Il Direttore e le rivelazioni divine

claudio
di don Giorgio De Capitani
Non posso sempre fingere, dicendo: «Mi hanno riferito che…». Ogni giorno apro Merateonline, così come del resto faccio per altri giornali online. Di destra, di sinistra o di centro. Non vorrei essere accusato di sapere le cose, da fonti indirette. Però, sono sincero. Tra le tante sciocche notizie, mi soffermo su qualche titolo, e se riguarda l’acqua o la fusione dei Comuni, mi diverto subito a pensare, senza per forza dover leggere l’articolo: “Questo direttore non riesce proprio a essere obiettivo, non ce la fa proprio, gli piace compiacersi di pregiudizi ridicoli”. Per non parlare poi della gestione dell’acqua pubblica, e qui altra conferma di ciò che sto per dire.
Ed eccolo, un giorno sì un giorno sì, sfornare con sicumera articoli come rivelazioni divine, comunicare da illuminato buddista ai suoi lettori il verbo celeste, ma con quale effetto? Succede che, quando la gente comune prende finalmente tra le mani la propria testa, ovvero riflette, allora non c’è direttore di giornale che tenga, allora neppure le proprie credenze politiche la convincono a decidere in modo insano. E i cittadini, senza tante elucubrazioni, capiscono se bisogna scegliere una cosa o un’altra. È successo a Perego e a Rovagnate, dove hanno scelto la fusione, nonostante le intrusioni “indebite” del direttore di Merateonline. Sì, indebite, perché inopportune e giornalisticamente scorrette.
Ma dirgli che ha sbagliato, e che tuttora sbaglia a “intromettersi” in faccende che riguardano i paesi e le amministrazioni interessate, è come parlare al vento. Quando uno è “fissato” in una idea, è difficile toglierla dalla testa. La mia domanda, comunque, è questa: Perché è così fissato in “quella” idea?
Sinceramente, non sono ancora riuscito a capire le vere ragioni della “fissazione”, anche se – così almeno sembra (non  leggo oltre le prime due righe i suoi logorroici articoli) – il direttore tenta talora di spiegarle arrampicandosi sui vetri. E naturalmente tira sempre in ballo quell’”infame” governo dell’”infame” Renzi, e tante altre ragioni che stanno in piedi solo come le ragioni di chi sostiene che gli asini possano volare. Probabilmente sì, secondo l’acume del direttore.
Ma, a parte questo, ciò che mi fa veramente divertire è vedere numerosi sindaci della zona inchinarsi alle illuminazioni del direttore. Quasi succubi, quasi impotenti, quasi vittime di un complesso di inferiorità. Non faccio nomi, perché oggi vedi genuflesso questo sindaco, domani ne vedi un altro, in un alternarsi pauroso che mi fa proprio dire: o il direttore è davvero un guru, oppure questi sindaci sono veramente delle pecore!
Il mio invito ai sindaci e alle amministrazioni locali è questo: riflettete con la vostra testa, senza farvi condizionare dalle fissazioni ideologiche dei giornali locali (lo sapete benissimo da che parte stanno, politicamente parlando!). Non credo che, come la pensa il direttore di Merateonline, voi siate tutti incoscienti e condizionati dal vostro partito. Dovete valutare sul posto le vostre scelte. Sul posto significa che le scelte devono riguardare il bene comune dei vostri paesi, e non le fissazioni di qualche demagogo con il chiodo fisso di essere tanto illuminato da giudicare tutta la Brianza, e anche l’Italia intera, compreso il globo terrestre, e chissà magari il regno di Dio!
Ho lottato, e lotterò ancora per il mio paese, e non ho la presunzione di consigliare i sindaci di Osnago e di Cernusco su ciò che è bene o su ciò che è male per i loro Comuni. Se lo facessi, oltre che stupido perché ignorante, sarei presuntuoso e scorretto.
Signor direttore, continua pure nel tuo metodo “insano”. Non farai che confermare il giudizio dei lettori, forse più di uno: “Che sta succedendo? Il direttore di Merateonline ha perso la testa?”.  E altri: “Non c’è più differenza tra Merateonline e il Giornale di Merate”.  E poi ci lamentiamo che la cultura brianzola è quella che è? Meno male che i brianzoli sono pratici soprattutto quando sono chiamati a scegliere per il bene del loro paese.

2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Caro don Giorgio, come tu mi insegni la stampa è uno strumento molto potente. Basti pensare che concorre in maniera determinante alla formazione dell’opinione pubblica e che, nonostante la varietà e la molteplicità dei mezzi di comunicazione, rimane il veicolo principale per la trasmissione delle notizie. Anche perché ormai gran parte delle testate giornalistiche si servono di quei mezzi per renderne più capillare la diffusione. Per questo motivo un’informazione corretta è fondamentale per una società che abbia voglia di crescere e si prefigga come scopo il bene comune, ma esiste realmente una informazione corretta, o si tratta solo di un’utopia irrealizzabile, una sorta di leggenda paragonabile all’araba fenice? Francamente sono piuttosto perplesso al riguardo, e ho l’impressione che anche il giornalista più corretto e coscienzioso sia propenso a servirsi della stampa per raccontare la propria verità, che raramente coincide con la realtà dei fatti. Senza considerare oltretutto che esistono giornali creati apposta con l’intento di scavare nel torbido, diffondere pettegolezzi e curiosità, senza curarsi troppo di verificare le fonti, infischiandosene delle conseguenze. Mi viene spontanea una domanda, a cui mi piacerebbe che chi legge rispondesse con la massima sincerità: «se Berlusconi non fosse stato il proprietario e l’editore di numerose reti televisive e testate giornalistiche, avrebbe avuto lo stesso successo? E il consenso conseguito sarebbe durato così a lungo?»

  2. GIANNI ha detto:

    Tanto, penso che ogni sindaco farà quel di cui è convinto, senza giornali e giornalisti a condizionarlo.
    Da quelle parti pare ci siano molti leghisti,ma, ad esempio, anche la gente ha scelto la fusione, ed i sindaci devono tener conto dei loro elettori, anche nei referendum, oppure dei giornali?
    Io credo degli elettori, che non hanno votato per l’isolamento.
    Anche perchè si sarebbe rischiato il commissariamento.