Il vero femminicidio, ovvero quando la femmina uccide se stessa, in quanto Donna

L’EDITORIALE
di don Giorgio

Il vero femminicidio, ovvero quando

la femmina uccide se stessa, in quanto Donna

L’articolo potrebbe finire già qui, col titolo, se la gente capisse cosa significhi la parola “Donna”.
Ho detto “gente”, o, la stessa cosa, popolino, ma avrei potuto scrivere anche “un certo mondo cosiddetto culturale”. Oggi predomina la cultura di pelle, anche profumata, tra i cosiddetti intellettualoidi che godono orgasmi per le loro cazzate quotidiane, ben pagate.
Certo, la violenza fisica su una donna fisica non può lasciarci indifferenti, ma può creare per la sua quotidiana reiterazione una tale assuefazione da irritarci perché le notizie, anche morbose nel loro dilungato racconto dettagliato, ci disturbano, e a ragione, visto che ogni giorno i telegiornali aprono e chiudono con fatti di sangue. Immancabilmente. Nostro amaro pane quotidiano. Quale sollievo spirituale! Mi verrebbe voglia di aggiungere, e saremmo nel tema: volti diversi di giornaliste, che non sappiamo da dove escano, fanno a gara nel presentarsi in tutta la loro più studiata cretineria!
Ma – non dico che ci sono delle interconnessioni, e se ci fossero andrebbero seriamente approfondite – perché non allargare il discorso parlando di quella Donna, che non è puramente Ideale, ma che è la vera natura di ciò che “è” ogni femmina, tale da stupire per la sua Nobiltà eterna?
E se parlo di donna-Donna è perché forse un debole ce l’ho per la femmina, nel senso più ottimistico: credo di più nella Bellezza della Donna che salverà il mondo che nel maschio, che, dagli inizi, ha preteso di dominare distruggendo. Forse in nome di un assurdo comando divino, partorito da qualche mente contorta. Chissà perché, lo confesso, mai riesco a capire se l’uomo è bello o brutto fisicamente, tranne casi eccezionali. Forse perché, se è il maschio è belloccio, sa di femminoide.
A parte la mia straordinaria ammirazione per la Madre di Gesù, Bellezza trinitaria, rimango sempre colpito quando leggo la storia straordinaria di grandi donne del passato (anche bibliche) che hanno contestato una storia di maschi, battuti solo da queste donne-Donne.
Mi riesce meglio giocare sulla contrapposizione donna-Donna, con l’intento di evidenziare la bellezza interiore della donna, che diventa semplicemente Donna.
Ma non vorrei essere frainteso: l’esteriorità o fisicità della donna, già dall’antichità, riesce a catturare quasi esclusivamente i sensi, più che l’intelligenza. E, perché non dirlo?, la femmina fa di tutto per eccedere, anche goffamente, mostrando ciò che forse non dovrebbero mostrare più di tanto, secondo quei limiti stabiliti del buon gusto o dal decoro che sa correggere anche certi difetti fisici, in ogni caso rende ancora più nobile ciò che agli occhi sembra già bello.
Non sopporto – che volete? sono fatto così! – la lotta per i diritti delle donne da parte delle cosiddette femministe (già dire “femministe”!), che contestano solo in nome di diritti che non mi sembrano in linea con la Donna eterna.
E quando capita che una femmina arrivi al potere, allora c’è una esaltazione quasi collettiva (comunque, una finzione “obbligata”), come per dire: “Finalmente! Una donna al potere! La prima: che onore per l’Italia emancipata”, e succede che la “tizia” impone sia chiamata “il Presidente”, come se ci tenesse ad essere considerata un “maschio”! E la stupidità stupisce, ma solo chi non si fa mai prendere dalle esaltazioni collettive.
E la “tizia” sarebbe l’Ideale di Donna che da millenni forse si sognava arrivasse finalmente per dare al Potere una forma di Bellezza eterna? Ma il Potere targato maschio è un mostro che non si fa commuovere davanti a una donna-Donna che avanza con i suoi passi leggeri di una Bellezza leggera. La prende, e se ne impossessa. La svuota del suo essere Donna, e la riveste con i paramenti da maschio già consumato. Mostriciattolo perfetto! Un diminutivo ci sta, vista la statura anche fisica!
Ed eccola l’oscena misera donnetta che elemosina ogni favore da maschiacci già con i piedi nella tomba. Ma la tappetta succhia loro il culo (sono pudico, non dico altro!), e si nutre di ogni merdaccia. Almeno li castrassero questi sessualmente potenti! Berlusconi non lo hanno castrato fisicamente (incastrato sì da migliaia di donnette opportuniste), ma ci ha pensato io Padre Eterno a renderlo impotente sessualmente, con il “coso” sempre floscio. Stessa sorte, dicono, era capitata già all’amico Umberto, che a furia di averlo duro a un certo punto si era spaccato in due.
La tappetta è ancora giovane, così vorrebbe far credere, ma già tanto vecchia da avere il cervello indurito dal tempo, che però, facendo una eccezione, aveva anticipato le righe così da renderla precocemente già con il culo a terra.
Per amor di Dio, non pensate che io sia ossessionato da una povera demente! No, dico solo che sono terribilmente incazzato nel vedere una donna che fa di tutto per svuotare se stessa del suo essere Donna.
E forse non basta che mi accontenti di pensare alle grandi donne-Donne del passato. Credo che, ed è qui la amia amarezza, che il Progresso femminile si sia fermato iniziando un’era di involuzione tale da riportare la donna al tempo delle caverne, quando le donne erano utili solo per fare figli, facendo godere maschiacci mai sazi di sotto metterle ai loro piaceri carnali.
12 luglio 2025
EDITORIALI DI DON GIORGIO 1
EDITORIALI DI DON GIORGIO 2

 

 

Commenti chiusi.