
di don Giorgio De Capitani
Anzitutto, diciamo che i due campi,
quello politico e quello religioso,
sono su due piani completamente diversi.
Ovvero, parlare di Chiesa e parlare di Stato
non è la stessa cosa.
La Chiesa è ancora monarchica:
non saprei fino a quando,
spero che al più presto il primato del papa
venga soppiantato dalla collegialità dei vescovi,
e che il popolo dei laici abbia una “sua” voce,
non tanto nel campo pragmatistico (ce l’ha già da tempo),
quanto nel suo essere popolo profetico.
Lo Stato moderno è democratico,
– almeno così dovrebbe essere –,
anche se ogni forma democratica è limitata:
in concreto, ha anche risvolti negativi.
In Italia, ad esempio, non si è ancora arrivati
a capire quale sia la funzione della minoranza:
senza una vera e costruttiva opposizione non c’è democrazia.
Ora, parlare del governo Renzi e parlare di papa Francesco
richiede due atteggiamenti diversi,
anche se entrambi, sia Renzi che il papa, sembrano innovatori,
ma ciascuno nel campo suo specifico,
e, ripeto, i due campi sono completamente diversi.
Difendere Renzi e criticare il papa
potrebbero sembrare una contraddizione, ma non lo è.
Qualcuno dirà:
– Come si può difendere Renzi e contestare papa Francesco?
Ebbene,
io difendo Renzi e contesto papa Francesco.
Vi dico i motivi.
Da dove partire?
Partiamo da papa Francesco.
In questi ultimi tempi nella Chiesa sembra che lo Spirito santo
finalmente si sia svegliato, aprendo le ali e volando raso terra:
si è posato sulla zucca di qualche cardinale
e ha finalmente aperto qualche spiraglio.
È successo un po’ di tutto, tra papi innovatori e papi centralisti,
tra un papa bergamasco e un papa polacco,
tra un papa tedesco e un papa argentino.
Tra un aprire e un chiudere,
tra novità e dogmatismi,
ed ora finalmente un grande sorriso sulla bocca di tutti:
papa Francesco sembra la speranza perfetta.
Eletto dai cardinali, ora fa ciò che vuole:
non si sente obbligato a chiedere il parere a nessuno.
Il popolo lo acclama, e lui si sente forte di tale consenso.
Lo acclamano perfino i vecchi incalliti nemici della Chiesa,
anticlericali e atei, ma tutti in devota adorazione:
ogni giorno un inchino, una genuflessione, un applauso.
Basta che papa Francesco apra bocca, dica be’,
e i giornali trovano sempre uno spazio per evidenziarlo.
E pensare che da secoli i poveri parroci di campagna
hanno detto le stesse cose, ma nessuno se n’è accorto.
Chiaro: il papa è il papa,
si è sempre comportato come un grande principe della Chiesa,
non si permetteva di dire le cose piccole, o di fare i gesti più normali.
Ecco, sta qui la grande rivoluzione di papa Francesco:
rendere più spettacolare l’ovvietà, ma togliendola quasi rubandola
dal suo originario contesto popolare.
Ora i preti sono costretti a ripetere le stesse cose ovvie,
ma citandole come se fossero del papa!
Se non aggiungono: “L’ha detto anche papa Francesco”,
la gente non presta fede.
E i nostri intellettualoidi rimangono incantati:
come un papa sia riuscito a rendere ufficiale uno stile semplice,
come si sia ben adattato alla gente con gesti popolari.
Prima i vecchi parroci erano trattati da campagnoli quasi analfabeti,
ora un papa che si è fatto campagnolo è il modello di umanesimo.
Il problema sta qui:
oltre il grande consenso popolare e la supina devozione dei laicisti,
– laicisti d’ogni stirpe, anche abili se possono carpire qualche intervista! –
che cosa rimarrà di questo pontificato?
Ben poco o nulla, se tutto continuasse così,
in questo pseudo cambiamento della Chiesa,
tanto ingannevole da far tacere le voci dei cosiddetti dissidenti cattolici,
che un tempo protestavano, e ora coralmente applaudono.
