

di don Giorgio De Capitani
Sul Giornale di Merate, di martedì 9 giugno 2015, è apparso un articoletto, dal titolo: “Non ci venderemo come chi ha votato per proprio tornaconto”. Occhiello: Fagnani pronto ad un’opposizione serrata rinvia a don Giorgio i “complimenti” post elezioni.
Sia il titolo che l’occhiello sono un’ulteriore prova di quanto pensavo da tempo, ovvero fin da quando l’”uomo misterioso”, poi rivelatosi come Alessandro Fagnani, è sceso in campo come candidato sindaco per le elezioni amministrative del 31 maggio. E che cosa “pensavo”? Ecco: il solito sbruffone, venuto da fuori, che vorrebbe salvare la patria! Sbruffone prima, e sbruffone ora, dopo che ha perso.
Il problema “ora” è ancor più grave: già l’esito elettorale lo ha giudicato pesantemente, ed ora in che modo riuscirà a convincere la gente che egli farà sul serio, come oppositore?
Ciò che, durante la campagna elettorale, mi ha colpito di Fagnani è stata la sua ingenuità nel credersi capace di fare una lista decente, con un programma decente. Tutto improvvisato: la lista è stata messa insieme, senza il criterio della professionalità e competenza, mentre il programma è stato come un caotico elenco di cose per lo più scriteriate, messe su fogli della spesa.
Pensate: non ho trovato nemmeno una volta l’espressione “bene comune”, ed ora Fagnani dice che penserà anzitutto al bene comune! Che cos’è per lui il bene comune? Accusa gli elettori della lista “NOI La Valletta” che in molti “hanno dato il loro voto per i propri tornaconti alla faccia del bene comune”. Forse Fagnani non ha guardato bene i nomi della sua ex lista elettorale: forse si sarebbe accorto che alcuni di questi si erano candidati per far valere, eventualmente eletti, i propri interessi personali.
Sarà anche vero che, quando si va a votare, ognuno guardi al proprio orticello, “alla faccia del bene comune”, ma questo succede per gli elettori di ogni lista. Non credo proprio che tutti gli elettori di Fagnani siano andati a votarlo in nome del bene comune. In tanti lo hanno votato per farla in barba alla lista della Trabucchi. Senz’altro, più di uno ha votato Fagnani illudendosi di mungere il Comune come i poveracci che vanno alla Caritas per prendersi qualche buono pasto.
Il giornalista del Giornale di Merate, nella sua intervista allo sconfitto, ne descrive la delusione e l’amarezza. Fagnani che cosa si aspettava? Di vincere? I brianzoli saranno quelli che sono, capaci magari di “scuoiare i pidocchi e venderne la pelle”, ma alla fine il buon senso ce l’hanno, quando si tratta di scegliere per il loro paese. Anche se l’altra lista fosse stata composta da quattro polli, probabilmente l’avrebbero scelta, visto che dall’altra parte non c’era altro che il vuoto assoluto.
Ma ecco che arriva il bello, quando il giornalista (a proposito, il signor “oro” non dovrebbe più scrivere che il sottoscritto è parroco di Monte: ora sono in pensione forzata, in casa privata!) stuzzica il signor Fagnani sui miei interventi nella campagna elettorale. Ecco le sue testuali parole: don Giorgio «durante la campagna elettorale mi ha attaccato ed insultato pesantemente ed ora mi loda perché gli servo per portare a galla tutte le magagne dell’ex amministrazione di Perego…».
Che io abbia “attaccato” la lista di Fagnani è vero. Che cos’è una campagna elettorale: giocare a scopa, tra una birra e panini col salame, al suono di un valzer? Ma che io abbia “insultato pesantemente” la sua persona, Fagnani lo dovrebbe dimostrare. Certo, ho detto che non aveva la residenza a Rovagnate e che non avrebbe votato il 31 maggio, ho detto di non dire bugie sulle sue precedenti esperienze quinquennali nel campo sociale (o qualcosa di simile) presso il Comune di Lomagna, ho detto che non conosceva la realtà dei nostri paesi e della macchina amministrativa, ecc. Se avevo scritto delle falsità, perché non si è subito difeso? Anzi, ogni critica la prendeva come un’offesa, esagerando e inventando calunnie e minacce nei confronti della sua famiglia. Che cosa credeva il signor Fagnani? Di fare il candidato sindaco e nello stesso tempo di restare una persona privata?
