Quando la mannaia si abbatterà sul collo del Mostro?

 

di don Giorgio De Capitani

Prova a dirmi che non posso più parlare di Berlusconi,
e poi ti rispondo per le rime!

Prova a dirmi che non posso parlarne male,
e poi ti mando… a quel paese!

Prova a dirmi che dovrei trattenermi dalle parolacce,
e poi ti mando… a defecare!

Sono rimasto troppo a lungo in silenzio,
anche con la scusa che avevo altro in mente.

La Congregazione del Clero
– sollecitata dai soliti bestemmiatori del Nome del Dio giusto –
dovrebbe pensare a riformare il clero corrotto,
a partire dai seminari milanesi, da cui escono preti già cotti,
invece che a minacciare preti che dicono la verità.

In questi ultimi venti o trent’anni
il nostro Paese ha subito violenze di ogni genere,

complici:

una destra corrotta dalla testa ai piedi,
una sinistra allo sbando, senza alcuna Idea politica,

una Chiesa connivente e vigliacca,
nella sua alta gerarchia e nelle sue istituzioni,

nei movimenti ecclesiali, vedi Comunione e Liberazione,
sommersi fino al collo nella merda del loro marciume!

E poi continuiamo a parlare di Democrazia, di Politica,
e di Chiesa di Cristo?

Dove sono andate a finire le iniziali maiuscole?

La Democrazia è stata frantumata sotto i colpi di un Bastardo,
con il tacito consenso di una sinistra con il cappio al collo,
con la benedizione di una masnada di gerarchi ecclesiastici,
che ancora oggi continuano a pulirsi il sedere con l’acqua santa,
ignari comunque del loro crimine imperdonabile,
sempre pronti in ogni caso a rifarsi la verginità.

Dio mio, la confessione è servita
come quando con il gessetto si scrive una oscenità sulla lavagna
e poi la si ripulisce con un cancellino.

E la Politica, dov’è?
Morta e sepolta da anni, da quando Berlinguer e Moro
sono stati colpiti da una mano folle
– che si chiami ictus o br rosse non importa –
tanto più che anche il seme gettato è marcito con loro:

dobbiamo ancora credere nelle parole di Cristo,
secondo cui il seme prima di farsi spiga deve marcire sotto terra?

Sono passati più di trent’anni,
e non è spuntato ancora nulla!

Nel frattempo, è arrivato un filibustiere, di nome Silvio,
che, approfittando del vuoto istituzionale,

– dopo il radicale repulisti di Mani Pulite:
quanta provvidenza!, avrà pensato il Cavaliere –,

ha okkupato ogni spazio, con sovrabbondanza illimitata,
permessa ancora auna volta da una sinistra assente,
iniziando così la sua azione vandalica,
che ancora oggi continua, nonostante che
delle istituzioni democratiche siano rimaste solo macerie:

lui ci gode nel calpestare le macerie,
anche perché crede di essere come l’Onnipotente ri-creatore.

E il popolo italiano?
Per sua natura deficiente,
ossia mancante di ogni senso democratico,
non si è ancora ripreso dal coma,
dopo l’orgasmo di un benessere fasullo.

Perché parlare di popolo?
Diciamo massa rincoglionita, materia informe,
coagulo tumorale.

E che cosa pretendiamo?
Che la gente quando vota cambi in meglio questo Paese,
che tuttavia la forza ce l’ha: quella di non affondare del tutto,
forse perché la fede del “resto” degli onesti
riesce ancora a mantenerlo in vita?

E, mentre il Criminale se la spassava di letto in letto,
prostituendosi ai piaceri di un potere mai sazio,
mandando a puttane generazioni e generazioni
di giusti e santi, di profeti e martiri della libertà,
 
la Chiesa Cattolica istituzionale se ne stava zitta zitta,
fregandosi le mani per aver trovato un benefattore,
– i soldi contano più dei quattro Vangeli,
per non parlare poi del capitale indotto –
urlando però contro i poveri cristi vittime di debolezze veniali,
maledicendo le violenze dei popoli oppressi fino al sangue,
scomunicando gli spiriti ribelli.

