Signor Vicario Generale, mi dica pure che è tutta colpa mia

 

 Ho potuto solo ora (ore 6.00, del giorno 26 settembre) leggere la lettera (che porta la data del 17 settembre) che Lei mi ha inviato rassicurandomi anzitutto che il Cardinale Angelo Scola si sta facendo “carico del compito di assicurare una adeguata cura pastorale alla Parrocchia di S. Ambrogio in Monte e alla Comunità Pastorale s. Antonio di Rovagnate”, e che nello stesso tempo Sua Eminenza mi concede di “risiedere nel territorio di Perego”, esercitando però il mio ministero “come collaboratore di don Giorgio Salati, parroco di Dolzago e Decano del Decanato di Oggiono”.

Vorrei fare subito alcune considerazioni.
1. Anzitutto, è confortevole che sia il Cardinale in persona a preoccuparsi della Parrocchia di Monte e della Comunità Pastorale della Valletta! Quale privilegio! Speriamo che non usi però la stessa cura con cui ha agito nei riguardi di un ministro della Chiesa, supposto che il sottoscritto lo sia ancora a tutti gli effetti, non tanto sul piano del diritto canonico, quanto sul piano umano-pastorale. Sì, perché non solo il Cardinale, ma anche i Suoi più diretti Collaboratori si sono preoccupati unicamente di “salvare” la struttura della Comunità Pastorale, alla faccia di ogni rispetto della “persona”! Vale sempre la prassi di millenaria tradizione ecclesiastica: prima la legge, poi l’essere umano. Mi sembra che Cristo abbia detto il contrario!
2. Angelo Scola è venuto incontro alle mie “esigenze” (vi siete chiesti quali?) di risiedere in una casa privata a Cereda, territorio di Perego. Non mi aspettavo una simile grazia! Se il Cardinale mi avesse detto di no, che avrei fatto? Obbedito? Ora che ho già fatto il trasloco, con spese a mio carico (naturalmente usando la liquidazione o la buona uscita che ho ricevuto dalla parrocchia di Monte!), me ne andrei forse in quel di Dolzago, in una mansarda della parrocchia, messa a disposizione, guarda caso!, dopo che avevo ventilato l’idea di restare sul territorio della Comunità Pastorale?
3. Che significa “collaboratore di don Giorgio Salati”? Se è un’espressione per indicare la mia nuova posizione giuridica (si dice così?) per ottenere l’integrazione del Sostentamento del Clero alla mia già “pingue” pensione, beh allora capirei. Una struttura in qualche modo ci vuole: altrimenti come figurerei davanti alla Curia? Se invece c’è qualcosa che dovrei fare di più, oltre la Messa festiva delle ore 18, avrei bisogno di ulteriori chiarimenti.

Signor Vicario Generale, la Sua lettera continua, mettendomi in guardia da ogni mia eventuale invadenza nella Comunità Pastorale, e inoltre da ogni mio giudizio in merito su giornali e sul mio sito.
Non c’era bisogno che me lo ricordaste. Il mio tempo e le mie energie non le spenderò annegando in un bicchiere.
Certo, mi mancherà una comunità locale: a Monte ho messo in gioco le mie idee e la mia vita. Ma, visto che ogni tentativo di farVi capire che potevate fare un’eccezione, permettendoci di proseguire nel cammino di fede intrapreso al di fuori di una visione religiosa puramente strutturale, visto che anche nella nostra diocesi milanese è proibito sognare o avere qualche utopia, visto che la mia presenza solo da pensionato non era conciliabile con la mia coscienza, visto che la scusa degli anni è servita a mettermi fuori causa relegandomi come un rottame con la possibilità di celebrare una Messa festiva, proibendomi addirittura di tenere conferenze ai giovani, disincarnato dalla località, minacciato di provvedimenti disciplinari, “sorvegliato a vista”, dovrei starmene a oziare in casa, aspettando che la buona morte Vi tolga finalmente un ostacolo insopportabile?
Nel frattempo, finché avrò le forze, non resterò inerme. Inventerò qualcosa. La creatività non mi manca. 
Non posso concludere senza dirVi, ancora una volta, che il vostro agire nei miei riguardi e di conseguenza nei riguardi della Comunità di Monte è stato scorretto, o per lo meno non è stato evangelico. Non sarà colpa Vostra. Non ci arrivate! Siete chiusi in un mondo che non Vi permette di agire diversamente. Non potete essere Umani! Senz’altro anche Voi avete una coscienza, ma la struttura gerarchica Vi costringe a privilegiare l’ordine e la disciplina.
Signor Vicario Generale, mi dica pure che non è così. Mi dica pure che avete agito solo in vista del mio bene e del bene della Comunità. Mi dica pure che le vostre intenzioni sono pure. Mi dica pure che è tutta colpa mia. Mi dica pure…
Vi dico solo: vergognatevi!
don Giorgio De Capitani

