Sant’Anna di Stazzema, Silvia Salis: “Il fascismo è un mutaforma, oggi non marcia, crea trend”

da https://www.quirinale.it/

Sant’Anna di Stazzema:

la dichiarazione del Presidente Mattarella

nell’anniversario dell’eccidio

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Il 12 agosto del 1944 si compì a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema un eccidio tra i più sanguinosi ed efferati della Seconda Guerra Mondiale.
Oltre cinquecento persone – donne, anziani, sfollati, tanti bambini – vennero trucidate senza alcuna pietà e molti dei loro corpi accatastati e bruciati.
Uno spaventoso calvario, divenuto simbolo degli orrori delle guerre, della logica di annientamento delle SS, delle disonorevoli ed esecrabili complicità fasciste.
La Repubblica riconosce in questo luogo di martirio, in questo sacrario civile, una delle sue più profonde radici.
Dall’abisso del dolore e della sofferenza la comunità di Stazzema e, con essa, l’Italia intera, hanno trovato le forze per riscattare la disumanità degli oppressori, per edificare su basi nuove la dignità delle persone, la libertà per tutti, la democrazia, la pace.
La memoria è la condizione che tiene unite le generazioni nel progredire dell’identità di un popolo, tiene vigili le coscienze perché violenza, odio, volontà di dominio non abbiano a prevalere.
Oggi le guerre tornano a gettare le loro ombre spettrali, con la ferocia che la storia già ci aveva mostrato e che speravamo per sempre dissolta.
L’eccidio di Stazzema, la ferita indelebile impressa nella nostra storia, rappresenta un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell’uomo contro l’uomo, per costruire convivenza, rispetto del diritto fra eguali.
La centralità della persona umana e il valore della comunità in cui vive sono il lascito esigente di chi ha vissuto gli orrori e lavora per ricostruire».
Roma, 12/08/2025 (II mandato)
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da la Repubblica
12 AGOSTO 2025

Sant’Anna di Stazzema, Silvia Salis:

“Il fascismo è un mutaforma,

oggi non marcia, crea trend”

di Michela Bompani
La sindaca di Genova ha tenuto l’orazione ufficiale in occasione dell’81° anniversario dall’assassinio di oltre 500 civili da parte delle Ss
“Sono in questo luogo sacro, non per ricordare. Sono qui per non dimenticare. Non è la stessa cosa. Ricordare è un’azione che appartiene alla mente. Non dimenticare appartiene anche al cuore. E oggi con il cuore, anche se non ce ne accorgiamo, facciamo rumore. Voglio che questo rumore si senta fino a valle. Perché siamo qui per scegliere. Scegliere da che parte stare”: sono risuonate forte le parole della sindaca di Genova Silvia Salis che, a Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, ha tenuto l’orazione ufficiale durante le celebrazioni dell’81esimo anniversario di uno degli eccidi più sanguinosi durante la seconda guerra mondiale, quando il 12 agosto del 1944 quattro reparti di SS rastrellarono tutta la popolazione, trucidando oltre 500 donne, anziani e bambini. “Fu una strage. Una barbarie che 81 anni fa segnò in modo indelebile la nostra storia”, ha scandito.
E ha messo in guardia: “Il fascismo è un’erba infestante che è stata sottovalutata quando era ancora una piantina, ma piano piano cresceva”. E poi: “Non ditemi che “non è più tempo di parlare di fascismo”. La storia ci insegna. Il fascismo è un mutaforma. Non si distrugge facilmente. Oggi non marciano, creano dei trend. Usano l’insulto come se fosse un argomento. Non censurano, ma screditano. Non bruciano libri, li ridicolizzano. Non vi tolgono la parola, ma la rendono inutile, sommergendola di rumore di fondo. Il fascismo si traveste da hashtag e meme”.
Ha ripercorso i fatti di quel tragico 12 agosto, chiamando per nome molte delle persone massacrate dai nazisti, i nomi dei bambini trucidati: Eros, Feliciano, Maria Grazia, Franca, Carla. “Ogni volta che si onora la strage di Sant’Anna di Stazzema, non si compie un gesto formale – ha detto Salis – Si prende posizione. Si guarda in faccia la Storia, e le si dice: “Io non dimentico. Io resisto. Io continuo il cammino di chi è stato strappato alla vita, per difendere la nostra”. E ha proseguito: “Quella barbarie che ha travolto Sant’Anna di Stazzema, quella barbarie che ha ucciso tante famiglie innocenti, è la stessa che oggi devasta altri luoghi del nostro pianeta. Una storia che purtroppo si ripete. Perché oggi Bianca potrebbe essere Fatima o Sofia, una di quelle mamme di Gaza, di Kiev o delle altre decine di guerre che sono in corso”.
E da Stazzema, Salis, lancia un appello alla responsabilità: “Chiedo ai giovani: siate partigiani della complessità. Chiedo agli adulti: siate affidabili. Chiedo alla politica: siate all’altezza. E lo chiedo a me stessa, per prima: che le mie azioni siano utili. Che io non mi accontenti del consenso, ma cerchi il senso. Non c’è memoria senza politica. E viceversa. Perché la memoria non è un museo: è un cantiere”.
La sindaca di Genova ha scandito: “Dicono: “È passato tanto tempo”. Ma la storia non passa: passiamo noi. La storia resta dove l’abbiamo sporcata. Resta qui, con i nomi incisi nella pietra, e le domande incise nella coscienza. Com’è cominciato quell’orrore? Non con i carri armati o le bombe. Con le parole”. Salis è stata invitata dal sindaco di Stazzema, Maurizio Verona per portare la voce di Genova, città medaglia d’oro per la Resistenza. E ha concluso il lungo, accorato, intervento con un impegno: “E allora io lo dico chiaramente: Non c’è spazio per il fascismo nella nostra Repubblica. Non c’è spazio per l’indifferenza nella nostra umanità. Il nostro compito non è urlare più forte. È parlare più chiaro”. E ancora: “La Resistenza non si ferma mai. Oggi, come ieri, siamo chiamati a difendere la nostra democrazia, la nostra libertà, il nostro diritto alla pace”
Salis si trova in Toscana da due giorni, lunedì infatti ha incontrato a Firenze la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, pure presente alla commemorazione dell’eccidio.

 

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