Movimenti di potere o movimenti di idee?
di don Giorgio De Capitani
Più di una volta sono stato invitato a promuovere il sorgere di un nuovo movimento politico come se tutti quelli esistenti non bastassero a soddisfare le esigenze di un Paese ormai alla deriva. Che ci sia un vuoto diciamo istituzionale e che non si vedano soluzioni immediate o vie d’uscita, non è solo una mia opinione. Il malumore c’è, ed è generale. Ma è l’idea di fondo che spinge a desiderare di creare qualcosa di nuovo, un movimento diverso dagli altri, che mi spaventa: si vorrebbe, in poche parole, togliere il potere dalle mani di chi riteniamo incompetente o addirittura criminoso e fallimentare, e impossessarsene, senza tener conto che il potere in sé toglie poi lucidità e saggezza: quella lucidità di giudizio e quella saggezza politica che sembrano fortemente ispirare quando si è ancora minoranza, ovvero dalla parte di chi contesta il potere dominante.
Cercherò di essere chiaro, pur sintetizzando il mio pensiero. Che ci sia qualcuno che si prenda il potere e ci governi, non possiamo non accettarlo: altrimenti cadremmo nell’anarchia, o in quell’utopia che, pur affascinante, sarà sempre un ideale irraggiungibile. Se questa è la realtà, ovvero che ci deve essere chi comanda e detta norme in vista del bene comune, ciò tuttavia non toglie il diritto di critica, sempre in vista del miglior bene comune. Banalmente traduciamo così: ci deve essere una maggioranza, e ci deve essere una minoranza. Non è detto che la maggioranza abbia sempre ragione, e non è detto che la minoranza debba sentirsi impotente. La minoranza ha un vantaggio in più della maggioranza: non è stretta dal potere, e può vedere la realtà con gli occhi più lucidi e più saggi. Nel nostro Paese, e nei nostri piccoli comuni non si è ancora capito l’importanza che può avere la minoranza. Chi perde le elezioni, si sente subito uno sconfitto, e si rassegna: addirittura capita che, più di uno, passato un mese dalla sconfitta elettorale, rassegni le proprie dimissioni. Cerco di far capire che il lavoro della minoranza in un comune è prezioso, fondamentale alla stessa democrazia.
Dico di più. Con le mie idee, con le mie convinzioni, non andrei mai al potere, anche se lo potessi. Ritengo più utile stare dalla parte della minoranza. Mi sento più libero, più propositivo, più pungente in vista del meglio. Chi sta al potere, non vede la realtà come posso vederla io che sto dalla parte opposta.
E allora? Perché quella smania di creare nuovi movimenti politici in vista del potere? La Lega, ad esempio, non sarebbe fallita, se fosse stata al suo posto, ovvero minoranza. Invece ha voluto compromettersi col potere, e col potere più marcio. Perché il Movimento 5Stelle di Beppe Grillo vuole puntare al potere? Farà la stessa fine della Lega. Forse è già fallito in partenza.
Occorre, oggi, soprattutto in Italia, creare sì dei Movimenti, socio-politici e culturali, ma che rimangano però solo movimenti di idee, di proposte, di provocazioni, di riflessioni, senza voler andare per forza sul carro dei vincitori.
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per chiarire la tua posizione era sufficiente dire: non vado al potere perchè è molto più facile stare seduto davanti alla tv o al pc e criticare gli errori degli altri piuttosto che provare a fare qualcosa…ah caro don, quanti ne ho visti come te..e di nessuno ricordiamo i nomi..saluti e baci
Quanto si vede che non sai né leggere né capire, l’Italia è piena di gente come te, analfabeta!
Caro Andrea, un certo Don Milani scriveva che la politica deve essere al servizio del popolo! Credo che Don Giorgio volesse, collegarsi a ciò, se la politica e’ potere, e di conseguenza viene snaturata della sua essenza piú sacra: al servizio …del popolo,be’ allora anche Io mi tiro fuori. Preferisco fare informazione e cultura partendo dai miei figli fino agli amici piú vicini. Credo che la politica come e’ oggi risulta essere una semplice e pura porcata! Sogno e spero per i miei figli, un futuro migliore ! Io nel mio piccolo lotto per questo, fornendo loro gli strumenti per discernere ciò che buono da ciò che e’ male. Saluti