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25 settembre 2026
Alla scuola Daneo di Genova
la polizia rimuove uno striscione
per l’integrazione: cosa è successo
Sopralluogo della sindaca Salis: “I bambini vogliono scrivere alla premier Meloni”. Iniziative anche in altre scuole della città. La replica della questura: “Intervento su segnalazione di uno striscione appeso all’ingresso dell’istituto”
di Alessandro Palmesino, Silvia Isola e Tommaso Fregatti
Genova – Lo striscione per la pace e l’inclusione appeso sopra l’ingresso della scuola Daneo in centro storico a Genova è stato rimosso da due agenti in borghese e così è divampata la polemica. Era stato realizzato nei giorni scorsi, in classe, assieme alle maestre. Un “lavoretto”, un’iniziativa nata in occasione della fiaccolata della pace in un istituto che da sempre è orgogliosamente multiculturale, che accoglie e che include tutti senza distinzioni. Poi è stato appeso sul cancello d’ingresso, nello stesso punto dove per mesi ha svettato un altro striscione in solidarietà con Gaza. Finché non c’è stato l’intervento questa mattina, durante l’orario dell’ingresso a scuola degli alunni.
Che cos’è successo alla scuola Daneo?
Davanti alla scuola Daneo, nel centro storico, due agenti in borghese hanno rimosso (ma i genitori dicono “strappato”, come mostra anche lo strappo sulla destra) lo striscione antirazzista appeso sopra il portone di ingresso. Decine di mamme e papà hanno reagito al gesto dei poliziotti, chiedendo spiegazioni: ne è nata una discussione tra gli operatori di polizia e la dirigenza scolastica, mentre una trentina di genitori hanno presidiato la scuola.
“Dobbiamo denunciare un fatto gravissimo accaduto in data odierna all’ingresso del plesso scolastico Daneo in Genova, salita della Conciliazione 2 – ha poi spiegato Francesca Pastore dell’associazione Daneo – Mentre i bambini entravano a scuola alle 8.20 di questa mattina, due uomini che non si sono identificati hanno strappato lo striscione apposto sul cancello della scuola. In particolare i due uomini si sono arrampicati sul cancello mentre bambini e maestri stavano entrando passando sotto il cancello”.
Ancora: “L’azione è avvenuta di fronte a una quarantina di persone, tra cui molti minorenni. Domandati in merito al motivo dell’ingiustificata azione i due uomini hanno riferito di essere appartenenti alla polizia di Stato. Unicamente dopo insistenze delle persone presenti hanno esibito il distintivo e a domanda dei presenti hanno rifiutato di riferire le loro generalità di servizio. Di fronte a richieste di spiegazioni in merito al motivo del loro intervento hanno fornito differenti versioni: prima hanno dichiarato che l’intervento era stato chiesto dalla scuola (la quale ha riferito di non esserne a conoscenza), successivamente hanno riferito che l’attività era stata ordinata dai superiori della questura”.
“Immaginate lo shock di vedere il proprio striscione disegnato assieme ai compagni strappato da due uomini con la pistola nella fondina. Ma i nostri figli hanno reagito con maturità, una maturità che dovrebbero dimostrare gli adulti in questi casi, difendendo quello che hanno scritto, ovvero che qui nessuno può sentirsi escluso”, aggiunge una delle mamme, Chiara Piccardo, che fa parte anche della associazione Ama Maddalena. “Se noi genitori scegliamo ogni giorno questa scuola è perché accoglie tutti e vogliamo che i nostri figli imparino ad accogliere ed essere accolti, senza pensare alle differenze ma lavorando insieme”.
Sul posto è poi arrivata l’assessora ai Servizi educativi del Comune, che ha spiegato ai genitori ancora in presidio di avere chiesto, anche con la sindaca Salis, chiarimenti direttamente alla questura: “Ci è stato detto che si è trattato di un errore di valutazione e che ci saranno scuse – ha detto Bruzzone – Ho incontrato i bambini e li ho tranquillizzati. Oggi è un giorno di pace, in concomitanza con la fiaccola della pace”.
Lo striscione di solidarietà apparso alla Don Milani e al Colombo
In mattinata, in segno di solidarietà con quanto accaduto alla scuola Daneo, è apparso un analogo striscione anche alla scuola Don Milani e al convitto Colombo

Lo striscione affisso in mattinata alla scuola Don Milani
Salis: “I bambini vogliono scrivere alla premier”
“Siamo qui perché questa è la scuola vera, non quella che qualcuno a Roma dipinge, questa è la realtà della scuola – ma da almeno 15 anni – con bambini diversi e felici”. La sindaca Silvia Salis ha visitato la scuola Daneo dopo l’episodio di stamattina. “I bambini erano un po’ colpiti dell’episodio e mi hanno detto che vogliono scrivere alla presidente del Consiglio per dire che le cose non stanno come dicono, che quello che sentono in tv non li trova d’accordo”. Quanto alle responsabilità, “la questura sta indagando. Voglio pensare che si sia trattato di un errore”.

