
Roma il 22 ottobre 1983, un giovane Francis Robert Prevost (primo a destra) alla manifestazione contro l’installazione degli euromissili – foto di Gianni Novelli
dal sito della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSI
17 aprile 2026
Dalla piazza contro i missili al soglio pontificio,
la foto riemersa di Leone divide il web
Uno scatto del 1983 ritrae il giovane Robert Francis Prevost a una manifestazione pacifista: tra polemiche, ricostruzioni errate e verità storica, l’immagine torna virale nel pieno del confronto con Donald Trump sulla guerra
di: Rod
Negli ultimi giorni è tornata a circolare con insistenza una fotografia d’archivio che ritrae un giovane agostiniano, Robert Francis Prevost, oggi papa Leone XIV, mentre prende parte a una manifestazione pacifista insieme ad altri quattro confratelli. I religiosi sono raccolti dietro un cartello artigianale, semplice ma eloquente, con la scritta “Agostiniani per la pace”, simbolo di un impegno condiviso che affonda le radici nel clima politico e culturale di quegli anni.
L’immagine, recuperata e rilanciata sui social network, ha rapidamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica proprio in coincidenza con un acceso confronto tra il pontefice e Donald Trump sul tema dei conflitti armati. Questa sovrapposizione temporale ha contribuito a generare una serie di interpretazioni fuorvianti sulla provenienza e sul significato dello scatto, alimentando polemiche e reazioni contrastanti. In particolare, alcuni commentatori hanno criticato Prevost, accusandolo di aver partecipato a una manifestazione promossa da ambienti riconducibili alla sinistra politica, insinuando così una presunta presa di posizione ideologica.
A rendere ancora più confuso il quadro sono state le numerose ipotesi circolate online: c’è chi ha sostenuto che la fotografia fosse stata scattata a Comiso, chi l’ha collocata genericamente negli anni Novanta e chi, spingendosi oltre, ne ha addirittura messo in dubbio l’autenticità, ipotizzando che potesse trattarsi di un falso realizzato con strumenti digitali.
In realtà, la ricostruzione storica è ben diversa e documentata. Lo scatto risale infatti al 22 ottobre 1983, in occasione della grande manifestazione contro l’installazione degli euromissili, svoltasi a Roma e capace di richiamare circa un milione di partecipanti. In quel contesto, segnato dalle tensioni della Guerra fredda e da una diffusa mobilitazione per il disarmo nucleare, il giovane Prevost – da poco ordinato sacerdote e impegnato negli studi di diritto canonico – partecipò alla protesta insieme ad altri religiosi agostiniani e a gruppi cristiani attivi nel movimento pacifista.
L’autore della fotografia è Gianni Novelli, religioso stimmatino noto per il suo impegno nelle Comunità cristiane di base e per la sua attività all’interno del Cipax, il Centro interconfessionale per la pace. L’immagine venne pubblicata per la prima volta nel 1993 sulla rivista Mosaico di pace, all’interno di un servizio dedicato proprio ai temi della nonviolenza e dell’impegno cristiano per la pace.
A distanza di decenni, nel novembre 2025, la fotografia è tornata simbolicamente nelle mani del suo protagonista: il presidente nazionale di Pax Christi, Giovanni Ricchiuti, ne ha infatti donato una copia a papa Leone XIV durante un incontro ufficiale, restituendo così nuova attualità a un frammento di memoria che racconta una stagione di forte partecipazione civile e religiosa.
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Luca Kocci
Da qualche giorno – grazie a Luca Casarini che l’ha recuperata e postata su Facebook – circola sui social (e su alcune testate) una fotografia che oggi, evidentemente ben oltre le intenzioni di quando fu scattata, assume un valore storico: ritrae un giovane religioso agostiniano, Robert Francis Prevost – oggi papa Leone XIV –, durante una manifestazione di piazza, insieme a quattro confratelli, dietro un cartello scritto a mano “Agostiniani per la pace”.
La diffusione virale della fotografia sul web nei giorni in cui si è consumato un duro scontro fra il presidente Usa Donald Trump (e il suo vice James D. Vance) e il pontefice proprio sul tema della guerra ha generato una serie di commenti e, inevitabilmente, di errori: c’è chi ha scritto che la foto era stata scattata a Comiso, chi l’ha datata agli anni Novanta, chi l’ha ritenuta falsa e realizzata con l’Intelligenza artificiale (ma in realtà è Trump che usa questi metodi!).
Dopo qualche ricerca, è opportuno fare un po’ di chiarezza.
La fotografia è relativa alla grande manifestazione contro gli Euromissili – quindi Comiso in parte c’entra – che si svolse a Roma il 22 ottobre 1983, a cui partecipò un milione di persone. Prevost, che era stato ordinato presbitero da poco più di un anno e studiava Diritto canonico a Roma, era effettivamente in piazza a manifestare per la pace insieme ai suoi confratelli agostiniani e ad altri gruppi cristiani (v. alcune foto dell’archivio del Pci: https://immaginidelnovecento.fondazionegramsci.org/… e in particolare questa dove si vede il cartello degli “Agostiniani per la pace”: https://immaginidelnovecento.fondazionegramsci.org/… ).
La fotografia in cui è ritratto anche Prevost è stata scattata da Gianni Novelli, religioso stimmatino, “prete del dissenso”, redattore di “Com-Nuovi Tempi”, impegnato nelle Comunità Cristiane di Base (in particolare nella Comunità di San Paolo a Roma), fondatore e per anni presidente del CIPAX (Centro interconfessionale per la pace) e tanto altro ancora. Ed è stata pubblicata per la prima volta sulla rivista promossa da Pax Christi Italia Mosaico di Pace (luglio-agosto 1993, p. 26), a corredo di un’intervista sui temi della pace all’agostiniano statunitense padre Robert Dodaro, docente di teologia all’Istituto patristico “Augustinianum” di Roma. A fine novembre 2025 monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi, ha regalato a papa Leone XIV la fotografia, in occasione di un incontro che ha avuto con il pontefice.
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VICENDA PERSONALE
dal libro “Da Introbio a Sant’Ambrogio in Monte di Rovagnate”, pagina 57
Dopo l’esperienza pastorale a Sesto San Giovanni, dove rimasi nove anni, nel 1983 fui nominato parroco di Balbiano-Colturano, due paesini, stesso comune, stessa comunità parrocchiale, della Bassa milanese, vicino a Melegnano. Ecco ciò che scrivo nel libro.
Anno 1983. Due circostanze determinarono già le mie scelte. Il Partito comunista aveva proposto di creare un Comitato permanente per la pace. Invitò la Dc e il parroco a discutere sul documento. C’era anche il problema della installazione dei missili a Comiso. Ci andai. La mia sorpresa fu che quelli della Dc non vollero sottoscrivere il Documento: secondo loro, non potevano aderire, essendo il loro Partito in quel momento al Governo. Suscitò un certo scalpore la mia adesione: il parroco alleato con il Pci! A quei tempi tutto era possibile: ad esempio, che il segretario locale della Dc non facesse battezzare i figli, e che la figlia del sindaco comunista frequentasse l’oratorio. L’altro fatto che servì ad aggravare ancor più i miei rapporti con la Dc fu il mio rifiuto a partecipare alla festa del partito. Vi sarei anche andato, ma solo dopo la mia partecipazione alla festa del Pci.
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