Merateonline sempre più giù! Altri tempi quando c’era Alberico…

brambilla1
di don Giorgio De Capitani
Signor Direttore di Merateonline,
Lei non poteva dare una risposta peggiore di quella che ha scritto al signor Dario Colombo. Non degna di un Direttore di Giornale che ha un certo peso nella nostra zona, essendo anche l’unico giornale online nel lecchese, e oltre. Già l’essersi troppo allargato, con tre diciamo edizioni (MerateOnline, CasateOnline e LeccoOline) non ha giovato alla qualità dell’informazione, spesso caotica e frammentaria. Chi troppo vuole…
Signor Direttore, forse Lei non riesce più a tenere a bada se stesso, auto-controllarsi, mantenere quell’equilibrio obiettivo che mi sembrava fosse la caratteristica del Suo giornale, fino a qualche tempo fa. Più di uno mi ha fatto notare che, via Alberico Fumagalli, qualcosa è venuto meno: il giornale ha perso autorevolezza, credibilità. Non è certo servito Marco Calvetti a riempire il vuoto. E dov’è Calvetti? Che cosa scrive di bello o di interessante? Quello sarebbe una grande firma?
Veniamo a noi. Che Lei sia di destra o di sinistra, politicamente parlando, mi interessa relativamente; mi interessa che a Lei stia a cuore la nostra zona, la cui storia non è fatta solo di cronache nere o rosa, ma anche di grandi pensieri (gli interventi dovrebbero avere questo scopo: elevare il tiro) che richiedono quell’andare oltre interessi campanilistici. Amare il proprio paese comporta una certa “carnalità”, come direbbe don Lorenzo Milani, ma spingendo lo sguardo oltre, sempre per il bene del proprio locale. Non mi pare di aver notato nei Suoi interventi sulle varie questioni dibattute nelle nostre zone, questa capacità di andare oltre le beghe locali. Sì, anche la gestione pubblica dell’acqua è diventata una bega campanilistica, e Lei è stato bravo, e continua ad esserlo, nel complicare le cose. A parte il fatto che il comune cittadino non ci ha ancora capito nulla di questa idiota diatriba – idiota per il modo con cui è stata condotta ed è ridotta – mi chiedo fin dove saprete portarla agli estremi. Ne abbiamo rotto le palle!
Continuo. I Suoi ultimi interventi sulla questione della fusione dei Comuni ha manifestato chiaramente la sua ideologia leghista. E per ideologia leghista intendo quella visuale gretta di preoccuparsi del proprio orticello. Amare sì il locale, ma con uno sguardo oltre. Qualcuno diceva: agire in piccolo pensare in grande.
A parte questo, ciò che non riesco ad accettare è il Suo voler a tutti i costi ficcare il naso in questioni che riguardano i paesi del circondario. Il Suo grande errore è l’aver buttato la questione fusione sì o fusione no dei Comuni su un piano ideologico, senza tener conto che ogni caso è a sé, e che ogni caso richiede conoscenza del territorio. Potrei capire, casomai, se fosse in gioco il Suo paese, ma che cosa Lei ne sa del territorio che riguarda Perego e Rovagnate? E che ne sa Lei del territorio che riguarda Cernusco, Osnago e Lomagna? E poi, non è una questione che riguarda i Comuni interessati e i cittadini? Che c’entra Lei di intervenire? Vorrebbe forse ridurre anche la questione della fusione come ha ridotto la questione della gestione pubblica dell’acqua? Ovvero, ad una telenovela?
Mi sto prendendo a cuore la fusione di Perego e di Rovagnate perché sono, contemporaneamente, di Perego e di Rovagnate.  Abito qui, e m’interessa il loro bene comune. Non dirò mai nulla sulla eventuale fusione degli altri Comuni. Non metterò il becco. Lei no, parla di fusione (a parte il termine tecnico che induce a degli equivoci) come se fosse la distruzione di ogni identità, di ogni cultura, di ogni tradizione, senza sapere ciò che Lei scrive. In questo caso, con la tipica “a-cultura” del leghista! 
E questa sarebbe un’offesa nei riguardi della Sua persona? Casomai, un dura critica nei riguardi del Suo metodo, poco obiettivo, di condurre un Giornale.
Questa poca obiettività la si nota ogni giorno. Se un lettore Le scrive una lettera, Lei che fa? La mette, anche giustamente, tra i FATTI DEL GIORNO. Se un tizio o un Gruppo politico, ribatte a questa lettera, Lei che fa? La mette in evidenza, mettendola tra GLI INTERVENTI. In base al principio, della propria discrezionalità interessata. Questo metodo lo chiamerei scorrettezza giornalistica.
Certo, Lei è libero di fare ciò che ritiene più opportuno. Ma fino a un certo punto: deve tener conto anche dei Suoi lettori.
Signor Direttore, non pensi che ce l’abbia solo con Lei. In questi giorni, ho anche altre difficoltà diciamo “di casa”. Due o tre gatti leghisti di Perego quasi quasi tengono in pugno un Comitato, quello del Sì alla fusione, che è partito troppo tardi, ed ora, con fare moscio, vorrebbe convincere quelli di Perego e di Rovagnate a uscire da un duro campanilismo. Mi ricordo com’erano le campagne elettorali dei tempi passati. Ci si confrontava a muso duro, anche perché sui vari fronti c’erano politici con le palle, e che non risparmiavano né tempo né energie. Ci credevano! Oggi si preferisce l’accomodamento, il savoir-faire, non urtarsi troppo, usare i guanti, misurare le parole. Questi giovincelli pensano che le polemiche portino male, che irritino gli animi, che scatenino le forze malefiche. Un tempo i nostri saggi politici sapevano che bisognava far uscire il marcio, che, se si tiene nascosto, riserverà poi delle sorprese imprevedibili. No, oggi si ha paura di scendere sul campo di battaglia. Con il minimo sforzo, si crede di ottenere il massimo rendimento. 
Non so come sarà l’esito del referendum di domenica 30 novembre. In ogni caso, sia che vinca il sì sia che vinca il no, il mio istinto sarà quello di mandare tutti a quel paese. Magari non lo farò. Nel caso in cui vincessero i no, Perego andrà al commissariamento, Rovagnate dovrà rimettere il suo mandato. Nel caso in cui vincessero i sì, i giochi si riapriranno, e ci sarà bisogno di ancor più chiarezza e determinazione sul futuro del nuovo unico Comune. E bisognerà tirar fuori le energie migliori.     

