
Di nuovo: Papa Leone, pensaci tu!
Ho la testa che talora mi scotta, pensando alle guerre in corso, pensando ai criminali al potere, pensando a un governo italiano di farabutti (il più sano ha la rogna!), pensando a una stronza al comando, per non dire altro (sarei censurato, meglio vivi che morti!), pensando anche alle amministrazioni comunali dei nostri piccoli paesi, dove non è raro trovare un sindaco da manicomio, e, nel migliore dei casi, i sindaci pensano solo alle cose da fare senza pensare in grande e non mancano quelli che giocano bene fuori casa, ma il mal di testa aumenta, pensando a una Chiesa istituzionale che fatica a uscire dal populismo becero di Bergoglio, sperando nel nuovo Papa, pensando a una diocesi allo sfacelo, con a capo non un vescovo (che vuol dire “colui che vigila”), ma una trottola che gira a vuoto, nel vuoto, inarrestabile fino a quando il giocattolo si romperà, e allora saranno guai per la trottola, e sarà la salvezza per la diocesi, a meno che, non vorrei nemmeno pensarlo, il testimone continuerà la pazzia del predecessore.
Vorrei, benché mi fa male al cuore, soffermarmi su questo attuale pastore, prossimo all’uscita di scena, che fa di tutto per screditare anche la onorabilità di una eredità millenaria di una diocesi di geni e di santi.
Sono stanco di ripetere le solite cose, e non farei che irritare anche chi continua a sognare un vescovo degno di sedere sulla cattedra di sant’Ambrogio.
Eppure, ogniqualvolta leggo il calendario del suo trotterellare di qua e di là, in diocesi e fuori diocesi (fuori, almeno non avrà il solito prete rompiscatole!), mi chiedo anzitutto: “è fortunato, è sempre in ottima salute!”. Beh, il mal di testa non gli viene, visto che pensa poco (non credo nemmeno che abbia qualche pensiero impuro!), e non si assume alcuna responsabilità, altrimenti se lo facesse sarebbe già finito in manicomio.
Vi invito a leggere il calendario che è del mese di agosto di quest’anno. Poi rispondetemi sinceramente: è di un vescovo “normale”?


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