Certo, c’è qualcuno all’interno della Chiesa che borbotta:
sono i fondamentalisti che temono,
anche se la gerarchia cambia il colore delle mutande.
Sono così ottusi questi tradizionalisti di merda
che non arrivano a capire che il papa magari sta facendo il loro gioco.
Ma quanti tra i dissidenti di una volta alzano la voce
per dire a questo papa:
– Quando toglierai il cristianesimo dalla prigione di una religione
che da secoli ha tradito Cristo e la vera immagine di Dio?
Non ho ancora visto, neppure in questo papa, un sincero tentativo
di rifare la Chiesa sul cristianesimo radicale,
di purificare radicalmente il volto di Dio!
Il Dio della Chiesa è ancora una maschera ingannevole!
Non si tratta di cambiare qualche vestito,
di conquistarsi la gente con gesti accattivanti:
si tratta di portare il popolo dei laici verso una maggiore maturità,
di far capire alla gerarchia che il suo ruolo è servire, solo servire,
di cambiare radicalmente la struttura ecclesiastica,
di coinvolgere l’umanità in tutti i suoi valori,
non con belle parole o con qualche battuta dal doppio senso,
ma aprendosi ai veri problemi esistenziali della gente,
la cui felicità non sta in una morale matrimoniale ossessiva,
ovvero ossessionata da regole sessuofobe,
ma in quel minimo di buon senso che stabilisce i diritti civili,
ma non in base a scriteriati criteri cattolici…
Sì, contesto questo papa,
fino a quando non uscirà da un consenso troppo popolare,
che lo costringe a evitare di toccare la realtà,
per non compromettere la sua popolarità.
Parlare di Renzi è un’altra cosa.
È vero che ultimamente, nelle elezioni europee,
ha ottenuto un grande consenso,
ma tutti sappiamo chi è il popolo italiano:
ora ti appoggia, domani ti toglie il consenso.
Lo vediamo tutti i giorni: Renzi non ha vita facile,
il groviglio della politica italiana è tale per cui
perfino il Figlio di Dio troverebbe difficoltà a stare a galla.
Ma la cosa più impressionante è questa:
mentre i laicisti devoti sostengono papa Francesco,
Matteo Renzi ce li ha tutti contro:
lo contestano i perbenisti a cui nulla va bene
quando si tratta di buttarsi nella mischia, e tentare qualcosa.
E allora eccoli sbavare, tirando fuori ogni veleno:
tutti i giorni, sì tutti i giorni scrivono sospetti, sospetti, sospetti…
Più che le fandonie o le calunnie, che hanno le gambe corte,
sono i sospetti che distruggono gli onesti.
Quel tale che scrisse: Calunniate, calunniate, qualcosa resterà attaccato!,
pensava anche ai sospetti che insinuano tra la gente comune
un tale clima da distruggere la credibilità del sospettato,
preso di mira unicamente perché vuole fare qualcosa di buono,
ma questa gentaglia che insinua sospetti
se ne infischia del bene comune.
Cito solo due organi d’informazione, il Fatto Quotidiano e MicroMega:
sembrano indemoniati, poveretti, forse perché non riescono proprio
a uscire dal loro cieco e ottuso mondo che vede sempre tutto nero,
appena si parla di governo.
Parlano di democrazia, ma di quale democrazia?
Poveretti, non sanno che cosa sia!
Ecco perché difendo Matteo Renzi,
anche se, l’ho già detto, non sono un renziano.
Lo difendo dagli attacchi di questa merdosa gentaglia,
ma anche perché, ecco il vero morivo,
credo che attualmente sia l’unico che possa fare qualcosa,
per salvare il nostro Paese.
Dovrà lottare, certo, e non limitarsi a qualche gesto francescano:
dovrà agire con durezza, con determinazione, con autorevolezza.
senza temere la stupidità delle opposizioni.
Non otterrà cento per cento? Fa niente:
è scontato che in una pseudo democrazia come quella italiana
si fa quello che si può, cercando però il massimo.