Genova, la sindaca Salis davanti alla scuola Daneo
La questura: “Intervento su segnalazione alla polizia locale”
Dalla Questura di Genova fanno sapere che alle 8:30 è arrivata una segnalazione dalla sala operativa della polizia locale, la quale riferiva di uno striscione esposto all’ingresso della scuola Daneo. In zona c’era una pattuglia in abiti civili – impegnata in una serie di controlli del territorio – che è intervenuta. Uno degli agenti, di sua iniziativa, ha pensato di rimuovere lo striscione. Quando gli operatori si sono accorti che si trattava di un’azione pacifica, lo hanno immediatamente riconsegnato ai genitori.
“Personale dipendente impiegato nell’ordinario servizio di controllo del territorio in abiti civili, procedeva d’iniziativa alla rimozione di uno striscione appeso sulla cancellata della Scuola Daneo, situata nel centro storico. Lo striscione recava la frase “Qui nessun* è stranier*”. L’intervento sul posto era originato da una segnalazione proveniente dalla Sala Operativa della Polizia Locale. Accertato che lo striscione era stato collocato dai genitori degli alunni presenti sul posto, veniva subito riconsegnato”.
Il questore Silva Burdese ha subito avviato accertamenti interni per verificare se vi fossero ragioni di sicurezza alla base del comportamento degli agenti e per chiarire le modalità dell’intervento.
La polizia locale evidenzia di aver ricevuto una segnalazione da parte di alcuni residenti della zona che parlavano di alcuni striscioni affissi e, come da prassi, ha girato l’intervento alla polizia di Stato che si occupa di questo ambito. Non c’è stato l’intervento della polizia locale.
Le reazioni
D’Angelo (Pd): “Surreale”
“Quello che è successo alla Daneo è surreale. Ma dice molto del clima che si respira nel nostro Paese. Uno striscione che difende l’inclusione e dice no al razzismo dovrebbe essere la cosa più normale del mondo, soprattutto davanti a una scuola. Invece oggi sembra quasi necessario spiegare perché questi valori vadano difesi”, così Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico in Liguria, su quanto accaduto questa mattina davanti ai cancelli della scuola Daneo.
“A questo clima contribuiscono senza vergogna le nuove norme del Governo Meloni, sempre più discriminatorie e persecutorie, che colpevolizzano le persone migranti e alimentano una logica di esclusione. Un clima alimentato da questa destra, da Vannacci a Salvini e Meloni, nel quale antirazzismo, solidarietà e inclusione finiscono per essere trattati come parole scomode, quasi fossero provocazioni. Questo non è normale. Non è normale che dire no al razzismo possa creare un problema, che l’inclusione venga percepita come qualcosa di divisivo, che educare a una società più aperta e solidale venga considerato fuori posto. La scuola deve essere il luogo esattamente opposto: quello in cui si insegna che le differenze non devono diventare disuguaglianze e che nessuno deve avere meno opportunità per il colore della pelle, per la provenienza o per la condizione sociale. È lì che si costruisce una comunità”, sottolinea.
“Alla comunità della Daneo, ai genitori, agli insegnanti e a tutti coloro che ogni giorno fanno di quella scuola una comunità educante va la mia vicinanza. La loro reazione davanti ai cancelli della scuola rappresenta un gesto di speranza. La dimostrazione che, davanti a chi alza muri, c’è ancora una comunità che sceglie di educare all’inclusione, al rispetto e alla convivenza”, conclude.

Striscioni di solidarietà da parte del collettivo Cs124, attivo nel centro storico · Striscioni di solidarietà da parte del collettivo Cs124, attivo nel centro storico
Sanna (Pd): “Si alimentano divisioni, invece che unire”
Sul tema è intervenuto anche Armando Sanna, capogruppo PD in regione, che via social scrive: “Qui nessuno è straniero. Questo era scritto sullo striscione rimosso questa mattina davanti alla scuola Daneo. Vogliamo sapere chi ne ha disposto la rimozione e perché. Perché quanto accaduto è grave. E avviene dentro un clima che preoccupa: invece di unire, si alimentano divisioni e si trasformano persino i bambini in terreno di scontro politico. La scuola dovrebbe insegnare a stare insieme, non a dividerci tra italiani e stranieri. Giù le mani dai bambini”.