Santo Iddio!
Dov’eri, quando Lurido mostriciattolo mangiucchiava l’ostia,
sedeva a mensa con i monsignori e i cardinali,
ad ogni angolo bestemmiava la giustizia, malediceva il diritto,
tradiva i più elementari valori umani?

Certo, Tu perdoni anche i bastardi,
ma non hai forse detto che stai dalla parte dei più deboli?

Ora, fa’ quello che vuoi!
Però sappi che il tempo della nostra pazienza è finito!

Anch’io sono stanco di invocare i Tuoi fulmini:
sei così tenero, perché farTi incazzare?

“Dio è misericordioso!”,
continua a ripetere Papa Francesco.

Bene, godiamoci un Dio così materno,
e lasciamo che i poveracci nudi,
mostrando le loro rinsecchite vergogne bibliche,
–  dai divieti implacabili di una Chiesa “meretrix”, ma per nulla “casta”, –
si nutrano delle briciole che cadono dalla tavola dei maschioni strapotenti,
che se non altro permettono di acquistare tanti meriti
per andare poi in paradiso.

Ma perché pensare al paradiso?
Chissenefrega?

Sono credente, sono italiano:
in questi pochi anni che ho da vivere
non vorrei stare in silenzio aspettando il paradiso.

Perché già qui in terra non permettere un po’ di eden
soprattutto ai poveri cristi che non possono avere tutti quei beni
che invece si prendono, rubando,
gli epuloni sempre avidi di potere e di soldi?

C’è un ma!
I ricchi, i prepotenti, i disonesti, i ladri
come possono sempre farla franca, fare ciò che vogliono?

Se hanno tanto potere non è anche perché
il popolo non si ribella una buona volta, tagliando loro la testa!

Non sto qui a distinguere tra il senso figurato o no,
sto dicendo una cosa elementare:

una buona volta, il marcio va eliminato,
il medico usa il bisturi, e noi non possiamo fare lo stesso
quando c’è di mezzo un tumore maligno?

E dài, smettiamola con il buonismo e diamoci da fare,  
non c’è più tempo, ci stanno strozzando,
non vediamo più alternativa,
è finito anche il tempo delle grandi adunate per protestare,
non servono gli strilloni di mestiere,

urge un taglio netto: 
far saltare il collo dei prepotenti, dei farabutti,
estirpare una volta per sempre anche il loro seme,
per evitare che i figli e i figli dei loro figli
continuino le scelleratezze dei padri.

NotaBene.
Notizia assai interessante. Molto probabilmente a motivo della sua vita dissoluta, Erode fu colpito da una malattia ripugnante accompagnata da febbre e, per citare Giuseppe Flavio, da “un prurito insopportabile su tutta la pelle e continui dolori intestinali, gonfiori ai piedi come per idropisia, infiammazione all’addome e cancrena dei genitali con formazione di vermi, e inoltre difficoltà a respirare se non in posizione eretta, e spasmi di tutte le membra”. — Guerra giudaica, I, 656 (xxxiii, 5). È la cosiddetta gangrena di Fournier.

da L’Unità

EDITORIALE di Claudio Sardo

Un governo senza Berlusconi

29 settembre 2013

Silvio Berlusconi ha aperto la crisi contro l’Italia. Non si tratta soltanto di una crisi di governo. Siamo pericolosamente vicini a un collasso delle istituzioni democratiche, mentre nella società si diffonde un impasto di sfiducia, paura, perdita di competitività e di diritti. Questa crisi segnerà uno spartiacque: dalla seconda Repubblica purtroppo non si può uscire con una, pur limitata, condivisione.

Il governo Letta, benché privo di un accordo politico, è stato l’ultimo tentativo di gettare insieme un ponte verso un nuovo sistema, di porre le precondizioni di cambiamenti necessari.

Ma con Berlusconi è impossibile costruire. Non ha il minimo senso di responsabilità nazionale. Non gli interessa che a pagare i suoi ricatti siano i cittadini più deboli, le imprese che cercano di resistere alla crisi, le famiglie già colpite dalla perdita del lavoro e dai tagli al welfare. Così come, con cinismo, ha imposto che l’esenzione dall’Imu del 10% più ricco del Paese fosse a carico dei cassintegrati e delle imprese, oggi ha usato l’aumento dell’Iva – da lui provocato – per coprire la vergogna del ritiro dei ministri, motivato dalla ribellione eversiva ad una sentenza di condanna definitiva.

