Giornalisti venduti al regime e cronisti stupidi
Giornalisti venduti al regime e cronisti stupidi
di don Giorgio De Capitani
Spero sempre che i mass media italiani si sciolgano dai legami di una informazione di potere. C’è il potere del ricco che si serve di schiavetti per mantenere il proprio predominio. C’è il potere di partito che impone le sue regole di ferro. C’è il potere del padrone che paga perché si dica ciò che gli fa comodo. E c’è il potere ecclesiastico, che si serve di tutte le virtù canoniche perché vengano diffuse solo quelle verità che sono funzionali alla struttura religiosa. Qui l’inganno si fa bestemmia.
Beh, c’è anche tanto analfabetismo nel campo dell’informazione, c’è approssimazione presuntuosa, c’è superficialità spudorata, c’è disonestà professionale. Ci si improvvisa giornalisti, e l’uno copia dall’altro, senza un minimo sforzo di andare alle fonti. Una telefonata, due notizie in croce, e l’articolo è buttato giù, anche con gli apostrofi e gli accenti sbagliati, con le date inesatte, con i nomi e cognomi storpiati, e tutto il resto. Talora con una virgola fuori posto si può tradire il senso di una frase. Ma che importa? Non parliamo poi delle virgolette che si aprono e si chiudono a piacere per confermare ciò che si presume sia stato detto o scritto dal tizio, caio o sempronio (anche interpretando maldestramente le parole per fare più colpo sui lettori). Basterebbero certe virgolette usate a sproposito per introdurre una querela. Ma come si potrebbe querelare tutti i giornali ecc. ecc.? Non ce n’è uno che si salverebbe! E così si lascia perdere, e così i mass media peggiorano di giorno in giorno, e così la disonestà professionale diventa prassi quotidiana con l’avvallo del nostro silenzio.
Più che i cronisti, dobbiamo temere l’informazione al servizio del potere, che possiede una tale capacità professionale da farci credere una cosa per un’altra, da trovare tutti i sotterfugi di questo mondo per imbrogliare la gente. Ad esempio Berlusconi è stato finora sostenuto dai suoi giornali, che da anni, ogni giorno, battono sempre lo stesso chiodo: lui ha ragione, gli altri hanno torto, lui è onesto e i giudici sono dei venduti alla sinistra, lui è una vittima innocente e gli altri sono dei carnefici. E la gente alla fine ci crede, perché, come dice un detto latino, «Audacter calumniare, semper aliquid haeret» (“calunnia senza timore: qualcosa rimane sempre attaccato”). Le calunnie ripetute con arte alla fine producono degli effetti soprattutto sulla massa, che rimane perciò convinta, e di conseguenza vota anche i più corrotti. Da anni in Italia succede così. Da anni l’informazione berlusconiana ha fatto credere a milioni di italiani che le cose stanno diversamente dalla realtà dei fatti.
Da anni sto dicendo che siamo nelle mani di bastardi perversi calunniatori. Ma a pagarla sono stato io, perché, in tal modo, avrei creato odio. Odio! Capite? Certo ho creato odio verso la calunnia, o verso un sistema di calunnie. Che poi tra il sistema di calunnie e il personaggio Berlusconi si sia creata una tale simbiosi da non riuscire più a distinguere l’uno dall’altro, beh non è certo colpa mia. L’invito di Papa Giovanni a distinguere l’errore dall’errante l’ho sempre ritenuto e lo ritengo oltremodo valido e prezioso, ma come si poteva ad esempio distinguere Hitler dalla sua ideologia perversa di distruzione di massa? Tanto da spingere la Chiesa Confessante (quella contraria al regime nazista) a progettare complotti contro la stessa persona di Hitler. Lo stesso Dietrich Bonhoeffer partecipò attivamente. L’avrei fatto anch’io! Come ancora oggi sostengo che certi dittatori vanno eliminati fisicamente.
