Verme schifoso, braccato dal nulla di se stesso!

 

di don Giorgio De Capitani

Lo so che, insistendo troppo da una parte nel denunciare le porcate dei politici italiani e l’assenza di veri politici alternativi, e dall’altra nello stimolare l’apatia di un Paese che, ormai alla deriva, si aggrappa a qualche rottame (vedi Grillo o Renzi), si finisce per sembrare solo catastrofisti, facendo la stessa cosa di quanti (vedi Grillo o Renzi) non sanno fare altro che contestare tutto ciò che è contestabile, ovvero tutto l’esistente senza proporre nessun ideale, oltre a promesse parlate o urlate ma sempre illusorie.

Sono invece convinto che, se il nostro Paese, nonostante tutto, continua a resistere all’urto del marciume imperante, è perché c’è ancora gente che, di giorno in giorno, si aggrappa a qualche speranza, anche per la sua caparbia capacità di credere nel bene e di viverlo nel quotidiano più ostinato.

Nonostante gli scandali quotidiani di una classe dirigente sempre più vittima di un perverso gioco al massacro, nonostante i ladri di professione, legalizzati da leggi ad personam, nonostante i farabutti “onorevoli”, nonostante una gerarchia ecclesiastica che, a parte qualche buona intenzione, non può e non vuole fare a meno di stare all’ombra di protettori potenti, il popolo italiano più sano semina e lavora, tra tanta pazienza e lunghe attese, sperando in un futuro migliore.

In questo io credo, e questo rimane, anche se la mia missione di salvare la giustizia e di toglierla dagli artigli dei farabutti mi impone di stanare il male, proprio per difendere il popolo degli onesti.

Se me la prendo con il capo dei corrotti e dei corruttori, non è perché ho con lui dei conti in sospeso. Non è per antipatia viscerale. Non è perché, politicamente, sto sull’altra sponda. Non riesco proprio a far finta di nulla, per evitare di dare importanza ad un pezzo di merda. Il problema è che questo verme schifoso ha inquinato la mente degli italiani, e oggi, ormai con un piede nella tomba, vorrebbe prima di sparire nell’inferno infliggere ancora un duro colpo alla democrazia. Lui odia la democrazia. Come potrebbe sopportarla?

Da quel poco che son riuscito a sentire durante le sue ultime interviste, è apparso come un drogato. In realtà, si è sempre iniettato droghe nel cervello, ma anni fa le apparenze potevano ingannare anche il cielo. Con il suo delirio d’onnipotenza che lo portava a circondarsi di donnette facili, riusciva a tenersi in buon stato di erezione mentale. Ora si è afflosciato. Crede di essere ancora qualcuno, ma la sua impotenza lo sta distruggendo. Non c’è bisogno che qualcuno lo rottami. Ma il Padre Eterno se ne guarda bene dal prenderselo con sé. Farebbe scappare tutti i dannati dall’inferno. Perché l’Onnipotente non svuota l’inferno, e lo mette da solo a governare il regno dei dannati? Lì potrebbe dire tutte le menzogne che vuole.

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6 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Se non avessimo neanche un filo di speranza non saremmo nemmeno degni di essere chiamati uomini. Il mondo è malato da sempre perché spesso l’umanità dimentica di avere quel soffio di divino che la distingue dagli altri esseri viventi, ma non per questo bisogna arrendersi a chi strilla più forte, anche perché spesso lo fa per nascondere le proprie nefandezze o si sente al di sopra del giudizio degli uomini e perfino di Dio. Socialmente e politicamente trovo insensato (se non addirittura assurdo) schierarsi dalla parte dei privilegi, della conservazione dello statu quo, del benessere di qualcuno dimenticando (o disprezzando) il resto delle persone. L’unica possibilità che abbiamo per costruire un mondo più giusto e meno squilibrato è schierarsi dalla parte dei riformisti e di chi vuole abbattere le barriere sociali e gli steccati ideologici e religiosi. Il problema è trovare delle persone perbene e disposte a sacrificarsi per il bene comune.

  2. Paolo ha detto:

    Penso che sia ora di smetterla di parlare di Berlusconi. Ne abbiamo avuto abbastanza sia di lui che di coloro che di lui parlano continuamente.
    Sembrate come quei vecchi che non sanno parlare d’altro che del passato!