Qualcuno dirà che tutto era già scritto e che non bisognava avventurarsi sul terreno delle intese parlamentari con il Pdl. La discussione resterà aperta a sinistra. Ma in punto di partenza non può che essere il Paese, cioè quest’Italia declinante che aumenta il distacco dall’Europa e che rischia di precipitare in termini di produzione, di lavoro, di reddito, di solidarietà, di senso civico. Le elezioni non hanno dato alcuna maggioranza. Grillo ha giocato per Berlusconi e le larghe intese, fregandosene del cambiamento e cercando di lucrare su una rendita di opposizione. Il Pd non è stato capace di liberarsi dalla tenaglia, anzi alle elezioni presidenziali ha tentato persino di suicidarsi. E il leader del Pdl si è seduto sulla riva del fiume, anche perché sapeva che alcuni suoi processi stavano arrivando a sentenza.

La legislatura più incerta è cominciata così, tentando di aprire una strada per l’Italia prima ancora che per i partiti della strana coalizione. C’era una domanda di governo che veniva dai settori più deboli del Paese e dalle forze più esposte alla competizione interna ed internazionale. C’era una domanda di riforme, perché non si può più tornare al voto con questa legge elettorale. Se le nuove elezioni dovessero vanificare ancora le volontà degli italiani, sarebbe una catastrofe: svanirebbe ogni residuo di fiducia interna, scapperebbero gli investitori esteri e lo spettro populismo si allungherebbe sulla politica. Ma tutte le ragioni, che sono state all’origine del governo Letta, non sono venute meno. Anzi, sono diventate più grandi. L’Italia ha bisogno vitale di cambiamenti profondi, di riforme serie, di un nuovo clima sociale.

La reazione di Berlusconi alla sentenza ha colpito il governo alle fondamenta, nella sua stessa credibilità. Le dimissioni dei parlamentari Pdl annunciate mentre Letta era a Wall Street a convincere gli investitori a scommettere sull’Italia sono state un colpo alla schiena. In uno Stato di diritto le sentenze si rispettano. Come si rispettano le leggi: un condannato per reati gravi come la frode fiscale si ritira dagli uffici pubblici senza neppure bisogno di un voto sulla decadenza. Questo accade ovunque c’è una Costituzione. Su questo è stato chiaro fin dal primo giorno che il governo Letta non avrebbe fatto sconti, né baratti.

Il governo Letta non è mai stato un’assicurazione per Berlusconi. Ora è stato dimostrato. La presenza del Pdl in maggioranza era semmai per il Cavaliere l’avamposto da cui lanciare l’affondo finale. Ma ora è arrivato il momento della verità. E non solo lui, ma l’intero suo partito e i suoi elettori sono chiamati a una scelta dalla quale può dipendere il prossimo futuro. È chiaro che nulla sarà più come prima. Dopo questo strappo, Berlusconi si è autoescluso dal confronto sulla transizione economica, sociale e istituzionale del Paese. Si è chiamato fuori dall’arco costituzionale, per dirla con parole del passato. Ora bisognerà vedere se il Pdl reggerà e se dalla sua rottura emergerà una nuova destra, europea e costituzionale, disposta a costruire le basi dell’Italia di domani.

Enrico Letta non deve mollare. E il Pd deve sostenerlo nel prossimo passaggio cruciale in Parlamento. Sarebbe demenziale a questo punto giocare di sponda con Berlusconi per arrivare ad elezioni immediate, senza cambiare neppure la legge elettorale. Letta e il Pd devono sfidare la destra, devono riproporre il tema di un governo fino alla fine del 2014 a quanti nel Pdl non accettano l’oltraggio all’Italia. Certo, la scena dei ministri Pdl licenziati come domestici sorpresi a rubare non offre molte speranze: ma sappiamo, e vediamo, che alcune coscienze sono turbate.