Anche qui, entra in gioco quel buonismo di carattere religioso o umanitario secondo cui la persona andrebbe sempre, in ogni caso, rispettata. La persona! Dio mio, che significa persona? Già dire “personaggio” è diverso. Il personaggio mette la persona in secondo ordine, o addirittura la mette fuori causa, per imporre la propria ideologia, il proprio potere, la propria tracotanza, alla faccia di tutte le persone di questo mondo. Vogliamo o no capire che in gioco ci sono invece milioni di innocenti, c’è in gioco il futuro dei piccoli? E la preoccupazione sarebbe quella di tappare la bocca a chi vuole combattere un regime di distruzione totale? Che m’importa della distinzione teorica tra persona e sistema, tra errante e errore, quando di mezzo c’è la libertà, c’è la democrazia, c’è il progresso umano-sociale di un Paese intero?
Quel “calunniate, calunniate, qualcosa resterà” riguarda anche la Chiesa che, con le sue prese di posizione, suffragate da informazioni del tutto gonfiate e frammentarie, interviene a punire dimenticando, questo sì, la distinzione giovannea tra errore e errante. Proprio la Chiesa parla di rispetto della “persona”? Che cosa ha fatto nel passato, e che cosa fa tuttora nei riguardi dei “dissidenti” o “presunti” eretici? Calunnia, punisce, alla faccia della “immagine e somiglianza divina”!
Tornando ai mass media italiani, vorrei dire un’altra cosa. Non c’è solo una disinformazione nel campo sociale e politico, ma anche e soprattutto nel campo religioso. Qui non si tocca mai il fondo! Giornalisti che confondono il digiuno con lo sciopero della fame, giornalisti che non conoscono per nulla la terminologia ecclesiastica, il sistema organizzativo della Chiesa, i gradi gerarchici, per non parlare poi del contenuto teologico della fede. Giornalisti che, appena apre bocca il Papa, subito scrivono cose assurde, facendogli dire ciò che non ha inteso dire, andando oltre il contesto di una frase o di una battuta. Se un papa non rientra nelle proprie simpatie, allora anche le cose buone assumono un significato ostile; se un papa invece è simpatico, allora qualsiasi cosa dica viene interpretato nel migliore dei modi.
Ancora oggi non mi sento di dire che Papa Francesco abbia una apertura di fede e di morale tale da sentirmi con lui in perfetta sintonia. Finora, a parte qualche battuta o qualche espressione che non va oltre la misericordia divina o la nostra comprensione umana, non ha ancora affrontato il campo di quei valori che da anni sto sostenendo e dei diritti civili da concedere a tutti, indistintamente dalla loro credenza religiosa. Ogni tanto butta lì una frase, che i giornalisti subito interpretano come grande apertura, ma non è così. Non illudiamoci. Non gli sarà facile affrontare certe tematiche. Sa di avere un forte consenso, e gli basta poco perderlo. Paolo VI, da tutti stimato all’inizio per le sue aperture, ha perso il consenso quando ha emanato l’”Umanae vitae”, in cui condannava la pillola.
Proprio per questo, il Papa ha bisogno di un altro consenso, ed è quello della Chiesa dissidente. Non è la prima volta che lo invito a riunire i vescovi, i preti e le suore, anche naturalmente i laici, che hanno della Chiesa una visuale più aperta, non in linea con quella gerarchica ufficiale. Li ascolti, e poi tragga le dovute conclusioni. La Chiesa gerarchica ascolti la Chiesa radicale, la Chiesa profetica, la Chiesa più dissidente.
Già i giornalisti sono quelli che sono, se poi anche la gente si fa un’idea sbagliata di un rinnovamento della Chiesa che non c’è ancora, allora le speranze si trasformeranno presto in delusioni, e anche per Papa Francesco sarà la fine.
