Intervista alla sindaca Silvia Salis: “Sicurezza e manutenzione della città, le nostre priorità per l’anno prossimo”

da www.ilsecoloxix.it/
17 settembre 2026

Intervista alla sindaca Silvia Salis:

“Sicurezza e manutenzione della città,

le nostre priorità per l’anno prossimo”

La prima cittadina di Genova: “Investiremo sul centro storico. Chiediamo al Viminale un presidio nell’area critica”. E su Amt: “L’alternativa sarebbe stata il fallimento. Dialogo aperto con le Ferrovie per armonizzare il servizio”
di Annamaria Coluccia
Genova – Il piano per la sicurezza del centro storico, che sarà discusso martedì a Roma in un nuovo incontro al ministero dell’Interno, e un progetto di ampio respiro sulla manutenzione della città, da realizzare nel corso del 2027.
Sono alcune delle priorità per il prossimo futuro indicate dalla sindaca progressista di Genova, Silvia Salis, mentre si sta chiudendo un anno che, per l’amministrazione insediatasi nell’estate 2025, è stato segnato soprattutto dalla crisi di Amt.
I tagli al trasporto pubblico previsti dall’orario invernale di Amt appena entrato in vigore continuano a far discutere e a suscitare proteste.
«Nonostante tutte le dissertazioni di cui è stato oggetto l’orario sta tenendo. Ci sono stati alcuni piccoli disservizi, che per le persone ovviamente sono grandi e, nel clima in cui siamo, a fronte di migliaia di bus che viaggiano, fa notizia la corriera che manca. Ma vorrei ricordare che l’alternativa al piano di risanamento che abbiamo varato era il fallimento».
C’è chi sostiene che le conseguenze di un’eventuale liquidazione non sarebbero state molto diverse.
«So che c’è anche questa corrente di pensiero, oltre a quella dei negazionisti della crisi, ma se l’azienda fosse fallita non si sarebbe trattato di tagliare qualche linea o qualche corsa, perché un curatore fallimentare avrebbe guardato solo ai soldi che entrano e che escono. Avremmo avuto il servizio paralizzato e tanti lavoratori a casa, sarebbe stato uno tsunami per la città. Noi ci siamo assunti la responsabilità di risanare Amt, ma sono consapevole del costo economico e politico che questo ha per la nostra amministrazione. Il tempo, però, sarà galantuomo: ci sarà un momento in cui verrà fatta piena chiarezza su come si è arrivati a questo punto».
Da parte di chi?
«Da parte di chi sta approfondendo i bilanci di Amt».
Quando si potrà dichiarare finita l’emergenza?
«Pensiamo che a metà novembre si possano chiudere i passaggi previsti dalla composizione negoziata della crisi, e di lì andare avanti».
A crisi superata si potrà pianificare anche una maggiore integrazione fra trasporto su ferro e su gomma? A Ponente, per esempio, con l’entrata in funzione del nuovo Nodo ferroviario, il treno potrebbe svolgere il ruolo di metropolitana di superficie, in alternativa alla linea 1 di Amt.
«È proprio quello di cui stiamo discutendo con l’amministratore delegato delle Ferrovie Strisciuglio (ex ad di Trenitalia, ndr). Se si fa un accordo con le Ferrovie che permetta di avere una frequenza dei treni analoga a quella degli autobus, le persone possono essere stimolate a scegliere il treno anche per muoversi in città. Il che non vuol dire ovviamente eliminare il trasporto su gomma, che può avere una funzione diversa e complementare, visto il maggior numero di fermate intermedie».
Quando inizierà il dibattito pubblico annunciato sulla mobilità in Valbisagno?
«Io vorrei iniziare entro l’anno, ma sarebbe utile farlo avendo i dati sull’impatto del nuovo asse di forza del trasporto pubblico della Valbisagno, che entrerà in esercizio nei prossimi mesi».
Un tema sempre molto caldo è quello della sicurezza: a che punto è il confronto avviato con il ministro dell’Interno Piantedosi sul piano per il centro storico?
«Il confronto sta andando avanti e martedì avremo un incontro tecnico al ministero dell’Interno. Presenteremo il dossier che abbiamo preparato con le nostre richieste al Viminale, fra cui quella di un punto fisso di polizia nell’area più critica del centro storico, con gli interventi che stiamo attuando con la polizia locale, e i progetti a cui stiamo lavorando per riqualificare il centro storico, perché solo questo può garantire sicurezza in modo duraturo. Sono progetti per uno studentato diffuso, per l’illuminazione pubblica, per realizzare in locali del Comune spazi per i giovani per lo studio e il lavoro in condivisione».
Il consiglio comunale ha appena approvato una delibera importante per l’iter del progetto di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris presentato da Genoa e Sampdoria. Ma c’è chi solleva dubbi sulla sostenibilità economica dell’operazione da parte delle società.
«Noi non abbiamo dato fiducia alla cieca alle due squadre, abbiamo chiesto le garanzie necessarie e metteremo a gara il progetto, anche se non siamo obbligati a farlo. Nel bando inseriremo anche una premialità per chi presenterà un progetto che non riduca o riduca il meno possibile i posti per il pubblico. E scriveremo ai ministeri dell’Interno e dello Sport e alla Figc (Federazione italiana giuoco calcio, ndr) per chiedere di rivedere la norma del 1996, che adesso è molto stringente, sui posti in piedi negli stadi. Credo che sia il momento di aprire una riflessione su questo. A proposito di sport, c’è poi un progetto che mi sta particolarmente a cuore».
Quale?
