Di bestialità in bestialità…

L’EDITORIALE
di don Giorgio

Di bestialità in bestialità…

Forse, senz’altro, la parola “animale” è sbagliata: richiama il soffio vitale o anima. A differenza di “animale”, la parola “bestia” ha assunto nel tempo una sfumatura più negativa o brutale, legata all’istinto primordiale e all’assenza di ragione. Dunque, bestiale indica qualcosa di irragionevole, di meschino, di indegno, di inumano, di rozzo.
Ad essere feroci, più che certi animali, sono gli esseri cosiddetti umani, ma che di umano hanno ben poco.
Certo, non tocca a me giudicare chi è umano e chi non lo è: anche qui non giudico la persona in quanto tale (lascio a Dio l’arduo compito di farlo), ma il suo ruolo, che riveste magari coprendolo la dignità della persona. E in certi casi il ruolo copre così tanto la persona da renderla invisibile ai nostri occhi.
Fermiamoci all’atteggiamento della massa, che, in quanto massa, dice già tutto un mondo di individui sciolti in un calderone, dove bolle di tutto. La massa è una amalgama o un miscuglio o fusione di elementi eterogenei e differenti tra loro. Le differenze tipiche di ogni singola perdona scompaiono in una accozzaglia bestiale.
Esagero? No! Anzi, non trovo i termini più adatti per spiegare questo fenomeno che rasenta la spersonalizzazione degli stessi individui, resi semplicemente numeri di un sistema puramente meccanico.
Eppure, Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza, donando a tutti il suo stesso Spirito vitale. Talora verrebbe voglia di gridare: Dio, perché ci ha resi liberi? O, non potevi darci una libertà più limitata?
Assistiamo ancora, sì ancora, dopo millenni di barbarie, nonostante il cosiddetto progresso più tecnologico che Umano, a qualcosa di veramente dis-Umano: gli stessi credenti sembrano impazziti, trascinati nel vortice del Maligno, e vorrebbero dirsi ancora cristiani!
Bestialità blasfemica! Del Cristo risorto che cosa è rimasto? Forse neppure un po’ di speranza… E si vorrebbe salvare la faccia con qualcosa di rituale, più formale o folcloristico che misterico.
C’è qualcuno che vorrebbe almeno tentare una via di uscita, sul serio però, in modo radicale, e non con qualche tentativo solo sporadico e anche ridicolo?
Come non soffrire, non solo perché ci sentiamo impotenti, ma perché questa Chiesa più istituzionale che mistica è fuori di sé, di quel Sé divino che potrebbe indicare la strada giusta per riportare l’umanità alla Saggezza antica.
13 giugno 2026

 

 

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