Idrolario: forse qualcosa non funziona
Idrolario: forse qualcosa non funziona
di don Giorgio De Capitani
La mia denuncia va al di là del mio caso personale. So anche cavarmela da solo. E so di avere attorno a me qualcuno che potrebbe aiutarmi. Ma penso sempre a coloro che vengono a trovarsi nella mia stessa situazione, ma con gravi difficoltà di percorrere con altrettanta facilità le vie burocratiche.
In ogni caso, è il sistema in sé che va condannato. Parlo dell’Idrolario, Società di Gestione del Servizio Idrico Integrato – Provincia di Lecco. Una sigla che è già tutto un programma! Ebbene, parto dal mio caso personale. Cambio casa, entro nel nuovo appartamento, non ci sono né il contatore dell’acqua né quello del gas. Normale? Non lo so. Il contatore dell’Enel è disattivato: questo mi pare normale. Chiedo il riattivo dell’Enel, tutto ok, dopo poche ore ho la corrente. Chiedo il contatore del gas, dopo pochi giorni, tutto ok. Il telefono, purtroppo, devo aspettare, essendo stati interrotti i fili. La Telecom deve ricorrere all’Impresa, e questa ha i suoi tempi. Pazienza!
E l’acqua? Qui sorgono i problemi. Occorre seguire una burocrazia a dir poco vergognosa. Caspita! Si tratta di acqua! Quante volte ho sostenuto che l’acqua è un diritto inalienabile dei cittadini, ai quali non andrebbe mai tolto, per nessun motivo, neppure se non dovessero pagare la bolletta. Invece che cosa succede? Si toglie il contatore quando l’inquilino precedente se ne va. Il nuovo deve ripagarlo! Prima lo paghi col bonifico (€ 93,50), e poi, dopo altri documenti da compilare e consegnare, tra cui i dati catastali e il contratto di affitto (o il comodato di affitto gratuito), infine ti rimettono il contatore, dopo giorni e giorni. Ma questo è normale? No, non è normale: grida vendetta al diritto di ciascun essere umano (anche degli animali) ad avere l’acqua, che non è di proprietà di nessun ente. Non pago l’acqua, casomai un servizio, ma l’acqua non può essere mai tolta. Non vedo perché l’Enel, l’Azienda del gas e la Telecom non chiedano prima documenti e non fanno pagare nulla, se non dopo averti dato il servizio. Con l’acqua perché non è così? Anzi, ripeto, il contatore non dovrebbe mai essere tolto, e appena arriva il nuovo inquilino, dovrebbe bastare una telefonata, ed essere riaperto. Perché nessuno denuncia questi crimini? I sindaci su che cosa stanno discutendo? Ogni sindaco, e vorrei ripeterlo gridando, non dovrebbe aspettare che il nuovo residente vada dalla Ditta tal dei tali a chiedere l’allacciamento dell’acqua, dovrebbe invece preoccuparsi in prima persona per far sì che nessun cittadino sia privo del servizio dell’acqua.
Che cosa è servito il referendum sull’acqua? Queste Ditte o Aziende idriche non stanno forse violando il voto dei cittadini? So che nel lecchese c’è una lunga noiosa discussione sulla nuova gestione dell’acqua. Chi ci capisce qualcosa è bravo! Smettetela di discutere a vanvera, e arrivate al dunque. L’acqua è un diritto inalienabile: volete che ve lo stampi nella vostra zucca? E allora, perché si mettono i cittadini in forti disagi, lasciandoli privi di acqua per giorni e giorni? Potete rispondere?


Da quando qualche bello spirito ha voluto che la gestione delle utenze e dei servizi di prima necessità venisse privatizzata, gli episodi come questo sono all’ordine del giorno, perché le società concessionarie si inventano di tutto pur di lucrare qualche euro in più, ben sapendo di avere gioco facile, vista l’enorme importanza dei beni che trattano.
Uno sfratto dalla Parrocchia? E poi si parla di ricevere gli estracomunitari! Ma sono fatti vostri che non voglio commentare.
Caro Don Giorgio, ma prima di fare il trasloco non ti sei assicurato di avere luce, gas, acqua e telefono? Forse non ho capito nulla come al solito, ma fino a che non ho tutto quello che serve io non mi muovo. Che poi la burocrazia in Italia sia un disastro, questo é una cosa risaputa.
Ho avuto lo sfratto dalla parrocchia con tempi stretti da rispettare per cui ho dovuto in fretta uscire, inoltre siccome bisogna sistemare i locali, i muratori e gli imbianchini come potevano lavorare senz’acqua, senza luce ecc.?
verissimo,
sarà che dei diritti della gente, ormai, qui in italia tutti se ne stanno fregando, ragione di più per farci andare in malora.
Si tratta di un bene essenziale, e sarà anche per questo che se ne approfittano.
E chissà quante altre assuridtà ci sono, in questo paese iperburocratizzato.
Gentile Don Giorgio, un pensiero per Lei, perché non si senta solo nella nuova casa. Grazie per la Sua umanità. A. M. PC