Papa Francesco, senza volerlo, sta coprendo il culo sporco della Chiesa
– non basta cambiare ogni tanto le mutande –,
a Renzi non basta cambiare qualcosa:
il nostro Paese ha bisogno di un radicale rinnovamento strutturale.
Certo, anche la Chiesa avrebbe bisogno di una radicale conversione,
ma qui le cose sono diverse.
I cittadini italiani hanno il voto dalla loro parte,
anche se sappiamo quanto sia difficile usarlo bene
(anche per colpa di una legge elettorale per nulla favorevole),
ma per la Chiesa la soluzione è un’altra:
deve sempre venire dal basso, ma tutti sanno
quanto sia difficile educare la massa alla profezia.
I cittadini pensano solo o quasi alle tasse da pagare,
e vorrebbero questo o quel servizio sempre più efficiente,
e non vanno oltre, non sanno andare oltre:
i credenti hanno altri valori per cui lottare,
valori umani che non stimolano quanto le tasse,
valori che non sono il lusso di qualche fissato o di qualche setta,
valori che devono cambiare il mondo.
La Chiesa non ha ancora capito che deve uscire
da una struttura vincolante:
la Chiesa è al servizio dell’Umanità, e non viceversa.
La Chiesa-struttura è solo un mezzo, e non un fine.
Se la Chiesa non diventa Umana a tutti gli effetti
non potrà mai dirsi “cristiana”.
Anche lei gode del facile successo che hanno i dissacratori. Se lei non crede nel primato petrino perché non cambia confessione? Ci sono gli ortodossi e gli anglicani che l’accoglierebbero.
Molti di voi preti mettete avanti, quando si tratta di sostenere le vostre ragioni, la capacità di discernere concessavi dal sacramento ricevuto… Ebbene quanti di voi preti criticoni del soglio pontificio date la stessa possibilità al Papa? Io non ho mai criticato un papa, da Paolo VI in poi (prima non ero nato), perché ho fede nella Chiesa e nello Spirito Santo. Lei mi scandalizza e gliene sarà chiesto conto!
Ancora su Renzi:
proprio questa mattina mi veniva in mente questo principio:
non è importante chi fa le cose, ma fare le cose giuste.
Che poi le realizzi Renzi, piuttosto che Alfano, Berlusconi, Civati,Vendola o Monti, non importa.
L’importante è che si vada nella giusta direzione.
Certo, poi su quale sia la giusta direzione, le opinioni possono divergere.
le “direzioni” si chiamano programmi. Negli ultimi tempi non vengono esposti in termini comprensibili al pubblico. Bisogna andare per interpretazione. Ciò produce sfiducia nell’elettorato, perché quando i programmi non si chiariscono appieno o, peggio, sono segreti, gatta ci cova.
Ora, tutta l’Europa è in crisi perché il programma dell’austerity sta dando i suoi frutti marci. Questi grandi teorici della politica e dell’economia non vogliono capire, per partito preso o per pura ottusità di classe, che la ripartenza può avvenire solo con il lavoro. Tassare il lavoro è stato un vero suicidio, renderlo precario un attentato alla dignità della persona. Spero che sia la volta buona che lo capiscano ….
Secondo me sin dal discorso programmatico di fiducia non è stato chiarito molto.
Poi le prime misure economiche sono andate in direzioni opposte, prima rialzo di alcune imposte, poi gli 80 euro.
Vedremo prossimamente.
Io rimango convinto che, senza ricorso ad una politica monetaria fatta in un certo modo, si riesce a combinare poco o nulla.
Comunque giudicherò sulla base dei fatti.
Papà (come ormai lo chiamano su RaiNews24, la nuova RadioVaticana dopo l’arrivo di suora Maggioni) Francesco sta ancora godendo del “fumus apparitionis” che spero svanisca presto (stasera mi sono rivisto per la 3a volta Agorà – potere e religione si sono sempre opposti al dubbio e al sapere).
