Angelo Bagnasco ha tentato il colpaccio, ma…

angelo bagnasco
di don Giorgio De Capitani
«Ci auguriamo tutti che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi e vedere considerate le loro obiezioni e che la libertà di coscienza di ciascuno su temi così delicati e fondamentali per la vita della società e delle persone sia non solo rispettata ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto».
Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, commentando l’iter parlamentare del ddl Cirinnà sulle unioni civili.
Dura e immediata la replica del governo, tramite il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti: «Come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato, non il presidente della Cei».
Siamo al solito problema: l’Italia è ancora sotto l’influenza del Vaticano, il quale crede di condizionare il governo come gli pare e piace. Proprio non riusciamo a liberarcene.
E il Vaticano sa dove può influire a occhi chiusi: su quei pseudo-cattolici, infiltrati nella politica, che sono la lunga manus della Chiesa cattolica.
Ha inventato anche il Giubileo, il trasporto a Roma del corpo mummificato di Padre Pio, i missionari della misericordia, questo e altro pur di tenersi ancora a sé, prigioniere, le anime dei cattolici, e per invocare dal cielo tutte le divine illuminazioni sul Parlamento italiano.
Certo, per il Vaticano sarebbe una dura sconfitta se passasse la legge sulle unioni civili: sarebbe costretto alla resa e a nascondere la testa sotto la sabbia per la vergogna. E non sarebbe la prima volta: pensiamo al referendum sul divorzio e sull’aborto.
Sì, non riusciamo proprio a toglierci l’influenza di potere del Vaticano. E dietro chi c’è? Figure ignobili, spettri infernali, la massoneria. C’è di più: il volto angelico di Bagnasco, i puri di cuore dei vescovi italiani, l’affabile papa Francesco. In poche parole: tutta la gerarchia. Ma c’è ancora di più: dietro c’è quella parte più fondamentalista della Chiesa italiana, ovvero quei Movimenti ecclesiali che di evangelico hanno ben poco. E questi Movimenti vanno e vengono, sorgono e poi declinano, ma sempre sostituiti da altri peggiori. Una volta era forte Cl, ancora lo è l’Opus Dei, ma oggi a prevalere sono i massoni settari Neocatecumenali, un misto di tutto ciò che ha sapore di fondamentalismo becero, ai limiti della pazzia mentale.
Non dimentichiamo che Family Day del 30 gennaio scorso contro le unioni civili è stato organizzato dal capo dei Neocatecumenali, Massimo Gandolfini, un guru da mettere sullo stesso piano, in un certo senso, del grillino Gianroberto Casaleggio. E dietro chi c’era? Angelo Bagnasco, sempre pronto a sostenere “oves et boves”, massoni o spiritati, pur di far prevalere gli interessi della “sua” Chiesa.
E sì, se il Governo italiano approverà le Unioni civili, anche con le adozioni (come personalmente spero!), allora per la Chiesa italiana sarà giunto il momento di andare nel deserto, e meditare a lungo. Ma non credo che lo farà, con questo Papa che va in giro per il mondo a stringere le mani con “oves et boves”, anche perché non si sa chi sono i buoni e chi sono i cattivi.

 

13 Commenti

  1. fdrk ha detto:

    non siamo uno Stato sovrano bensì un territorio cortina attorno al più potente Stato al mondo!

  2. fdrk ha detto:

    da quando tale M.M. è sunta al vertice di rainews24, i servizi sul vat si sono intensificati e poi, quando promossa al vertice rai, addirittura i colori del format rainews24 sono diventati quelli del vat. e dobbiamo pagare il canone …sigh!

  3. Giuseppe ha detto:

    Sua eminenza non è nuovo a certe sortite. Ovviamente nessuno può permettersi di impedirgli di dire quello che pensa, specialmente oggi che grazie agli strumenti offerti dai social network chiunque può gridare la sua opinione. Sua eminenza però, non è un ingenuo, e sa bene che le sue parole contano più di qualcosa in certi ambienti e sono addirittura un messaggio di ammonimento per chi ha bisogno di avere l’imbeccata dalle persone che contano, oppure per ingenuità ed ottusità, o meglio ancora per volgare opportunismo, segue pedissequamente i “suggerimenti” che vengono dai vertici del clero cattolico. Se la visione liberale di Cavour che auspicava la coesistenza di una “libera Chiesa” ed un “libero Stato”, poteva sembrare troppo laica per gli anni intrisi di bigottismo in cui operava, oggi i tempi sarebbero più maturi perché ciò si possa attuare. Ma il nostro paese, purtroppo, non riesce a liberarsi completamente dal condizionamento della presenza sul proprio territorio del Vaticano, il cui potere è ancora molto forte. Se la sua influenza, però, può essere comprensibile per ciò che riguarda l’azione pastorale, diventa decisamente inopportuna quando tenta di condizionare in tutti i modi l’azione politica e sociale del nostro governo e del parlamento. E soprattutto, sarebbe ora che i reverendi principi della chiesa la smettessero di approfittare della confusione e delle contraddizioni che agitano la nostra società, perché così facendo compiono dei veri e propri atti di sciacallaggio.

    • Alberto ha detto:

      Il cardinale non ha ordinato niente a nessuno; ha indicato un criterio che è quello della libertà di coscienza che in parlamento può essere salvaguardata tramite scrutinio segreto
      Semmai possiamo parlare della discrezione con cui il presidente del senato applica il regolamento ??

