Un gruppo di pensanti… a supporto dei Comuni

L’EDITORIALE  
di don Giorgio

Un gruppo di pensanti…

a supporto dei Comuni

Pensavo in questi giorni di riprendere ciò che avevo scritto sul Gruppo pensanti, che aveva suscitato particolare interesse anche da parte di qualche sindaco locale. Naturalmente una idea rimasta idea… Da tempo ero tentato di fare la storia dei Caffè letterari, perché su questi mi era nata l’idea del Gruppo pensanti.
Ho trovato queste annotazioni che ritengo interessanti.
«Che cos’è il caffè letterario? Il caffè letterario, oltre ad un luogo di ristoro, era uno scenario suggestivo e ricco di cultura, che vanta una secolare tradizione in quanto affonda le sue radici alla fine del 1600. In quel periodo, i caffè erano spazi di dialogo per intellettuali, artisti e scrittori, che si ritrovavano per condividere opinioni, esperienze e informazioni sui fatti culturali e gli avvenimenti di attualità dell’epoca.
Chi entrava nel caffè letterario, non solo lo faceva per gustarsi una tazza di caffè o una bevanda calda, ma era mosso da un forte desiderio di far parte della realtà intellettuale del tempo: un’occasione buona per arricchirsi culturalmente e dare libero sfogo alla propria socialità. Inoltre, il caffè letterario era in grado di cambiare pelle e diventare un vero e proprio palcoscenico che ospitava attività culturali di qualsiasi genere: letture di libri, spettacoli artistici, discussioni di gruppo e persino esposizioni d’arte. L’atmosfera informale e bohemienne che si respirava nel caffè letterario non dava credito alle classi sociali agiate dei partecipanti che popolavano il locale: intellettuali, artisti e scrittori nel pieno della loro professione.
Insomma, il caffè letterario rappresentava il connubio perfetto tra il puro piacere di godersi una tazza di caffè e l’eccitazione di essere parte attiva della vita culturale del tempo.
La nascita del caffè letterario avvenne poco prima del 1700 in Europa, dove questi locali si fecero portavoce dell’innovazione e del movimento culturale in atto. Il periodo storico più rilevante per l’affermazione del caffè letterario è la parte iniziale del diciottesimo secolo, quando nei caffè si radunarono i primi illuministi. Entrando nei caffè letterari del tempo, infatti, era possibile respirare aria di libertà e uguaglianza: i principi su cui gli illuministi hanno sempre fondato il proprio pensiero.
Il caffè letterario nacque in Francia, la patria in cui il caffè era visto come un fuoco attorno al quale sedersi per parlare di cultura, arte e letteratura. Proprio nel clima di questi caffè, infatti, era possibile imbattersi nella compagnia di alcuni rappresentanti dei movimenti pittorici più rilevanti della storia dell’arte, come i surrealisti francesi e i futuristi italiani. Il caffè letterario più famoso in Francia era senza dubbio il Cafè Le Procope, ma ben presto questa visione di vivere la società si diffuse oltre i confini. Infatti, pare che In Italia il primo caffè letterario sia stato il Caffè Florian, a Venezia.
Chissà il caffè letterario quanti caffè ha visto preparare, quante tazzine ha visto lavare e quanti personaggi ha visto passare durante la sua storia secolare. Una storia che di certo non può fermarsi qui. Anche nei bar dei giorni nostri, infatti, ha preso piede una tendenza davvero curiosa e che richiama proprio il concetto e la filosofia del vero caffè letterario. In tutte le città del mondo, ormai, esistono bar che sembrano delle vere e proprie librerie. Un concept vincente basato sul comune denominatore che lega il mondo della caffetteria con quello della letteratura: un momento intimo da trascorrere con sé stessi concedendosi una coccola, magari leggendo un libro, magari sorseggiando un caffè. Questa idea è sbocciata a New York e ha abbracciato tutti i paesi del mondo, Italia compresa. I caffè letterari di oggi sono dei bar ricoperti di scaffali pieni di libri, in cui il cliente può prendersi una pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni e godere di una realtà in cui l’unica preoccupazione è quella di leggere un bel libro ed assaporare un buon caffè».
Il nostro Gruppo pensanti non ha queste pretese. E dove sarebbero i Geni in letteratura o in filosofia o in arte di una volta? Basterebbe per smuovere un po’ le acque stagnanti un gruppetto di persone con la testa sulle spalle. Con l’amore per il bene comune del proprio paese.  

08/08/2026
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