Renzi… neppure io sono renziano ma credo sia la penultima spiaggia. L’ultima sarebbe (sarà…) mandare tutti i giovani all’estero (non intendo farli emigrare) per 10 anni, per conoscere vere democrazie, stati sociali, funzione pubblica efficiente, burocrazia chiara e semplice, scuola, lavoro, vera informazione, rispetto delle leggi, cosmopolitismo. Poi, dovrebbero tornare e rivoltare il paese come un calzino!!!
Tutti vorremmo credere a Renzi, ma rispetto a Bersani e Letta vedo solo peggioramenti. Oltretutto Renzi non l’ha votato nessuno e – fino a prova contraria – non si è presentato a nessuna elezione. In compenso vuole abolire le elezioni su una delle 2 Camere e stinge accordi con Berlusconi. Anche la storia delle province francamente la vedo ridicola: esistono ma non si votano. Perché non dimezziamo gli stipendi ed il numero dei politici lasciando però ai cittadini il diritto di voto?
Capisco che Renzi sia un po’ l’ultima spiaggia, però, proprio per questo, potrebbe essere un po’ meno veloce e un po’ più cauto. Potrebbe ascoltare qualche consiglio di chi è più esperto. Non mi è piaciuto come si è tirato indietro quando perse le primarie con Bersani anziché dare una mano. Chi fa squadra non può tirarsi indietro se non gli fanno fare il capitano. Allora poteva collaborare e non lo ha fatto. Poi non mi è piaciuto il modo in cui ha defenestrato Letta. Ora non mi piace la sua ostinazione su alcune cose e il rifiuto di ascoltare chiunque abbia un parere leggermente diverso. Renzi crede di avere la verità in tasca ed è anche un po’ sfacciato. Siccome sta guidando l’autobus, gradirei che fosse un più più prudente, consapevole del fatto che a bordo ci sono anche altre persone. Poi vorrei capire che cosa intende fare per frenare la delocalizzazione e per difendere l’ambiente. Ora c’è lui, teniamocelo, pronti però ad alzare la voce quando serve.
La critica è il sale della crescita, i complimenti non servono a nulla. Per quanto mi riguarda, non mi ritengo italiota, tantomeno idiota, dal momento che la mia vita è storia scritta sul piano dell’impegno sociale, sindacale e politico di base, nonostante i miei impegni professionali ed artistici. Qui non si giudicano persone, ma si esaminano fatti che, al momento, restano “tra color che son sospesi”.
Mi auguro che dalla politica di Renzi vengano i risultati che tutti attendiamo, che Berlusconi vada in Paradiso, che la Sinistra rinsavisca e che ognuno indossi onestamente e palesemente il proprio abito culturale, sociale e morale.
Renzi… ma è Renzi + Berlusconi. Va bene che Renzi “regga” le sue riforme appoggiandosi a Berlusconi, che se ne vanta e che, perciò, richiede di nuovo piena “agibilità politica”… Chi ci capisce qualcosa è bravo….Buona sera a tutti da una persona che da tempo segue questo sito ma che ora, alla luce del tanto che qui ha letto, è davvero sconcertato e disorientato. A tanto è arrivato il marasma in cui la politica e, dunque l’Italia, si trovano!
Antonio
Più vado avanti negli anni, più mi convinto che ci meritiamo quello che abbiamo. Ora tutti si scandalizzano di Berlusconi, e magari tu l’hai votato, coglione! Per anni e anni l’ho combattuto, e tu mi vieni a dire che ti meravigli quasi che io abbia cambiato idea. Sono gli italiani che sono instabili o fissi al palo della loro stupidità.
Dinnanzi a uno che pronuncia parole talmente nette e radicali in un suo video (titolo Matteo Renzi non si tratta col diavolo!) dove parla dell’accordo Renzi-Berlusconi (accordo che io x altro non contesto nel metodo), cito testualmente le sue parole: “Caro Renzi, ora hai perso la faccia davanti alla Giustizia e alla Democrazia! Ogni mio dubbio precedente si è trasformato in maledizione! Ci vorrà un grosso miracolo perché io cambi idea. ll guaio è che io non credo nei miracoli.”
