
da bologna.repubblica.it
26 LUGLIO 2026
Medici in pensione, ex primari,
aprono ambulatorio per chi non ha accesso
alle visite specialistiche
di Eleonora Capelli
La sede sarà al Pilastro e le consulenze saranno gratuite. Tra i luminari, Cortelli, Brunocilla, Eleonora Porcu, Poggioli. Il cardiochirurgo Gargiulo: “Se quattro milioni di persone in Italia rinunciano alle cure significa che accedere a esami e visite non è semplice e per alcuni è impossibile”
Il dream team della sanità bolognese, medici che hanno definito l’eccellenza degli ospedali della città, oggi in pensione, a servizio gratuito dei pazienti più fragili. Con visite specialistiche per chi ne ha più bisogno, nel segno della solidarietà.
È il cuore dell’attività del nuovo poliambulatorio al Pilastro, in via Trauzzi 15 a/b, che aprirà con l’associazione “Buoni Dottori”, grazie alla collaborazione con Comune e Acer. La convenzione è stata approvata nei giorni scorsi, anche se al progetto si lavora da oltre un anno. «Lo spazio è stato scelto perché in periferia – ha spiegato il chirurgo Gilberto Poggioli – perché essendo una ex banca si adattava alle tante esigenze di un ambulatorio e aveva a disposizione il necessario parcheggio»
Nei locali messi a disposizione dei luminari della sanità bolognese, si offriranno visite, consulenze e diagnosi dall’età pediatrica all’età adulta a chi ha difficoltà di accesso alla sanità pubblica e privata. I nomi dei fondatori sono una specie di palmarès: dal presidente Pietro Cortelli (neurologo), a Claudio Borghi (internista), Eugenio Brunocilla (urologo), Massimo Di Simone (chirurgo), Gaetano Domenico Gargiulo (cardiochirurgo pediatrico), Gilberto Poggioli (chirurgo), Eleonora Porcu (ginecologa), Livio Presutti (otorino), Mario Taffurelli (chirurgo), Pierluigi Viale (infettivologo).
«Abbiamo deciso di restituire un po’ di quello che abbiamo ricevuto dalla sanità bolognese — spiega il cardiochirurgo Gargiulo — che ci ha permesso di fare un percorso professionale eccezionalmente buono. Vogliamo offrire l’opportunità di un parere specialistico a chi faticherebbe ad accedere a questo tipo di prestazioni».
Persone in condizione di fragilità che rientrano nelle statistiche di chi rinuncia alle cure. «Si tratta di colmare un vuoto che senza dubbio c’è — spiega Gargiulo — perché se quattro milioni di persone in Italia rinunciano alle cure significa che accedere a esami e visite non è semplice e per alcuni è impossibile».
Il progetto è pronto a crescere («Oggi siamo dieci ma molti altri professionisti possono unirsi») e si inserisce nella realtà già presenti degli ambulatori solidali con la specificità delle visite specialistiche.
Il Comune si impegna a segnalare pazienti tramite i servizi sociali, Acer concederà l’immobile in affitto per 6 anni, più eventualmente altri 6 e detrarrà dall’affitto i lavori di ristrutturazione. L’associazione “Buoni Dottori” si farà carico delle modifiche edilizie da 70 mila euro e di quella degli impianti da 106 mila. Con questo dispiegamento di forze si conta di curare 250 pazienti l’anno.
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