«Sport senior, che prevede attività motoria gratuita per gli over 65. In questi giorni ci sono gli open day per la seconda edizione: abbiamo aumentato le sedi da 12 a 18 e ci sono già più di 3.000 iscritti. La Fondazione Carige supporta in modo molto importante questa iniziativa che credo sia una medicina naturale, gratuita, per migliorare le condizioni di vita e combattere anche la solitudine delle persone anziane».
Come stanno i conti del Comune?
«Inevitabilmente falcidiati dai circa 45 milioni che abbiamo destinato ad Amt. Con questa cifra si sarebbero potute fare tante cose anche utili a generare consenso, e anche per trovare quei 45 milioni abbiamo fatto delle scelte. Non abbiamo chiuso sezioni di asili, abbiamo deciso di investire sull’assunzione di nuovo personale in Comune, facciamo fronte ai costi dei servizi di sostegno scolastico, che sono schizzati dagli 8 milioni del 2023 a 14 milioni nel 2026-’27. La scelta è fra tagliare i servizi a chi non ha voce e consumare il proprio capitale politico, ma tagliare i servizi a chi non a voce, dare magari qualcosa gratis, non è nella linea politica mia e della nostra coalizione. Ma un mandato è una maratona: ci sono momenti in cui sei avanti e altri in cui sei indietro, l’importante è sapere dove vuoi arrivare».
Anche a costo di ricevere qualche fischio, magari enfatizzato, come è successo a Valletta Cambiaso?
«Se fai politica i fischi prima o poi li prendi. Li ha presi anche Giorgia Meloni a Taranto, Bucci alla manifestazione del 25 aprile non riusciva neanche a parlare. Ognuno ha il suo pubblico. Per me è più importante che non mi fischino il 25 aprile o gli operai di Ansaldo. Ho preso dei fischi a una finale di tennis ad Albaro».
Quale sarà la vostra priorità per il 2027?
«La cura della città, che è stata trascurata per tanti anni. Vogliamo dare priorità alla manutenzione ordinaria: marciapiedi, buche nelle strade, illuminazione pubblica e un progressivo investimento su Amiu per migliorare pulizia e decoro».
Ci sono in vista aumenti di tasse o tariffe comunali?
«In questo momento no. L’aumento della Tari quest’anno è stato inevitabile perché negli anni scorsi non era stata aumentata quanto era necessario e questo ha determinato una sotto-compensazione del servizio di 11 milioni di euro. Una situazione non molto lontana da quella di Amt. Noi siamo riusciti a calmierare l’aumento della Tari grazie a un’opera di efficientamento dell’azienda che ora ci permette di tornare ad assumere: 54 operatori che saranno sulla strada e otto fra macchinisti e autisti».
L’area della discarica di Scarpino a Genova è esclusa definitivamente per ospitare un termovalorizzatore?
«A Scarpino non si può fare. Del resto, se fosse stato un luogo idoneo, ci sono persone che sono state otto anni al governo della città e che avrebbero avuto il tempo di fare non uno, ma due inceneritori. Sorprende che una compagine politica, ora che non è più al governo del Comune di Genova, abbia deciso che è il momento di costruire l’inceneritore, senza fare, però, accordi con i sindaci liguri, o almeno con un sindaco. La mia impressione è che la gara regionale per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti si stia allontanando».
Ma voi che progetti avete per rafforzare Amiu dal punto di vista industriale?
«Si dovranno trovare le giuste collaborazioni perché Amiu, che non ha il capitale necessario, possa realizzare quegli impianti intermedi di trattamento dei rifiuti che in questi anni non sono stati fatti. E si è perso, purtroppo, anche il treno del Pnrr».
Come sono i rapporti con il presidente della Regione Bucci?
«Io vado d’accordo con tutti ma è difficile continuare a fare finta che vada tutto bene. Per me è fondamentale avere una parola sola, in pubblico e in privato, e mi fa piacere quando i rapporti sono all’insegna della chiarezza, anche nella normale dinamica fra chi governa e chi è all’opposizione. Ci sono poi questioni che riguardano la tenuta della città, penso ad Amt, su cui dare messaggi univoci potrebbe servire a chi ci lavora, a chi gestisce il servizio e a chi ne usufruisce, ma non è così, anche se io mi sono trovata a gestire un’azienda che mi era stata presentata come un gioiellino».
C’è chi dice che lei non avrebbe scritto il libro che presenterà a breve se non avesse mire nazionali.
«Se avessi mire nazionali il momento è già passato. Mi dispiace, invece, che non si colga che essere un sindaco che ha un’attenzione anche nazionale fa sì che ai tavoli di discussione la sua voce riceva almeno più attenzione».
Quale contributo possono dare sindaci e amministratori delle grandi città alla coalizione progressista?
«Noi sappiamo qual è l’impatto che hanno sulla vita delle persone le scelte fatte a livello nazionale. Possiamo portare, quindi, un contributo utile e anche esperienze positive delle nostre coalizioni a livello locale. Credo che, in questo momento, l’unica cosa che non si debba fare è continuare a differenziarsi l’uno dall’altro, perché la gara che dovremo affrontare alle elezioni politiche sarà “uno contro uno” e, prima si capisce che dall’esterno dobbiamo sembrare uno, prima si può proporre un progetto credibile».
Come festeggerà oggi il suo compleanno?
«Al lavoro tutto il giorno e la sera a casa con la mia famiglia e i miei amici».

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