Oltre la rottamazione

 

Oltre la rottamazione

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È chiaro che, staccato forzatamente da una comunità, costretto ad andare altrove, mi sento come sospeso nel vuoto. Anche un uccello ha un suo regno. Odora la sua terra. Sente e respira il profumo dei suoi alberi. Si nutre nel proprio ambiente.
Non sono mai stato un migratore. Mi è sempre piaciuto posarmi su una zolla di terra, e qui rischiare tutto, pur di far capire a chi ci abita che deve saper gustare la Vita in pienezza.
Ma talora la zolla è dura, privata di quell’acqua benefica, che non scende per magia dopo lunghe litanie di invocazioni ripetute fino alla nausea, ma da un cielo di utopie mai sazie di quell’Infinito, a cui più attingi, più ricevi speranze impreviste e tenaci.
Qui sta il bello: rischiare il tutto perché l’Utopia si trasformi in qualche speranza, e la speranza in un cammino nuovo.
Bisogna crederci! Con tutta l’anima, e con quella libertà di spirito capace di frantumare ogni ostacolo.
Gli ostacoli fanno parte della stessa struttura di potere, che non ama né l’anima pensante né l’Utopia irriverente. L’Umanità è violentata al servizio di una religione che, prima stabilisce i confini per la propria sopravvivenza, poi adatta ogni realtà che proviene dal di fuori, anche il cielo, anche l’Infinito, in modo che tutto si adegui al sistema. Gli spiriti ribelli o sono costretti a rientrare o a emigrare.
Sentirmi ora libero non mi fa però stare del tutto bene, al pensiero che la comunità di Monte venga prima o poi di nuovo assorbita nel sistema religioso. Magari con pastori più equilibrati, con aperture più condivisibili, con mani più vellutate, ma sempre nell’ordine di un sistema religioso che, in quanto tale, puoi anche allargarlo finché vuoi, rimarrà sempre tale, ovvero un sistema bloccato da una visuale prettamente religiosa.
Quando parlo di apertura non intendo un sistema allargato, per il fatto che prima era soffocante. Parlo invece di una rottura del sistema, perché si possa vedere oltre. La religione va rotta in quanto sistema che chiude all’Infinito, e che chiude all’Umanità, la quale non si identifica con nessuna ideologia e con nessuna religione.
Se la Chiesa gerarchica non capisce o non vuole ancora capire che in gioco c’è non tanto la sopravvivenza della religione ma la sopravvivenza dell’Umanità stessa, volete che il popolo di Dio si renda conto di essere vittima di una religione che lo sta portando alla rovina?
La gerarchia, il clero e il popolo di Dio non sanno ancora gustare l’ebbrezza dell’Infinito, beh diciamo che non sono mai stati educati a navigare in acque libere. Sotto cieli aperti. Verso orizzonti vasti. Sono come pesci in stagni artificiali.
Certo, disincarnato come sono da una comunità locale, la mia lotta sarà diversa, e all’inizio non mi sarà facile orientarmi per far sì che non cada nel pericolo di predicare sospeso nel vuoto. Forse preferirei predicare al vento, se il vento portasse il seme su qualche zolla, e qui attecchisse come segno di speranza.
Dicono che un seme riesca a spaccare perfino una roccia.

 

6 Commenti

  1. Carmen ha detto:

    Caro Don Giorgio, non posso non esprimerle tutto il mio dispiacere per quanto le sta accadendo.Ma penso che per lei non sia stata una sorpresa, visto che già aveva ricevuto altre missive di avviso riguardo alla sua posizione nei confronti del Card. di Milano Angelo Scola. Prima o poi se lo doveva aspettare.
    Purtroppo Don Giorgio,ho l’impressione ( ma forse mi sbaglio), che stia ritornando in auge nella ns società,anche se in modo strisciante, una certa “caccia alle streghe”, non solo nella Chiesa.Ciò Vuol dire che il ns Paese sta camminando all’indietro anzichè guardare avanti. Tale atteggiamento è indice di debolezza e di viltà che, miste all’arroganza del potere ,portano ad un totale arroccamento e ad una strenua quanto ottusa autodifesa per la propria conservazione. ! Le auguro di ritrovare il suo spazio vitale e di lotta per l’affermazione di un Cristo evagelico in cui si possa riconscere tutta l’umanità sotto il cielo dell’Infinito. Grazie per ciò che finora ci ha insegnato, pur con qualche piccola incomprensione e contraddizione relative all’analisi dell’attuale situazione politica. Ma alla fine si è sempre trattato di un proficuo scambio di vedute, almeno per me ! Di nuovo le rinnovo i miei auguri affinchè tutto si possa risolvere nel migliore dei modi per una persona come Lei, che si è speso tanto per la sua comunità!

