Ancora sulle reliquie dei Magi che non sono mai esistiti

magi  milano

di don Giorgio De Capitani
Se è vero che Lei, Eminenza, mi legge oppure che Le fanno sapere ciò che scrivo, come mai insiste nei suoi errori? “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, dicevano già i latini precristiani. Parole simili le hanno riprese anche i Padri della Chiesa, tra cui San Girolamo e Sant’Agostino.
Ma la cosa è ancora più grave, perché Lei sa benissimo che i Magi in quanto personaggi storici non sono mai esistiti. L’episodio narrato da Matteo (2,1-12) è un midrash (metodo tipicamente ebraico di interpretare la Parola di Dio), ovvero, per dirla con parole semplici, è un racconto non storico, ma solo edificante, che ha però (questo è importante se vogliamo parlare di midrash) dei passi o dei riferimenti presenti nell’Antico Testamento. Il midrash è una rielaborazione o ricostruzione, sotto forme anche apparentemente storiche (il racconto “sembra” vero, ma non lo è), di fatti o di profezie dell’Antico Testamento.
Ed è bello, ancor più suggestivo leggere il racconto dei Magi in questo modo. Se fosse storico, sarebbe difficile accettare tanti particolari, tra cui, ad esempio, l’apparire o lo scomparire, e il camminare della stella verso l’abitazione di Gesù bambino. Ed è proprio la storia della stella che ha creato forti tensioni (talora ridicole da una parte e dall’altra) tra certi uomini di chiesa e certi uomini di scienza. Si sarebbero evitate figuracce, se subito, fin dall’inizio, avessimo detto che il racconto dei Magi non andava preso alla lettera, ma che era solo un midrash.
E allora: come si può ancora oggi parlare di reliquie dei Magi, se non sono mai esistiti come personaggi storici?
Reliquie di che? Di qualche cane randagio? Già parlare di reliquie mi fa star male. Non c’è solo la blasfemia delle indulgenze, c’è anche la blasfemia delle reliquie. Quando lo stato imporrà a tutti la cremazione, lo ringrazieremo anche perché toglierà al cadavere dei futuri santi di essere ancora sottoposto allo smembramento in tanti pezzettini per essere venerati, anzi adorati, come se fossero dei talismani.
I corpi dei defunti lasciamoli nella tomba, e casomai veneriamo il loro spirito profetico, o il loro ricordo, se se lo meritano.  
da Wikipedia
Marco Polo afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella città di Saba, a sud di Teheran, intorno al 1270: “In Persia è la città ch’è chiamata Saba, da la quale si partiro li tre re ch’andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior. Messer Marco dimandò più volte in quella cittade di quegli III re: niuno gliene seppe dire nulla, se non che erano III re soppelliti anticamente.” (Il Milione, cap. 30).
Quella di Marco Polo non è tuttavia l’unica testimonianza sul luogo di sepoltura dei Magi. Nel transetto della basilica romanica di Sant’Eustorgio a Milano si trova la “cappella dei Magi”, in cui è conservato un colossale sarcofago di pietra (vuoto), risalente al tardo Impero Romano: la tomba dei Magi. Secondo le tradizioni milanesi, la basilica sarebbe stata fatta costruire dal vescovo Eustorgio intorno all’anno 344: la volontà del vescovo era quella di esservi sepolto, dopo la sua morte, vicino ai corpi dei Magi stessi. Per questo motivo, con l’approvazione dell’imperatore Costante avrebbe fatto giungere i loro resti dalla basilica di Santa Sofia a Costantinopoli (dove erano stati portati alcuni decenni prima da sant’Elena, che li aveva ritrovati durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa).
Nel 1162 l’imperatore Federico Barbarossa fece distruggere la chiesa di Sant’Eustorgio (come pure gran parte delle mura e degli edifici pubblici di Milano) e si impossessò delle reliquie dei Magi. Nel 1164 l’arcicancelliere imperiale Rainaldo di Dassel, arcivescovo di Colonia, ne sottrasse i corpi e li trasferì, attraverso Lombardia, Piemonte, Borgogna e Renania, fino al duomo della città tedesca, dove ancora oggi sono conservate in un prezioso reliquiario.
Ai milanesi rimase solo la medaglia fatta, sembra, con parte dell’oro donato dai Magi al Signore, che da allora venne esposta il giorno dell’Epifania in Sant’Eustorgio accanto al sarcofago vuoto. Negli anni successivi Milano cercò ripetutamente di riavere le reliquie, invano. Né Ludovico il Moro nel 1494, né Papa Alessandro VI, né Filippo II di Spagna, né Papa Pio IV, né Gregorio XIII, né Federico Borromeo riuscirono a far tornare le spoglie in Italia.
Solo nel ventesimo secolo Milano riuscì ad ottenere una parte di quello che le era stato tolto: il 3 gennaio del 1904, infatti, il cardinal Ferrari, Arcivescovo di Milano, fece solennemente ricollocare alcuni frammenti ossei delle spoglie dei Magi (due fibule, una tibia e una vertebra), offerti dall’Arcivescovo di Colonia Fischer, in Sant’Eustorgio. Furono posti in un’urna di bronzo accanto all’antico sacello vuoto con la scritta “Sepulcrum Trium Magorum” (tomba dei tre Magi).
Ancora oggi molti luoghi in Italia, Francia, Svizzera e Germania si fregiano dell’onore di avere ospitato le reliquie durante il tragitto delle spoglie dei Magi da Milano a Colonia e in molte chiese si trovano ancora frammenti lasciati in dono. La testimonianza di questo passaggio si trova anche nelle insegne di alberghi e osterie tuttora esistenti, come «Ai tre Re», «Le tre corone» e «Alla stella».
Nella cattedrale della città tedesca di Colonia è dunque conservata l’arca che conterrebbe, secondo la tradizione, le reliquie dei Magi, dopo che Federico Barbarossa ordinò al suo consigliere Reinald von Dassei, che era anche arcivescovo di Colonia, di portarle in Germania dopo la conquista di Milano nel 1164 al fine di rafforzare il prestigio della corona imperiale. Da allora le reliquie riposano a Colonia in un’arca preziosa d’argento dorato, fatta confezionare dal successore di Reinald, Filippo di Heinsberg, nella chiesa di San Pietro, trasformata successivamente nella cattedrale gotica di Colonia.
Tuttavia a Milano il culto dei Magi rimase vivo. Il cronista Galvano Fiamma racconta nel 1336 che si celebrava ancora un corteo dei Magi a cavallo attraverso la città. Questa tradizione dura ancora oggi.
Il cardinale Scola in una intervista a Radio Marconi ha presentato il viaggio a Colonia come inviato speciale di Papa Francesco in occasione dell’’850° anniversario della traslazione delle reliquie da Milano in Germania. Ecco la registrazione. Otto minuti che potevano benissimo essere ridotti a qualche secondo. Una noiosa ripetizione di che cosa? Perché Scola non ha detto che le reliquie non c’entrano nulla, e che il racconto dei Magi è altamente simbolico? Ed egli parla di “tre” re Magi, ma Matteo non dice che erano tre. Mancava che il cardinale dicesse che i Magi rappresentano le tre religioni monoteistiche. O l’ha pensato?
L’intenso programma della due giorni prevede sabato 27 settembre una Messa alle ore 18.30 con le comunità di lingua italiana dell’Arcidiocesi di Colonia, presso la Chiesa dell’Assunta. Domenica 28 settembre il cardinale Scola presiede e tiene l’omelia della Messa pontificale delle 10 nel Duomo di Colonia. Alle 17 presiede e interviene ai Vespri solenni sempre in cattedrale. L’Arcivescovo è accompagnato da una delegazione papale, tra i quali ci sono i parroci di Sant’Eustorgio e Brugherio, dove sono conservate reliquie dei Magi.
Ecco la registrazione radiofonica dell’intervento del cardinale Scola

