Il profitto prima dei bambini

Mark Zuckerberg, ceo di Meta (reuters)

da la Repubblica
9 agosto 2026

Il profitto prima dei bambini

di Concita De Gregorio
La megamulta a Zuckerberg e la salute mentale dei nostri figli
Invito coloro che amano le storie di successo, i ragazzi che dal nulla diventano milionari, a soffermarsi un attimo sulle parole del procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, a proposito della mega multa di 567 milioni di dollari inflitta a Meta il colosso informatico di proprietà del quarantenne miliardario Mark Zuckerberg.
“Meta sapeva da anni che le sue piattaforme creavano problemi alla salute mentale dei bambini e connettevano i predatori con loro. Ha scelto il coinvolgimento e il profitto e oggi paga questa scelta”.
Il profitto prima di tutto, prima della salute mentale dei bambini, dei danni alle loro famiglie, prima ancora del mettere quei bambini a disposizione di predatori sessuali.
A marzo un altro tribunale del New Mexico aveva condannato Meta al pagamento di altri 375 milioni di dollari sempre per lo stesso motivo.
L’azienda si difende dicendo che sta lavorando “duramente per garantire la sicurezza delle persone sulle nostre piattaforme e siamo stati trasparenti riguardo alle sfide legate all’identificazione e alla rimozione di malintenzionati e contenuti dannosi”.
Trovo bellissimo che i 567 milioni vadano in un fondo che finanzierà progetti per “porre rimedio ai danni provocati dall’azienda compresi i soldi per il trattamento dei giovani danneggiati dai social”.
Giorni fa il Cesvi ha pubblicato il suo rapporto annuale “Indice sul maltrattamento e la cura per l’infanzia in Italia”, cercatelo su Internet. Il titolo è già significativo: Generazione sola. “C’è — dice il rapporto — una stretta correlazione tra il deterioramento della salute mentale collettiva, le crisi socio-economiche e l’aumento di trascuratezza e violenza assistita”.
Una soluzione possibile è mettere il bambino al centro di “una comunità di cura” ovvero rafforzare la rete dei servizi territoriali.
Il governo nell’ultima legge di bilancio ha stanziato 80 milioni “per la salute mentale” come dire un euro e 35 centesimi all’anno per ognuno di noi.
Non sono i 567 milioni per i minori del New Mexico.
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da la Repubblica
07 AGOSTO 2026

Danni dai social ai minori:

Meta condannata a pagare 567 milioni di dollari

Tra le misure imposte dal giudice anche l’introduzione di specifiche funzionalità, come l’impostazione predefinita che nasconde il numero di “mi piace” sulle foto degli utenti minorenni.
Un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta Platforms di pagare oltre 900 milioni di dollari, dopo che una giuria ha stabilito che l’azienda non ha tutelato i più giovani. La decisione, riporta il Wall Street Journal, fa lievitare l’importo totale della storica sentenza contro la società madre di Facebook e Instagram. Il giudice ha stabilito che Meta dovrà lanciare un nuovo fondo da 567 milioni per misure correttive, in aggiunta alle sanzioni civili per 375 milioni già disposte. L’azienda dovrà adottare specifiche funzionalità, come l’impostazione predefinita che nasconde il numero di “mi piace” sulle foto degli utenti minorenni.
“Non siamo d’accordo con la sentenza e faremo ricorso”. Lo ha dichiarato Meta all’AFP in un comunicato stampa. “Ci impegniamo a fondo per garantire la sicurezza degli utenti sulle nostre piattaforme e siamo sempre stati trasparenti riguardo alle difficoltà nell’identificare e rimuovere utenti malintenzionati e contenuti dannosi”, ha aggiunto il colosso tecnologico.
Il procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, ha citato in giudizio Meta, la società produttrice di Facebook, Instagram e WhatsApp, nel 2023, sostenendo che l’azienda non avesse protetto i minori dai pericoli online. Durante le arringhe finali, il pubblico ministero Linda Singer ha dichiarato alla giuria che gli algoritmi di Meta avevano indirizzato gli adulti verso contenuti pubblicati da utenti adolescenti, mentre l’azienda aveva nascosto i risultati delle indagini interne sui rischi per i giovani.
A marzo, la giuria ha stabilito che Meta aveva violato la legge statale sulle pratiche commerciali sleali, ingannando i consumatori sulla sicurezza dei suoi prodotti per i minori. “Questo caso è sempre stato incentrato sulla protezione dei minori, sulla difesa delle famiglie e sulla garanzia che una delle più grandi aziende tecnologiche al mondo non possa trarre profitto da pratiche che mettono a rischio i giovani senza conseguenze”, ha affermato Torrez. “La decisione odierna è una vittoria per ogni genitore preoccupato per l’impatto dei social media sui propri figli e per ogni bambino che merita di crescere in un ambiente online più sicuro. “Circa tre quarti del nuovo fondo di 567 milioni di dollari saranno destinati al trattamento della salute mentale e saranno erogati in cinque anni. La somma rimanente sarà ripartita tra programmi di “sensibilizzazione e prevenzione”, “screening e valutazione”, “orientamento, collegamento e coordinamento”, implementazione e valutazione.
A seguito della sentenza, Meta ha dichiarato che l’azienda “rimane fiduciosa nel proprio operato a tutela degli adolescenti online e continuerà a difendersi dalle accuse che travisano i fatti”.

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