Che questo Papa piaccia al mondo intero, è certamente consolante, ma lo aiuteremo nella sua difficile missione solo se sapremo cogliere in lui la sua grande volontà di dare una svolta alla Chiesa, partendo anzitutto da noi, dalle nostre comunità parrocchiali, dalle nostre diocesi. Se i vescovi continuano per la loro strada, nella ottusità di una visuale di fede e di morale, che non si muove di un millimetro dal passato, che cosa di buono potremo aspettarci?
Tutti guardiamo a Papa Francesco, e aspettiamo da lui il miracolo (quale miracolo?), e poi i cristiani sono i primi a restare chiusi nel cerchio maledetto di una religiose asfittica e dis-Umana. Appena un prete esce da questo cerchio, guidando la propria comunità verso pascoli aperti, i primi a lamentarsi sono quei cocciuti cristianelli che bazzicano gli ambienti parrocchiali, come mummie o custodi di cimiteri dove non c’è scritto: Vivere memento, ma memento mori!

![Giornalismo-300x224[1]](http://dongiorgio.it/wp-content/uploads/2013/09/Giornalismo-300x2241.jpg)
Quello della corretta informazione è un problema annoso, che periodicamente si ripresenta determinando non poco la confusione e, soprattutto, l’ignoranza di gran parte di noi che è disposta a credere a qualsiasi cosa venga scritta dai giornali o sulla rete, o pronunciata in televisione. Come sempre tutto dipende dall’onestà intellettuale e dalla libertà di pensiero (e di coscienza) di chi scrive. Anche perché perfino chi svolge questo lavoro con scrupolo e competenza, non sempre sa essere del tutto imparziale, se non altro perché, sia pure involontariamente, condizionato da simpatie o antipatie
Per quanto riguarda la stampa c’è da tener presente oltretutto che i giornalisti devono rispondere a una precisa linea editoriale, garantita dal direttore responsabile, che ovviamente viene “suggerita” dalla proprietà. È perciò ancora più difficile trovare degli articoli in cui venga messa da parte la faziosità dando un resoconto dei fatti e delle situazioni il più obiettivo possibile. Se a ciò aggiungiamo che oggi sempre più spesso il mestiere di giornalista è frutto dell’improvvisazione, nonostante esistano fior di scuole di giornalismo, e ci sono testate giornalistiche sia della carta stampata che radiotelevisiva in cui trovano spazio persone che non sanno mettere in fila due parole senza dire degli strafalcioni, o che oltre a non conoscere il significato dei termini di cui fanno uso, trattano la lingua italiana come un accessorio fastidioso, ecco che ne esce fuori un quadro veramente desolante. Detto questo, mi sembra opportuno aggiungere che la lunga esposizione alla programmazione televisiva, infarcita a piene mani dalla banalità e dalla superficialità degli invadenti spot pubblicitari, e dalla subdola messa in onda di messaggi subliminali che passano attraverso le varie forme di intrattenimento, hanno finito per addormentare, se non addirittura annullare la nostra capacità di giudizio, rendendoci incapaci di riuscire a distinguere tra realtà e reality e di sviluppare quel po’ di senso critico che dovrebbe essere innato nel nostro intelletto.
Caro Don Giorgio
Sursum corda..in alto i cuori..quelli puri,onesti che interpretano la loro missione a vantaggio di altri a danno della propria come è successo a Lei.
Condivido tutto,parola per parola del suo commento…mi permetto solo di aggiungere qualcosa di mio circa la lurida informazione,anzi sistematica “disinformazione” a cui il popolo (sovrano !?) viene fatto oggetto.
Viene propinata come calmante,per imbrogliare,indirizzare tener buono e calmo la gran parte di ascoltatori,lettori telespettatori…come si usa col metadone verso i drogati..parlare dei veri problemi..esodati,disoccupati giovani e meno giovani non “paga”…parlare invece degli interessi di Berlusconi invece sì…è “appagante” ma soprattutto “pagante”.
Nuovamente “sursum corda”…caro Don Giorgio,non molli mai..di persone sacerdoti come Lei ce ne sono pochi e se si disperdesse questo “poco patrimonio” è davvero la fine.