      • Don Giorgio ha detto:

        Le parole vanno sempre contestualizzate nel momento storico, e il momento storico in cui Bagnasco ha usato la parola “auspicio” era per lo meno inopportuno, e poi certe parole dette da autorità quali papa o presidente della Cei assumono un peso particolare. È quella maniera subdola di dire: non do ordini, do solo dei consigli! Ma i consigli per la Chiesa sono ordini!

  4. sam ha detto:

    il signor bagnasco in quanto cittadino italiano può dire quello che vuole ,starà agli interlocutori tenere o meno in considerazione il suo pensiero

    • Don Giorgio ha detto:

      In quanto cittadino italiano, deve ricordarsi che deve rispettare il Parlamento e che non tutti i cittadini sono cattolici.

      • sam ha detto:

        ognuno per il settore che gli compete cerca di farsi sentire dal parlamento per far valere le proprie opinioni. lo faccio io ,lo fa lei, confindustria i sindacati,le famiglia arcobaleno ,gandolfini, i cantanti di sanremo con i loro fiocchi colorati ecc… non ci vedo niente di male, anche perché i parlamentari li abbiamo messi lì noi e dovrebbero fare quello che desideriamo (intendo quello che desidera la maggioranza del popolo)

        • Don Giorgio ha detto:

          Questa è una grande cazzata! I parlamentari non devono fare ciò che vuole la maggioranza del popolo. Se noi vogliamo merda, ci devono dare la merda? Se noi vogliamo cose sbagliate, ce le devono dare? Che cos’è per te democrazia? Il bene comune non è di per sé popolo! IL problema è che il popolo non sa che cosa sia il bene comune.

  5. GIANNI ha detto:

    La libertà di coscienza, …quanto si è dibattuto su questo tema…
    talora invocato come elemento essenziale di una democrazia, talora come paravento…
    dove sta la realtà?
    In effetti, a mio modesto avviso, quando un partito si propone con una base programmatica ai propri elettori, è chiaro che poi non possa invocare/concedere questa libertà…o meglio, se trattasi di parlamentari, la libertà di coscienza esiste sempre, perché la costituzione dice che il mandato è senza vincoli, poi sta al partito decidere se mantenere quel parlamentare nel proprio gruppo o meno….ma il parlamentare non viene certo licenziato dal parlamento, semmai cambia gruppo, al limite passando al gruppo misto, per quei casi in cui decida di non iscriversi ad altro gruppo. Comunque
    è ingiusto verso gli elettori dire che si fa una cosa e poi farne un’altra.
    Tuttavia, su molti temi i partiti si sono espressi non chiaramente, ed anche quando l’abbiano fatto, vi sono parlamentari che, comunque, hanno detto sin dall’inizio che si sarebbero riservati, appunto, questa libertà, per chiarire le cose con chi li votava.
    A questo punto, penso che voto segreto o voto palese cambi poco, anche perché poi coloro che, su questa o altra materia, votino diversamente dal gruppo di appartenenza, probabilmente ne faranno un motivo di vanto, e, del resto, chi vota contro questa legge lo dice sin d’ora, o almeno alcuni lo dicono.
    Piuttosto, il problema principale sarebbe riformulare quelle cose che poi sarebbero oggetto di probabile valutazione da parte della corte costituzionale, cioè è inutile votare una legge poi a rischio declaratoria di incostituzionalità.
    A volte la redazione di un testo di legge è complicata e difficile per i parlamentari, che dispongono di minori strumenti tecnici, rispetto ad altre istituzioni.
    Forse, quindi, potrebbero pensarci i tecnici del quirinale, in sede di valutazione ai fini ella promulgazione, a consigliare correttivi per concedere la promulgazione stessa.
    Infatti, in molte materie, i parlamentari sanno bene che a volte lincenziano leggi che poi, tanto….
    una seria presa di coscienza, invece, vorrebbe si licenziassero leggi che poi non possano essere dichiarate incostituzionali. Qualche accorgimento, come dicevo in altra occasione, poteva essere seguito, ma non lo si è fatto.
    Quanto ala chiesa, penso che ormai non si faccia più tanti problemi se una legge viene approvata contrariamente al proprio parere.
    E’ stata approvata la legge sull’aborto, la presente sicuramente comporta un impatto decisamente inferiore.
    In quel caso era in gioco ben altro, il concetto stesso di vita, in questo caso, invece, solo il modello antropologico di famiglia.

  6. don ha detto:

    Il fatto che il Cardinale abbia espresso un’auspicio non è un delitto (“ci auguriamo che”). Penso che in Italia ci siano persone anche fuori dal mondo cattolico che la pensano così in merito a questa legge. Mi ha colpito il fatto che anche il movimento 5 stelle (che non è certamente filo vaticano!) abbia lasciato libertà di coscienza sull’argomento delle adozioni: segno che su alcuni punti l’opinione pubblica non è poi così favorevole come potrebbe lasciare intendere alcuni sostenitori della legge

    • Don Giorgio ha detto:

      Le parole vanno sempre contestualizzate nel momento storico, e il momento storico in cui Bagnasco ha usato la parola “auspicio” era per lo meno inopportuno, e poi certe parole dette da autorità quali papa o presidente della Cei assumono un peso particolare. È quella maniera subdola di dire: non do ordini, do solo dei consigli! Ma i consigli per la Chiesa sono ordini!

  7. yapi ha detto:

    il Card.Bagnasco ha solo espresso un auspicio, che in questa materia sia lasciata libertà di coscienza