Dai leghisti ai grullini, da papa Francesco alla suora canora

Facebook Lawsuitdi don Giorgio De Capitani
Ogni tanto mi metto in pausa, e lascio la mia pagina di facebook vuota di commenti. Non lo faccio perché deluso. Lo faccio per dare modo ai miei detrattori di respirare. Pensate ai leghisti merdaioli in coma, o ai grullini disorientati dalle grullate del super Grullone! Ogni giorno ce n’è una, che non è una novità, ma la ripetizione noiosa e delirante delle precedenti. Capisco i leghisti che, rimasti in quattro gatti, farebbero di tutto, anche alleandosi con i cinesi, pur di salvare quel rottame che si sono trovati da gestire, ma penso ai grullini, che pena, ancora in luna di miele, che già si vedono in crisi d’amore!
Del sottoscritto potete dire tutto ciò che volete, ma non che non usi la testa, e la uso senza salire mai sul carro dei vincenti, o di quelle star che si travestono anche da papi, cardinali o preti o suore. A me, ad esempio, la popolarità di papa Francesco, osannato dalla destra e in particolar modo dalla sinistra, mi irrita, anche più di un papa come Benedetto XVI che, povero cristo, faceva bene il suo mestiere, tanto da essere malvisto da tutti, me compreso che in lui contestavo quella Chiesa che ancora contesto in papa Francesco. E, a proposito di popolarità nella Chiesa, non sopporto anche le suore canore che fanno impazzire gli utenti di internet. Qualcuno ha commentato, ed io condivido: meglio una puttana che fa bene il suo mestiere che una suora che non sa fare bene la suora! Chiusa parentesi.
Questo per dire una cosa: appartengo ancora alla Chiesa, ma la contesto vivacemente. E ci appartengo, per contestarla con più forza. Per cambiarla. So che è presunzione. Ma tento, almeno nel mio piccolo. Come si può sopportare gente di un partito o di un movimento, sia nel campo politico che religioso, che ha gli occhi bendati e dice sempre: Va tutto bene, madama marchesa? Certo, c’è una differenza tra me e un leghista o un grillino (lasciamo perdere i berlusconiani, poveri cristi, oramai appesi alle scelte “politiche” di Pascale e di Dudù), io non ho padroni, se non la mia coscienza, perché credo in un Dio che non mi vuole schiavo o burattino.
Vorrei aggiungere.
Ho pubblicato ieri sera l’articolo sul caso del professore picchiato dai genitori. Che dire? Siamo alle solite. I figli sono quelli che sono perché hanno genitori dissennati. Durante il mio ministero sacerdotale, diverse volte ho avuto anch’io a che fare con “simili” genitori che, oltre ad aver generato fisicamente i figli (una notte “dissennata”?), non sanno dare loro nulla di buono. Genitori – sono numerosi! – che, appena aprono la bocca, manifestano di quale pasta sono fatti. Stravedono per i loro figli, o, meglio, non li “vedono”. E poi succede quello che non deve succedere. E capita anche che alcuni figli, più assennati dei genitori, abbandonino per fortuna la casa, per andarsene a vivere da soli. Almeno questi figli si salvano! Così si spera. E si spera che non diventino a loro volta “genitori” come i loro genitori.
Non saprei cosa aggiungere d’altro, senza andare a dire le solite cose degli psicologi e degli psichiatri. La società è così, la società è cosà. E tutto torna come prima.
Vorrei concludere dicendo una cosa semplice: i figli si devono volere per amore, ed educare con amore. Altrimenti, lasciamoli nel mondo dei desideri, anche sotto la minaccia del castigo della Chiesa!
 

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