Fagnani poi aggiunge: (don Giorgio) «ora mi loda perché gli servo per portare a galla tutte le magagne dell’ex amministrazione di Perego». Un’altra prova che il signor Fagnani o non sa leggere o non capisce ciò che legge. Che poi non sappia scrivere, l’ha dimostrato con il programma sgrammaticato.
Pensate un po’: io sfrutterei (“gli servo”) il signor Fagnani per… Come si può sfruttare qualcuno che, dal punto di vista politico-amministrativo, si è rivelato subito un nulla? Non ho assolutamente bisogno del signor Fagnani e del “trio pereghino” che gli farà da ombra “per portare a galla tutte le magagne dell’ex amministrazione di Perego”. Penso di averle già portate a galla, e il problema saranno proprio i suoi tre collaboratori (tutti di Perego: che opposizione!), che, quando erano all’opposizione (almeno due) durante la precedente amministrazione pereghina, non hanno fatto quasi nulla per contrastare la maggioranza; ed ora, proprio perché di Perego (o ex Perego), come unici oppositori della nuova amministrazione, faranno di tutto per tenere il coperchio sopra la pentola di Perego, e si ostineranno a tirar fuori le solite storie della vicenda Beretta o della Palazzina dell’Ars.
Già m’immagino gli interventi dei “quattro cavalieri dell’Apocalisse”, e m’immagino le loro proposte: non mancheranno di tornare alla carica sui marò (a proposito sono due o sono diventati tre?). Con questi “scalmanati difensori del bene comune” la maggioranza dormirà sonni tranquilli!
Faccio una previsione. Fagnani, dopo qualche consiglio comunale, si dimetterà. Anzi, per il primo Consiglio Comunale, indicategli dove deve andare. Non vorrei che vagasse per il territorio comunale….
Sono tra quelli che possiamo definire fissati dei fatti.
Nel senso che, a mio avviso, solo i fatti dimostrano se i politici tengono fede, o meno, a quanto promesso.
Se l’opposizione vorrà dimostrarsi alle altezze delle aspettative, sinora disattese…mi pare, non avrà altro da fare che dimostrarlo con precisi fatti, cioè con comportamenti coerenti con quanto promesso.
Controlli, stimoli, formuli proposte alternative alla maggiorana sui singoli punti che questa deciderà, ed arrivi anche alla denuncia penale, nel caso ravvisi ipotesi di reato.
Solo i fatti contano, tutto il resto è propaganda.
Ripeto, quindi, quanto indicato già tempo fa: se sarà capace di dimostrarsi all’altezza della situazione, gli elettori la seguiranno e, alle prossime elezioni, potrà anche essere in grado di trasformarsi in maggioranza.
Se, invece, le aspettative elettorali andranno deluse, beh, allora penso che continuerà probabilmente a restare opposizione.
Sopratutto non molli di un millimetro sull’incalzare chi a suo tempo responsabile del dissesto amministrativo.
Fugnoli vuole un’idea?
Eccola: faccia ora quello che non ha fatto in campagna elettorale, cioè stimoli un dibattito pubblico su cosa sia successo nel periodo del dissesto e sulle relative responsabilità ed inviti gli amministratori di allora ad un pubblico dibattito sul tema.
Anche di questo periscono i piccoli centri, del non aver occasione di confrontarsi pubblicamente su questioni che riguardano tutti i residenti.
Lo faccia e credo che molti si ricorderebbero di aver vissuto qualcosa di diverso dal solito.
Anzi, la proporrei come iniziativa periodica e continuativa.
Visto che molti dei temi politici spesso vengono vissuti solo all’interno delle aule municipali, l’opposizione faccia uscire questi temi pubblicamente, ma non solo sui tradizionali media politici, lo faccia pubblicamente, chiedendo spazi in cui possano partecipare i cittadini.
Io, fossi un residente del posto, mi ricorderei di una siffatta iniziativa come qualcosa di politicamente molto diverso dal solito, e sarei grato a chi l’abbia proposto.