Le “vergogne” di Formigoni senza slip

 

di don Giorgio De Capitani
 

Roberto Formigoni, l’inossidabile governatore della Lombardia, il pontifex maximus di Comunione e liberazione e lo scaltro manovratore della finanza milanese, è sull’orlo di una crisi di nervi, ma lo Spirito santo non lo lascia ancora: lo sta reggendo per buttarlo definitivamente nella cloaca romana. Sì, perché lui, l’intoccabile  come un mafioso, punta decisamente in alto: fino al Colle, passando prima a saggiare l’ebbrezza di essere capo di governo, in attesa che arrivi sul soglio pontificio l’altro ciellino. E così Stato e Chiesa, in una nuova era costantiniana, potranno baciarsi, unirsi, in un coito da far impazzire di gioia il mondo infernale. Succederà? Mai mettere limiti alla degenerazione di una religione che sembra ogni giorno tentare Dio nella sua infinita pazienza.

La triste recente vicenda di Renata Polverini, la donna vestita di bianco, che è riuscita a fare nel Lazio ciò che nessun altro politico aveva fatto, non dovrebbe insegnarci qualcosa? Ovvero che se certe cose succedono, le cose più schifose, è anche perché manca la contrapposizione dei giusti, degli onesti, dei veri democratici? Dove sono? Se ci fossero, perché non agiscono, restano immobili, quasi complici e conniventi dell’osceno imperversare di politicanti bastardi? Perché lasciano fare? Nessuno vede, nessuno sente, nessuno sa. Omertà imperdonabile!

La Polverini, nella campagna elettorale che l’aveva vista in lotta con Emma Bonino, era stata sostenuta dalla gerarchia vaticana, che non vedeva di buon occhio l’esponente radicale. E ora Bagnasco e company salvano la faccia condannando il marciume di una politica che, loro, quelli del Vaticano, non hanno fatto altro che sostenere: vedi il caso emblematico “Silvio Berlusconi”.

Nella Lombardia formigoniana e ciellina, la situazione politica è ancora peggiore di quella del Lazio. Sì, peggiore! Qui, da noi, nel cuore del Nord laborioso, neppure la Lega ha tenuto, nonostante fosse riuscita a radicarsi nella terra padana, ma la zizzania ciellina è dura a morire, forse perché i buoni cristiani milanesi sono fedeli alle parole di Cristo che in una parabola invitava a non sradicare subito la zizzania per paura di sradicare anche il buon grano. Forse il problema è un altro: la zizzania ciellina è così diabolica da vestirsi di buon grano, e la gente non riesce a capire l’inganno. Questo spiega la cecità di quelle migliaia e migliaia di fondamentalisti ciellini che neppure davanti alle troiate del loro leader aprono gli occhi.

I giusti, gli onesti, i veri democratici perché tacciono? Sì, talora urlano, fanno qualche scenata, ma ciò non basta a interrompere il predominio di un governatore che sa usare i guanti per uccidere la democrazia, non parliamo poi della religione che avrebbe bisogno di tutta l’ira di Dio per farlo precipitare all’inferno.

Sto assistendo, con grande soddisfazione, davanti al fiume al passaggio dei cadaveri: prima Berlusconi, poi la Lega, e ora il Pdl. Arriverà anche il turno di Formigoni e della Banda dei finanzieri ciellini? Presto, molto presto! 

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5 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Conoscendo la situazione del Lazio non ho potuto fare a meno di esultare quando i nodi dell’allegra brigata della Pisana sono venuti al pettine. La sora Renata che non era nessuno come sindacalista, adesso che è riuscita a farsi conoscere, avrebbe probabilmente preferito restare nell’anonimato. Il Celeste invece lo conosciamo tutti, sappiamo che pasta d’uomo sia e come sia capace di nascondere emozioni e stati d’animo dietro la maschera imperturbabile che si è costruito. Se anche, per assurdo, dovessimo scoprire che sia innocente come una mammoletta di ciò di cui viene accusato, non potremmo ugualmente fare a meno di biasimarlo (e condannarlo), se non altro per aver tentato di trasformare la carica di presidente della Lombardia in un potere personale, che ha tutte le caratteristiche della monarchia assoluta.

  2. germano ha detto:

    Magari, don,
    Berlusconi fosse in “versione cadavere (politicamente s’intende) che passa sul fiume” : lui è ancora lì ed aspetta. E’un caso che il “buon” Monti l’abbia definito il più fidato/corretto dei suoi sostenitori o giù di lì ?
    Riguardo i “giusti, gli onesti, i veri democratici perchè tacciono ?…” ti consiglio di guardare lo “scontro” nella trasmissione di ieri di Agorà tra Forminchioni, pardon Formigoni e Barbacetto e ad esempio la “denuncia quasi quotidiana” del “fatto”, ma non solo. Questo a livello mediatico nazionale. Mentre a livello di tutti noi : ad ognuno i propri strumenti per lottare contro il malcostume dilagante, ma anche contro l’iniquità di questa classe dirigente e di questo sistema economico-sociale.

  3. diogene ha detto:

    … le tue parole e la tua rabbia hanno il rumore ed il sapore delle frustate ai mercanti di Gesù nel tempio.

    Bravo don Giorgio!

  4. carlo ha detto:

    Che caro ministro di Dio sei don giorgio, con quanta passione e testimonianza amorosa giudichi i peccatori, tuoi simili. Che umiltà fuorisce dal tuo cuore, che esempio di carità Cristiana trasuda il tuo animo, si vede e si intuisce di come ti esprimi, che Dio ti ha tolto il cuore di pietra e ti ha donato un cuore di carne. Sei un esempio di come un ministro, scelto da Dio, deve testimoniare , sulla sua pelle, la Misericordia che Gesù usa nel dare giudizi verso le sue creature. Sei paziente, non porti rancore, non trasmetti astio e con grande tua gioia,aspetti che i cadaveri dei tuoi nemici ti passano dinanzi. Che aorevolo discepolo del maesro. Sono sicuro che , quando sarà, più tardi possibile,il trapasso all’altro mondo, Dio ti concederà la stessa paga con la quale tu giudichi il prossimo. Con reverenza all’abito? che porta la saluto.

  5. max ha detto:

    per rispetto della verità vorei dire,senza entrare nei dettagli della questione che ho letto in questi giorni che regioni come il lazio, la basilicata e la sicilia costano ad ogni contribuente più di 200 /250 € l’anno. la lombadia che per alcuni aspetti offre servizi migliori costa ad ogni lombardo 12 € (dodici euro direi che è una cifra ragionevole)