Ciellini, sempre più giù…

carron cl
Ciellini, riflettete!
Non basta recarvi al confessionale. Troppo comodo!
Ormai il vostro Movimento è fallito!
Tornate ad essere “normali”: non siete più i prediletti.
E non bastano neppure l’ingenuità, la buona fede, la santità personale.
Siete alla deriva come Movimento, e allora… tornate a casa. Nella casa comune, che è l’Umanità, dove si è tutti fratelli, perciò senza supremazia per cultura, etnia, religione, ecc.
La vera rigenerazione sta nel tornare alle sorgenti dell’Umanità.

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da la Repubblica

Julian Carron:

“Un’enorme delusione ma Cl è agli antipodi”

Siamo peccatori come tutti, ma sono certo che nessuno del movimento giustifichi quegli atteggiamenti
di PAOLO RODARI
11 giugno 2015
ROMA. “La delusione è cocente. L’ideale del movimento di Comunione e Liberazione è agli antipodi della corruzione che sta emergendo nell’inchiesta su Mafia Capitale. E vedere che fra gli indagati ci sono persone del movimento è per tutti noi motivo di profondo dispiacere”.
Tre anni dopo la lettera a Repubblica in cui espresse un “dolore indicibile ” per ciò che “abbiamo fatto della grazia che abbiamo ricevuto” (allora alcuni esponenti politici della Regione Lombardia legati a Cl erano accusati di malaffare), don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Cl, sente il dovere di intervenire ancora: nell’inchiesta, infatti, a finire nelle intercettazioni è la cooperativa La Cascina, di cui alcuni esponenti fanno parte del movimento.
Don Carrón, la storia si ripete?
“Lasciamo che la magistratura faccia il suo corso. Gli accertamenti giudiziari verificheranno la fondatezza o meno delle accuse, ma già solo la possibilità che un’opera di carità e accoglienza a persone tanto disperate possa essere sporcata da attività di corruzione e speculazione personale rappresenta una deriva inaccettabile e un vulnus alla sostanza stessa della carità e dell’amore cristiano. Papa Francesco nei suoi interventi sulla corruzione richiama a “non riporre la nostra speranza nei soldi, nel potere”.
L’indagine ipotizza tangenti pagate dal gruppo La Cascina per l’aggiudicazione dei servizi al centro di accoglienza profughi Cara di Mineo.
“Qualora venissero accertati, i fatti sono di una gravità inaudita, da condannare senza riserve, chiunque li abbia commessi, non solo per la pervasività e le dimensioni della corruzione e di abuso di denaro pubblico che sembrano emergere dall’indagine, ma soprattutto perché le persone coinvolte avrebbero approfittato dei più deboli”.
Vien da chiedersi a cosa educhi Cl.
“Il movimento educa a una concezione di carità che è esattamente agli antipodi rispetto ai comportamenti riferiti dalle cronache in questi giorni. Cl propone a chiunque, ragazzi, studenti e adulti, gesti di carità proprio per educare le persone a dedicare gratuitamente del tempo per sostenere più deboli, poveri, anziani, malati, studenti in difficoltà, handicappati, immigrati… Forse proprio per questo eventuali errori di appartenenti a Cl assumono un clamore maggiore perché contrastano con la proposta del movimento e dunque suscitano un senso di delusione in tanti che ci conoscono”.
Ma perché secondo lei il nome di Cl emerge talvolta dove alberga il malaffare?
“Siamo peccatori come tutti, ma sono certo che nessuno che si sia formato nel movimento e che appartenga a Cl potrebbe anche solo lontanamente immaginare che sfruttare a proprio vantaggio la carità sia un comportamento giustificabile. Noi vogliamo educare adulti alla la loro responsabilità per il bene di tutti. Ma in questo non c’è niente di meccanico, perché tutta la nostra proposta è offerta alla libertà della persona, che può accettarla e seguirla o rifiutarla e seguire i propri progetti e interessi”.
Sta dicendo che un conto è l’appartenenza al movimento, un altro è l’attività personale?
“La responsabilità di un’opera è di chi la fa. Cl non entra nella modalità con cui un suo aderente decide di fare qualcosa nella società, così come non entra nella gestione di un’opera, che è in tutto responsabilità di chi la fa. Devo però constatare che spesso qualunque cosa faccia un aderente a Cl, questa è sempre attribuita direttamente al movimento. Cl mantiene sempre una irrevocabile distanza critica, oltre che dalla politica, anche dalle opere fatte da suoi aderenti”.
Come, allora, da un’appartenenza vissuta come tensione ideale si può arrivare a certe degenerazioni?
“È una domanda che mi sono fatto spesso. A volte è per un crollo della tensione ideale; altre volte, nel tentativo di rispondere al bisogno così sterminato che vediamo intorno a noi, si arriva a pensare che una intenzione buona possa giustificare tutto”.
Ma allora che cosa rende possibile non soccombere alla tentazione della corruzione?
“Tutti sappiamo che non basta il nostro sforzo. L’unica possibilità è avere un tesoro più grande che soddisfi di più delle briciole del potere. È solo una sovrabbondanza sperimentata e vissuta che consentirà questa vittoria”.