 

21 Commenti

  1. Alberto ha detto:

    Don Giorgio
    Aspetto ancora con interesse una tua risposta al
    Commento ultimo di Dolgoruckiy

  2. PietroM ha detto:

    Mi chiedo se esistono alieni nell’universo.
    Astronomi autorevoli come la dott.ssa Margherita Hack affermano che le probabilità della loro esistenza superino il 100%. Pensiamo allora alle nostre consolidate verità di credo dove possano andare a finire di fronte ad un totale sconvolgimento delle teorie sulle origini della vita.
    Proprio un recente reportage televisivo su FOCUS, dimostra in modo impressionante la presenza aliena sul nostro pianeta . Prima che i naturali timori di subire un’aggressione, le domande angoscianti diventano tante Avranno conosciuto Gesù? Sanno chi rappresenta per noi ? Avranno anche loro un credo ? Una religione ? I santi? I re magi? Una Maddalena ?….. Chi lo sa.

    • GIANNI ha detto:

      oserei dire ancora di più…
      vedi lw teorie su:
      creazione extraterrestre dell’uomo
      antichi astronauti
      astronauti – dei ecc ecc

  3. Valentina ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con quanto scrive Don Giorgio.

  4. Paolo M ha detto:

    Peccato che non sia certo Scola a sostenere l’autenticità del racconto dei MAGI , ma TUTTA la Chiesa Cattolica e la nostra tradizione. Sfortunatamente, per certi “preti” la fedeltà a Cristo tramite la modalità con cui ha scelto di continuare la Sua Presenza sia un optional, e che per difendere posizioni indifendibili si passi persino per la negazione della storicità dei Vangeli. Che squallore….