E’ molto difficile capire come faccia sempre costui a chiedere ai propri aficionados del perchè si meraviglino e del perchè si stupiscano di questo suo cambiamento a 360°, mi pare fin troppo chiaro, basterebbe risentirsi.
A meno che Renzi non abbia fatto qualche miracolo ultimamente e noi comuni mortali non ce ne fossimo accorti. In tal caso sono curioso di ascoltare eventuali delucidazioni dall’interessato.
Anzitutto, non rinnego mai ciò che ho scritto nel passato. Allora la pensavo così. Ed ero coerente. C’è un detto, frutto di saggezza: Idiota colui che non cambia mai parere! I tempi cambiano, così pure le circostanze. Coerenza non significa essere sempre dello stesso parere. Significa saper capire i segni dei tempi. Oggi non direi più ad esempio: che a Berlusconi venga un ictus! Poveretto, è oramai distrutto, anzi sta facendo il gioco di Renzi. Ma tu certe cose non le afferri: non è che non vuoi, tu non puoi capirle, il tuo cervello non te lo permette.
Che Berlusconi si riduca ad essere l’utile idiota di Renzi può essere opinabile, anch’io comunque mi sono ricreduto una volta, ai tempi credevo che le cose stessero cosi anche quando appoggiava Monti, che continuasse a fare il gioco del governo, in realtà le cose sono andate in maniera diversa. Lei ha più notizie di Monti? Di Berlusconi invece si continua a parlare. Per questo non mi dispiace che Berlusconi stringa patti con Renzi, se questo può servire per arginarlo e buttarlo a mare al momento opportuno tanto di guadagnato.
La falsa democrazia in Italia in particolare e anche in tanti altri paesi dipende completamente dal potere mediatico: non a caso i politicanti (compreso Renzi) fanno comunella con Berlusconi che ha tuttora in mano le TV private e buona parte della RAI, per non parlare d’altro. Si potrebbe giustificare Renzi dicendo che la Realpolitik è questo: senza pregmatismo non si combina niente.
La vogliamo capire che finchè a Berlusconi non verranno tolte o per lo meno ridimensionate le TV, non ce lo toglieremo dai piedi e invece cosa ha fatto Renzi in cambio dell’appoggio di Berlusconi? Gli ha garantito la mediaticità che è l’ossigeno per lui, pitoccando magari un pò di pubblicità anche per la propria immagine incurante del fatto che appena ci sarà odore di elezioni gli si rivolterà contro.Possibile che in questo paese si riesca a cambiare la costituzione in pochi giorni, a togliere diritti sacrosanti della gente (assistenza sanitaria,pensioni, scuola etc) mentre non si riesce a togliere a una persona straricca quel maledetto e infernale giocattolo della TV.
E non mi si venga a dire che la TV non conta: eccome se conta! Basta vedere quanto tempo passano gli italiani davanti alla TV. Una TV asservita completamente alla raccolta pubblicitaria a tal punto che nessun partito osa toccare l’argomento della Pubblicità ossessionante con la quale ci lavano il cervello da mattina a sera a nostre spese tra l’altro, dato che qualunque cosa compriamo viene sovraccaricata nel prezzo dalla pubblicità che è una tassa che tutti noi paghiamo a Berlusconi e Co.Pubblicità parassitaria e inutile poichè non informa, bensì infastidisce . Avete mai notato che nessuno osa contestare le interruzioni pubblicitarie durante i dibattiti? Come fosse un Totem intoccabile! Per forza ! Sarebbe come sputare nel piatto dove mangiano!
Sono altre le riforme di cui abbiamo bisogno!
Perché non ti presenti alle prossime elezioni, e poi vedremo cosa farai! Bello stare in casa, a sentenziare. A furia di parlar male di Berlusconi il sottoscritto l’ha pagata caramente. Perciò ciò che scrivo merita se non altro attenzione. Voi coglioni che non fate altro che denigrare non meritate attenzione.
