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28 Ottobre 2026
Elsa Fornero:
“Il governo inganna gli elettori:
il nostro Paese non se lo merita”
di Laura Sala
L’ex ministra all’HuffPost: “La manovra dimostra una mancanza di considerazione per i giovani, anche se si fa finta di averla. Stiamo andando incontro all’impoverimento giovanile, e pensano all’età per la pensione, magari col rischio di assegni più bassi. Serve un piano per le nuove generazioni. L’innalzamento della flat tax? Non si può continuare a incoraggiare indirettamente l’evasione fiscale”
“Nel mio ordine di priorità ai primi posti ci sono la scuola, il lavoro, la sanità. E soprattutto i giovani. Il fatto che si spendano ulteriori soldi per introdurre delle eccezioni alla riforma delle pensioni che porta il mio nome, deve far riflettere”. Secondo Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e delle politiche sociali, la legge di bilancio dimostra “una mancanza di considerazione per i giovani, anche se si fa finta di averla”. E lo si capisce dalle “misure per ingannare i cittadini”: l’interesse vero del Governo è il “futuro a brevissimo termine, quello delle elezioni, poi si vedrà”, dice in questa intervista ad HuffPost.
Professoressa, il mantra in tutta questa legislatura da parte della Lega è stato il superamento della legge Fornero. Legge che comunque è ancora lì, difficile da attaccare anche nell’ultimo anno di legislatura. Perché si critica la riforma e poi è così difficile cambiarla?
Il problema dei costi per lo Stato è importante. Si tratta di una questione di risorse finanziarie per la collettività. E visto che le risorse finanziarie per la collettività sono limitate rispetto ai bisogni di un paese che da troppo tempo non cresce, dovrebbero seguire un ordine di priorità. Nel mio ordine di priorità ai primi posti ci sono la scuola, il lavoro di tutte le persone in grado di lavorare anche considerando l’allungamento delle aspettative di vita, la sanità. Il fatto che si spendano soldi in aggiunta ai 42 miliardi che negli anni passati sono già stati spesi per introdurre delle eccezioni alla riforma delle pensioni del 2011 che porta il mio nome, deve far riflettere. Qualcuno potrebbe essere contento perché può andare prima in pensione, ma con tutti i problemi che abbiamo da risolvere a me sembra che questo provvedimento potrebbe andare tranquillamente non in fondo alla graduatoria, ma sicuramente non ai primi posti. In questa manovra c’è una mancanza di considerazione per i giovani, anche se il governo fa finta di averla.
Una delle soluzioni che si va prospettando sulle pensioni è quella di appostare un fondo in bilancio, ancora in via di quantificazione, e definire successivamente l’intervento per introdurre forme di flessibilità di uscita dal lavoro, volontarie e con il ricalcolo contributivo anche per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Potrebbe essere una soluzione accettabile per venire incontro alle esigenze di chi vuole lasciare il lavoro anticipatamente e allo stesso tempo per limitare i costi?
Io torno a quello che le dicevo prima, mi chiedo se quelle risorse non potrebbero essere destinate a migliorare le scuole, magari quelle di periferia, dove i ragazzi non sentono una particolare attrattiva, per rafforzare il corpo docente, per attività di sostegno, per persone che hanno difficoltà di lingua. Insomma, quelle risorse potrebbero avere alternative migliori rispetto all’uscita flessibile dal lavoro. Capisco che la flessibilità è la grande ambizione del governo perché ‘flessibilità’ è una bella parola, piace a tutti. Però flessibilità vuol dire anche sostenere dei costi magari aumentando il debito. Quella pensionistica comunque costa, anche per chi la sceglie. E il rischio poi è che si vada in pensione con trattamenti bassi che costringono il governo ad integrare, magari quando c’è una nuova tornata elettorale. Considerando inoltre che andando avanti con gli anni le necessità aumentano. Vorrei prendere tutte le dichiarazioni del Ministro Giorgetti che dice di essere molto prudente e ricordare alla maggioranza quelle parole. Noi ci troviamo di fronte all’impoverimento della classe giovanile e pensiamo ad abbassare l’età per la pensione…
Eppure la Lega insiste…
A me sembrano solo interventi acchiappavoti, ma io credo che i cittadini si rendano conto che le priorità sono altre, il lavoro, la tutela del potere d’acquisto, la restituzione del fiscal drag, la casa. E ancora, le scuole, gli ospedali pubblici. La popolazione invecchia e richiede oggettivamente più cure.
Comunque anche sulle pensioni si pensa di fare cassa. Allo studio ci sarebbe una riduzione della rivalutazione all’inflazione dei trattamenti, fatti salvi quelli più bassi…
Anche questa è la dimostrazione che governo e maggioranza pensano soltanto a misure per ingannare i cittadini perché a loro interessa un futuro a brevissimo termine, quello delle elezioni, poi si vedrà. Non credo che il popolo italiano meriti questo. Mi sembra che oggi abbia acquisito molta consapevolezza del fatto che i problemi del nostro paese sono strutturali e che non servono finti bonus.
Lei è particolarmente interessata e coinvolta dal discorso sui giovani. Sempre nella prossima legge di bilancio, dovrebbe entrare una misura di carattere fiscale, cioè una no tax area oppure una bassa tassazione per i redditi fino ad una certa soglia per i giovani fino a 30 anni. Può essere questa una buona soluzione per alzare il salario dei giovani?
Può essere una misura sempre nell’ambito di una logica di breve termine. Centinaia di migliaia di giovani emigrano, molti se ne sono andati all’estero e molto pochi ritornano. Una delle ragioni è nei bassi salari, ma non è l’unica. L’Italia non dà opportunità. Serve un piano credibile per il futuro, io lo chiamo un ‘piano per le nuove generazioni’, che guardi al medio termine, un piano che sia credibile, destinato allo sviluppo, gestito come il PNRR ma con soldi nostri, cioè organizzato per obiettivi intermedi e obiettivi finali, riconoscibile e da monitorare.
Sul fronte fiscale, la manovra da un lato guarda alla flat tax al 15% per gli autonomi che ora potrebbe essere estesa fino a 100.000 euro di compensi. E dall’altra sembra difficile arrivare a 60.000 euro con l’aliquota del 33%. Due pesi e due misure?
Sì, certo, è chiarissimo. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha spiegato in maniera molto trasparente che la tassazione è spostata sul lavoro e che c’è un problema di progressività del sistema fiscale e di eccessiva differenziazione. Io credo che questa misura, se sarà fatta, abbia solo l’obiettivo di tenere a bada Salvini con le sue dichiarazioni di fuoco sulla questione dell’Ucraina. Non si può continuare a incoraggiare indirettamente l’evasione fiscale, a strizzare l’occhio a coloro che si presume siano simpatizzanti politici. Non si può continuare far intendere a determinate categorie che le imposte sono sempre un mettere le mani nelle tasche. Le imposte sono l’altra faccia dei servizi diretti al bene pubblico che tutti noi vorremmo avere in maniera più soddisfacente e di qualità migliore.
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