
CURIA MILANESE: corrono voci
“QUASI” UFFICIALE
Al termine della sua Omelia
durante la Santa Messa di lunedì 8 settembre
Natività di Maria, festa patronale del Duomo di Milano
Mario Delpini annuncerà le sue dimissioni?
Qualcuno esclamerà: “Finalmente!”. Anche io griderò: “Finalmente!”.
Finalmente ha tirato un po’ fuori la testa dalla botte, una botticella sempre in movimento, in un momento di pausa forzata, e ha visto il deserto… di una diocesi in balìa del nulla.
Quasi quasi rimaneva secco!
Un attimo, quello sufficiente perché si riprendesse, e decidesse: “Mi ritirerò in un eremo, magari in Africa, o in Sud America!”.
“Quasi” ufficiale la notizia…
Le voci curiali corrono troppo veloci per garantire la veridicità della “Buona Novella”.
Quello strano spiritello che da anni mi perseguita mi sussurra: “Non illuderti, all’ultimo cambierà idea!”.
Questo spiritello mi sta facendo incazzare, come un uccello del malaugurio!
Eppure qualcosa mi dice: “E se fosse vero che darà le dimissioni?”.
Ma poi una continua girandola di dubbi: “Stavolta ce la farà, ce la farà, ce la farà?”.
Benedetta signora, anche tu mi perseguiti ripetendomi: “Non ce la farà! Proprio non ce la farà!… Non ci arriva!”.
In che senso non ci arriva?
«Gli piace restare chiuso nella botticella del suo ego, e sognare…».
Già, sognando una Diocesi che a breve rifiorirà, dopo anni e anni di vescovi/cardinali “di poco valore”, secondo lui, tanto da non volerli nemmeno nominare, neppure durante l’Omelia della Celebrazione eucaristica di sabato 30 agosto, nel Duomo di Milano, quasi vuoto (ma strapieno secolo la nota giornalista curiale, la quale probabilmente portava, come sempre, occhiali neri), durante la quale si ricordavano ben quattro cardinali, morti tutti nel mese di agosto, in anni diversi: Ildefonso Schuster, Giovanni Colombo (in realtà morto nel mese di maggio), Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi, dimenticando, chissà perché, Paolo VI, Giambattista Montini, che era stato arcivescovo di Milano, anch’egli morto nel mese di agosto.
In realtà, recentemente, in una intervista riportata sul sito della Diocesi milanese, il “piccoletto”, sempre stratosferico in queste dichiarazioni, aveva detto: «Occorrono energie e risorse per dare corpo a forme inedite di annuncio del Vangelo in questo nostro cambiamento d’epoca. Ripenso alle intuizioni e all’audacia dei vescovi miei predecessori (le nuove chiese dei cardinali Montini e Martini, i gesti di carità del cardinale Tettamanzi, i nuovi Aeropaghi del cardinale Scola)…».
Accipicchia! Accidenti! Perdinci! Perbacco! Cosa ho letto?
Ho subito pensato: questo “piccoletto” sta scherzano con la sua solita ironia fuori posto?
Avete letto bene dove stavano le intuizioni di Montini, di Martini, di Tettamanzi e di Scola?
Adesso c’è lui, il “piccoletto” che con il suo genio, chiuso in una botticella dove si sta godendo in modo orgastico il proprio ego, cambierà la Diocesi!
Ma come può cambiare ciò che non esiste più: lui è riuscito a estinguere completamente un nobile passato…
Dai, don Giorgio: stavolta ce la farà! Ci riuscirà, magari con fatica (ricordate Fonzie che, quando era costretto ad ammetteva di aver sbagliato, farfugliava qualcosa…), a dire: “Cavoli, forse forse forse ho sbagliato a spostare un po’ una virgola…”.
Una sola virgola? Che peccato mortale! Si confessa anche con lacrime come faceva Carlo Borromeo, e poi: “Per il resto, tutto va a gonfie vele. In Diocesi tutto funziona a meraviglia, i preti sono tanti e al loro giusto posto, nessuno si lamenta, e quando vengono trasferiti, tutti obbedienti, nessuno ha problemi fisici e tanto meno psichici, sì tutto a meraviglia. Mi posso permettere di lasciare la Diocesi, e andare a trovare qualche prete fidei donum, poveretti, lasciati soli da anni…”.
Ancora “Fidei donum”, dopo più di quarant’anni fuori diocesi? Che barzelletta è mai questa?
Eppure sento che succederà qualcosa, lunedì prossimo. Non so esattamente cosa. Forse un parroco anziano (i giovani dove sono? sui social…) si alzerà in Duomo, e griderà… Cosa di troppo urtante? Lo prenderanno, e lo spediranno via aerea a Buggiolo!
Pur fisicamente lontano, sentirò un brivido mai sentito prima, e la voce del mio spiritello non cesserà di gridarmi: “Don Giorgio, non demordere… Alza ogni giorno la tua voce. La Diocesi è nelle mani di un pazzerello ostinato e impenitente, in balìa di un ego diabolico”.
NOTABENE
La foto ritrae il “piccoletto”, in tenuta da distinto monsignore, che finge di gettare un po’ di terra per coprire la buca dove hanno messo una pianta di ulivo. Vi ricordate ciò che è successo nel 2014 nei Giardini Vaticani, quando da parte di Papa Francesco insieme ai leader di Israele e Palestina, Simón Peres e Abu Mazen, è stato piantato un ulivo in segno di pace? Qualche giorno dopo i due “signori” hanno scatenato una guerra tra di loro. O sbaglio? Che cosa potrebbe capitare alla diocesi milanese, ora che è un deserto? Peggio di così? Forse neppure tutta l’energia pastorale dei migliori vescovi del passato potrebbe ridare subito vita alla diocesi più grande del mondo, ridotta in cenere. Passeranno anni e anni, e poi magari il “piccoletto” potrebbe risorgere, e tutto tornerà come prima, ovvero come adesso. Peggio di adesso.
Commenti Recenti