Don, i cittadini si sono presentati ed hanno anche ottenuto un ottimo risultato (160 incensurati, persone comuni al posto di 160 marionette dei partiti) ma lei non se ne accorto. Quindi non inviti la gente a presentarsi perchè lo stiamo già facendo. Lei non può lontanamente immaginare cosa subiamo nelle piccole realtà locali quando ci battiamo per l’onesta e l’interesse dei cittadini contro quelli particolari di personaggi discutibili che si stanno spolpando la nazione, e che le piaccia o no lotteremo fino all’ultimo per dare un futuro vivibile ai nostri figli. Gesù ha detto “la verità vi farà liberi” Ecco con molta umiltà le dico : padre vada oltre quello che i media fanno vedere veda da vicino cosa e in prima persona cosa fanno questi cittadini prestati alla cosa pubblica si chieda perchè don Gallo appoggiava il M5S mentre lei lo osteggia facendosi complice dei devastatori delle coscienze e del tessuto economico dell’Italia. Non si dimentichi che il verminatoio dell’ Expò nella sua regione lo abbiamo scoperchiato noi, gente normale ma informata! Lei ha sempre parlato di cristianesimo radicale e adesso approva Renzi, un malfattore che sta distruggendo l’Italia con la complicità di un pluripregiudicato. A me non sembra che Gesù abbia insegnato questo!!
Poveri grullini, gente inutile che parlate e fate un cazzo! Fate ridere i polli! Ah, qualcosa di buono lo facciamo anche noi. Anche Mussolini ha fatto qualcosa di buono in Italia. Anche il diavolo fa qualcosa di buono. Anche i mafiosi fanno qualcosa di utile. Intanto, avete permesso di andare in Regione Lombardia Roberto Maroni, non votando Ambrosoli! Là dove state governando nei piccoli Comuni, non è che le cose vadano meglio, anzi! Ma smettetela! E poi non dite: Non abbiamo rubato! Dovete dire: non abbiamo “ancora” rubato” Appena potrete, farete come quelli della Lega, che, appena hanno potuto, hanno rubato anche loro.
Quando nel 1958 venne eletto papa Giovanni XXIII, tutti pensarono ad un pontificato di transizione. La sua semplicità contadina serviva soprattutto a superare quella connotazione di regalità e alterigia che aveva caratterizzato il lungo regno del principe Pacelli. Il quale però, ad onor del vero, non aveva esitato a mischiarsi con la folla ancora sconvolta e traumatizzata quando il quartiere di San Lorenzo a Roma venne bombardato dalle potenze alleate. Serviva, dunque, un papa che traghettasse la chiesa verso i tempi nuovi che lentamente si andavano delineando, dopo il faticoso superamento della tragedia della seconda guerra mondiale, le cui cicatrici erano ancora ben visibili. Invece Giovanni XXIII, nonostante la brevità del suo pontificato, sorprese il mondo intero riuscendo a gettare le basi di un rinnovamento epocale che, nonostante i colpi di coda dei soliti bigotti, dei tradizionalisti e, degli immancabili nostalgici, ha lasciato comunque una impronta indelebile nella storia della chiesa e dell’umanità. Da un punto di vista strettamente umano, inoltre, il papa era riuscito ad avvicinarsi alla gente comune, senza distinzione di censo, di razza e di credo religioso, grazie alla sua capacità di trasmettere l’amore del Cristo coi suoi modi gentili e la sua parola mai banale. Il papa, insomma, non era più un monarca chiuso nella sua reggia che ogni tanto si concedeva ai suoi sudditi, ma uno di noi, con cui, chissà, -potendo- sarebbe stato anche possibile scambiare due parole. Queste caratteristiche sono andate via-via perdendosi coi suoi successori, tranne forse durante la fugace apparizione di papa Luciani, che nonostante le loro capacità e il forte carisma, avevano offuscato quel “sentire” che ci aveva avvicinati alla figura del papa. L’avvento di Bergoglio sembra, se non altro, aver risvegliato queste sensazioni. Il suo grande merito, secondo me, è proprio quello che al momento potrebbe sembrare il suo limite: quella semplicità e spontaneità tipiche di un umile prete di parrocchia. Coi tempi che corrono e, visti i personaggi che allignano nelle alte sfere della gerarchia ecclesiastica, non è poco. Certo, c’è molto da fare e l’opposizione, quasi esclusivamente interna all’apparato della chiesa cattolica, farà di tutto per difendere i privilegi impedendo ogni forma di cambiamento o al contrario si lamenterà della lentezza e dell’esiguità delle riforme che tardano a concretizzarsi, ma sono convinto che il segno del suo pontificato è già tracciato e non rimarrà senza frutti.