Letta e il Pd devono riaprire la sfida anche con Sel e anche nel campo dei grillini. Certo, sarebbe irresponsabile proseguire la legislatura con una maggioranza formata da qualche scilipoti del Pdl e/o dei Cinque stelle. Ma Letta sia chiaro in Parlamento: non ci saranno salvacondotti per Berlusconi come per nessun altro nelle sue condizioni; le riforme elettorali e istituzionali sono necessarie per costruire un nuovo sistema politico; la ripresa europea si riaggancia con politiche di equità e con politiche fiscale concentrate sul lavoro (altro che sconti Imu ai più ricchi). Se la maggioranza avrà una sua solidità politica (compreso il progetto di una destra alternativa a Berlusconi), si punti al traguardo del 2014 con il Cavaliere all’opposizione. Se i numeri saranno esigui si abbia almeno la dignità di cambiare la legge elettorale prima di tornare al voto. È una battaglia decisiva per l’Italia. Ma sapevamo che la battaglia decisiva sarebbe passata dentro questo governo.

 

 

12 Commenti

  1. Pietro ha detto:

    PUNTO DI DOMANDA:
    se si parla ( a vanvera) di un “Decreto Svuota-carceri”, cosa c’entrano coloro che sono FUORI dal carcere?
    Continuiamo a girare intorno alla sostanza del problema, per motivi che, a giusta ragione, insospettiscono la gente
    che non ci sta ad essere presa per il culo.
    Bisogna svuotare le galere? Ebbene, pensate BENE a come svuotarle!!! Intanto, pianificate il recupero di edifici penitenziari costruiti ed abbandonati, a nuovi edifici che offrano quel minimo di dignità umana ai detenuti …
    Altrimenti, come meravigliarsi se un carcerato, a fine pena, ne esce più abbrutito e meno recuperato?

    • GIANNI ha detto:

      Provo a rispondere al quesito:
      direi che la questione è duplice.
      Per un verso il problema carcerario, per il quale in sede europea ci hanno concesso ormai poco tempo.
      Per altro verso il problema giudiziario, e cioè:
      gli arretrati giudiziari riguardano sopratutto casi minori, cosiddetti bagatellari, per i quali di solito interviene la prescrizione….
      Si dice che è inutile tenere le aule di giustizia impegnate con questi casi.
      Quindi, questo potrebbe essere risolto con un’amnistia, situazione che non verrebbe, invece, toccata dall’indulto, che invece inciderebbe sull’estinzione della pena e, quindi, sullo svuotamento delle carceri.

  2. Pietro ha detto:

    Caro don Giorgio,
    il “mostro” ha generato la sua prole ed a me non va di sprecare parole e perdere il mio tempo ad inseguire gente che ha come dio il denaro, il potere, la convinzione di avere diritto a privilegi che non sono costituzionali, ma arbitrari e contro il principio di equità e legalità.
    Il trattamento economico dei politici, parlamentari o istituzionali, non sta nè in cielo nè in terra, poichè stabilito da loro stessi.
    Cosa aspetta BRUXELLES a mettere ordine in questa materia, stabilendo criteri di minimo e massimo per tutti i paesi europei?
    I signori ricchi non vogliono pagare l’IMU solo per motivi di principio: i ricchi siano sempre ricchi, anche nella crisi; i poveri che siano pure miserabili …
    Uhè! A che gioco giochiamo?
    … E il “gruppetto” formato Alfano-“quid” che fine ha fatto? Si sono ricompattati tutti?
    In nome di che, della giustizia sociale che hanno portato avanti in questi ultimi vent’anni?
    La giustizia sociale non è la legge del più forte!

    Alla scuola elementare non ve l’hanno insegnato?.

  3. Filemore ha detto:

    E’ tutta una sceneggiata!
    Lo hanno “tradito” per finta.Hanno solo avuto la furbizia di non mettere Sandro Bondi fra i “traditori”.
    Così come è stata una sceneggiata il litigio in diretta a Ballarò fra Cicchitto e Sallustri.
    E’ stata l’unica mossa possibile per trasformare una sconfitta (l’umiliazione dellas condanna) in una vittoria per abbindolare gli elettori del PdL.

