
di don Giorgio De Capitani
Se fossi Dante Alighieri ricostruirei l’Inferno con dei Gironi dove mettere le varie facce della società italiana, e naturalmente anche un certo mondo ecclesiastico.
I giornalisti assetati di gossip, gli opinionisti stupidi e ammazza tempo, i politici politicanti delle varie sponde, gli amministratori incapaci, i fannulloni populisti, i sindacalisti alla mercé del caos, la gerarchia serva della religione più blasfema, il clero succube della virtù più ipocrita dell’obbedienza, il popolo ignorante ed egoista… Ne avrei di materiale!
Ma perché ricostruire l’Inferno dantesco, quando è già una realtà? Noi siamo all’Inferno, e non solo come viandanti curiosi alla ricerca del tempo che fu.
– No, dobbiamo essere ottimisti, dobbiamo sperare, avere ancora tanta pazienza…
Ah sì? Tanta pazienza? E nel frattempo il presente muore tra continue speranze tradite?
In questi giorni poi assistiamo a tanta insipienza da chiederci se non sia arrivato il tempo del giudizio universale.
Siamo veramente stufi di una società in balìa di una crisi che sembra eterna, anche perché nessuno vuole veramente dare quel colpo d’ali che ci permetta di rivivere.
Il nuovo sarebbe Matteo Renzi? Ma chi lo capisce? Neppure lui sa ciò che vuole, anche perché non ha idee chiare. Si alza al mattino, e si chiede: “Oggi che cosa succederà? Che cosa dirò? Che cosa farò?”. E spara qualche cazzata.
È di desta o di sinistra, o tiene il piede in cento scarpe? Questo non sarebbe importante, anzi sarebbe buon segno se significasse che Renzi è al di sopra degli schieramenti di partito. Ma non è così. Lui vorrebbe un suo partito che si giostrasse tra gli altri partiti. Ma non sa come giocare bene le sue carte. Punzecchia questo o quello, e la gente sta ancora a vedere.
Penso di avere avuto fin dall’inizio delle grandi riserve sul sindaco di Firenze. E, dopo qualche esitazione che mi ha portato a sperare, ora sono ancora deluso.
Adesso che ho saputo che vorrebbe incontrarsi con Silvio Berlusconi, mi vorrebbe voglia di buttargli addosso tutta la mia rabbia. Come può incontrare un pregiudicato? Non sarebbe come incontrare un mafioso? Che differenza c’è tra un mafioso e Silvio Berlusconi?
Questo è veramente il colmo! Questo è delirio! Pazzia! Connivenza!
Già il fatto che ti sfiori il pensiero di voler incontrare un pregiudicato, dovrebbe spingerti a chiedere perdono non tanto a Dio, quanto alla tua coscienza e alla coscienza del popolo italiano in quella parte di onestà che gli è ancora rimasta.
Caro Renzi, tu sei fuori strada. Stai attento: il consenso che hai appena ricevuto, lo puoi perdere in un solo istante. Ti chiedo: che idea hai di Democrazia? Vuoi essere pragmatico, diciamo realista? È chiaro che bisogna avere i piedi per terra, ma senza Idee chiare in testa, senza una grande Idea di Democrazia, non si può andare troppo lontano. Farai la fine che hanno fatto tutti i tuoi predecessori, da Prodi a Veltroni e Bersani. Con questa differenza: che loro qualche Idea di Politica l’avevano, ma non l’hanno saputo realizzare, per mancanza di coraggio. Tu forse il coraggio ce l’hai, ma ti mancano le grandi Idee in testa. Il coraggio, senza Idee, ti condurrà nel baratro.
Vorrei tanto che tu avessi ragione e un domani, incontrandomi, mi dicessi: “Caro don Giorgio, ti sei sbagliato!”. Ma oggi i miei presentimenti sono del tutto negativi.
Che dire poi del gossip che sta trascinando in basso la figura di François Hollande, l‘attuale Presidente francese? Questa ossessione di voler indagare sulla vita privata di un personaggio famoso è una morbosità (chiamatela pure esigenza giornalistica di informare), tale da chiederci: a che pro? Per il gusto di distruggere la persona, il suo diritto ad avere una vita privata sentimentale da gestire secondo la propria coscienza? Chiaro: non sto parlando di giustizia, ma di sentimenti! Ma è un personaggio pubblico? E che c’entra? Anzi, proprio perché è un personaggio pubblico che le notizie riguardanti la sua vita privata amorosa ti allettano di più, ti spingono alla ricerca anche dei particolari più piccanti. Concediamo pure che le riviste scandalistiche vivano di questo, altrimenti nessuno le leggerebbe, ma ciò che io condanno fermamente è l’insistenza sul gossip da parte di certi mass media nazionali, che invece dovrebbero mettere al centro ben altri aspetti della società.
