Preti che mi fanno vergognare di essere prete!

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di don Giorgio De Capitani
Quasi tutti i giornali hanno ripreso l’intervista che don Antonio Mazzi ha rilasciato a Klaus Davi. La riassumo.
Don Antonio Mazzi, noto fondatore di Exodus, comunità di recupero dei ragazzi tossicodipendenti, noto anche per le sue frequenti partecipazioni a leggeri programmi televisivi (chi non ricorda la sua costante presenza a “Domenica in”, ai tempi di Mara Venier?) è stato nei giorni scorsi intervistato da Klaus Davi, conduttore del programma KlasuCindicio. Ecco le battute che hanno scatenato un certo scandalo.
«Secondo me – ha detto don Mazzi – Berlusconi è stato perseguitato dai magistrati. È una magistratura che ha giocato sull’uomo, come anche in altri casi, diciamocelo». E ha aggiunto: «Questa magistratura per certi versi la amo, per altri la critico. È venuto il momento in cui tutti coloro che hanno giudicato Berlusconi si facciano un serio esame di coscienza su quello che ha fatto. Mi riferisco a tutti i magistrati». Alla domanda di Davi se i giudici avessero commesso peccati contro Silvio, don Mazzi ha risposto: «Altroché, peccati imperdonabili. Sarei capace di perdonare chi ammazza qualcuno se chiede il perdono, ma un magistrato che ha in mano un potere così forte e che lo usa solo per suo interesse, commette un peccato grave. Non capisco perché si possano usare attenuanti nei riguardi di pedofili e assassini seriali, e poi ci si accanisca contro Berlusconi. O c’è una linea che al di là della giustizia capisce la storia di ogni uomo e cerca di interpretarla…¦ Ma se la giustizia vale per se stessa, e davanti non ha più una storia o un uomo, ma soltanto una esecuzione fredda, mi spiace, ma io non ci sto». «Lei perdonerebbe Berlusconi?». «Certo. Non l’ho mai giudicato, anzi, io lo assolverei in cinque minuti». Don Mazzi poi aggiunto: «Non vorrei la Pascale in comunità. Non per la persona, questo vale per tutte le coppie… A Silvio farei fare gruppi di ascolto con i ragazzi. Credo che potrebbe dare e ricevere umanamente, e che potrebbe imparare, come anche insegnare ai ragazzi che hanno sofferenze immense. Farebbe bene ai ragazzi perché è un uomo di valore, e a loro farebbe sicuramente bene».
Le parole di don Mazzi non lasciano dubbi. E, se devo essere sincero, non mi hanno particolarmente sorpreso, conoscendo il personaggio. Ma vorrei allargare il discorso.
Questi preti che si vantano di essere “di frontiera” – don Mazzi ripetutamente si autopresenta come “prete di strada”, e in realtà nessuno nega che siano gente impegnata per il recupero dei più disadatti – mi hanno fatto sempre riflettere sul loro modo di pensare e di relazionarsi col mondo politico. Cito il caso, ben noto, di don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro. Non voglio entrare nelle sue vicende giudiziarie (per truffa e per abusi sessuali), ma, anche prima che succedesse lo scandalo, mi chiedevo come potesse un prete essere amico intimo di Berlusconi. A quei tempi, erano note anche le mie prese di posizione contro quel Coso Immondo. Ed ecco la mia riflessione. Questi preti così impegnati nel sociale come mai sono alleati col potere più forte e più marcio? Un motivo ci dovrà pur essere. Secondo me, il motivo è puramente materiale. Hanno bisogno di soldi, di sovvenzioni, di appoggi anche politici per il sostegno delle loro comunità. Lodevole, dunque, il loro impegno nel campo sociale, ma machiavellico il metodo usato per tenere in piedi le loro opere. E questo è veramente scandaloso e contraddittorio. Si recuperano i disadatti in un certo modo, e poi, quale modello di società si propone loro? Che cosa cambia nella vita di questi ragazzi, se escono dal mondo della droga, e poi restano nel mondo schifoso di una politica marcia e senza valori? Don Pierino e don Antonio mi devono spiegare come hanno potuto offrire ai loro ragazzi un modello di società simile? Togliete la maschera, cari confratelli. Mi fate orrore! Don Gelmini, per forza di cose, da tempo si è autospeso dal suo ministero sacerdotale: don Mazzi che cosa aspetta?
