Anche Carlo Maria Martini era un mistico?

L’EDITORIALE
di don Giorgio

Anche Carlo Maria Martini era un mistico?

Non so perché – ma vorrei tanto saperlo! – perché nell’attuale mondo ecclesiastico, ma credo da secoli, non si senta mai parlare di Mistica, nel suo significato più stretto e positivo di realtà interiore. Poi vorrei chiarire meglio.
Sì, sono d’accordo: non è necessario usare la parola “mistica” per essere in realtà “mistici”, perciò credo che anche Carlo Maria Martini, per fare un esempio, fosse un mistico. Anche perché, riconosciamolo, se non si è mistici non si è neppure cristiani, credenti e neppure esseri umani.
So che oggi va di moda riscoprire e ripresentare donne o uomini cosiddetti “mistici”, ma solo perché dotati di visioni più o meno reali, più o meno patologiche, più o meno solo fenomeni sensoriali, quando in realtà la vera cioè autentica Mistica è del tutto “speculativa” (riguarda l’intelletto, nous, il Logos eterno), come lo fu la grande Mistica medievale del suo più grande rappresentante, Meister Eckhart. Sì, lo “fu”, perché venne fatta sparire alla fine del ‘600 per una condanna, atroce e imperdonabile, da parte della Chiesa cosiddetta cattolica, in realtà puramente istituzionale o strutturale, come quel grosso animale di cui parlava già Platone.
Ed ecco già una domanda: come può la Chiesa cattolica, fattasi religione istituzionale, aveva fin dall’inizio tradito il cuore del Cristianesimo come il Pensiero più puro del Cristo risorto? Dire puro pensiero è dire Mistica.
Tra parentesi. Il Cristianesimo non è una religione, e se è diventato una religione, e questo fin dall’inizio, è perché è stato tradito il vero pensiero originario del Cristo risorto. Cristo non ha voluto fondare una nuova religione. Di conseguenza, la Chiesa fattasi religione istituzionale, non poteva sopportare la Mistica medievale, quella speculativa (esente perciò da ogni fenomeno del tipo emotivo, psichico o sensoriale) la quale mi dice chiaramente che nell’essere umano, nel “fondo della sua anima” (che i Mistici intendevano “al di sotto dell’anima”, come parte psichica), ovvero nella sua realtà più profonda (ricordiamo il dialogo di Gesù con la donna di Samaria attorno a un pozzo, che richiamava il Pozzo divino che è dentro di noi) non ci deve essere nessun intermediario umano, neppure del tipo religioso. Già il termine “religione” significa legame, ma lo Spirito dialoga con il nostro spirito senza alcun legame esteriore. D’altronde, bisogna capire questa Chiesa che in quanto istituzionale vive di se stessa, ovvero non esisterebbe senza essere intermediaria tra l’essere umano e il mondo del Divino, ma, qui sta il punto dolente, la Chiesa istituzionale intende Dio, e lo impone ai suoi adepti, a modo suo, quale Dio a protezione della stessa struttura ecclesiastica. La Chiesa istituzionale, in altre parole, fa da intermediaria, e non può essere diversamente, perché solo così protegge se stessa da quel Dio autentico, come Spirito, che dialoga in tutta libertà, senza intermediari umani o religiosi, con l’essere interiore di ciascuno. In altre parole, il Dio (o, meglio la Divinità, termine preferito da Meister Eckhart, dei Mistici speculativi medievali non era lo stesso Dio che la religione dogmatica voleva imporre, e di conseguenza la Chiesa istituzionale condannò a morte la Mistica medievale, la quale sparì dalla faccia della terra. e così sparì anche il Cristianesimo puro, quello partorito dal Pensiero del Cristo risorto. Ho scritto “sparì”, in realtà venne sepolto, pronto però ad essere disseppellito appena rientriamo in noi stessi, e qui scopriamo la Sorgente dell’essere divino, con il rischio ancora attuale di essere scomunicati, perché ancora oggi la condanna della Mistica resta in tutta la sua drammaticità omicida (questo è “il peccato imperdonabile contro lo Spirito santo”, di cui parlava Cristo).
Certo, ripeto, si può essere mistici senza parlare esplicitamente della Mistica speculativa medioevale. Ma perché temere di pronunciare o di scrivere anche solo il nome di Meister Eckhart? Sinceramente non so se nei suoi numerosi discorsi o scritti o lettere Carlo Maria Martini abbia citato anche solo una volta, magari per sbaglio, qualcosa di Meister Eckhart. Sì, ripeto fino alla noia, Martini parlava di spiritualità, ma perché senza mai citare la grande Mistica speculativa medievale?
Chi sarà il primo vescovo o cardinale o papa, per non parlare dei teologi (e sappiamo come li definiva Meister Eckhart!) che avrà il coraggio di togliere dalla scomunica la Mistica speculativa medievale? Basterebbe iniziare a parlarne apertamente!
Certo, poi succederà un ribaltamento della Chiesa che sarà costretta a convertirsi radicalmente.
Ma nessuno, tra i tanti interrogativi, si pone il motivo per cui oggi siamo ridotti così, ovvero: chiese vuote, credenti ridotti a consumatori culinari, un mondo in fiamme, nelle mani di pazzi e di imbonitori razzisti ecc. ecc. Ma basta parlare di solidarietà sociale, di assistenze caritative, di altruismo, di farsi tutto per gli altri, quando non si ha dentro nulla, quando si è poveri di dentro, quando lo spirito è ancora spento? Si discute fino all’infinito di secolarizzazione (in che cosa consiste?), di evangelizzazione (nuova o non nuova, e se nuova come dovrà essere nuova?), di collegialità (se poi i vescovi resteranno fuori del loro mondo interiore) e si perde tempo lasciando al Maligno di riderci sopra, e le sconfitte anche sonore cadranno sempre sulle buone intenzioni dei più giusti (giusti in che senso?), per il motivo alla fine vincerà sempre il centralismo vaticano, quando bisognerebbe ribaltare tutto, ma partendo dal proprio essere interiore. Solo così si potrà tagliare la testa al mostro!
Il Maligno va combattuto non “fuori”, sul suo campo di battaglia: “fuori”, vincerà sempre lui, perché ha a sua disposizione armi più potenti delle nostre.
Qualcuno giustamente ha scritto: solo la Mistica salverà il mondo!
19 luglio 2025
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