«Noi, fascisti vendicativi»: viaggio nella Torre di CasaPound, 7 piani e una sala vietata alle donne. La guida in camicia nera e tattoo nazi

Presidio di CasaPound in occasione del quarantesimo anniversario della strage di Acca Larentia (Roma, 7 gennaio 2018; foto Ansa/ Alessandro Di Meo)
dal Corriere della Sera
15 ottobre 2025
«Noi, fascisti vendicativi»:
viaggio nella Torre di CasaPound,
7 piani e una sala vietata alle donne.
La guida in camicia nera e tattoo nazi
di CARLO VERDELLI
Paolo Berizzi è entrato nella Torre, a Roma, occupata dal 2003. E ne ha fatto un libro, pubblicato da Fuoriscena: «Il libro segreto di CasaPound». Guidato da un Virgilio in camicia nera, l’autore ha varcato una soglia finora «vietata»
Tutto comincia con il biglietto di una ragazza a una manifestazione di CasaPound. Il cronista è lì per raccontarla, circondato dalla scorta che lo accompagna dal febbraio 2019, unico giornalista europeo sotto protezione per le sue inchieste sui gruppi neofascisti e per le minacce feroci che da anni subisce. La ragazza gli si avvicina, sul biglietto c’è un numero di telefono. «Se vuole sapere davvero la verità su CasaPound, contatti questa persona». È il capo del filo da cui si dipanerà una storia finora mai raccontata, quella contenuta nelle 200 pagine del nuovo lavoro di Paolo Berizzi, inviato di «Repubblica», considerato dai camerati il giornalista più infame, che con questo Il libro segreto di CasaPound (Fuoriscena) peggiorerà di molto la sua già pessima fama tra gli estremisti di destra, ma consoliderà il proprio onore di cronista. E questo nonostante la sensazione scoraggiante di essere rimasto uno dei pochi a denunciare la marea montante di neri e cattivi, fieri di essere entrambe le cose, finalmente orgogliosi di poterle ostentare senza più doversi nascondere, anzi.
Il centro di questa galassia che si fa un vanto di esibire tatuaggi e slogan in gloria di Mussolini, Hitler, Priebke, Himmler, è proprio CasaPound, la più importante organizzazione italiana di matrice fascista, con processi in corso per aggressioni e violenze a Torino, Bari, Napoli, oltre alle condanne già incassate. Seguendo la traccia di quel foglietto, Berizzi arriva a un militante di primo livello. Lo incontra più volte, decide che sarà direttamente lui la voce di questo viaggio dentro il cuore di tenebra di Cp, come la chiamano loro. Il narratore non ha un nome, per comprensibile paura di ritorsioni. Non è un pentito, tanto che mantiene il simbolo nazista delle rune sulla pelle, e nemmeno ha rinnegato l’Idea, con la maiuscola, misto di lotta dura ai «rossi», agli immigrati e alla piaga della democrazia. Ma è un innamorato deluso, così affranto dalla crescente infedeltà verso lo spirito costituente e furente del movimento da confidare il suo scoramento a uno dei più odiati «nemici».
Paolo Berizzi (Bergamo, 1972). Il nuovo libro-inchiesta «Il libro segreto di CasaPound» (Fuoriscena, pp. 208, euro 17)
E così, guidati da un Virgilio in camicia nera, varchiamo una soglia finora vietata a qualsiasi «estraneo». Entriamo nella casa di CasaPound, un palazzo di sette piani detto La Torre, nel quartiere Esquilino, Roma centro, occupato con un blitz di cinque arditi la notte del 26 dicembre 2003, un Santo Stefano di 22 anni fa, «il vero botto di noi fascisti del terzo millennio». Lui, il milite incognito, già c’era. Ha visto e condiviso tutto, a cominciare dall’esproprio di quello stabile di proprietà del demanio e vuoto da anni; «un gol», lo definisce, «in un quartiere dove gli italiani si erano arresi all’invasione dei magreba e dei bengalesi». Ci siamo ripresi quello che è nostro, e guai a chi prova a togliercelo. Infatti, da allora nessuno ci ha provato.
«Prima gli italiani» diventa una delle parole d’ordine del manipolo originario, slogan poi copiato da Salvini, così come il concetto di «nazione forte», di cui si approprierà Giorgia Meloni che, dice il testimone, in gioventù avrebbe bazzicato il neonato centro di gravità permanente del ribellismo di ultradestra, e come lei Alessandro Giuli, attuale ministro della Cultura.
Manifestazione di militanti il 28 maggio 2022 in via Napoleone III a Roma, davanti alla sede di CasaPound (foto Lannutti -Imagoeconomica)



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