E poi vorrei dire un’altra cosa. Alla Chiesa le Comunità di recupero hanno sempre fatto comodo, come hanno sempre fatto comodo i vari don Verzè e company. Con le loro opere “caritative” salvavano il culo sporco della Chiesa! Ancora oggi, è così. Ma la Chiesa, chissà perché?, non ha mai sopportato i preti scomodi per le loro idee. La carità serve a mantenere la struttura, le idee ne mettono a rischio le fondamenta.
Ben vengano anche le Comunità caritative e le Opere assistenziali, ma non possono stare al gioco di una Chiesa, a cui interessa l’appoggio dei potenti. Tranne casi rarissimi, non ho mai sentito parlare di un prete impegnato nell’opera assistenziale che abbia contestato la Chiesa, nei suoi dogmi dottrinali e moralistici. Mai! Sono preti che se ne stanno zitti, nel loro brodo, anche se, lo ripeto, sono ammirevoli per il loro impegno sociale. Ma che stiano anche zitti, quando sono provocati sul loro modo di vedere il mondo politico, soprattutto se i personaggi in questione sono già dei condannati definitivi. Altrimenti, si arriva al vergognoso paradosso di fare del bene da una parte, e di distruggerlo poi, proponendo come modello lo stesso male che schiavizza i più deboli.
Cavoli! Non può stare in piedi questo modo contraddittorio di educare. Qui siamo nella pura pazzia diabolica!
(Caro) don Mazzi, quando ti sento parlare, in genere su tutto, mi viene il voltastomaco. Sì, su tutto, anche su problemi educativi in generale. Sei di una ipocrisia imperdonabile. Ipocrisia, che significa opportunismo, qualunquismo, quel taglia e medicare che dice e non dice. Tu la Chiesa la tocchi con il piumino, e vorresti così strofinare un po’ di polvere, e qualche volta usi il fazzoletto per pulire le narici, ma non vai mai alla radice. Non hai né il coraggio e neppure la capacità di farlo. Diciamo che le tue idee sono conformiste.
Se fossero vere, e non ho dubbi che lo siano, le tue risposte su Berlusconi mi fanno spavento, non solo perché dimostri quanto sei viscido, ma perché, invece che fare della carità un mezzo potente per cambiare le cose, la usi ma per restare nel sistema, per di più giustificando con la carità il sistema stesso del male. Questo è pauroso”! Questo è imperdonabile! Questo è osceno! Questo è blasfemo!
Lasciamo pure la coscienza di Berlusconi al Padre Eterno, ma come può un cristiano non arrabbiarsi di fronte a un politico che ha distrutto non solo la democrazia, ma la mente stessa di milioni di cittadini? Altro che assolverlo in cinque minuti! Ancora oggi, pur nella sua decadenza finale, lo spedirei al Giudice Supremo. Non m’interessa la sua coscienza, m’interessa che sia ancora qui, presente con il suo corpo deforme, a tenere ancora i fili del palcoscenico italiano.
(Caro) don Mazzi, prendilo pure nella tua comunità. Ma ogni giorno dovresti proporlo ai tuoi ragazzi come l’artefice del non-bene, della non-giustizia, della non-democrazia. Dovresti loro dire: “Ragazzi, voi sapete già che cos’è la merda (la droga). Ora avete davanti la Merda in persona!”. Lo dovresti umiliare a tal punto da renderlo insopportabile, fino a quando ogni ragazzo possa urlare: “Adesso basta! Toglilo dalla mia vista!”.
(Caro) don Mazzi, voglio essere ancor più schietto. Hai fatto bene a invitare, nella tua comunità, Berlusconi ad assolvere il suo debito con la giustizia. Prima ti serviva economicamente in un modo, ora in un altro. I soldi fanno comodo sempre. Non puzzano mai, neanche se i proprietari sono oramai cadaverici.
 