Cordialmente
Vertemati Alessandro
Osnago
Caro don Giorgio,
quella che noi chiamiamo comunemente gente comune, è composta da persone che “tirano la carretta”, che hanno il problema della sopravvivenza, i pensieri per i figli che hanno studiato e non trovano lavoro, di riuscire a quadrare il bilancio familiare, rinunciando ad una pizza, a vedere un film interessante, a farsi un viaggetto senza pretese, a programmarsi un minimo d’igiene mentale da questa cappa berlusconiana che ha ammorbato l’Italia, l’Europa e le Americhe!
Purtroppo, i soldi fanno la guerra, dicono i francesi.
Ed è così che si creano i sistemi di controllo dell’opinione pubblica, dei flussi illegali di denaro che viene utilizzato per comprarsi tutto, anche la coscienza dei tanti Faust che si vendono l’anima per soldi !
L’ONESTA’ non paga in denaro e Giuda lo conferma.
L’unica categoria di “lavoratori” che stabilisce da sé i propri emolumenti è quella parlamentare e governativa. E’ una macroscopica prevaricazione dei criteri di giustizia ed equità.
E’ il Governo di Bruxelles che dovrebbe stabilire le quote minime e massime europee per parlamentari e cariche pubbliche nei vari paesi della Comunità ! Forse parlo al vento …
Mi ritrovo perfettamente nell’analisi che ci presenti e ne condivido i contenuti, le acute osservazioni e deduzioni. Cosa può fare quella che chiamiamo gente comune? Intanto, per cominciare, non acquistare più giornali sfacciatamente faziosi, bugiardi e manipolatori
della verità.
BUONA DOMENICA
Se c’è qualcosa che io non solo stimo, ma adoro,
è l’onestà intellettuale, che per me significa sopratutto dire quello che si pensa e pensare quanto si dice.
Spesso, troppo spesso, invece, gli individui sono solo delle persone, nel senso etimologico del termine, delle maschere, anche in senso pirandelliano.
Cioè attori che recitano una parte, non sempre aderente alla realtà.
E questo non si verifica, purtroppo, solo nel giornalismo, ma in tanti campi, che vanno dalla politica alla religione, per non parlare anche solo dei rapporti quotidiani tra le persone.
Per certi versi lo capisco anche, se tutti dovessimo solo e sempre dire quello che pensiamo degli altri, forse non sarebbe in molti casi neppure possibile la convivenza civile, ma credo che in alcumi ambiti, almeno in quelli di pubblico interesse, si debba cercare di sapere quali sono le poosizioni delle persone, ed anzi, qual’è la realtà di una situazione.
Giusto, quindi, che i politici dicano esattamente cosa propongono, e che i giornali di partito e appartenenti ai vari gruppi editoriali, diano informazione completa e corretta.
Giusto che un sacerdote,come don Giorgio, dica come la pensa realmente, giusto che si dica con chiarezza come la pensa papa Francesco.
Ma direi che la cosa migliore per spiegare questo concetto, nel mio commento, è proprio quella di un paio di esempi di scorretta informazione, uno tratto dalla politica, l’altro dalla religione.
Iniziando con questo seconndo tema, direi, come già detto in altra occasione, che la stampa ci ha messo molto di suo nella presentazione della figura di papa Bergoglio, e di qui taluni equivoci.
Ecco anche perchè spesso è sempre meglio cercare di sapere come stanno le cose da più fonti, per avere una ricostruzione più attendibile dei fatti.
Su papa Bergoglio molti hanno cercato lo scoop, dire che apriva a…..questo e….quello ….ecc. ecc.
Ma non penso sia così.
Anche chi si aspetta qualcosa di rivoluzionario in campo teologico, secondo me sbaglia.
Cioè non riesco a pensare a papa Bergoglio come uno che aspetta l’occasione giusta per……
Pensiamo appunto a papa Paolo VI, che fu interpretato come chissà quale riformatore teologico, in una fase iniziale del suo pontificato, e poi venne quella famosa enciclica….
