Verso le elezioni amministrative del 5 giugno 2016

salaraggi
di don Giorgio De Capitani
Premetto che prendo in considerazione solo le due città, di Milano e di Roma. Con una netta distinzione.
Milano non dovrà cadere nelle mani del candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi, ma nelle braccia di Giuseppe Sala, che potrà così continuare l’opera del suo predecessore, Giuliano Pisapia. La città di Milano, infatti, nel suo aspetto politico (a differenza del suo aspetto religioso che, da quando è arrivato Angelo Scola, è precipitato nel baratro), si è risollevata con l’amministrazione Pisapia. Lo hanno visto tutti i cittadini milanesi, tranne naturalmente i ciechi e gli ottusi. Se dovesse vincere Parisi, la Milano civica ricadrebbe anch’essa nel baratro. La “meglio” Milano non meriterebbe!
Parlando invece della città di Roma, la penso diversamente. Mi auguro che vinca la grillina Virginia Raggi, che così potrà dimostrare tutta la sua inettitudine, la sua arroganza  e le sue bugie, costretta poi a dare subito le dimissioni. Ad ogni modo, dal primo giorno della sua elezioni, dovrà rimangiarsi tutto ciò che ha promesso. Tanto Roma, conciata com’è, non potrà andare più a fondo! I romani si meritano una come la Raggi! Non dico altro.
Per le altre città dico solo che vinca il migliore, che non è certo il partito leghista, da far naufragare nel fondo dell’inferno. Che la Lega vinca o che perda, Matteo Salvini avrà sempre modo, con i suoi occhi strabici, di vedere la parte vincente, anche quando la sconfitta sarà palese. Certo, lo zoccolo duro è proprio duro come il cervello dei leghisti solo pancia, ma purtroppo bisognerà sempre convivere con una massa di gente analfabeta e zoticona. E questo è anche il fascino della democrazia: il brutto serve per far risplendere il bello.  

9 Commenti

  1. Patrizia ha detto:

    Caro don Giorgio, per quanto riguarda Roma sono pienamente d’accordo con Lei.
    Quasi quasi la voto pure io, così che ce li leviamo dalla scatole una volte e per tutte, questa può essere la volta buona.

  2. gio ha detto:

    visto che scola era stato mandato a milano per contrastare la vittoria di pisapia, se adesso dovesse vincere parisi il papa ci toglierà di mezzo scola?

  3. GIANNI ha detto:

    Programmi che, almeno a parole, si assomigliano, e via di questo passo.
    A me pare che gli stessi candidati, più che confrontarsi su diversità sostanziali a livello locale, rinviino a quello che è il tema di fondo di queste elezioni, pur senza dirlo apertamente.
    Cioè un test politico del governo.
    La mia opinione continua a restare questa.
    Se la maggioranza di governo viene sconfitta, e a maggior ragione se il referendum di ottobre vedrà vincere i no, difficilmente questo governo resterà in sella.
    Certo, possiamo essere concordi o meno con le singole decisioni di questo esecutivo, ma se questo governo cade, sinceramente la vedo molto male per l’Italia.
    Probabilmente singoli candidati nei singoli centri possono essere più o meno meritevoli, anche a prescindere dal partito di appartenenza, ma se il governo cade, difficilmente riusciremo a risalire la china, come difficilmente stiamo tentando di fare, e la caduta del governo trascinerebbe con sè un po’ tutto, ovviamente comuni compresi.
    Un’eventuale crisi finanziaria non possiamo permettercela, e se questa si ingenerasse, difficilmente riusciremmo ad uscirne, Italia nel suo complesso e singoli comuni.

  4. zorro ha detto:

    Io abito a milano estrema periferia purtroppo si parla solo di Sala e Pisapia zuppa o pan bagnato e gli altri non esistono sicuramente non daro il voto ai due nominati.Pensare che i sindaci promuovano iniziative grazie alla loro autorevolezza e’ a dir poco comico.Loro operano in base ai soldi disponibili ricordiamoci che esiste ancora il patto di stabilita’ dei comuni e i grossi interventi li finanzia lo stato vedi expo.Adesso vediamo cosa accade dopo la fine dei finanziamenti per Expo.Che dire dei servizi del comune si riducono il turnover e’ bloccato per parcheggiare i un raggio di 500 mt dalle metro devi pagare quindi paghi sempre i vigili sono diventati bounty killer con le multe IMU e TASI TARI alte acqua aumentata del 200% in 7 anni scuole comunali serali dimezzate edilizia scuole fatiscente ATM in attivo riuscendo a sfruttare meglio le manovalanze avanti Savoia

  5. Giuseppe ha detto:

    Francamente da romano rinuncerei volentieri all’esperimento Raggi. Sono quasi quindici anni che la mia città, la capitale d’Italia non riesce ad avere un sindaco all’altezza della situazione e perciò sarebbe ora di eleggere una persona seria, capace e soprattutto non un fenomeno da baraccone facilmente manovrabile dai poteri forti e da quelli occulti, che “stranamente” spesso coincidono. Se si omette il breve periodo in cui ad un fior di galantuomo come Ignazio Marino, preso a bersaglio dal fuoco amico e dai già citati poteri, non è stato permesso di governare la città, addossandogli perfino, sull’onda di una campagna di stampa basata sul pettegolezzo e la maldicenza, le numerose colpe dell’amministrazione Alemanno, il Campidoglio è sembrato il terreno ideale per lotte senza quartiere, spesso intestine, che hanno consentito ai furbetti vecchi e nuovi di scatenare i loro bassi istinti e fare man bassa. Eppure Marino qualcosa di buono aveva cominciato a farlo e ce l’aveva messa tutta per operare un cambiamento radicale, ma era troppo onesto e troppo fuori dai giochi politici che da sempre cercano di manipolare il potere e, purtroppo, spesso ci riescono. Per questo non mi piace nemmeno Marchini, che mentre si maschera da paladino della parte migliore della città, è pur sempre espressione proprio di quella classe di imprenditori oligarchi e traffichini che negli ultimi decenni del secolo scorso ha seppellito la città sotto una montagna di cemento E, come se non bastasse, si è lasciato sedurre dall’abbraccio funesto dell’ex sultano di Arcore, che forse potrebbe anche portare dei voti, ma da sempre ha segnato la condanna politica di chi ne è rimasto vittima. Insomma, meglio una persona comune con le idee chiare e, naturalmente, la forza necessaria per sostenerle, piuttosto che il solito leader del teatrino della politica, o il suo prestanome, o addirittura la neofita pasionaria del movimento folklorstico della demagogia trionfante.

  6. roy ha detto:

    la milano di pisapia ha dato dimostrazione di funzionare bene, tranne quando piove

  7. A.Ferraris ha detto:

    Senza certamente difendere Parisi: siete proprio sicuri che Sala “continuerà” l’opera di Pisapia?