1 Commento

  1. GIANNI ha detto:

    Interessante l’intervento di Colombo.
    Interessanti anche le cose che non sapevo, ad esempio sul commissariamento.
    Quanto alle opposte idee, condivido appieno proprio quanto lo stesso Colombo dice.
    Si dia chiarezza e concretezza a temi che, diversamente, rischiano solo di essere mal compresi, anzi, fraintesi, dai cittadini.
    In generale, comunque, io sarò anche un po’ arretrato, ma sono sempre più convinto, almeno in generale, che aver costituito troppe autonomie abbia creato più problemi che altro,
    non fosse che per una questione economica.
    Mi sta bene la cultura locale, anche l’individualità di certe realtà-E sono il primo a dire che l’Italia è un paese a macchia di leopardo, ma questo non può tradursi in sterile companilismo.
    A maggior ragione, poi, se l’esito del no sarebbe un commissariamento.
    Peraltro, che senso ha voler tenere in piedi un’autonomia amministrativa che poi, confermata come tale, comunque di fatto viene meno perchè non ci sono più fondi?
    A me sembra solo buon senso votare per il SI, poi sbaglierò anche, ma mi sembra, da quello che ho capito, che i comuni in questione siano troppo piccoli, per continuare a tenersi in piedi autonomamente.
    Comunque sia, i miei migliori auguri di un futuro almeno…non dico felice, ma sereno a tutti i cittadini di entrambi.