NotaBene. Il Cardinale non riceve i laici. Ma almeno non potrebbe rispondere alle loro lettere? Gli sono stati inviati due plichi da parte di alcuni parrocchiani di Monte all’inizio di agosto e di settembre. Silenzio! Questo si chiama rispetto? educazione? umanità? Certo, è impegnato nella commemorazione dell’Editto di Milano o Editto di Costantino del 313 d.C. E pensare che si è trattato di un Editto di tolleranza, con cui si concedeva a tutti i cittadini, e quindi anche ai cristiani, la libertà di onorare le proprie divinità. Che cosa sta dicendo il Cardinale Scola commemorando un editto di tolleranza?

 

13 Commenti

  1. Massimo ha detto:

    Ma con quello che dice mi sembra che lei sia ben poco evangelico; anzi del tutto privo di carità cristiana, basta vedere la lettera a Giulia Della Torre.

  2. Patrizia 1 ha detto:

    Se fossero saggi dovrebbero prendere L’esempio da persone come don Giorgio, purtroppo non è così.
    Ma vi fa proprio schifo il diventare un po meglio di quello che siete?
    Comunque sia, sarà il cardinale Scola a prendersi cura della parrocchia di Monte Rovagnate, don Giorgio può stare “tranquillo”.

  3. Caterina Cogliati ha detto:

    Quante storielle ci vogliono far bere questi signori? Don Giorgio l’hanno cacciato da Monte il 14 settembre…oggi è il 27 settembre di un parroco neppure l’ombra e nemmeno il nome…a parte il rettore di Madonna del Bosco. La sera rientrando a casa, mi viene il magone vedendo la casa parrocchiale spenta senza una luce accesa. Sto male vedendo la chiesta chiusa al mattino e il cancello chiuso. Il giardino inizia a dare segni di incuria.Tutti piccoli segni della sua amorevole presenza per 17 anni, lo stesso amore che ha messo nel guidare e crescere la sua comunità. Che tristezza….

  4. Riccardo ha detto:

    Caro Don Giorgio,
    che miseria!!! ma questi hanno superato il limite del livello più basso, forse bisognerebbe avvisarli che il tempo dell’inquisizione è da tempo terminato.
    A loro infastidisce molto chi insegna il Vangelo perché il loro fine è il comando, il potere e l’autorità, che cristiani!!!.

  5. Carla ha detto:

    Negli ultimi giorni mi sono riletta i vari articoli su tutta la questione che la riguarda.
    Tutto abbastanza chiaro, sia la posizione sua, don Giorgio, che quella dei suoi…..antagonisti, tranne una cosa, su cui ritorno, cioè lei ha fatto 30, e trova il tempo, evidentemente, di aggiornarci anche su singoli particolari.
    Perchè non fare 31 e dirci perchè non si è presentato ricorso….da parte sua….?
    Anche qui, lei ha fatto tanto per cercare di mantenere in piedi il progetto della comunità, ed allora, perchè non ci dice qualcosa anche su questo aspetto?
    Grazie e coraggio.
    Non sempre chi ha ragione, riesce nel vedersela riconoscere.

  6. trevize ha detto:

    Questo mio commento è volutamente polemico… molto spesso l’esagerazione mostra cose che non si vogliono vedere.