  5. Valentina ha detto:

    I magi non sono mai esistiti, come non sono mai esistiti Adamo ed Eva e tutti i vari personaggi biblici e non sono mai accadute le vicende raccontate nella Bibbia. Ma purtroppo c’è ancora moltissima gente che, nonostante il progresso storico e scientifico, crede ancora nelle favole della Bibbia, che generano anche molti dubbi legittimi: per esempio, a me piacerebbe sapere con quale donna si unì Caino, visto che, stando alla Bibbia, in tutto il pianeta esistevano solo lui, i suoi genitori e il fratello Abele, prima che Caino lo facesse fuori (e comunque il quesito si sarebbe posto anche per Abele, se fosse vissuto: dove trovare una donna con cui formare una famiglia?). Chiaramente la Bibbia non è una fonte attendibile per spiegare l’origine della vita sulla Terra. Ma non è il caso di perderci troppo tempo: la Bibbia non può rispondere alle domande che suscita perché non è né scienza né storia, ma soltanto un insieme di miti, racconti, favole, inesattezze storiche ed errori scientifici, più volte manipolati e messi assieme a creare un racconto caotico e inconcludente.

    • Paolo M ha detto:

      E chi et lo ha detto, l’UAAR? Perchè non dici al prete che tutto ciò in cui DICE di credere (e che io riassumo in un unico nome, CRISTO) è una serie di “favole, inesattezze” ec.?

      • Don Giorgio ha detto:

        Tu non sai distinguere il contenente dal contenuto. La tua fede è meschina quanto il tuo cervello!

        • Dolgoruckij ha detto:

          Se tu fossi un po’ più umile, sapresti MOLTO meglio come il Concilio ha trattato la questione della storicità dei Vangeli (fondamento della Fede). Paolo VI in persona intervenne nella discussione conciliare facendo preparare una lettera il 17 ottobre 1965: chiedeva che il testo della Dei Verbum affermasse da un lato il triplice stadio – Gesù, gli apostoli, i redattori – che ha portato alla scrittura dei vangeli e dall’altro la fedeltà storica del Nuovo Testamento al “Gesù reale”, cioè STORICO. Il suggerimento del Papa fu accolto ed i padi conciliari si trovarono d’accordo nel dire che la chiesa “afferma senza esitazione la storicità dei Vangeli” (DEI VERBUM, 19). Leggiti gli atti conciliari e fatti un bagno gigantesco di umiltà, senza guardare i cervelli ben più sviluppati del tuo…

          • Don Giorgio ha detto:

            Le persone più pericolose nella Chiesa sono quelle stupide come te che non sanno valutare la storicità e i generi letterari. Andate avanti a far credere alla gente che la Bibbia vada presa tutta alla lettera. Che dici di Giona? che dici di Giobbe? che dici di Gesù che viene preso dal demonio e portato sul pinnacolo del tempio o in cima ad una alta montagna? Che dire poi del racconto della creazione? Nella Bibbia ci sono racconti che non vanno presi alla lettera. Non sono io a dire queste cose, ma gli esegeti più seri e più accreditati davanti alla Chiesa.

          • Dolgoruckij ha detto:

            Quindi Paolo VI non godrebbe di questi accrediti presso la Chiesa e Mancuso si? Questo qualifica te e la tua stupidità. Non ci vuole il tuo Genio” per ricordare che da OLTRE UN SECOLO l’esegesi cattolica UFFICIALE abbia ammonito (sulla scorta di Agostino, ma anche di molti autori della Scolastica) a pensare alla Bibbia come a un racconto VERO ma con una concezione della verità conforme al tempo (non erano storici), ma al contempo la stessa esegesi (e studiosi come Filippo Belli, O’ Callaghan, e gli stessi redattori della International review of biblical studies, tutti “pericolosi”) difende a spada tratta la storicità di TUTTI gli episodi narrati nel Vangelo, anzi alcuni parlano di RESOCONTI e qualcuno sostiene che siano stati scritti APPENA DOPO la Risurrezione. Oppure costoro non godono degli stessi accrediti mentre scribacchini come Pesce e Mancuso si? Vatti a ripassare la materia che ti dà lo stipendio, che ti conviene..finchè quello stipendio ci sarà….

