
Immagine dal video del rendering del ponte sullo Stretto di Messina, 6 agosto 2025 (ANSA)
da www.ilpost.it
29 ottobre 2025
La Corte dei conti non ha approvato
il progetto del ponte sullo Stretto
Significa, per ora, che non sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che non saranno avviati i primi cantieri: le motivazioni si sapranno entro 30 giorni
La Corte dei conti non ha approvato la delibera del Cipess (il comitato per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, un organo interministeriale a cui spetta valutare la spesa per la costruzione di grandi opere pubbliche) con cui lo scorso agosto era stato approvato il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina. Le motivazioni di quella che tecnicamente si chiama “non concessione del visto di legittimità”, con conseguente mancata registrazione della delibera, saranno rese pubbliche entro 30 giorni.
Il parere della Corte dei conti era decisivo per la pubblicazione del progetto definitivo del ponte in Gazzetta Ufficiale e per la conseguente apertura dei primi cantieri. Tecnicamente, ha spiegato però Ansa, anche con il parere negativo della Corte il governo potrà comunque decidere di andare avanti con il progetto: «Infatti nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge, l’amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso». Il governo potrebbe insomma chiedere comunque la pubblicazione in Gazzetta.
A settembre la Corte dei conti, che doveva verificare il rispetto da parte della delibera del Cipess di leggi e norme, aveva chiesto una serie di chiarimenti al governo sul progetto definitivo del ponte. Nelle sei pagine di osservazioni inviate alla presidenza del Consiglio, i magistrati contabili avevano espresso dubbi sulle procedure seguite dal governo, in particolare sulle deroghe ai vincoli di protezione ambientale e sull’aumento delle spese per la costruzione del ponte e delle opere collegate, come strade e ferrovie.
La Corte dei conti aveva chiesto al governo di spiegare in modo più approfondito la compatibilità del progetto con il parere negativo della commissione di Valutazione d’Incidenza Ambientale (VIncA), motivato con 62 prescrizioni. Per aggirare quel parere negativo, il 9 aprile il Consiglio dei ministri aveva approvato la cosiddetta relazione IROPI (Imperative Reasons of Overriding Public Interest, “motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico”) dichiarando il ponte un’infrastruttura di interesse militare. La procedura seguita dal governo era stata contestata da associazioni ambientaliste e comitati, che avevano presentato ricorsi all’Unione Europea.
Tra le altre cose, i magistrati contabili avevano segnalato al governo aumenti delle spese non motivati, come quelli relativi ai costi per la sicurezza, passati da 97 a 206 milioni, e quelli per le opere compensative. Un altro rilievo riguardava l’esclusione dalla procedura dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che interviene su concessioni, accesso alle infrastrutture e tariffe.
Commentando la decisione della Corte dei conti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che si tratta «dell’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del governo e del parlamento» e che «la riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei conti, entrambe in discussione al Senato, prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di governo, sostenuta dal parlamento». Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha a sua volta detto che la decisione della Corte dei conti «è un grave danno per il paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico». Ha aggiunto poi di essere determinato «a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori». Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che è tra i principali oppositori dell’opera, ha parlato di una «grande vittoria dello stato di diritto» e ha chiesto le dimissioni di Salvini.
Il progetto del ponte sullo Stretto prevede la costruzione del ponte a campata unica più lungo del mondo: la lunghezza complessiva sarebbe di 3.660 metri, con una campata sospesa di 3.300 metri. In base al progetto le due torri che lo sosterrebbero dovrebbero essere alte 399 metri e formate da due piloni collegati tra loro da tre grandi travi orizzontali. Secondo i progettisti, la particolare struttura aerodinamica renderebbe il ponte stabile con venti fino a 300 chilometri orari. La velocità massima del vento nello Stretto è stata osservata nel 1991 quando vennero raggiunti i 128 chilometri orari. Il governo ha destinato alla costruzione del ponte sullo Stretto e alle opere accessorie 13,5 miliardi di euro.
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