
da la Repubblica
18 FEBBRAIO 2026
La sindaca Salis attaccata da CasaPound,
chiede vertice alla prefetta:
“È fuori dalla Costituzione”
di Michela Bompani
L’organizzazione di estrema destra ha accusato la prima cittadina: “Si pone fuori del perimetro del diritto, vuole chiudere la nostra sede”. Ma i residenti intorno al quartier generale di Genova dell’organizzazione neofascista sono esasperati e sul piede di guerra
La sindaca di Genova Silvia Salis lo dice chiaro e tondo: “Se io sono fuori dal perimetro del diritto, loro sono fuori dal perimetro della Costituzione”. E’ stata appena attaccata da CasaPound con un comunicato che risponde alla richiesta di incontro che Salis ha inoltrato sia alla prefetta Cinzia Torraco, sia alla questora Silvia Burdese. La situazione è diventata insostenibile per i residenti, e non solo, intorno alla sede di CasaPound della città, in via Montevideo, in un punto nevralgico per il traffico cittadino, che collega il centro con il Levante: ogni sabato viene blindato per le continue tensioni tra i militanti dell’organizzazione e la rete di Genova Antifascista, impedendo ai residenti di uscire di casa o al traffico di procedere normalmente, per il rischio scontri e i cordoni della polizia.
A pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Bari, la sindaca Salis ha deciso di intervenire proprio dopo l’ennesimo fine settimana di tilt e tensione sociale e ha chiarito che per lei esistono due ordini di problemi: “E’ un problema di sede di CasaPound, della sua localizzazione, ed è un problema politico – ha detto nettamente, per la prima volta, un’amministratrice pubblica – mi sono schierata completamente contro la sede di Casapound nella nostra città, perché c’è un tema di un quartiere che si sente assediato e devo tutelare la mia cittadinanza per quanto riguarda la sicurezza pubblica, ma c’è anche un tema, altrettanto importante, politico, perché per quanto mi riguarda è inaccettabile nella città medaglia d’oro alla Resistenza e con una sede a pochi metri da piazza Alimonda (dove, durante il G8 è stato ucciso Carlo Giuliani, ndr): CasaPound non è gradito a questa amministrazione”.
Netto è arrivato un comunicato dell’organizzazione di estrema destra che attacca la sindaca: “Silvia Salis si pone fuori dal perimetro del diritto” perché, con “dichiarazioni gravi e pericolose”, si legge, e chiedere “la chiusura d’imperio di una sede politica regolare solo perché non ne condivide le idee significa oltrepassare il perimetro della legittimità politica”. E attacca ancora la prima cittadina accusandola di farsi “portavoce presso la questura delle istanze di Genova Antifascista, una realtà che negli ultimi anni ha alzato il livello dello scontro”, prosegue la nota.
Batte colpo su colpo, la sindaca Salis: “Se Casapound sostiene che le mie dichiarazioni sono fuori dal perimetro del diritto, io, e ben prima di me la Costituzione, sosteniamo che Casapound è fuori dal perimetro della Costituzione”. E Salis scandisce: “E’ inutile ricordare la dodicesima disposizione transitoria finale della Costituzione vieta tutto ciò che loro sostengono a gran voce e portano avanti con il loro progetto politico”.
La sindaca di Genova mette i piedi nel piatto di uno dei cavalli di battaglia, ormai vecchi, del centrodestra, la sicurezza e ne rivendica una declinazione progressista: “Si può essere progressisti difendendo la sicurezza della città e pure continuando a difendere, nello stesso tempo, l’ideologia antifascista sulla quale si basa l’Italia – dice – non spingo affinché Casapound sia sciolta, Casapound può operare in un Paese democratico proprio perché l’ideologia da loro contrastata ha reso l’Italia democratica, se questo Paese non fosse democratico loro non esisterebbero, per cui devono ringraziare”.
La tensione a Genova è alta, dopo il convegno di Remigrazione che si è svolto venerdì scorso proprio perché, hanno spiegato gli organizzatori “non si può lasciare le città in mano ai centri sociali”, e a margine del quale è stato spintonato il presidente del municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo, proprio nelle ultime ore il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Orlando, ha lanciato l’allarme: Mi arrivano segnalazioni da cittadini e residenti dal quartiere di Oregina che parlano di presenze notturne inquietanti riconducibili a gruppi che si richiamano al fascismo, con striscioni e messaggi dai toni intimidatori. Sono fatti che non possono essere sottovalutati e che richiedono verifiche puntuali e tempestive da parte delle autorità competenti”.
La netta posizione della sindaca Salis sta suscitando molte reazioni oltre il contesto cittadino, nel panorama politico nazionale. Il Pd ligure e cittadino attacca: “Parlare di “perimetro del diritto” contro chi richiama con chiarezza i valori costituzionali è strumentale, provocatorio e volto a ribaltare la realtà dei fatti”, e il consigliere dem Simone D’Angelo invita il ministro dell’Interno: “Il ministro Matteo Piantedosi dimostri lo stesso coraggio istituzionale che ebbe Emilio Taviani nel 1973, quando, dopo una sentenza di primo grado, sciolse Ordine Nuovo per violazione della legge Scelba. Quello è il precedente politico e istituzionale: Taviani non esitò, oggi non esistono alibi”. E il segretario romano di Azione, Alessio D’Amato, scrive in una nota: “Condivido la posizione espressa dalla sindaca di Genova Silvia Salis sulla presenza di CasaPound nella sua città. Si faccia lo stesso anche a Roma. Che fine ha fatto lo sgombero della sede di via Napoleone III? Ripristinare a Roma la legalità di quella occupazione abusiva, insieme a tutte le altre, è un segnale necessario in una città medaglia d’oro della Resistenza”.
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