E, state attenti!, non ditemi che allora abbiamo sbagliato a colpire anche Berlusconi sul suo rapporto con le donne. Anche un bambino sa capire la differenza tra ciò che ha fatto Berlusconi e il caso Hollande. Che Berlusconi avesse avuto un’amante, da parte mia non ci sarebbe stato nulla di male! Il problema è che Berlusconi ha voluto di proposito fare della donna (notate il singolare!) l’oggetto del suo potere. Tutto qui, e non è poco. Il delirio d’onnipotenza di Berlusconi riguardava anche le donne, prese come oggetto non tanto dei suoi desideri sessuali, ma oggetto del suo potere di predominio maschile! Rettifico: Berlusconi ha fatto della “donna” un oggetto per servirsene ai fini del suo delirio d’onnipotenza. Chiaro? No? Allora sei proprio un cretino!
E che dire della Lega che, oramai ridotta agli estremi, cerca di dimenarsi con qualche colpo di coda contro tutto ciò che sa di immigrazione, prendendo di mira la Kyenge? È anche una maniera per distogliere l’attenzione della gente dalle sue porcate, ed è sotto gli occhi di tutti ciò che ha fatto la Lega, e ciò che sta facendo. Ora anche Roberto Cota è indagato. E Matteo Salvini sta correndo ai ripari, chiedendo rinforzi alla destra più estrema. Maroni, con quel suo sorrisetto da idiota, tiene ben salda la sedia in Regione. Ma durerà poco. La sua insipienza politica lo manderà a gambe per aria!
Veramente idioti questi leghisti! L’ho sempre detto, e sostenuto. Barbari! Analfabeti! Zoticoni! Basta sentire come parlano, e basta vederli in faccia! Spariranno, tra l’indifferenza generale.
E Beppe Grillo, come se niente fosse, continua la sua battaglia contro i mulini a vento. Lui sì che ha imparato così bene a urlare al vento che non riesce più a smettere, anche perché questo suo modo di sbraitare è diventato il suo mestiere, per sopravvivere. Lasciamolo urlare, prima o poi perderà la voce! Peccato che i suoi seguaci non abbiano ancora il coraggio di dargli qualche pedata nel culo, rispedendolo al mittente: purtroppo non si conosce il vero mittente!
Se dovessimo andare a votare, fra qualche mese, chi voteremmo? Certo, bisogna andare a votare, ma chi votare? Vale sempre il criterio del minor male? Il problema è capire dove stia il male minore!
Mio Dio, come siamo conciati! In Italia non esiste l’ideale di politica, pur tra espressioni differenti in partiti o movimenti. Siamo in balìa di una misera politica, dove scegliere diventa sempre più un problema: ogni giorno si formano nuovi partiti e partitelli, i partiti tradizionali non esistono più perché emigrano da una sponda all’altra. Ma è corretto che un candidato che io ho scelto perché apparteneva a un certo partito, successivamente, dopo poco tempo, questo politico cambi partito?
Ma la Chiesa ci salverà! Adesso poi che c’è Papa Francesco, tutto sta diventando più facile. Mi chiedo: se una persona come credente migliora, non migliora anche come cittadino? Se diciamo che la società civile non va bene, come possiamo dire che la Chiesa va bene? Se veramente la Chiesa è sulla via della conversione, automaticamente non dovrebbe esserlo anche la società civile? Invece no. Il popolo italiano è allo sbando, vota questo o quel partito che ne combina di tutti i colori, secondo il criterio del “votare i corruttibili”, e come possiamo allora parlare di credenti sulla via della riforma radicale? E se pensiamo che i politici “cattolici” (ancora oggi esistono partiti di ispirazione cattolica!) si sono alleati con i potenti più corrotti, non parliamo poi dei Movimenti ecclesiali (vedi Comunione e Liberazione), come la mettiamo? E che dire della stessa gerarchia della Chiesa che tiene tuttora buoni rapporti con ricchi e potenti che violano i diritti più sacrosanti degli esseri umani? E si ha il coraggio di dire che oggi la Chiesa è sulla via della conversione? Buffonate!
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