importanti i vivi dei defunti!
Ma vorrei dire qualcosa anche sulla fusione ormai in atto. Tra parentesi. Mi dicono che il Direttore di Merateonline continua, imperterrito, a scrivere senza sapere ciò che scrive. Fa così anche sulla gestione pubblica dell’acqua, bene comune! E qualche effetto lo ottiene: qualche sindaco si fa prendere dall’ansia, e fa marcia indietro; altri, quelli del suo entourage, alzano la cresta, imponendo il loro punto di vista (o s-vista!).
Adesso, in vista delle elezioni per il nuovo Comune, sto aspettando che si muova qualcosa a Perego e a Rovagnate. Quante liste? Chi si impegnerà per questa nuova avventura? Ci sarà qualche volto “nuovo”? Ci sarà soprattutto qualche volto “giovanile”?
Certo, non posso candidarmi io, alla mia età, anche se una tentazione ce l’avrei. Vi assicuro che non farei una campagna elettorale all’insegna delle promesse. Una sola parola: anzitutto, il bene comune! Ma imporrei una cosa: poter scegliere di mia iniziativa i miei collaboratori! Solo così potrei tentare di fare un discorso diverso.
Dire bene comune è dire qualcosa che va oltre la somma del bene dei singoli cittadini, senza tuttavia annullare la dignità delle persone e il loro diritto ad una vita serena.
Dire bene comune per il nuovo Comune, che accorpa due paesi, è dire qualcosa in più che dire bene comune per un singolo paese. Sarà una bella sfida guidare la nuova realtà, tenendo conto che il bene comune comprenderà una nuova visuale amministrativa e politica.
Al di là dei soliti tre o quattro gatti che hanno nel sangue un campanilismo del peggior leghismo, credo fermamente che la gente si aspetti qualcosa di veramente nuovo: un colpo d’ali che permetta di uscire dalla solita gestione amministrativa che, pur importante, non deve però chiudersi tra le tante cose da fare. Ci vuole qualche idea nuova.
Certo, non sopporterei quei tre o quattro pirla, con le mani in tasca, che borbottano per un po’ di neve che mette a rischio la loro dolce pelle.
Se non sbaglio un vecchio detto recita più o meno così: “la madre dei cretini è sempre incinta”…
Già, cos’ha a vedere la neve con i referendum?
Forse che non è stata spalata e qualcuno allora dice che se non ci fosse stata la fusione, invece lo sarebbe stata?
Boh…….