    Ed ora moriremo dal ridere!
    Berlusconi in gessato che va con l’auto blu guidato dall’autista e scortato a fare il servizio sociale.
    Per un anno lo rivedremo, padre della patria, in foto mentre abbraccia l’orfanello, consiglia i giovani sulla loro vita,consulta i registri della ONLUSS cui presta servizio, accarezza la vecchietta di turno, vittima della malagiustizia come Mandela, Tortora e capitan Secchiotta, ed accettare, afflitto e renitente,l’incarico gravoso di Presidente della Repubblica:” non voleva egli, no signori miei, non voleva accettare un così gravoso incarico, ma il senso del dovere, della Patria e della Libertà gli hanno imposto, con la morte del cuore di salire al Quirinale e con umiltà accettare…ecc…ecc…” le solite fregnate.
    Non è morto. Entro 14 mesi c’è lo ritoviamo presidente della repubblica.

  4. Osvaldo ha detto:

    Adesso con la formazione del neo gruppo parlamentare degli alfaniani saranno costretti a cambiare la giunta per la decadenza.
    IL GIORNO DEL VOTO,CHE È IL 4 SARÁ RINVIATO!
    Ma in che mani siamo?
    Tutta una farsa, finte divisioni,discussioni,tragedie,sono dei veri attori.
    Come si lamentano dell’aumento di 1 punto iva,quando loro nel 2010 l’hanno portata da 19 al 20%.
    TUTTO PER GUADAGNARE TEMPO,VEDI LEGITTIMI IMPEDIMENTI,FINTE UVEITI…………..INTANTO PER I PROBLEMI DEGLI ITALIANI E DELL’ITALIA NON C’È TEMPO!

  5. Patrizia 1 ha detto:

    Lo avevo già scritto in un passato commento, che i colpi di coda del caimano sarebbero stati feroci, e mi sa che il brutto deve ancora venire, potrebbero accorgersene tutti quelli che lo hanno seguito fino ad oggi, chi è causa del suo male pianga se stesso.
    Le macerie che ci lascia questo triste ventennio, sono ingenti, basti pensare a tutti i morti ammazzati a causa della crisi, e basta leggere la cronaca per rendersi conto che questo Paese ha subito una arretratezza morale e culturale, il caimano ha fatto un “ottimo” lavoro.
    Ora traiamone la giusta morale, lasciamo da parte tutte le liti e le divisioni e rimbocchiamoci le maniche, c’è molto da fare.

  6. Giuseppe ha detto:

    Leggo in questo momento che Papi, con l’ennesimo giro di valzer, ha preso la parola in Senato, al posto del capogruppo Schifani, per rinnovare la fiducia al governo Letta. Se c’era bisogno di un’ulteriore dimostrazione della sua inaffidabilità, il cavaliere di sventura è stato solerte a fornircela. Confermo il mio precedente commento, rafforzandolo se possibile, nella convinzione che sia necessario sbarazzarci al più presto della sua presenza ed invadenza. Mi auguro che la scissione minacciata dalle “colombe” del partito azienda, si materializzi, anche se della presenza in parlamento di un altro soggetto politico ne avremmo fatto volentieri a meno, affinché la controfigura di Al Capone si renda finalmente conto che il suo potere è ormai ai titoli di coda e che le sentenze debbono essere eseguite.

  7. simbad il marinaio ha detto:

    Buttare tutti i TELEVISORI nella spazzatura.

    Sicuramente molti di noi non sopravviverà. Pazienza.

    BUTTARE, BUTTARE, BUTTARE, BUTTARE, BUTTARE, BUTTARE.

    SAREBBE IL CASO DI BUTTARE ANCHE PC E SIMILI.
    NON E’ “ROBA” PER TUTTI.
    COME TENERE UN’ARMA DA SPARO IN CASA!.