Al convitto Colombo un altro striscione in segno di solidarietà alla scuola Daneo
Rifondazione Comunista: “Non si reprime il dissenso”
«Quanto accaduto davanti alla scuola Daneo è grave e non può essere derubricato a un episodio marginale. Rimuovere uno striscione di protesta contro una scelta del Governo significa intervenire sulla libera espressione di un dissenso politico pacifico»., Lo dichiarano Jacopo Ricciardi, segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista, e Giovanni Ferretti, segretario provinciale genovese.«Rifondazione Comunista respinge con fermezza l’idea che una manifestazione civile possa essere trasformata in una questione di ordine pubblico. Il dissenso non è un problema da rimuovere e chi critica le scelte del Governo non può essere trattato come un problema di sicurezza»., «Vogliamo sapere chi abbia disposto la rimozione dello striscione, per quale motivo e sulla base di quale provvedimento. Se l’intervento è stato disposto per cancellare una voce critica, saremmo di fronte a un fatto politicamente molto grave»., «Non accetteremo che passi il principio secondo cui, quando il dissenso disturba, la risposta sia la sua rimozione. In una democrazia il dissenso si garantisce, non si reprime, le posizioni politiche si confrontano nel merito, non si fanno sparire»., «Per questo chiediamo risposte chiare e immediate su quanto accaduto alla Daneo. Su libertà di espressione e diritto al dissenso non intendiamo fare passi indietro».

Striscioni di solidarietà da parte del collettivo Cs124, attivo nel centro storico · Striscioni di solidarietà da parte del collettivo Cs124, attivo nel centro storico
Pirondini (M5s): “Subito un’interrogazione parlamentare”
“Pieno sostegno ai bambini, ai genitori e alla comunità della scuola Daneo di Genova che questa mattina con un semplice striscione hanno ricordato a Giorgia Meloni e al suo governo una cosa elementare: la Costituzione, sulla quale la Presidente del Consiglio ha giurato, dice che “la scuola è aperta a tutti”. Ed è incredibile che proprio quello striscione, pacifico e dedicato all’inclusione, sia stato rimosso. La Questura ha avviato accertamenti interni e lo striscione è stato restituito. Bene, ci sarebbe mancato altro. Però vogliamo sapere esattamente cosa è successo, chi ha deciso cosa e perché. Presenterò un’interrogazione in Parlamento per fare piena luce sulla vicenda. La scintilla di oggi a Genova può diventare il fuoco della risposta della comunità scolastica italiana alla propaganda ideologica che il governo sta portando avanti con questo decreto. Se davvero vogliono Meloni e Valditara fare qualcosa per la scuola, mettano più risorse nella scuola pubblica. Più insegnanti, più sostegno, più tempo pieno, più edilizia scolastica. Non barriere tra bambini”. Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

Bruzzese (Flc Cgil): “Atto grave e ingiustificabile”
“Quanto accaduto stamattina alla Daneo è grave e ingiustificabile. Chiederemo all’Ufficio scolastico regionale e ambito territoriale di Genova e alla Prefettura di fare chiarezza su un atto deleterio che ha fatto venir meno il diritto a esprimere democraticamente il proprio dissenso e nel contempo chiediamo a tutte le scuole di appendere ben visibili fuori dagli edifici scolastici striscioni dedicati all’inclusione e al diritto allo studio” così Elena Bruzzese Segretaria Generale Flc Cgil Genova stigmatizza quanto accaduto questa mattina alla Daneo.
Per Flc Cgil quanto accaduto è frutto di un clima carico di tensione nei confronti degli alunni stranieri e delle loro famiglie “Atti antidemocratici come quelli vissuti questa mattina all’entrata di scuola sono estremamente deleteri. Il compito della scuola è quello di formare le coscienze dei nostri ragazzi e deve essere il luogo dell’integrazione con la quale abbattere barriere e pregiudizi”.
Fiom Cgil: “I bambini non si toccano”
“L’Assemblea Generale della Fiom Cgil di Genova riunitasi oggi presso il Salone Governato della Camera del Lavoro di Genova esprime tutta la sua contrarietà e la sua opposizione al nuovo decreto-legge sulla scuola che impone un tetto alla presenza di stranieri nelle classi. Sono i figli e le figlie degli operai e degli impiegati che lavorano e lottano insieme a noi. No al decreto della vergona. I bambini non si toccano”. Così, in un comunicato, la Fiom Cgil.

Lo striscione dopo essere stato di nuovo posizionato (foto Pambianchi)
Piccolotti (Avs): “Ogni scuola d’Italia esponga quello striscione”
“È scandaloso che agenti della Digos abbiano strappato, davanti ai bambini che entravano in classe, lo striscione che loro stessi avevano disegnato: «Qui nessuno è straniero». Succede a Genova alla scuola Daneo, il giorno dopo il via libera del Governo al tetto per gli alunni stranieri. Non è un incidente: la repressione del dissenso è il marchio di fabbrica di questo governo. Ma ogni volta che prova a zittire qualcuno, non fa altro che muovere indignazione. Lo abbiamo visto al Giro d’Italia, quando la polizia bussò a una casa di Putignano per far togliere una bandiera palestinese dal balcone: da lì le bandiere si sono moltiplicate lungo le strade, fino a diventare un fenomeno di massa. Oggi accadrà lo stesso: ogni scuola d’Italia che ne senta l’esigenza esponga quello striscione. Perché nessuno è straniero, e nessuno ci farà stare zitti”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
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