  2. Caterina Cogliati ha detto:

    Forza e coraggio Don Giorgio. La rabbia e lo sconforto sono tante in questi giorni. Forse Dolzago ha bisogno di Lei, ma anche e ancora di più Monte la SUA COMUNITA’, quella comunità che ha Lei ha saputo CREARE. La comunità rischia più che mai ora di perdersi e di essere divisa. Foza Don Giorgio non è solo non lo è mai stato.

  3. Luciano ha detto:

    Caro don Giorgio, purtroppo l’apparato gerarchico sembra prevalere ma non vincerà. Lei è uno spirito libero, capace di trasmettere il desiderio di continuare il Cammino perchè è credibile con il suo modo di vivere e di affrontare il quotidiano. In questi giorno, ho avuto modo di leggere l’ultimo libro scritto da Alberto Maggi “Chi non muore si rivede”. Scrive del suo dramma di sofferenza che ha vissuto qualche tempo fa, raccontando i molti momenti di dolore fisico, di sfinimento e di sofferenza interiore. Ma racconta soprattutto, di quanta positività si è riempita questa esperienza di dolore. Quanto amore ha ricevuto e ha potuto dare e quanta comprensione ha e gesti d’affetto ha donato e ricevuto e continua a ricevere e trasmettere. E’ un libro davvero allegro, positivo e anche drammatico, che ha la capacità di coinvolgere e assaporare tutte le realtà contenute, perchè vissute realmente, con tutta l’essenza dell’essere umano. Questo volume, nonostante il contenuto molto profondo, si legge in un soffio e lascia un aroma fragrante. A me ha fatto un sacco bene e mi ha dato lo stimolo per sforzarmi di vivere positivamente, affidandomi davvero al Padre, come ogni figlio che si sente amato. Se ha voglia e tempo, lo legga anche lei don Giorgio. Sono sicuro che ne avrà anche lei un ulteriore arricchimento interiore. Grazie per il suo impegno a mantenere vivo e attuale il suo sito che per me, è necessario. Grazie don Giorgio e continui con coraggio, non è solo. COn tanta stima e amicizia. Buona giornata

  4. Carla ha detto:

    Le esprimo la mia vicinanza per quella che considero un’ingiusta decisione.
    Forse, visto anche questo suo intervento personale, penso che abbia ora più tempo per il suo sito, rispetto a quando le feci una domanda tempo fa (lei mi disse che aveva un po’ da fare e poco tempo per il sito).
    Proprio a proposito della decisione da lei subita, può quindi, forse, rispondere a quella domanda che le feci:
    perchè non opporsi anche tramite un ricorso?

  5. trevize ha detto:

    Mi sono sovvenute due immagini durante la lettura di questo articolo.

    Una canzone di Battiato dal titolo “Testamento”, che può essere ascoltata all’url http://www.youtube.com/watch?v=6rPhxzYX31o

    La seconda immagine si riferisce ad un modo con cui i cacciatori catturano gli uccelli tenendoli in vita per poi usarli come richiami: prendono una corda e vi infilano un tubo, fanno un nodo creando un triangolo ed appendono la trappola ad un ramo. Quando un uccello si appoggia sul tubo, improvvisamente si trova a testa in giù e si aggrappa tenacemente all’unica parvenza di solidità data dal tubo stesso.
    Eppure sa volare, sa volare…

    Le foglie cadono e sull’acqua creano dei cerchi,
    tutto è così autentico e vibrante;
    una zanzara mi punge… tutto era sogno.

  6. Patrizia 1 ha detto:

    Coraggio don Giorgio, e come ben sappiamo, il coraggio è una qualità che di certo non le manca. Gli inizi non sono mai facili, ma il tempo è medico di ogni cosa.
    Forse oggi come oggi,hanno più bisogno di Lei a Dolzago, che a Monte Rovagnate.
    La vita non finisce, ma ricomincia.