  8. Giuseppe ha detto:

    Chi è rimasto sorpreso dall’ultima alzata di ingegno del padrone della libertà, nonché comproprietario del cagnolino Dudù, o è un ingenuo o è in malafede. San Silvio martire, perseguitato per causa della giustizia, e quindi beato secondo il suo personalissimo catechismo blasfemo, irriverente ed ipocrita, non vedeva l’ora di far saltare il banco, truccando le carte. Non è una novità, l’ha sempre fatto, sin dai tempi delle sua “discesa in campo” per evitare il fallimento del suo corrotto impero economico. Non fu lui a mandare a monte mesi di lavoro estenuante chiamandosi fuori dalla commissione bicamerale per le riforme istituzionali, da lui stesso proposta? E che dire di tutte le innumerevoli occasioni in cui dopo aver rimediato figuracce epocali o preso cantonate solenni, ha fatto di peggio nel tentativo di metterci una pezza o trovare una giustificazione purchessia? Per non parlare dell’incidente con la minorenne Noemi Letizia, che segnò l’inizio della fine del suo secondo matrimonio. Insomma la sua specialità è rovinare le cose, sempre! La costante di tutte queste situazioni è una sola: un egocentrismo senza limiti che lo porta a prevaricare il prossimo (fingendo di averne cura) e a violare qualsiasi legge, naturale o civile, con la pretesa di potersi sottrarre ad ogni giudizio perché nessuno secondo lui (e i suoi devoti) è degno di poterlo fare. La presenza delle altre persone, nel suo microcosmo, è un male necessario che viene aggirato blandendole con munifiche elargizioni di carità pelosa, o liquidandole con minacce velenose, perché ciò che viene prima di tutto, essendo l’unico vero obiettivo della sua attività imprenditoriale e politica, è sempre e comunque il bene di Berlusconi Silvio e il soddisfacimento di tutti suoi capricci.
    Augurarsi il suo addio alla politica attiva e l’esecuzione della pena detentiva a cui è stato condannato, non è una cattiveria, ma solo il desiderio più che lecito che finalmente venga fatta giustizia ponendo fine alla sua tirannia mediatica.

  9. Pietro ha detto:

    Tanto tuonò,che piovve!
    Nella destra italiana qualcuno dei parlamentari più importanti ritrova il senso di appartenenza ad una cultura storico/politica che si basa su valori totalmente diversi, se non opposti ai sistemi berlusconiani (R.M.R= RICATTI-MINACCE-RITORSIONI) e trova il coraggio di servire un’idea, un pensiero e non un tizio farneticante che crede di valere l’Italia e più dell’Italia.
    Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!!
    Aspettavo da tempo che Alfano, Cicchitto ed altri si riappropriassero della personale capacità di pensiero critico, smettendo i panni di burattini nelle mani del capo-padrone delle ferriere.
    Cavolo! Ma, siamo o non siamo un paese democratico!? O vogliamo tornare al feudalesimo, con lo ius primae noctis?
    Accetto e condivido lo sfogo di don Giorgio, della sua esasperazione estendibile a tutto il popolo dei diseredati, disoccupati, super-tassati e …scassati!

  10. antonio ha detto:

    Buon giorno, Don Giorgio.
    Grazie anche per questo suo lucidissimo, appassionato e meritevole intervento.
    Troppe persone imbesuite dalle scemenze che trasudano le televisioni e un clero asservito al potere

    (ma non è così, purtroppo, fin dagli esordi, fino dal falso della donazione di Costantino, primo nucleo dello stato pontificio, intorno al 300 d.C., smascherato da Valla negli anni del 1400, finito formalmente nel 1871 con il ridimensionamento territoriale ma debordato poi oscenamente, peggio di prima con accordi con i peggiori regimi: i concordati del 1900 con i più schifosi fascisti e nazisti regimi, concordato, per quanto riguarda l’Italia, inglobato, tal quale nella Costituzione e poi amplificato da Berlusconi?)

    si sentono perse, impaurite, impotenti, imbelli.

    Scellerate, perchè non aprono gli occhi, non gettano le tv e la stampaccia asservita e non leggono qualche libro in più per tentare di capire: chi è causa del suol mal pianga se stesso e la smetta di frignare!

    Cari saluti.

    Antonio

  11. GIANNI ha detto:

    La prospettiva di un centrodestra diviso, determinerà, domani, le sorti dell’esecutivo Letta,secondo le ultime news…..
    Prospettiva politica, quindi, di una qualche novità.
    Io, però, non mi faccio illusioni.
    Che il governo ottenga la fiducia o meno, che ci sia un governo con, o senza Berlusconi, le cose poco cambiano.
    Si tratta sempre di tirarsi una coperta troppo corta.
    O introduciamo forme di nuova politica monetaria, o siamo destinati alla sconfitta, con o senza Berlusconi, con o senza questo o quello…..
    Berlusconi andrà incontro al suo destino, il governo pure, ma l’Italia si salverà se, e solo se, si reintrodurrà una politica monetaria diversa.
    Altrimenti, è come voler svuotare l’oceano con un secchiello.