11 Commenti

  1. Giorgio Mignani ha detto:

    Condivido l’analisi di don Giorgio De Capitani.
    Dei presbiteri come lui la Chiesa ne avrebbe tanto bisogno!
    “La verità rende l’uomo libero”!

  2. diogene ha detto:

    “… Farebbe bene ai ragazzi perché è un uomo di valore, e a loro farebbe sicuramente bene” ???
    Mi piacerebbe sapere quali sono i VALORI che potrebbe trasmettere ai ragazzi il coso!

  3. Patrizia ha detto:

    Intanto, stiamo parlando di un prete da operetta, per non dire altro.
    Quello che fa di Silvio un personaggio osannato ancora adesso sono i suoi soldi, e lo pseudo-prete Mazzi mostra di non esserne immune.
    Viva i veri preti, e cioè: Don Giorgio De Capitani.

    • Patrizia 1 ha detto:

      Salve, sono la Patrizia più antica che frequenta il sito, visto che ora siamo in due, con vero piacere devo dire, per evitare equivoci d’ora in avanti mi chiamerò Patrizia 1. Condivido in pieno il commento e penso che il problema della Chiesa sono personaggi più che squallidi come questo.
      Ciao

  4. Pier ha detto:

    A Silvio farei fare gruppi di ascolto con i ragazzi. Credo che potrebbe dare e ricevere umanamente, e che potrebbe imparare, come anche insegnare ai ragazzi che hanno sofferenze immense. Farebbe bene ai ragazzi perché è un uomo di valore, e a loro farebbe sicuramente bene».

    FARESTI A silvio IL PIU’ GROSSO FAVORE CHE lui SI ASPETTA, GLI DARESTI L’OPPORTUNITA’ DI DIFFONDERE LA sua DOTTRINA

    E NON TI VERGOGNI? E AHI IL CORAGGIO DI CHIAMARTI PRETE?….

  5. GIANNI ha detto:

    Anche l’esempio di don Mazzi dimostra come sia sempre errato fare di ogni erba un fascio.
    In tal senso, non esiste il prete, ma i preti, non l’avvocato, ma gli avvocati, non il magistrato, ma i magistrati……
    In altri termini, non sussiste un archetipo antropologico delle varie figure, per cui tutti i sacerdoti dovrebbero avere uguali orientamenti, valori ed idee, ma semmai, a parte l’ovvia condivisione di alcuni principi comuni, poi ognuno…..
    Capita pure che talora si verifichi una accesa dialettica, a volte una vera e propria contrapposizione in alcuni ambiti, basti pensare a cosa sta succedendo tra magistrati in questi giorni alla procura di Milano.
    Ovviamente ognuno parla poi anche come cittadino che ha le proprie personali idee, a prescindere dal fatto di essere sacerdote o meno.

  6. Luciano ha detto:

    Don Antonio Mazzi, crede di essere diventato un’artista del vangelo, ergo, si comporta come da copione, lanciando frasi ad effetto che, lasciano il tempo che trovano. Forse dovrebbe anche lui, fermarsi un attimo, prima di dare inutilmente fiato alle trombe. personalmente, ho avuto modo di essere presente, mentre celebrava messa nella piazza della stazione centrale di Milano, attorniato dai city angels che lo proteggevano dai “poveri”, come li chiama quel “superman2 di Furlan, il fondatore di quegli omini col berretto azzurro e la giacca a vento rossa. Non mi ha fatto una bella impressione. Sembrava una recita natalizia, dove ogno “brava persona2 presente, dopo la celebrazione, poteva scegliersi il povero di turno, a cui regalare in quel momento, un panettone o del vestiario, con buonapace della propria “coscienza”! Don Mazzi, faccia il pastore e non l’attore per convenienza e per popolarità!!!

