L’harem di Berlusconi e il puttanaggio politico del gentil sesso
di don Giorgio De Capitani
Vorrei porre una domanda molto semplice, da lasciare un po’ in sospeso, per meglio soppesarla, senza dare una immediata risposta, per evitare così di banalizzare la stessa domanda con le solite frasi fatte, o con i soliti pregiudizi ideologici, o schemi mentali.
Parlando di Berlusconi, è inevitabile parlare delle sue donnette. Ci siamo scandalizzati della facilità e spregiudicatezza con cui l’Orrendum più detestabile della storia politica italiana ha violentato la “donna” in sé. Cerchiamo di capirci bene su questo. Non è tanto il fatto di essersi circondato di puttanelle, e di averle usate per istinti sessuali incontrollabili, ma il vero crimine sta nell’aver fatto della “donna” un suo possesso di potere. Non è dunque solo questione di puttaneggio di tipo etico. Berlusconi ha incarnato l’onnipotenza e la prepotenza del maschione nel disprezzo più osceno del genio femminile. Ed è qui che sta il mio giudizio più implacabile e violento. Ma la mia domanda è un’altra.
Sono più riprovevoli le donnette facili che si sono sdraiate sul letto, concedendosi alle voglie di Berlusconi, oppure le parlamentari che ancora oggi, nonostante le condanne giudiziarie, venerano il loro Protettore “politico”, con una difesa a oltranza, senza minimamente fare una specie di autocritica?
Le donne italiane dovevano senz’altro contestare le puttanelle che si sono vendute carnalmente al potere che ha tradito la dignità della donna. Ma non è ancor più deplorevole che ci siano donnette che vendono il cervello al potere berlusconiano?
Quando vedo e sento parlare la Gelmini, la Biancofiore, la Bernini, la Santanché, tanto per fare alcuni nomi, mi viene l’orticaria. Petulanti, irritanti, invadenti, stomachevoli, spudorate…
Mi chiedo: è più grave vendere il corpo o il cervello? Posso anche capire chi per necessità si vende il corpo, ma non accetto che si venda la propria dignità umana per sostenere un Criminale e pulirgli ogni giorno il culo, sporco di merda. Fino a quando sopporteremo questo osceno spettacolo di donnicciole, che tutti i giorni vanno in tv a prestare la loro fedeltà bavosa al Coso Maledetto, oramai ridotto in putrefazione?
Si parla di figli e figlie, come prossimi eredi del potere berlusconiano. Speriamo che su di loro non ricada la maledizione paterna, e che usino tutta la loro intelligenza, per togliersi da quel mondo politico che papà Silvio per decenni e decenni ha contaminato con le sue porcherie e le sue malefatte. Ma purtroppo il seme non si contraddice: qualcosa del padre sarà rimasto. E soprattutto ci sarà la forte tentazione di entrare in politica per salvare il loro regno economico, costruito sugli intrallazzi politici del padre.
Non voglio fare il profeta. Sul marcio non si costruisce, dal marcio viene altro marcio. Prima o poi tutto scomparirà nel nulla. La storia non perdona. Non facciamoci illusioni. Il tempo è un giudice incorruttibile. Anche Berlusconi e la sua stirpe maledetta concimeranno la terra, che sperò resterà solo un deserto, ovvero un mucchio di ceneri cotte dal sole implacabile.
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Sul piano della semplice sessualità il nostro eroe si è comportato più o meno come un qualsiasi maschio danaroso che per placare i bollenti spiriti ricorre ai servigi di donne che non hanno alcuna difficoltà a vendere il proprio corpo. L’unica differenza, a parte gli sconfinamenti nella pedofilia e a prescindere dalla consensualità della partner di turno, sta nel fatto che, grazie al potere socio-economico-politico del protagonista, i compensi si sono potuti estendere a partire dalla semplice regalia fino ad arrivare ad appartamenti, attività imprenditoriali, incarichi pubblici e privati e -dulcis in fundo- nomine istituzionali. É soprattutto questo il motivo che gli ha procurato i grossi problemi con la legge e la giustizia che tutti conosciamo (o dovremmo conoscere).
L’aspetto più scellerato e vergognoso, invece, è proprio sul piano mentale e culturale di questi rapporti, che tra l’altro non riguardano solo le donne. La lusinga irresistibile del potere e dei favori del capo ha finito per condizionare le capacità intellettuali ed emotive degli interlocutori, fino ad ottenebrarle del tutto, rendendoli di fatto dei succubi. Un vero e proprio plagio, quasi un processo di immedesimazione, in cui questi novelli schiavi sono stati portati a “ragionare” col cervello del padrone, pur essendo convinti di esprimere le proprie idee e la propria volontà. E se questo non è considerato un comportamento diabolico, secondo me gli assomiglia tantissimo.
Il diavolo lavora sui soggetti disponibili, questi sono tali.