Tra Grillo e Salvini, chi è il più pagliaccio?

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Tra Grillo e Salvini, chi è il più pagliaccio?

di don Giorgio De Capitani
Una differenza c’è: Grillo “fa” il pagliaccio, Salvini “è” il pagliaccio. Sostanziale differenza.
Inoltre, Grillo è un comico fallito: lui ha voluto spegnere il suo genio artistico. Salvini politicamente parlando è nessuno: in lui non esiste neppure l’ombra del genio, è uno sgorbio politico.
In ogni caso, Grillo e Salvini sono accomunati dalla voglia matta di raccontar cazzate, di umiliare la dignità della democrazia, di esaltare i malumori per rovinare i poveri cristi, lasciandoli a metà tra promesse fasulle e depressioni senza speranza.
Grillo è sul viale del tramonto. Ha perso anche quel pudore che prima poteva ancora tenerlo a galla. Va a Genova, nella “sua” Genova, in motoretta, tra gente disperata, accusando gli altri, i soliti altri, su cui è facile scaricare responsabilità d’ogni tipo, buttando loro addosso altro fango.
Capita un terremoto, e subito si accusano gli altri. Quali altri? Gli altri!
Capita un’alluvione, e si incolpano gli altri. Chi? La politica!
Passano giorni, e tutto cade nel silenzio. La gente paga le conseguenze. Più nessuno ci pensa: le telecamere vanno altrove, là dove c’’è qualche altro dramma o delitto irrisolto. Solo per fare spettacolo. Tutto e sempre per fare spettacolo. La vedete la tv oppure no? Forse meglio non vederla, a me bastano pochi minuti per sapere ciò che la tv trasmette. Spettacolo, solo spettacolo: il dolore, la tragedia, i gialli erotici fanno sempre audience.
Salvini avrà detto qualcosa di “suo” anche sulle alluvioni. Forse no, forse era sul cesso a meditare sul maledetto euro. Aveva un’occasione buona per allearsi con Grillo che, al Circo Massimo, aveva lanciato un referendum abrogativo dell’euro. Accidenti! Porco mondo! Grillo ha rifiutato di stringergli la mano. Peccato! Avremmo vinto, pensava fra sé Salvini. Avremmo dato una batosta all’Europa maledetta.
Si sta avvicinando la festività di sant’Ambrogio, patrono di Milano. In questa occasione, ogni anno, il 7 di dicembre, vigilia, il Comune dà ad alcuni cittadini una onorificenza per valori civili. L’onorificenza consiste o in una medaglia d’oro o in un attestato di civica benemerenza.
Salvini ha avuto un lampo di genio. Era ancora sul water, e, essendo un po’ stitico, proprio non riusciva, ed ecco improvvisamente uscì dal sedere un’idea brillante: noi della Lega Nord proporremo Carlo Tavecchio come candidato per l’Ambrogino d’oro 2014. (Nota bene: per chi non lo sapesse, Tavecchio è l’attuale presidente della Federcalcio squalificato per sei mesi dalla Uefa per le sue frasi razziste). Matteo riuscì finalmente a fare ciò che doveva fare, poi prese un foglio (forse un pezzo di carta igienica), scrisse il nome del candidato, e lo inviò in Comune. Riuscirà il nostro eroe a realizzare il suo sogno?
Torniamo a Grillo: mentre va in motoretta per la sua Genova viene contesto da alcuni giovani che stavano spalando la “sua” città, da alcuni giorni, mentre lui il genovese doc si trovava a Roma, al Circo Massimo, a fare il più grande show della sua vita. Forse, benché tardi, capì di averla fatta grossa. Lui straparlava laggiù, e lassù la gente era in preda al panico. Diede ordini ben precisi: domani, tutti i parlamentari grillini a Genova a spalare! Chi li ha visti? Nessuno! E lui, il capo banda, arrivò in motocicletta, come fosse un capo reparto che controlla i propri dipendenti. Bravi! Così si fa! Ehi, tu, ragazzino, sei un po’ lento! Dàtti da fare! Lavora, perdinci! Arrivò una raffica di parole che ancora oggi Grillo se le sente bruciare dentro. Ma che dico? Quei ragazzi scherzavano!
Il nostro Salvini ora è seriamente preoccupato. Per l’ebola. Questi maledetti immigrati ce la porteranno in casa. E noi, leghisti, saremo i primi a crepare, contagiati da questi immondi che ce la faranno pagare!
No, Matteo, non temere, hai la pelle dura, come quella di un ippopotamo. E poi l’ebola, appena ti vedrà, fuggirà via, temendo lei di finire male.
E poi, siamo schietti, come faremo senza Salvini che nei momenti più tristi riesce sempre a tirarci su il morale?
Matteo, non mandarci in depressione. Fàtti sentire spesso. Così abbiamo un confronto e possiamo consolarci di essere diversi da te.               

4 Commenti

  1. Irene ha detto:

    Per me Grillo resterà sempre un pagliaccio

  2. Angela Pent ha detto:

    Matteo Salvini è un pagliaccio…….poverino a me fa un po’ pena

    • Piu’ che pena,fa :……,specialmenre quando bacia il rosario.Prendere gl’italiani per i fondelli è il suo mestiere.

      • Lanfranco consonni ha detto:

        A me più che pena continua a fare paura, ha un potere di diffondere cattiveria e odio ancora molto forte.
        Sono ancora molti, troppi, gli italiani che subiscono il suo contagio. Spero che nelle prossime elezioni regionali facciano effetto gli anticorpi diffusi dal cosiddetto movimento delle “sardine”