 

10 Commenti

  1. Luca ha detto:

    Eppure, a me sembra che la lealtà e la sincerità di don Carrón siano una apprezzabilissima eccezione nell’attuale panorama pubblico italiano.
    Per questo lo ammiro.

    • Don Giorgio ha detto:

      Bravo! Tu hai capito tutto! Se fosse onesto, dovrebbe sciogliere Cl e partire da zero, ovvero dal Vangelo radicale, senza fondare altri Movimenti che finora hanno creato solo problemi, generando marciume e disonestà.

      • Salus ha detto:

        Allora don Giorgio perché non sciogli anche tu il tuo sito, il tuo blog e il tuo ‘movimento’ di pensiero e non torni anche tu nella comune casa dell’umanità? non ti sembra che anche volte ricadi anche tu in certe logiche violente e settarie?

        • Don Giorgio ha detto:

          Non sono un porco affarista alla stregua dei corrotti ciellini!

        • Salus ha detto:

          Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? 42 Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

  2. Giuseppe ha detto:

    Peccare è umano, perseverare è diabolico. Capisco che il reverendo Carron senta il bisogno di difendere il movimento a cui appartiene e -almeno in parte- giustificarlo, ma come mai quando emergono episodi di corruzione e di malversazione, c’è sempre qualche illustre ciellino di mezzo? Una coincidenza sciagurata e fortuita? Qualcuno sostiene che le coincidenze non esistono, ma anche se così non fosse ci sarebbe ugualmente da chiedersi cosa insegnano a CL e a cosa serva un’istituzione di questo tipo. Non ci si può accontentare delle risposte di don Julian, del resto alquanto scontate, perché non sono esaurienti e non spiegano affatto come tutto questo possa accadere. Ho l’impressione che la realtà sia ben diversa e che qualsiasi iniziativa, anche se animata dalle migliori intenzioni e fatta sorgere in perfetta buona fede, nel momento in cui diventa un’impresa e deve gestire del denaro, viene contaminata e finisce nelle grinfie di chi è maggiormente disposto a mettere al primo posto i propri interessi e il proprio portafoglio, anziché agire nell’interesse comune e perseguire gli scopi ispiratori del movimento. Perfino i francescani che da sempre, sull’esempio del loro fondatore, predicano e praticano la povertà hanno avuto i loro momenti di defaillance e, ogni tanto sono stati costretti a liberarsi di qualche mela marcia. Del resto le parole di Gesù Cristo sono chiare, non si possono seguire due padroni e, oltretutto se uno di questi è la ricchezza fatta di beni materiali e di forzieri ben muniti, è pressoché inevitabile che la fragilità umana si lasci andare ai piaceri mondani. Se a tutto ciò aggiungiamo quel la buona dose di arroganza e di condiscendenza verso gli altri, tipica di chi si sente un privilegiato o un “prescelto”, il quadro è completo!

  3. GIANNI ha detto:

    Ad un certo punto dell’intervista Carron dice di essersi domandato come possano verificarsi certe degenerazioni.
    Come a stupirsi.
    Io non mi stupisco affatto, e non solo nel caso di CL.
    La domanda non me la pongo, perchè per me è evidente una cosa.
    Esistono organizzazioni, associazioni, enti, gruppi, istituzioni, e quant’altro.
    Ma cosa o chi impedisce a qualcuno, che ne faccia parte, di approfittarne per i propri scopi, eventualmente anche commettendo reati?
    Anche si trattasse della più onesta associazione del mondo, non è detto che un singolo vi si sia iscritto per perseguire i fini dell’organizzazione, invece dei propri.
    La cosa è evidente a tal punto, che perfino certe fattispecie di reato tengono in considerazione il fenomeno.
    Si pensi, ad esempio, all’abuso in atti d’ufficio.
    La norma parla di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che abusano dei loro poteri.
    Il legislatore, quindi, non ritiene che la causa della disonestà sia, in quanto tale, la qualifica assunta, ma che questa possa divenire occasione per….
    Nel caso di CL, personalmente, non penso che la questione dipenda da un qualche recondito o criptico messaggio riconducibile a qualcuno o qualcosa, in particolare a don Giussani, ma ad un’altra circostanza molto più semplice.
    CL è divenuto un movimento politicamente rilevante e, come tale, spesso inserito nelle leve del potere.
    Questo rende l’uomo ladro, e immagino che se altri movimenti, invece di CL, avessero avuto lo stesso potere, la cosa non sarebbe molto diversa.
    Insomma, a mio avviso esiste una certa percentuale di persone che sfruttano l’occasione per i propri fini, anche commettendo reati.
    E CL non fa eccezione.
    Che si tratti, ripeto, di partiti, di associazioni, di posizioni di potere, poco importa.
    Se esiste una possibilità di arrivare a certe leve di comando, come dice un antico detto, mai smentito, l’occasione fa l’uomo ladro.