La manettara. Meloni come Trump: difesa dei confini, via lo straniero

da www.huffingtonpost.it
13 Agosto 2026

La manettara. Meloni come Trump:

difesa dei confini, via lo straniero

di Federica Olivo
Un breve video sui social copia le produzioni trumpiane, rilancia la linea dura sui migranti. Intanto Piantedosi in Parlamento smonta da solo la tesi dell’immigrazione incontrollata (-82% di sbarchi in Italia da inizio legislatura) e per giustificare lo stop a Schengen con la Spagna rilancia quella del rischio terrorismo da Ceuta (smentito da Madrid). Tensione con Berlino sui dublinanti
Sull’immigrazione il governo segue il modello Trump. Innanzitutto nella comunicazione. La premier Giorgia Meloni posta sui social un video che mostra immigrati irregolari in manette, accompagnati dagli agenti su un aereo per l’espulsione fuori confine. Musica suggestiva di sottofondo, grande dispiegamento di Polizia, atmosfera law and order: “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”, scrive la premier. C’è l’accortezza di rendere irriconoscibili i volti dei protagonisti, ma per il resto la produzione del video, dal punto di vista stilistico, copia i video con cui il presidente degli Stati Uniti celebrava le espulsioni di massa dei migranti definendoli “terroristi stranieri”, oppure le imprese degli agenti federali dell’Ice a far pulizia nelle città. La retorica italiana è analoga: i migranti come rischio potenzialmente grave per la sicurezza, ammanettati e scortati, spediti lontano.
D’altro canto, in un contesto in cui gli sbarchi crollano da anni e la macchina dell’accoglienza non va in sofferenza, con l’emergenza che è solo un ricordo di qualche estate fa, per sostenere la retorica dell’emergenza il governo Meloni vira sull’unico elemento che non può essere immediatamente smentito: il pericolo potenziale per la sicurezza, quello dei confini da difendere, della sicurezza nazionale minacciata, del rischio che chiunque entri in Italia illegalmente sia un possibile terrorista. E se Meloni non cita esplicitamente la parola terrorismo, ci pensa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in audizione davanti al comitato Schengen del Parlamento.
Il titolare del Viminale parla della decisione di sospendere Schengen con la Spagna. Sostiene che “le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori. Diverse fonti evidenziano come alcune aree del Marocco, compresa quella in prossimità di Ceuta, siano storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista”. Insomma: lo stop a Schengen con la Spagna sarebbe motivato dal rischio di terrorismo e quindi resta “fino a rischio finito”.
Una ricostruzione che viene smentita da Madrid. Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska afferma che “non esiste alcun rischio” di terrorismo e di radicalizzazione derivante dalla crisi migratoria di Ceuta. Madrid monitora la situazione: “La cooperazione con il Marocco in materia di terrorismo è rilevante e impeccabile e questo mi permette di dire che non c’è un rischio di terrorismo derivante dalla crisi”, è la versione spagnola.
Piantedosi fa sapere che a seguito dei controlli alle frontiere sono stati effettuati 3 arresti e respinti 21 cittadini di Paesi terzi. Sei di questi erano marocchini. Quando la deputata del Partito democratico Rachele Scarpa gli domanda se almeno una di queste persone fosse arrivata passando per Ceuta, il ministro replica che “non è possibile dirlo. Non siamo in grado di dire chi sia entrato a Ceuta. Non mi risulta che a Ceuta sia in atto un processo di identificazione”.
I controlli per i cittadini di Paesi extra-Ue che arrivano dalla Spagna non saranno sospesi prima di Ferragosto. Per quel giorno infatti è stato lanciato sui social del Nord Africa un invito a ripartire. Solo quando questo rischio sarà scongiurato, è il senso del ragionamento del governo italiano, le frontiere marine e aeree con la Spagna saranno riaperte.
La sicurezza, quindi. Perché i numeri, come scritto più volte in passato, smentiscono le recenti parole di Giorgia Meloni, insieme alla premier danese Mette Frederiksen, sull’immigrazione incontrollata. E chiariscono i nuovi obiettivi di questo attivismo, italiano ed europeo, contro i migranti: rispondere alle paure della gente, arginare l’estrema destra che avanza, plasmare il nemico perfetto. Perché, volendo soffermarsi alle cifre, “dall’inizio dell’anno – evidenzia Piantedosi – gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno, i numeri crollano dell’82%. Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17.000 persone, cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni”. Tradotto: gli sbarchi sono gestibili.
Con la Spagna non c’è intesa, come con la Germania. La questione che nei prossimi giorni può alimentare frizioni è il possibile rientro dei migranti che erano sbarcati in Italia, ma hanno chiesto accoglienza a Berlino, i cosiddetti dublinanti. Piantedosi conferma che l’Italia non accetterà questo genere di movimenti. E se Berlino dovesse dare seguito alle sue intenzioni? “Ho già scritto al mio omologo tedesco per dire che non accettiamo” trasferimenti verso l’Italia, risponde Piantedosi. Perché, aggiunge, “si tratta di persone arrivate prima dell’accordo sul nuovo Patto”. E se questa lettera non dovesse bastare, “faremo una compensazione con le migliaia di migranti che vengono portati sulle nostre coste da navi di Ong tedesche: sono 2.200 dall’inizio dell’anno e più di 500 solo dal 12 giugno”. Un modo diplomatico per dire che se la Germania manda i dublinanti in Italia, l’Italia non sarà più disposta ad accogliere migranti soccorsi da navi battenti bandiera tedesca. E sbarcati sulle nostre coste. Come applicare questa ritorsione, questo non è chiaro. Perché la speranza è di comporre gli attriti prima che la situazione sfugga di mano. Lo scontro al momento è potenziale, ma i giorni per arrivare a un accordo sono pochi. Nel mentre il governo, ormai già in piena campagna elettorale, punta tutte le sue fiches sul contrasto all’immigrazione. Usando metodi sempre più radicali. E narrazioni sempre più martellanti.

Arianna Farinelli commenta

il video pubblicato da Giorgia Meloni

sull’espulsione dei migranti

 

 

Commenti chiusi.