Non vorrei che l’errore si ripetesse…..
sarebbe un peccato, il presentare comunque quella che per tutti, credenti e non, è una figura storica, come diversa da quello che essa realmente è.
E veniamo alla politica.
Intanto, ingenuamente, io per molto tempo, da ragazzo, mi ero sempre detto…ma se ci sono partiti diversi o correnti diverse nello stesso partito, allora significa che la pensano diversamente.
In realtà, se uno va poi a vedere, vede che non è così.
Spesso c’è in ballo solo una questione di potere, di appartenenza a diversi gruppi di potere, tra i quali non è detto ci siano chissà quali diversità programmatiche.
Anche la situazione politica attuale:
sembra per un verso che ci siano gli oppositori dell’imposizione fiscale, e dall’altra i suoi difensori.
Poi, se uno vuol sapere come stanno realmente le cose, deve mettere insieme tanti fatti diversi.
La verità è che tra le attuali proposte politiche, quelle che hanno contribuito ai dissensi, in realtà non c’è n’è una che favorisca realmente il contenimento o la riduzione della pressione fiscale.
Infatti, anche coloro che erano contro IMU ed IVA, a cosa sarebbero stati favorevoli?
Ad istituire Tares ed altre forme di imposizione fiscale, piuttosto che, come Brunettta, che si presentava sempre come nemico dell’imposizione fiscale, la rivalutazione dei cespiti aziendali, che poi vuol solo dire che si stima maggiormante una serie di beni aziendali, e quindi si fanno pagare più tasse perchè aumenta la base imponibile.
Chiaro esempio di come spesso i cittadini vengono ingannati.
Infatti, molti sono soliti dire: beh, se non aumenta l’IVA, non aumentano i prezzi….
Vero?
No, falso, perchè se aumentano le accise sui carburanti, costano di più i trasporti, incremento che poi si riflette sui prezzi, oppure, se un’azienda paga di più perchè certi suoi asset sono rivalutati, cioè si paga di più per incremento della base imponibile, spesso questi incrementi si riflettono in aumenti di prezzi.
Al momento è proprio questa una delle più grosse ipocrisie, il discorso programmatico di chi incaricato di ottenere la fiducia delle camere.
Parole generiche ed onnicomprensive, che possono essere tirate da ogni parte.
Inutile dire, ad esempio, che si è contro L’IVA e contro l’IMU, per far passare queste posizioni come essere contro l’incemento della pressione fiscale, se poi si è comunque favorevoli ad altre forme di imposizione fiscale, come le accise sul carburante, o la rivalutazione di certi cespiti e della base imponibile.
La realtà è spesso altra, da quella che ci viene presentata, ed occorre un po’ di studio per capire come stanno realmente le cose.
A qualcuno, come a me, lo studio piace.
A molti no, ed ecco anche perchè si accontentano di rappresentazioni dei fatti troppo spesso scontate ed anche un po’ false.
Sono pienamente d’accordo con il suo articolo e soprattutto per quello che ha detto nei riguardi di Papa Francesco. Anch’io sono in attesa di vedere quali siano le sue VERE intenzioni per quanto riguarda un sostanziale cambiamento all’interno della Chiesa Cattolica. Per ora apprezzo sicuramente le sue azioni miranti soprattutto a migliorare l’immagine esteriore e a cercare di riguadagnare la fiducia dei fedeli e a riportarli in Chiesa,da cui in tanti si erano allontanati.Spero che Papa Francesco,in onore di questo nome,possa andare OLTRE per il bene di tutti, dando prova che la sua elezione non sia stata solo frutto di una tattica puramente strategica o geopolitica( non mi sorprenderebbe)! Auspico che possa invece dare ascolto anche tutti i dissidenti, come dice lei,don Giorgio, in modo che si possa arrivare a riconoscere e a fondere o quanto meno a far coesistere, senza scontri e ostracismi, le varie anime del popolo cristiano.