          • tito lucrezio ha detto:

            Ma cos’è il Concilio e chi erano i suoi membri per decidere quai sono le verità.
            Torna il concetto che Vi siete costituiti ed esistete (ancora) per poter comandare il mondo. Senza di Voi ci sarebbero meno massacri

  6. GIANNI ha detto:

    Riprendendo il tema sotto una diversa chiave interpretativa e per rispondere anche ai commenti precedenti: i testi biblici, compreso il nuovo testamento, raccontano cose diverse, a partire dalle fondamenta del cristianesimo.
    Ma come possiamo sapere cosa vero e cosa no?
    Anche la nascita verginale di Gesù e la sua natura divina……
    Considerando anche i cosiddetti vangeli apocrifi, vari fatti sono confermati ed altri no.Secondo me è una questione di credo…
    del resto, anche credere in Cristo è questione di credo.
    La chiesa se l’è sbrigata dando valore ufficiale a certi testi e ad altri no, ma è solo una scelta.
    Tanto vale dare maggior risalto non a testi, ma a tavole astronomiche, come sono le effemeridi, ancora oggi considerate valide dalla moderna astronomia, ovviamente non per quanto riguarda i re magi, ma la posizione di pianeti ed astri a quell’epoca.
    Almeno su questi aspetti la scienza può validare o meno certe tesi, come poteva garantire che ad avere ragione fosse Galileo e non il sistema aristotelico-tolemaico.

  7. marcello ha detto:

    Sei magi sono esistiti o no e di conseguenza le reliquie: cosa cambia? datemi una risposta.

  8. Giuseppe ha detto:

    Ho sempre pensato che il culto delle reliquie sia una forma di superstizione, equiparabile alla fiducia che si può riporre in un amuleto, ma forse ancora più grave perché viene dato valore a resti di abiti, oggetti e addirittura di parti del corpo, che si ritiene siano appartenuti a coloro che ci hanno preceduto e adesso veneriamo come santi. Oltretutto, come se non fosse già abbastanza, ad aggravare questo culto blasfemo ( e il loro commercio) c’è “il mistero” da cui, spesso, è ammantato il loro ritrovamento e di conseguenza la mancanza di certezza che si tratti di cose che abbiano avuto realmente a che fare con santi o beati, oppure, peggio ancora, come nel caso dei magi, che le persone a cui facciano riferimento siano realmente esistite. I testi sacri sono ricchi di racconti ed esempi che servono ad abbellire e rendere più accettabile ed incisivo il messaggio che intendono trasmettere, a volte anche in forma poetica, ma quello che è fondamentale non è la forma dellla scrittura bensì la sostanza di ciò che ci insegna. L’errore sta nel prendere alla lettera ciò che si legge senza afferrarne il senso, come ad esempio fanno i testimoni di Geova e alcune sette delle numerose chiese protestanti. Perfino Gesù sapendo di avere a che fare con persone dalla “dura cervice” e, forse, anche un po’ prevenute, per farsi capire meglio usava le parabole, inventando situazioni che servivano d’esempio e da spiegazione ai suoi insegnamenti. A volte ho l’impressione che la chiesa non sia come l’ha voluta il Cristo, ma stia diventando sempre più a immagine e somiglianza dei suoi ministri più influenti e bigotti, trovando purtroppo con facilità chi si adegua all’andazzo, anche in buona fede. Provvidenzialmente, però, il padre celeste nella sua infinita misericordia, non si stanca di vegliare costantemente su questa umanità un po’ smarrita e piuttosto presuntuosa, intervenendo di tanto in tanto col suo spirito a rimediare ai nostri errori, anche se l’uomo è un animale cocciuto e testardo e propenso a perseverare nell’errore, nonostante sia stato creato a sua immagine.

  9. valentino ha detto:

    “I corpi dei defunti lasciamoli nella tomba, e casomai veneriamo il loro spirito profetico, o il loro ricordo, se se lo meritano”.

    appunto le reliquie )più o meno tarocche ci aiutano in questo

  10. GIANNI ha detto:

    Beh, magari ci sono persone che credono ai magi o comunque alla versione dominante.
    La realtà è che se passiamo dal piano del credere a quello del sapere, le cose sono molto diverse.
    Spesso, sopratutto se in riferimento a vicende, vere o immaginarie, legate ai tempi antichi, tutto si confonde.
    Religione, storia, ufologia, simbologia.
    In effetti, se consideriamo anche i vangeli apocrifi, troviamo altre testimonianze di detti magi.
    Chissà, forse un fondamento di realtà esiste, ma probabilmente non ha a che fare con re, ma con sacerdoti e con quanto indicato da antiche effemeridi babilonesi.
    La più probabile ricostruzione di cosa è realmente successo si trova qui:
    http://www.focus.it/cultura/storia/i-re-magi-sono-realmente-esistiti
    Spesso capita, infatti, che tra falsità assoluta e verità assoluta, cosa successo stia nel mezzo.
    Qualcosa successe, ma poi la mitologia ed il simbolismo lo alterarono nel corso dei millenni.
    Anche per questo, non è agevole distinguere tra realtà e fantasia.

    • Don Giorgio ha detto:

      In realtà la cosa è molto più semplice. È solo un midrash. Ogni altra ricostruzione è comica e ridicola, come quella dell’articolo citato.

      • Alberto ha detto:

        Don Giorgio
        Aspetto con interesse una tua risposta all’ultimo intervento di Golcoruckij
        Grazie