Grazie don Benjamin, e tanti auguri per la tua nuova destinazione!
Ogni prete ha la sua storia, le sue avventure e disavventure. Ha il suo carattere, il suo modo di fare, le sue idee, le sue convinzioni: nel campo della fede, nel campo della pastorale e anche nel campo politico. Solitamente le sue destinazioni sono molteplici: ogni comunità assegnata diventa, anche se temporaneamente, la sua. Qui semina, qui lavora, qui soffre, qui realizza in parte il sogno di Dio.
Mi pare che sia doveroso al termine della esperienza pastorale del suo prete che la comunità riconosca il beneficio di aver avuto un punto di riferimento, uno che si è dato per il bene del paese, dei suoi ragazzi, della gente in genere.
Quando un prete è destinato altrove, la comunità reagisce in modi differenti. Certo, dipende anche dal modo con cui il suo prete è trasferito. Ciò non toglie che, anche al termine normale di un mandato, ci sia almeno un segno di riconoscenza. La gente è strana: si ribella agli ordini dei superiori in modo scriteriato, e rimane indifferente davanti ad un normale avvicendamento.
Da lunedì don Benjamin lascerà la comunità di Santa Maria, per la sua nuova destinazione, a Dairago. Non mi pare giusto che se ne vada tra la nostra indifferenza e forse la soddisfazione di chi aveva il dovere di stare accanto ai suoi preti: con più comprensione, accoglienza, apertura, dialogo. E questo fa male in ogni caso. E questo dovrebbe farci riflettere. Talora il problema non siamo noi preti diciamo d’aiuto in una comunità pastorale. Una volta dicevano: se manca la figura del padre o della madre in una casa, manca tutto. Il problema non sta nel cambiare i preti collaboratori, forse il problema è ridare un nuovo cuore pulsante perché la nostra comunità pastorale possa veramente decollare. Nell’armonia dei suoi preti, che però non devono essere omologati ma rivalutati nelle reali possibilità di ciascuno di puntare al meglio.
Grazie, don Benjamin, anche a nome della Comunità pastorale e della Comunità di Monte. Anche a nome mio. A parte qualche screzio, inevitabile come in ogni buona famiglia, ti ringrazio per la confidenza e per la fiducia che hai posto nella mia persona.
E auguri sinceri per il tuo nuovo ministero pastorale! Te ne vai rammaricato, ma nello stesso tempo anche contento di uscire da una situazione ormai insopportabile.
don Giorgio De Capitani

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