Riguardo a Renzi, ribadisco di non essere un suo sostenitore. Gli riconosco una certa abilità nella comunicazione, che comunque da sola non basta. (Non dimentichiamoci che anche Berlusconi è un maestro nel comunicare, ma poi sappiamo bene cosa ha combinato.) Finora, ha fatto ben poco di concreto, ma anche lui ha le sue brave gatte da pelare con gli avversari e, soprattutto, gli alleati che si ritrova. Ha un eccesso di protagonismo piuttosto fastidioso, ma probabilmente gli serve per far capire che non ha intenzione di nascondersi dietro le solite scuse meschine tipiche dei politici, e anzi, è disposto a giocarsi la sua credibilità. In ogni caso, criticarlo per partito preso e mettere solo in evidenza i suoi lati negativi, serve solo ad alimentare il malcontento e non ha nulla di costruttivo. Perciò, nonostante i suoi evidenti limiti, sono del parere che sia necessario sostenerlo, augurandoci che riesca a portare a compimento i suoi progetti politici, nella speranza che servano a far uscire il paese dalla crisi.
Caro don Giorgio,
ti seguo da un bel po’ di tempo ed ho spesso condiviso il tuo spirito di contestazione contro i sistemi autoreferenziali, sia di natura religiosa che politica, laica o istituzionale, quando diventano autarchie che campano sulla pelle, sulle tasche e la buona fede dei comuni cittadini. Tuttavia, alcune considerazioni sul tema delicato da te affrontato ritengo siano necessarie, perché non si riduca tutto a livello di faziosità.
Mi riferisco in particolare al caso Renzi, osservato speciale non tanto e solo dalle opposizioni, ma dalla gente che non lo ha scelto, ma spera e si attende da lui quella svolta che non arriva da più di vent’anni.
Riformare il senato : cui prodest? Era nel patto del Nazareno! Il risparmio finanziario sarà relativo e quasi impercettibile. Quindi, la motivazione è di natura politico-istituzionale: togliere di mezzo quei rompipalle dei senatori ed avere mano libera per agire, sempre d’accordo col caimano, suo vero compagno di strada, consigliere-esperto- maestro di vita.
L’ASSEMBLEA COSTITUENTE impiegò due anni per elaborare la nostra CARTA COSTITUZIONALE, definita una delle più belle del mondo. Per Renzi e la destra son bastati quindici giorni! Demolire richiede meno tempo che costruire.
Il patto segreto (un corno!) del NAZARENO ! Che parola roboante! Sembra di parlare di Gesù! Che gioco meschino! Poca gente sa che prende il nome di una via ! Per me, non esistono nazareni che girano di qua e di là: amo i fatti e studio programmi: Per ora, non esiste per l’Italia un piano industriale, non vi sono provvedimenti per il lavoro, le tasse aumentano ed i vecchi, tanto colpevolizzati per aver raggiunto una pensione debitamente pagata coi propri versamenti, mantengono i giovani che hanno lavoro precario quando c’è.
Don Giorgio, anche chi costituzionalista non è ha capito che la manovra di Renzi e Berlusconi (ancora lui!), mira a sottrarre spazi di democrazia ed assumere un ruolo di dittatura democratica. Cioè, usano la vasellina per coloro a cui piace. Per ora mi limito a dire che sono attendista. Attendo fatti concreti. Consoliamoci, con questa “riforma” che offre a Berlusconi l’opportunità di ritornare sulla scena politica con tutti i diritti.
