“Non discuto Meloni madre, ma Meloni premier. Sua figlia va in aereo, altri bambini annegano”

da www.huffingtonpost.it
17 Novembre 2022
Politica

“Non discuto Meloni madre, ma Meloni premier.

Sua figlia va in aereo, altri bambini annegano”

di Nicola Mirenzi
Intervista a Furio Colombo, finito nella lista degli accusati per aver accostato la presenza della figlia di Meloni al G20 di Bali e il dramma degli sbarchi nel Mediterraneo: “Ho posto un problema di pari dignità umana”
Da ieri sera, Furio Colombo è finito nella lista degli accusati di aver giudicato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul modo in cui fa la madre, a causa di un intervento alla trasmissione di Myrta Merlino, L’aria che tira. “Chiunque ascolti le mie parole potrà constatare che io non ho messo in discussione il fatto che Meloni sia una buona madre, io ho messo in discussione il fatto che sia una buona presidente del Consiglio”. Di ritorno dal vertice del G20 di Bali, Giorgia Meloni ha scritto su Facebook di essersi trovata di fronte a un “incredibile dibattito” sull’opportunità di portare con sé sua figlia Ginevra a un appuntamento internazionale così impegnativo, e che il modo in cui cresce sua figlia non è questione che riguardi l’opinione pubblica italiana. “Infatti”, dice Colombo, “quello che mi riguarda è che se ne fa dei bambini che muoiono in mezzo al mare cercando di arrivare in Italia e in Europa”. La trascrizione letterale dell’intervento di Colombo a L’aria che tira, avvenuto mentre in Senato parlava il ministro degli interni Matteo Piantedosi, è la seguente: “Viviamo in una Repubblica in cui a certi bambini spetta la top class per Bali, mentre ad altri bambini spetta il fondo del mare, in economy class”.
Furio Colombo, perché accostare la figlia di Meloni ai bambini migranti che muoiono?
Perché non possiamo far finta che esistano due mondi, uno in cui ai bambini garantiamo tutti i loro diritti e gli assicuriamo anche le più esclusive premure, mentre nell’altro mondo collochiamo i bambini che non hanno nessun diritto, e perciò possono essere lasciati ad affogare, tanto, chi se ne frega.
Ma questo discorso non riguarda solo l’Italia di Meloni, riguarda l’intero mondo occidentale e abbiente.
Io però vivo in Italia e parlo dell’Italia. Un Paese nel quale la presidente del Consiglio va a Bali insieme a sua figlia, perché giustamente non vuole sottrarre la bambina alle proprie cure e attenzioni, mentre il ministro dell’Interno del suo governo illustra in Parlamento il modo ferreo in cui intende garantire che nessuno si prenda cura dei bambini che cercano di arrivare in Italia sui barconi, esponendoli perciò al rischio concreto di finire annegati in mezzo al mare.
È per fermare l’immigrazione clandestina, dice il governo.
Quella parola – clandestina – è uno scandalo. Clandestino è qualcosa che è nascosto, che non si vede, mentre gli immigrati arrivano sotto gli occhi di tutti. È palese che stanno cercando di salvarsi la vita, oppure di darsi una possibilità che altrove non hanno. Lo dichiarano apertamente. Noi, invece, anche grazie a quella parola chiudiamo gli occhi.
In che senso?
Nel senso che clandestino è una parola che rende odiosa qualunque persona a cui è riferita. In questo caso, è in più una parola indegna, cioè che nasconde la dignità delle persone che vorrebbe invece nominare.
È anche usata per definire l’immigrazione illegale.
Perché esiste un’immigrazione legale? In un Paese in cui non è previsto realmente un canale di ingresso legale, è chiaro che tutti gli immigrati diventano illegali e di conseguenza l’immigrazione diventa un fenomeno umano criminalizzato.
Lei però ha posto un problema diverso.
Un problema di pari dignità umana tra una bambina che è figlia della presidente del Consiglio e una che si trova su una barca in deriva nel Mediterraneo.
Giorgia Meloni è madre solo di sua figlia, però.
Infatti io sostengo che lei dovrebbe occuparsi dei bambini migranti non da madre – come pure lei stessa si descrive quando parla della propria identità politica, proclamando “io sono Giorgia, sono una madre” – ma da presidente del Consiglio che ha coscienza della situazione di privazione che vivono quelle persone, in particolare i bambini, che affrontano la traversata.
È responsabilità di Meloni se finiscono in fondo al mare?
Quando tu metti in piedi un sistema che ha lo scopo finale di impedire l’arrivo delle navi, scoraggiando, vietando e punendo chi soccorre i naufraghi, stai chiaramente esponendo le persone – in particolare i più piccoli – al rischio che anneghino. È il disegno di una società in cui c’è una top class che viaggia comodamente verso Bali e un’economy class a cui è riservato il fondo del mare. Non è l’idea di società che coltivo io.
Anche Lamorgese fermò delle navi Ong.
Ma con il governo di Mario Draghi i migranti potevano essere soccorsi e i bambini non finivano in fondo al mare.
Nemmeno con Meloni ci sono stati bambini annegati.
Ma c’è una deliberata conflittualità che la sta spingendo ad assomigliare sempre più a Matteo Salvini, un ministro dell’Interno che non è passato alla storia per il suo umanitarismo, semmai per il contrario.
Però, dice Meloni, è per questo che l’hanno votata.
Su questo ha ragione: è stata votata proprio per fermare i barconi di coloro che non hanno che il mare per potersi salvare. E anche per questo non simpatizzo con i suoi elettori.

1 Commento

  1. diogne ha detto:

    Grazie.
    100, 1.000, 1.000.000… di Furio Colombo!

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