  7. giuseppe casiraghi ha detto:

    Non vorrei andare fuori tema, ma mi riferisco alla frase ‘Non ho mai sentito parlare di un prete impegnato nell’opera assistenziale che abbia contestato la Chiesa’ Giusto! E io non ho mai sentito di un prete che contesta la Chiesa che abbia dato vita ad opere di carità. Tutte quelle comunità di base nate nel periodo d’oro del dissenso ecclesiale (per esempio S.Paolo fuori le mura con Dom Franzoni, oppure l’altro don Mazzi a Firenze) sono diventate cenacoli di intellettuali o comitati elettorali per una certa parte politica, e di opere assistenziali nate da loro non ne ho mai sentito parlare.
    Non sarà che un prete trova motivazione e sostegno nel suo slancio verso gli ultimi e i bisognosi dal rapporto filiale con la Chiesa e dal riconoscimento della paternità dei vescovi e del pontefice?

  8. Giuseppe ha detto:

    Istintivamente diffido dei “religiosi” che sono frequentatori abituali dei salotti televisivi, dove parlano con falsa modestia delle loro iniziative di carattere sociale, con il chiaro intento di ottenere consensi, soprattutto di natura economica, dal mondo artefatto e illusorio della finzione televisiva. Il gioco è evidente. Certi contenitori televisivi raccolgono un numero considerevole di spettatori propensi a credere a tutto ciò che viene loro proposto e totalmente privi di spirito di critico. La loro ricettività è grosso modo simile a quella della carta assorbente: danno per scontato che qualsiasi cosa venga detta pubblicamente in uno studio televisivo non può che essere vera, e quindi, se vedono un prete che ogni tanto butta lì qualche “perla di saggezza”, e reclamizza le sue iniziative, sono portati inevitabilmente a dargli fiducia. In ciò il buon don Mazzi è un maestro, dimostrando di trovarsi perfettamente a suo agio in questo ambiente. Non nego che avrà senza alcun dubbio compiuto un’opera meritoria fondando e gestendo una comunità di recupero, ma ciò che non mi ha mai convinto di lui è quel suo flirtare in modo solo apparentemente innocente con la telecamera, e quella eccessiva condiscendenza verso i conduttori e l’emittente di cui è ospite.
    E poi, diciamola tutta, ci sono cose ben più gravi per quali sarebbe opportuno, se non addirittura necessario, indignarsi. Questa uscita improvvisa proprio quando si ricomincia a parlare con insistenza delle possibilità di riabilitazione del suo amico Silvio, grazie alla ennesima, inutile ed insensata campagna mediatica lanciata dai suoi sostenitori (che, evidentemente, temono di perdere la paghetta), appare alquanto sospetta. Don Antonio, forse, sarà pure un buon sacerdote, ma si metta l’anima in pace. Silvio Berlusconi è un pregiudicato. È stato riconosciuto colpevole del reato di evasione fiscale e truffa ai danni dell’erario dopo ben tre gradi di giudizio, con sentenza definitiva, passata in giudicato e che perciò ormai è a tutti gli effetti equiparata alla legge dello stato. Non si sostituisca a Dio che è l’unico vero giudice e conosce a fondo l’animo delle persone coinvolte in questa storia, magistrati compresi, e torni a svolgere al meglio delle sue possibilità la sua missione di pastore.

  9. salvatore settino ha detto:

    se questo è il messaggio-ancora non ho sentito smentite ufficiali-i comportamenti,le dichiarazioni di questo psudi predicatori fanno allontanare molte persone oneste dalla chiesa perchè non vogliono essere confusi con essa.URGE SMENTITA UFFICIALE

  10. Giovanni Di Nino ha detto:

    Condivido anche le virgole di questa nota! Sono indignato per il pressappochismo dimostrato da un sacerdote che si dice vicino ai derelitti umani,ma anche vicinissimo a chi, come ricordato da don Giorgio, per un quindicennio, ha instaurato un regime mignottocratico e criminogeno, devastando poteri di acquisto di masse di pensionati e lavoratori dipendenti ed arricchendo la famelica casta degli evasori, corruttori, puttanieri, pedofili che abbondano in questo Paese irriconoscibile!