Aspettiamo a parlare. Davanti ad alcune riforme o ci si crede oppure continuiamo a parlare a vanvera. Attualmente credo in Renzi, ripeto attualmente. Non c’è altra via di scampo. Smettiamola di fare i soliti idioti italioti che contestano tutto senza avere valide proposte alternative. Oggi in Italia non c’è una proposta alternativa a Renzi. Che vi piaccia o no!
Contestare la legge Fornero e volerla abrogare visti i risultati che ha prodotto è idiota, o è più idiota continuare a tenerla in piedi come vuole fare Renzi? Ho citato appositamente una riforma che non ha fatto l’attuale governo, tanto per evitare accuse di lesa maestà.
Tu quando scrivi fai danno all’intelligenza politica!
Lei quando scrive fa danno all’intelligenza tout court.
E’ sempre bello, interessante, confrontarsi su interpretazioni di fatti e personaggi, storici o attuali, religiosi o politici.
Anch’io mi pongo la fatidica domanda:
da dove cominciare?
Forse, dall’osservare un aspetto comune tra stato e chiesa.
Anche la chiesa ha uno stato di riferimento, quello vaticano, ed il ruolo del papa è quello di un capo di stato.
In questo, accomunato ovviamente molto di più alla regina d’Inghilterra, sia per la natura monarchica, sia in quanto anche la regina è capo di una religione.
Ma veniamo all’interpretazione della figura di questo papa.
Devo dire che ovviamente, senza false modestie, mi fa piacere quando riesco a capire certe situazioni, prima che si siano manifestate appieno.
Sin dall’inizio, devo dire che non riuscivo ad interpretarlo come un rivoluzionario, quanto alla dottrina della chiesa, ma semmai come attendo a portare altra rivoluzione, quella di far prevalere gli aspetti spirituali su quelli materiali, anche colpendo qualche potentato.
Ne è dimostrazione lo IOR, ma anche il concetto che cerca di inculcare sull’essere al servizio, e non al potere.
Ad esempio, mentre prima molti sapevano chi fosse Tarcisio Bertone, ora in quanti sanno chi è l’attuale segretario di stato, e quante volte se ne sente parlare?
Un ovvio segno di cambio di passo, di atteggiamento.
Per inciso dico che sarebbe interessante conoscere qualcosa in più di Pietro Parolin.
Quanto alla dottrina della chiesa, papa Bergoglio non ha mai detto di volerla cambiare.
Quindi, sarei concorde nel criticare chi dice una cosa e ne fa un’altra, ma non chi è coerente. Semmai è possibile dissentire, ma non certo accusarlo di incoerenza.
Quanto a Renzi, quello che difetta un po’ è la politica economica, o meglio, l’ha delegata a Padoan, che però non dice molto.
Forse, difetta un po’ la fantasia finanziaria.
Ad esempio, invece di pensare a tasse o prelievi, perchè non prevedere una riforma costituzionale che consenta, in determinati casi, di far acquistare obbligatoriamente ai contribuenti quote di un fondo in cui convergano immobili e quote di sccietà detenute dallo stato?
Quanto meno i contribuenti sarebbero un po’meno scontenti, in quanto non subirebbero prelievi forzati tot court, ma si ritroverebbero un investimento in più.
A sua volta, lo stato non dovrebbe rinviare le privatizzazioni a tempi migliori per i mercati finanziari.
E, come se questo non bastasse, coloro che hanno avuto in cambio del prelievo quote di quel fondo, poi con la ripresa dei mercati,si troverebbero magari a possedere più denaro di prima e, disinvestendo, si potrebbe anche incrementare la domanda di mercato e dell’economia.
Non è troppo fantasioso, anche perchè ad una cartolarizzazione di immobili e società già altri avevano pensato.
Di diverso c’è solo il fatto di considerarla alternativa ad un prelievo forzoso, invece che rimessa alla domanda di mercato, che in certe fasi di crisi ovviamente latita.