    Se l’atteggiamento verso un incardinato è quella dell'”usa e getta”, non oso immaginare quale sia il vero pensiero verso i semplici “fedeli”.
    Forse qualcosa che si avvicina a questo:
    “Tu non sai nulla, non devi sapere o intuire nulla, devi essere guidato e ringraziarci per ciò che stiamo facendo.
    Non vedo in te neppure la potenzialità della Conoscenza, non sei un bimbo cui poter insegnare l’ABC, ma un animale che bela.
    Comportati come tale, con la tua intelligenza istintuale riproduciti, assopisci la scintilla di trascendenza con le emozioni.
    Nel gregge fatti convincere e convinci gli altri dell’esattezza di quel che diciamo, vivi gioiosamente nella suggestione collettiva; non dubitare mai, ciò è peccato.”

  7. Giuseppe ha detto:

    C’è poco di cristiano nell’atteggiamento di chiusura della curia diocesana e dei suoi responsabili. La chiesa dovrebbe dare l’esempio in materia di carità e di accoglienza e, anche quando dovesse ritenere (a torto o ragione poco importa) che un suo figlio abbia sbagliato, non dovrebbe ricorrere a decisioni drastiche, che riescono solo ad offendere la sua dignità. La parabola del figliol prodigo e del padre misericordioso non ha insegnato niente a costoro?

  8. Alberto ha detto:

    Caro don Giorgio,
    si esprimo e parlano come se la Comunità Pastorale e la Parrocchia di Monte fosse una loro esclusiva propietà. Astenersi dall’esprimere valutazioni sui giornali e su internet che riguardano la vita della Comunità parrocchiale …….. = divieto assoluto d’ingerenza. Ma lo sanno che UN CITTADINO (e lei, Don Giorgio è UN CITTADINO nel senso più alto del termine, di colui che è cosciente e SI PRENDE CURA di dire la sua e di PARTECIPARE alla vita sociale) ha DIRITTI stabiliti dalla COSTITUZIONE sulla libertà d’espressione ? O forse questo non vale per la gerarkia ? Poi, rispondere ai fedeli pare che per la gerarkia sia inutile. La distanza loro da chi vive la vita di tutti i giorni, credenti e non, è siderale.
    Grazie Don Giorgio, grazie per il tuo coraggio e la tua volontà di frustare e risvegliare le coscenze e le menti ottenebrate.

  9. Luciano ha detto:

    Caro don Giorgio, provo davvero pena per questi “uomini” di chiesa che invece di predicare la liberazione nell’amore, operano l’oppressione dei cervelli. Preferiscono sostituire dei pastori con dei preti meschini e asserviti al potere temporale e ai troppi immeritati privilegi, sempre a rincorrere la ricchezza materiale e aborrendo quella Evangelica. Seneca diceva che . “non sono i migliori che arrivano in alto”. devo dire che , in genere è proprio così! Ma è anche vero che si possiede davvero solo ciò che si dona. E lei, carissimo don Giorgio, ha donato e continua a donare tutto tutto se stesso e, sicuramente riceverà il multiplo. Lei è davvero una persona speciale, è un pastore che che ama e conosce il suo gregge e che cammina davanti e non sta dietro, come fanno i preti, componenti di una casta che disgusta e che offende la dignità di ogni uomo libero! Coraggio don Giorgio, le fiamme degli inferi non prevarranno sulla Chiesa di Cristo. Con tanta amicizia

  10. davide ha detto:

    Incredibile non ho parole per commentare una simile cavolata

  11. GIANNI ha detto:

    Beh, direi che esprime una preoccupazione che, dopo lo postamento, don Giorgio, tu continui ad occuparti di Monte, eventualmente in contrasto anche con nuovi sacerdoti.
    Cioè non è che aggiunga molto al resto della vicenda.
    COme dire….presa una strada, non torniamo indietro…..

  12. Paolo ha detto:

    Incredibile!!! E si dicono pure cristiani. E’ una lettera che si commenta da sola, così come l’intera vicenda. Più che cristiani, questi sembrano proprio degli “ammazza-cristiani”. Naturalmente uso il termine cristiano nel senso della più nobile tradizione popolare, ossia come sinonimo di uomo. Quindi, sostituendo il sinonimo con il termine principale confermo il mio commento: ma che uomini sono questi? Più che uomini sembrano manager, amministratori delegati e via dicendo.